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Video del presidio #notav all’eco-festa 5 stelle: interventi e reazione delle forze dell’ordine

Durante il presidio di venerdì scorso all’eco-festa 5 stelle le forze dell’ordine hanno dimostrato nuovamente nei nostri confronti atteggiamenti di intimidazione e restrizione come già successo anche negli ultimi presidi.

Questa volta però hanno deciso anche di schierare la polizia in assetto antisommossa, per un presidio pacifico, dopo alcuni attimi di tensioni e intimidazioni per impedirci di spostarci di pochi metri ed essere visibili, anche se a debita distanza, all’Ecofesta del Movimento 5 Stelle, nonostante avessimo fatto a tempo debito la richiesta.

Queste intimidazioni non ci fermano e come abbiamo fatto venerdì continueremo a prenderci i nostri spazi e lottare fermamente contro chiunque voglia distruggere la nostra terra per far passare il TAV e coglieremo ogni occasione per dimostrare la nostra ostilità politica a tutti i partiti responsabili della devastazione del Tav e dello spreco di denaro pubblico.

Avanti #notav verso la #marcia del #5ottobre#DACHESAPASAMIA

Presidio #notav all'ecofesta 5 stelle: interventi e reazione delle forze dell'ordine

Durante il presidio di venerdì scorso all'eco-festa 5 stelle le forze dell'ordine hanno dimostrato nuovamente nei nostri confronti atteggiamenti di intimidazione e restrizione come già successo anche negli ultimi presidi. Questa volta però hanno deciso anche di schierare la polizia in assetto antisommossa, per un presidio pacifico, dopo alcuni attimi di tensioni e intimidazioni per impedirci di spostarci di pochi metri ed essere visibili, anche se a debita distanza, all'Ecofesta del Movimento 5 Stelle, nonostante avessimo fatto a tempo debito la richiesta.Queste intimidazioni non ci fermano e come abbiamo fatto venerdì continueremo a prenderci i nostri spazi e lottare fermamente contro chiunque voglia distruggere la nostra terra per far passare il TAV e coglieremo ogni occasione per dimostrare la nostra ostilità politica a tutti i partiti responsabili della devastazione del Tav e dello spreco di denaro pubblico.Avanti #notav verso la #marcia del #5ottobre! #DACHESAPASAMIA

Gepostet von No Tav Brescia am Dienstag, 10. September 2019

Il decreto sicurezza Bis riguarda anche noi no tav e tutte le lotte!

Il 5 agosto il senato ha dato il via libera al voto di fiducia che il governo aveva posto sul cosiddetto decreto sicurezza bis, la riforma su soccorso in mare e ordine pubblico approvata dall’esecutivo il 15 giugno. La fiducia è passata con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti. Hanno votato a favore Lega e Movimento 5 stelle.

Oltre alle vergognose norme contro i salvataggi in mare delle persone migranti vorremmo fare luce sulle misure in materia di ordine pubblico contenute nei due decreti Salvini.
Misure gravissime che di base hanno l’obbiettivo di impedire ogni forma di contestazione presente e futura sul nostro territorio che non provenga da partiti e sindacati.
Misure atte a garantire l’impossibilità che si sviluppino rivolte e che le lotte popolari e contro le grandi opere inutili possano continuare nel loro percorso.

Vediamo in breve cosa prevedono questi decreti e perché penalizzano anche la nostra lotta contro il TAV:

1) E’ stato re-introdotto il reato di blocco stradale, una pratica di lotta spontanea ed efficace, adottata da tutti i movimenti dal basso, si pensi non solo alla Val di Susa ma anche agli scioperi dei facchini e dei braccianti, che grazie al governo gialloverde diventa un reato punito con la reclusione da 1 a 6 anni. Le pene sono estese anche al blocco di treni, altra pratica messa in campo più volte dai notav a livello nazionale.

2) Con il decreto sicurezza bis vigerà anche l’obbligo di subire le violenze della polizia. Il semplice fatto di portare con sé a una manifestazione una protezione passiva contro manganelli e gas (per esempio una maschera antigas per non intossicarsi con i lacrimogeni sparati a dismisura in Val Susa dalle forze del disordine), viene punito con pene dai 2 ai 3 anni di carcere.

3) L’articolo 7, introducendo come aggravante il contesto di manifestazione, aumenta le pene per reati che sappiamo godere di una faziosità già tutta a beneficio degli agenti della repressione: “violenza o minaccia a un pubblico ufficiale”, “resistenza a un pubblico ufficiale” e “violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti”. Inoltre si cerca di colpire al cuore lo spirito di contestazione, applicando la reclusione fino a due anni per il reato di “interruzione di ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità”, sempre se commesso “nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico”.

4) Altra disposizione a misura di notav è quella che prevede da 1 a 4 anni di reclusione per chi “lancia o utilizza illegittimamente” fuochi artificiali, bengala o fumogeni durante le manifestazioni. Il riferimento è ovviamente alle passeggiate notturne notav in val di Susa, durante le quali il cantiere viene spesso illuminato da fuochi artificiali lanciati dai notav come azioni di disturbo.
Però anche un fumogeno (di tutti i colori), usato anche da noi in più occasioni di manifestazioni o azioni di disturbo, viene bollato come pericolosissima arma.

Evidentemente il continuo aumentare di chi in questi anni sta cercando di costruire un’alternativa con la lotta sociale, dal diritto all’abitare, passando per lo sfruttamento lavorativo, alle discriminazioni razziali e di genere e arrivando alle lotte ambientali e contro le grandi opere inutili, ha fatto sì che dalle istituzioni si ritenesse necessaria una ulteriore stretta autoritaria.

In tutto questo vogliamo sottolineare la responsabilità del movimento 5 stelle, che con il governo gialloverde non solo vuole far partire il TAV ma verrà ricordato anche per aver approvato una serie di misure che consentiranno di punire ancora più pesantemente chi si oppone a queste grandi opere inutili, dando l’assenso alle leggi liberticide di Salvini, vietando la libertà politica e civile di tutti e tutte noi.

Questa repressione delle lotte ci da sempre più motivi per continuare questa battaglia per il nostro presente e il nostro futuro! Avanti No Tav!

La Polizia sgombera il blocco dei NO TAV dell’autostrada A32 Torino Bardonecchia, Torino, 28 febbraio 2012. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

La polizia spara dal viadotto dell’autostrada lacrimogeni mirando alla testa dei manifestanti nel 2011

 

Blocco delle trivelle ieri a Calcinato: DA CHE SA PASA MIA!

Ieri mattina un gruppo di NO TAV che si oppongono alla costruzione del TAV Brescia-Verona hanno bloccato per qualche ora una trivella che stava lavorando nella zona di Calcinato, in località Sant’Anna.

La trivella di ieri mattina si trovava nello specifico nei terreni dove dovrebbe sorgere il cantiere della galleria di Lonato.
La galleria del TAV taglierà la falda acquifera sottostante provocando danni non solo al Comune di Lonato, così come denunciato anche dagli amministratori comunali dei comuni mantovani interessati dalle conseguenze del progetto.

Un’altra azione di disturbo per denunciare che questa inutile grande opera, senza il ben che minimo controllo delle amministrazioni locali, procede i suoi sondaggi esplorativi sui nostri territori nonostante le molteplici mancanze in sede progettuale e di finanziamenti.

Nonostante la nostra denuncia si sia svolta pacificamente con il preciso scopo di riportare alla luce quanto sta accadendo, le persone presenti sono state obbligate sotto minaccia di fermo dalle Forze dell’Ordine all’identificazione.

Forze dell’ordine in collaborazione con la Polizia Locale che, come abbiamo denunciato, hanno svolto controlli unicamente verso i NO TAV presenti senza verificare invece che i carotaggi fossero autorizzati, svolti e segnalati come da legge.

Nelle settimane precedenti erano state decine le segnalazioni di richiesta di accertamenti inoltrate da comitati locali e abitanti del posto ad Amministrazioni e alle Forze dell’ordine.

Richieste di verifica e accertamento che non hanno mai ricevuto risposta.

Continueremo con ogni mezzo a denunciare quanto sta accadendo sulle nostre terre perchè l’abbiamo detto e continueremo a ribadirlo: DA CHE SA PASA MIA!

Val Susa: oggi operazione dei carabinieri contro i No Tav – SOLIDARIETA’ A TUTTI E TUTTE!

Solidarietà a tutti e tutte i NO TAV che per l’ennesima volta subiscono la repressione poliziesca che cerca ancora e in ogni modo, anche i più vigliacchi, di intimidire, spaventare, e smorzare gli animi di chi lotta per salvare il proprio territorio e il futuro di questo paese.

Nonostante i ripetuti tentativi che da più di 20 anni mettete in atto non siete e non riuscirete mai a fermare l’intero movimento NO TAV, perchè andremo avanti tutti e tutte insieme, ognuno nel proprio territorio, fino alla vittoria!

Solidarietà a tutti e tutte da tutti gli uomini e le donne che si oppongono al Tav Brescia-Verona.

E’ iniziata stamattina sul presto in Valsusa un’operazione giudiziara da parte dei carabinieri contro diversi No Tav con la perquisizione anche della Credenza di Bussoleno e del presidio di Venaus (pare dispensando numerose minacce).

Protagonisti di questa vicenda 8  attivisti No Tav del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e degli NPA.  Gli agenti si sono recati in maniera prepotente nelle abitazioni dei ragazzi e, oltre alla perquisizione degli oggetti personali di ognuno, sono anche state fatte delle perquisizioni personali (spogliati nudi) tentando di umiliarli e intimorirli . In seguito, sono stati portati tutti tra le caserme di Susa e Rivoli  e li  a quattro di loro sono sono stati notificati gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni, mentre agli altri l’obbligo di firma giornaliero.

Appena saputa la notizia, sono subito arrivate da parte degli abitanti di Bussoleno dimostrazioni di solidarietà.

L’episodio incriminato è un’azione di solidarietà svoltasi a Bussoleno il 17/09/2015, a seguito di una cena degli NPA in Clarea, quando un attivista  li presente era stato inseguito e fermato in paese per un “controllo” e diversi altri No Tav, saputa la notizia, erano accorsi per vedere cosa stesse capitando senza però mai far precipitare la situazione.

Ricordiamo che in quell’occasione specifica alcuni agenti, oltre ad aver aggredito verbalmente le persone presenti, erano scivolati in squallidi luoghi comuni  razzisti del tipo ” Ho avuto meno problemi con rumeni e albanesi che con voi”. Inoltre di fronte alla normale reazione della gente della valle ad affermazioni di quello stampo, uno di loro ha risposto ” Se ci fosse il fascismo non ci sarebbe il problema della vostra protesta”.

A tal proposito ci fa sorridere che proprio una delle frasi che li avrebbe infastiditi al punto da applicare misure cautelari, è stata proprio “Siete dei fascisti”, considerando poi anche il fatto che negli uffici dei Carabinieri di Susa pare che spuntino qua e la calendari del duce e spillette fasciste.

La militarizzazione di quel giorno della Valle dopo l’iniziativa degli NPA e l’azione giudiziaria di oggi hanno il sapore dell’intimidazione verso chi  continua a mantenere costante l’iniziativa in Clarea, ed è un evidente segnale del fatto che chi sta a difendere il fortino giorno e notte, sia stanco e frustrato. Se da una parte infatti abbiamo la questura che mette in campo operazioni politiche assolutamente sottotono per cercare di indebolire il movimento, dall’altra abbiamo i carabinieri che fanno operazioni in pompa magna giusto per dimostrare che ci sono e sono attivi sul territorio e nella degradante difesa di quel cantiere illegittimo.

Ma come sempre sapremo rispondere come merita…inutile dire che anche questo ennesimo tentativo di intimidazione non ci spaventa e continueremo a lottare, come da 25 anni ad oggi, sempre a testa alta!

Solidarietà a Giulia, Guido, Fulvio, Andrea, Luca, Giorgio, Stefano e Paolo! Avanti No Tav!

Manifestazione alla ZAD di Testet, Remì muore durante gli scontri con la polizia

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da notav.info Durante la notte di domenica 26 ottobre Remi Fraisse, giovane studente di Tolosa di 21 anni, è morto durante gli scontri con la polizia a Testet, nei pressi del cantiere dove le autorità francesi vogliono costruire la mega- diga di Siviens.

Questa grande opera da 1,3 milioni di metri cubi d’acqua sarà un affare per le grandi aziende d’agricoltura industriale (a discapito dei piccoli contadini) e comporterà la distruzione di tutto quel territorio che ospita molte specie protette di animali.

La ZAD (zona a defendre-zona da difendere) durante l’estate era stata più volte attaccata dalla polizia e sabato migliaia di persone avevano risposto all’appello di manifestazione in difesa del territorio e contro le grandi opere.

Gli scontri con la polizia sono incominciati sabato pomeriggio, verso le 16, con la polizia presente in grandi numeri e già durante le prime ore molti sono i feriti tra i manifestanti (5 portati in ospedale).

Durante la notte, tra le 2 e le 3 del mattino, i manifestanti raccontano di lacrimogeni sparati ad altezza uomo e di granate stordenti fino a quando, prima di un lancio intensivo, un plotone di polizia è avanzato per raccogliere una persona a terra. Questa scena è stata vista chiaramente da  tutti, poiché la grande presenza di mezzi dalla polizia illuminava “a giorno” l’area degli scontri. Diversi video su quella notte stanno girando sul web.

l corpo di Remì è stato quindi subito preso dalla polizia e l’autopsia renderà note ai più le ragioni della morte lunedì pomeriggio anche se chi è stato sul luogo degli scontri, chi ha partecipato a quella notte di lotta, riferisce già da ieri la dinamica di quanto è successo, lasciando pochi dubbi su cosa abbia ucciso Remi: una granata stordente lanciata dalla polizia lo ha colpito lasciandolo a terra.

Guardando quelle immagini di scontri non possiamo non riconoscere una situazione vissuta da noi tante volte, i gas lacrimogeni lanciati ad altezza uomo che infestano l’aria e rendono le persone facili bersagli per chi gioca a fare la guerra. Riconosciamo nei ragazzi di ZAD, che abbiamo avuto modo di incontrare più volte anche qui in valle, quella stessa determinazione e quello stesso coraggio che anche noi abbiamo dovuto mettere in campo molte volte sfidando divieti e le truppe di occupazione.

Leggiamo nella loro testardaggine l’amore per la propria terra e la volontà di difenderla, di non cedere il passo a polizia e potenti di turno.

Vediamo in Remì uno dei nostri ragazzi e per questo ci stringiamo attorno ai suoi compagni, familiari ed amici.

La lotta sarà la risposta a questa inaccettabile morte.

Forza ZAD!

NOI NON DIMENTICHIAMO: SAPPIAMO CHI E’ STATO!

Invitiamo tutti a guardare la puntata di ieri sera di #presadiretta intitolata “Morti di Stato”: ribadiamo sempre più forte il nostro NO AGLI ABUSI IN DIVISA, affinchè casi come quelli di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Michele Ferrulli, Riccardo Rasman, Giuseppe Uva, Paolo Scaroni, Stefano Gugliotta, Tommaso De Michiel e tanti, troppi altri non si ripetano MAI PIU’, Diaz compresa! Senza ovviamente dimenticare Sole e Baleno, prima vittime della repressione #notav!

Pretendiamo quindi l’introduzione del reato di tortura e del numero identificativo sulle divise delle forze dell’ordine! Invitiamo inoltre tutti non solo a parlarne e condividere queste tragedie, ma anche ad agire non facendo mai sentire sole le famiglie di queste vittime dello Stato!

NOI NON DIMENTICHIAMO: SAPPIAMO CHI E’ STATO!

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