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Val Susa: oggi operazione dei carabinieri contro i No Tav – SOLIDARIETA’ A TUTTI E TUTTE!

Solidarietà a tutti e tutte i NO TAV che per l’ennesima volta subiscono la repressione poliziesca che cerca ancora e in ogni modo, anche i più vigliacchi, di intimidire, spaventare, e smorzare gli animi di chi lotta per salvare il proprio territorio e il futuro di questo paese.

Nonostante i ripetuti tentativi che da più di 20 anni mettete in atto non siete e non riuscirete mai a fermare l’intero movimento NO TAV, perchè andremo avanti tutti e tutte insieme, ognuno nel proprio territorio, fino alla vittoria!

Solidarietà a tutti e tutte da tutti gli uomini e le donne che si oppongono al Tav Brescia-Verona.

E’ iniziata stamattina sul presto in Valsusa un’operazione giudiziara da parte dei carabinieri contro diversi No Tav con la perquisizione anche della Credenza di Bussoleno e del presidio di Venaus (pare dispensando numerose minacce).

Protagonisti di questa vicenda 8  attivisti No Tav del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e degli NPA.  Gli agenti si sono recati in maniera prepotente nelle abitazioni dei ragazzi e, oltre alla perquisizione degli oggetti personali di ognuno, sono anche state fatte delle perquisizioni personali (spogliati nudi) tentando di umiliarli e intimorirli . In seguito, sono stati portati tutti tra le caserme di Susa e Rivoli  e li  a quattro di loro sono sono stati notificati gli arresti domiciliari con tutte le restrizioni, mentre agli altri l’obbligo di firma giornaliero.

Appena saputa la notizia, sono subito arrivate da parte degli abitanti di Bussoleno dimostrazioni di solidarietà.

L’episodio incriminato è un’azione di solidarietà svoltasi a Bussoleno il 17/09/2015, a seguito di una cena degli NPA in Clarea, quando un attivista  li presente era stato inseguito e fermato in paese per un “controllo” e diversi altri No Tav, saputa la notizia, erano accorsi per vedere cosa stesse capitando senza però mai far precipitare la situazione.

Ricordiamo che in quell’occasione specifica alcuni agenti, oltre ad aver aggredito verbalmente le persone presenti, erano scivolati in squallidi luoghi comuni  razzisti del tipo ” Ho avuto meno problemi con rumeni e albanesi che con voi”. Inoltre di fronte alla normale reazione della gente della valle ad affermazioni di quello stampo, uno di loro ha risposto ” Se ci fosse il fascismo non ci sarebbe il problema della vostra protesta”.

A tal proposito ci fa sorridere che proprio una delle frasi che li avrebbe infastiditi al punto da applicare misure cautelari, è stata proprio “Siete dei fascisti”, considerando poi anche il fatto che negli uffici dei Carabinieri di Susa pare che spuntino qua e la calendari del duce e spillette fasciste.

La militarizzazione di quel giorno della Valle dopo l’iniziativa degli NPA e l’azione giudiziaria di oggi hanno il sapore dell’intimidazione verso chi  continua a mantenere costante l’iniziativa in Clarea, ed è un evidente segnale del fatto che chi sta a difendere il fortino giorno e notte, sia stanco e frustrato. Se da una parte infatti abbiamo la questura che mette in campo operazioni politiche assolutamente sottotono per cercare di indebolire il movimento, dall’altra abbiamo i carabinieri che fanno operazioni in pompa magna giusto per dimostrare che ci sono e sono attivi sul territorio e nella degradante difesa di quel cantiere illegittimo.

Ma come sempre sapremo rispondere come merita…inutile dire che anche questo ennesimo tentativo di intimidazione non ci spaventa e continueremo a lottare, come da 25 anni ad oggi, sempre a testa alta!

Solidarietà a Giulia, Guido, Fulvio, Andrea, Luca, Giorgio, Stefano e Paolo! Avanti No Tav!

NO TAV TRENTINO: STATE OCCUPANDO ABUSIVAMENTE LA NOSTRA TERRA! FERMIAMO LE TRIVELLE!

E’ una vergogna! Per un unica trivella TAV, hanno militarizzato un piccolo fazzoletto di Trentino…due blindati della celere, carabinieri, polizia di stato, digos. Succede nella tranquilla Novaline, lungo la strada che porta a Vigolo Vattaro.
Ma come….non avevano ritirato il progetto? Come mai in questo Trentino che, a detta della Provincia, vede la popolazione favorevole
all’alta velocità, si arriva con tanta arroganza e violenza a blindare ed occupare l’intera area circostante il cantiere?
Ci stanno mostrando chiaramente chi sono e che intenzioni hanno. Fanno ciò che stanno provando a fare in tutta Italia, dalla Val Susa a Taranto: devastare l’ambiente, appropriarsi dei territori e delle risorse.
E’ disgustoso constatare che siano così ciechi ed indifferenti da pensare di schiacciare con la forza la volontà popolare che naturalmente desidera e vuole difendere la propria terra, la
propria salute ed il proprio futuro.
La Provincia di Trento istituisce l’Osservatorio…per mostrare di facciata il lato democratico e di ascolto delle volontà locali, ma nella realtà impone il tav con la forza pubblica.
Strana idea di dialogo!
Come movimento no tav Trentino, fatto da donne e uomini, giovani e meno giovani, non ci facciamo intimorire e non ci stiamo a questo livello di scontro.
Faremo ciò che abbiamo sempre fatto in questi anni, mettendovi in guardia sul disastro che un’opera inutile come il tav porterebbe anche in Trentino: faremo ciò che abbiamo fatto a Marco di Rovereto, opponendoci a quest’ennesima trivella.
Il nostro presidio permanente di “Acquaviva e Resistente” sarà sempre attivo.

Chiediamo a tutte le cittadine ed a tutti i cittadini che hanno a cuore il Trentino, di fare altrettanto e di venire sul posto a vedere con i propri occhi ciò che accade.

Domani 28 ottobre alle ore 18,30 – assemblea pubblica- sempre sul terreno del presidio.

Presidio permanente notav “Acquaviva e Resistente”

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Solidarietà da tutta Italia per i fatti di lunedì 23 a Brescia

Comunicato di solidarietà del CS Bocciodromo di Vicenza

Come Comitato Popolare del quartiere Ferrovieri di Vicenza esprimiamo la nostra piena solidarietà e complicità ai compagni/e, agli attivisti/e aggrediti e fermati dalla polizia ieri a Brescia. Non possiamo accettare che persone che tutti i giorni lottano per la difesa dei diritti dei migranti, per il diritto alla casa e contro le grandi opere che devastano i nostri territori, vengano picchiate selvaggiamente come nelle peggiori dittature militari sudamericane. Fa ancora più rabbia vedere queste scene pochi giorni dopo che è stato svelato il meccanismo di corruzione e di malaffare che si nasconde dietro la gestione delle grandi opere in Italia. I veri criminali stanno nei palazzi del potere politico e imprenditoriale, sono quelli che speculano sulla vita delle persone e non certo chi ogni giorno lotta con i propri corpi per una vita degna.

Con i compagni e le compagne di Brescia ci unisce la lotta contro l’Alta Velocità, il paradigma di una governance che antepone gli interessi di piccoli gruppi di potere di fronte ai bisogni delle comunità. Veniamo da una città che ha conosciuto una lunga stagione di lotte contro le basi americane prima e contro il TAV ora. Non ci siamo mai fermati di fronte alle aggressioni, alle intimidazioni e alle misure repressive perché crediamo nella giustezza dei percorsi che in tanti e tante facciamo per costruire un mondo migliore partendo dai nostri territori. Sabato 28 marzo saremo a Brescia a fianco dei migranti, dei comitati e di tutti i cittadini bresciani che non accettano la mancanza di democrazia.

CS Bocciodromo

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Comunicato di solidarietà dei Comitati No Tav della Valle di Susa

Come Comitati No Tav della Valle di Susa esprimiamo totale solidarietà a chi lunedì 23 marzo è sceso in piazza a Brescia per ribadire la propria contrarietà alla linea ad alta velocità, unendosi al presidio dei migranti e del movimento per il diritto all’abitare.
Una manifestazione di dissenso repressa con forza spropositata che ha causato fermi e molti feriti. Ribadiamo che l’ormai comune utilizzo della violenza poliziesca, rivolta a qualsiasi forma di dissenso, non basta a zittire le proteste contro la sordità di quelle istituzioni che nulla vogliono concedere, disposte a tutto pur di tenere lontana la gente dai palazzi del potere.
Una prevaricazione dall’alto che conosciamo bene e che consideriamo inaccettabile e non casuale, soprattutto in questi giorni dove emergono nuove e sporche commistioni tra politica e malaffare nell’ambito della grande opera che combattiamo e che sottrae risorse utili a garantire servizi e dignità alle persone.
Il movimento No Tav riconosce i diritti imprescindibili della libera circolazione delle persone e di avere una casa dove vivere come tematiche di lotta importanti connesse allo sperpero di denaro pubblico. Esprimiamo la nostra vicinanza in particolare ai feriti, ai fermati e agli espulsi di oggi.
Fermarci è impossibile, No Tav ovunque!
Comitati No Tav, 23/3/2015
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Comunicato di solidarietà di Nicoletta Dosio
Dalla Valle di Susa che resiste contro il TAV e contro la devastazione sociale, economica, culturale ambientale che le grandi male opere portano con sé, giungapiena e fraterna condivisione alle donne e agli uomini migranti che a Brescia, con grande dignità e determinazione lottano per il diritto di soggiorno, senza il quale non sono possibili un’esistenza ed un lavoro dignitoso.
Contro il partito trasversale che siede nelle istituzioni e gestisce i grandi sporchi interessi si sono mobilitati al loro fianco compagne e compagni. La risposta è stata cariche della polizia con fermi, arresti, espulsioni, ferimenti da manganello.
La repressione è, come sempre, la risposta con cui il potere cerca di fermare ogni lotta capace di contrastare con efficacia sopruso e sfruttamento.
In questa Europa e in questo mondo del capitale e del mercato, dove il diritto di circolazione è garantito alle merci e al denaro, ma non alle persone, dove lo sfruttamento e la guerra aumentano vertiginosamente la distanza tra pochi ricchi e infiniti poveri, l’unica risposta possibile è il conflitto degli oppressi contro gli oppressori.
La nostra piena solidarietà va ai fermati e ai feriti e a voi tutti che non rinunciate a lottare per un presente migliore ed un futuro liberato. Siamo al vostro fianco!

Nicoletta Dosio, compagne e compagni della Valle di Susa
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Comunicato di solidarietà del CSA Dordoni
I compagni e le compagne del CSA Dordoni esprimono solidarietà con i compagni, i migranti e gli antirazzisti di Brescia che in questi giorni stanno lottando per i propri diritti contro razzismo e precarietà e per lo sblocco dei permessi di soggiorno dopo la sanatoria truffa del 2012, subendo numerose cariche da parte delle forze dell’ordine.
La repressione messa in atto da Questura, Prefettura e Comune è altissima e porta il conteggio di numerosi fermi che hanno colpito migranti e antirazzisti, nonché anche alcuni feriti.
Come al solito le cariche sono state brutali e messe in atto in maniera squadrista; ultima quella lanciata oggi dal dott. Farinacci, che rievoca le azioni fasciste del Ras di Cremona, di cui è omonimo!
 BRESCIA LIBERA!!
I/Le compagni/e del CSA Gastone Dordoni
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Comunicato di solidarietà del Laboratorio Crash
Negli ultimi tre giorni a Brescia sono accaduti fatti di grande gravità: davanti alle giuste e legittime istanze avanzate dal movimento delle lavoratrici e dei lavoratori migranti e dagli antirazzisti locali rispetto alla sanatoria e ai permessi di soggiorno abbiamo assistito a ripetute aggressioni da parte delle autorità per mezzo di manganellate, cariche, espulsioni immediate e violenze di ogni sorta. Tre giorni di “Stato di polizia” a Brescia non possono lasciare indifferenti, al contrario, solidarizzando con la straordinaria tenacia e determinazione del movimento bresciano, vogliamo denunciare a gran voce quanto accaduto in questi giorni e invitiamo tutti e tutte a Piazza dell’Unità alle 17h per comunicare alla città quanto sta accadendo a pochi chilometri da noi. 

Bologna Meticcia è al fianco della Brescia che lotta, che si batte, che spinge in avanti contro le ingiustizie sociali e per la dignità!
Permesso subito!

Solidarietà alla resistenza della Brescia Meticcia

Laboratorio Crash

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Presidio solidale a Bologna

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Comunicato di solidarietà ed adesione dei centri sociali e reti antirazziste dell’Emilia Romagna al corteo di Sabato 28 marzo indetto dalle realtà migranti ed antirazziste

25 / 3 / 2015

Quarto giorno consecutivo di mobilitazione (e oggi sarà il quinto) per migranti e antirazzisti a Brescia dopo le prime cariche di sabato, lo sgombero del presidio ed i fermi. Ancora in piazza e sempre più numerosi perché le istanze che hanno mosso il presidio di sabato 21 marzo riguardano tutte e tutti quelli che lottano contro le frontiere esterne e le barriere interne, contro lo sfruttamento, contro le politiche di austerità , per la giustizia sociale e per la libertà.

La mobilitazione partita sabato 21 marzo è parte di quella battaglia per l’abolizione della Legge Bossi- Fini, ormai in vigore da 13 anni, che nessun governo è stato in grado di abolire. Anzi a cui si sono aggiunte restrizioni su restrizioni, basti pensare alle Legge 94 del 2009 (il famoso/famigerato Pacchetto Sicurezza) che introduce la conoscenza della lingua italiana come ulteriore ostacolo per l’ottenimento dei documenti trasformando un diritto in un ulteriore barriera e il permesso di soggiorno a punti.

E’ una battaglia contro le politiche in tema di immigrazione che producono clandestinità, sfruttamento, precarietà di esistenza nei nostri territori e migliaia di morti nei nostri mari.

La manifestazione di Sabato 28 marzo riporta al centro la vertenza aperta durante il presidio di sabato scorso. Da un lato la vicenda della Sanatoria 2012 con la specificità della Prefettura bresciana che ha rigettato l’80% delle domande di emersione e di cui si rivendica il diritto al rilascio dei permessi di soggiorno. Una specificità che apre comunque la questione generale delle sanatorie truffa a cui tutte e tutti noi abbiamo assistito.

Sull’altro versante il modo in cui la Legge disciplina il fenomeno della migrazione per cui il legame fra lavoro e soggiorno in cui in un periodo come questo di crisi, in cui c’è un’emergenza occupazionale non si può pensare che centinaia di migliaia di persone in tutto il paese corrano il rischio concreto di perdere il permesso di soggiorno ed essere cacciati nella clandestinità.

Lo scorso sabato la Brescia meticcia ha messo al centro i diritti che volevano essere tenuti fuori dalla piazza centrale, relegati ai margini e a cui si è risposto istituzionalmente reprimendo il dissenso e impedendo di fatto la libertà di manifestare con manganellate, cariche della polizia, fermi ed espulsioni.

Ma i migranti, gli antirazzisti, la Brescia meticcia e solidale continua a mobilitarsi mettendoci la faccia per aprire spazi di democrazia.

Ci sentiamo parte di questa battaglia a partire dai nostri spazi sociali, dagli Sportelli migranti attivi in rete nel territorio regionale, dalle case occupate piene e ricche di rifugiati, alle piazze per costruire un’Europa senza confini, libera da razzismo e xenofobia, dalle gabbie securitarie e dalle imposizioni economiche della Troika.

Per questo Sabato 28 marzo saremo a Brescia al fianco dei migranti e degli antirazzisti in lotta.

Coalizione Centri Sociali Emilia Romagna (Casa Madiba Network, Tpo, Labàs occupato, Lab Aq16, Casa Bettola) Ass. Città Migrante Reggio Emilia, Ass. Rumori Sinistri Rimini, Ass. Ya Basta! Bologna

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Complici e solidali dal Nord-Est con migranti ed antirazzist* bresciani

24 / 3 / 2015

A partire da sabato 22 marzo a Brescia centinaia di migranti, sostenuti dalla città solidale, sono scesi in piazza per tre giorni consecutivi per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno. Nelle scorse settimane la Prefettura, adottando una interpretazione particolarmente restrittiva della Bossi-Fini, ha ufficialmente rigettato circa l’80% delle richieste provenienti dalla sanatoria del 2012, a dispetto di una media nazionale che si aggira attorno al 20%.

La Questura ha negato la possibilità di dissentire e di manifestare reprimendo le mobilitazioni in maniera violenta e scomposta, caricando più volte i cortei ed i presidi che si stavano svolgendo in maniera pacifica, compiendo diversi fermi ed arresti e provocando tre feriti. Al momento alcuni migranti risultano trattenuti presso i CIE, un giovane è sotto processo per direttissima, e le decine di fermi effettuati si sono tradotti in denunce per resistenza e violenza.

Per tre giorni la città è stata di fatto governata dalla polizia, che tenta di impedire con ogni mezzo l’affermarsi in piazza di un intreccio cooperante tra tutti coloro, migranti ed autoctoni, che lottano per nuovi diritti e per una nuova cittadinanza.

Altre mobilitazioni sono state lanciate a partire da oggi, in vista di un grande corteo antirazzista previsto per sabato 28 marzo.

Come attivisti dei centri sociali siamo complici e solidali con tutte le persone che in questi giorni a Brescia sono scese in piazza ed hanno subito le violenze della polizia, con il giovane arrestato ed i migranti fermati, con chiunque difende ogni giorno le nostre città da razzismo e xenofobia. Lottiamo insieme contro ogni confine, quelli delle città governate dall’ideologia securitaria e quelli dell’Europa fortezza, dove l’unica reale libera circolazione è consentita al capitale finanziario.

Per città meticce libere e solidali

CS NordEst

Centri sociali delle Marche

Napoliproject

Comunità in Resistenza Empoli/Csa Intifada

Cosa La Strada Roma

Casa delle Culture Trieste

Le testimonianze dalla piazza di ieri a Brescia

Ieri in piazza abbiamo raccolto alcune interviste che raccontassero dai presenti quanto successo ieri in piazza. Di seguito pubblichiamo tutta la diretta tenuta ieri da radio onda d’urto ma sopratutto invitiamo tutti e tutte a guardare il video della prima carica ordinata attorno alle 17.20 di lunedì 23 marzo dal dottor Farinacci, funzionario di Questura.

BRESCIA: TERZO GIORNO DI CARICHE CONTRO MIGRANTI E ANTIRAZZIST* CHE SI RIPRENDONO PIAZZA LOGGIA

CAzhMQhW8AIucVaAggiornamento lunedì 23 marzo

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Clicca qui per il video della prima carica ordinata attorno alle 17.20 di lunedì 23 marzo dal dottor Farinacci, funzionario di Questura.

Ore 24: il presidio lascia piazza Loggia liberata, “come insegnano i #notav – dicono i partecipanti…si parte e si torna assieme!” Domani MARTEDI ORE 16 PRESIDIO PIAZZA LOGGIA, SABATO 28 MARZO GRANDE CORTEO ANTIRAZZISTA, PER RIBADIRE CHE E’ E RIMANE UNA CITTA’ APERTA E LIBERA!

Ore 23: da piazza Loggia si leva alto il grido..”Brescia libera, liberi tutti! Domani martedì alle ore 16 presidio, sabato nuovo corteo…saremo migliaia!!!”

Ore 22.45: “un minuto più di voi!” Presidio ingrossato di 250 persone esce da piazza Rovetta e si riprende piazza Loggia!

22.35: secondo Ansa, arresto del migrante sarebbe da ricondurre a “lancio di una transenna”dopo le cariche poliziesche.

Ore 22.18: il presidio in piazza Rovetta va avanti ancora, ormai da tre giorni il movimento bresciano tiene testa a fdo. Intanto la Questura di ‪#‎brescia‬ è in superproduzione mediatica: ieri 9 (NOVE) comunicati stampa, oggi 6 (SEI) su ‪#‎permessosubito‬

Ore 22: presidio continua e torna a ingrossarsi. Il collegamento con Francesco, della Redazione, che ci racconta anche della “sparizione” di libri e zaini durante le cariche.Ascolta o scarica qui.

Ore 21.30: il presidio si siede a terra e non demorde, chiedendo a gran voce la liberazione dei migranti trattenuti tra domenica e oggi pomeriggio, lunedì. Sono sei: tre nel Cie di Bari, uno in stato di arresto (ignoto il motivo) e per due decisa l’espulsione immediata.

Ore 21: situazione fermati. 2 italiane (una compagna del csa Magazzino 47 e una…passante) rilasciate, un migrante arrestato (ignoto al momento il perchè) e per un altro disposta  espulsione immediata. In corso assemblea al presidio di piazza Rovetta.

Ore 20.40. I quattro fermati sono in Questura, le posizioni al vaglio del sostituto procuratore Lara Ghirardi. Presidio continua in piazza Rovetta.

Ore 20.00: i due compagni feriti sono stati dimessi e uno di loro sta raggiungendo il presidio in piazza Rovetta. La giovane compagna è stata dimessa dopo aver ricevuto quattro punti di sutura. Il presidio in piazza Rovetta prosegue a oltranza fino a che non verranno rilasciati i quattro compagni fermati. Rilanciato l’appuntamento per domani pomeriggio martedì con un presidio in Piazza Rovetta dalle 16. La lotta continua!!!!

Ore 19.15: La delegazione che ha incontrato la vicesindaco Laura Castelletti. Domani incontro con il sindaco DelBono. L’appello rimane quello di raggiungere piazza Rovetta. La corrispondenza e il resoconto con Umberto, uno dei membri della delegazione.

Le testimonianze dalla piazza raccolte da Marco della redazione. Ascolta.

Ore 18.50: La piazza si riempie con centinaia di solidali. Una delegazione è salita in Loggia per un incontro con la giunta. Due dei feriti dalle violente cariche ricoverati. Novità anche sulla situazione del migrante fermato domenica mattina con lo sgombero del presidio di piazza Vittoria: verrà rimpatriato in Pakistan con il volo delle 21.30 da Malpensa. La corrispondenza con Gabriele dell’associazione Diritti per tutti che ci racconta cosa sta accadendo e ricostruisce anche lui le cariche del pomeriggio. Ascolta.

foto farinacciore 17.30: Cariche al presidio di migranti e antirazzisti. Si sono verificate diverse cariche nei confronti dei primi compagni che si stavano concentrando in piazza Rovetta per il presidio lanciato dopo le due giornate di lotta del fine settimana. Non sono mancate fin da subito le provocazioni della Digos che ha sequestrato il furgone con l’impianto di amplificazione del Magazzino 47; poi le cariche violente. Diversi i feriti, tra loro anche una giovane ragazza del Kollettivo studenti in lotta. Quattro i compagni fermati, due migranti e due attivist*del csa Magazzino 47.  L’appello è quello di andare in piazza Rovetta!!!!

Le prime corrispondenze con le cariche con Umberto e Francesco della redazione. Ascolta

La corrispondenza sempre dal presidio con Umberto della redazione. Ascolta

La testimonianza delle cariche e il commento dell’avvocato dell’associazione Diritti per tutti, Manlio Vicini. Ascolta.

LUNEDì MATTINA – E’ stato un intero fine settimana di mobilitazione senza sosta per la Brescia meticcia, libera e solidale, quello appena trascorso.

Dopo lo sgombero poliziesco del presidio permanente di piazza Vittoria che migranti e antirazzisti avevano costruito dopo la manifestazione di sabato pomeriggio, avvenuto ieri mattina 22 marzo intorno alle 7.30, nel pomeriggio c’è stata una prima, importante, risposta con un migliaio di persone che hanno manifestato per le vie della città in un corteo spontaneo per lo sblocco della situazione legata alla sanatoria-truffa del 2012 e per chiedere la liberazione dei 4 migranti, sprovvisti di documentie vittime della stessa sanatoria truffa, trattenuti dalla polizia dopo lo sgombero: tre saranno rinchiusi nel CIE di Bari, per il quarto udienza di convalida dell’espulsione oggi pomeriggio alle ore 15.

Oggi la lotta continua: alle 17 di questo 23 marzo appuntamento in Piazza della Loggia per una manifestazione cui parteciperannopiazzaloggiaanche altre realtà, come il coordinamento No Tav Brescia-Verona. Per oggi era infatti prevista la visita a Brescia del dimissionato Ministro Lupi, autore dell’infame Piano casa e tra i più convinti sostenitori dell’inutile opera dell’alta velocità ferroviaria. Nonostante il forfait, l’appuntamento di mobilitazione è confermato.

Sarà l’occasione di fare il punto della situazione sulla lotta ad oltranza per i permessi di soggiorno e di manifestare tutte e tutti insieme per una sola grande opera: permessi di soggiorno, casa, reddito, dignità per tutte e tutti.  Vi proponiamo il confronto ai nostri microfoni tra Manlio Vicini, avvocato dell’Associazione Diritti per tutti, eDonatella Albini, capogruppo in consiglio comunale della civica “al lavoro con Brescia“, componente della maggiornaza in giunta. Ascolta o scarica

Verso il 5 ottobre…sul presidio di ieri sera a Desenzano

Grande partecipazione al presidio No TAV di ieri sera fuori dal palazzo comunale, per ribadire l’opposizione ad un’opera inutile e devastante per il nostro territorio, oltre che per denunciare l’assenza di informazione da parte dell’Amministrazione desenzanese (così come di tutte quelle gardesane). Continua la lettura di Verso il 5 ottobre…sul presidio di ieri sera a Desenzano

Abbattimenti in via Toscana: una settimana di solidarietà e informazione

LUNEDì 30 GIUGNO – ore 07:30

Questa mattina alcune persone si sono trovate nella zona di via Toscana, via interessata dagli espropri per il TAV a Brescia, per dare solidarietà agli espropriati, agli abitanti e ai negozianti, e fare informazione riguardo al passaggio dell’alta velocità. Faremo volantinaggio tra il traffico causato dai cantieri per la chiusura parziale di via Dalmazia, agli abitanti del quartiere, e dando la nostra solidarietà e aiuto ai negozianti gravemente penalizzati economicamente dai disagi del traffico e a tutte quelle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, informandole dei rischi che corrono per la loro salute.
Infatti questa zona rientra ancora nel cono PCB e mancando qualsiasi forma di trasparenza riguardo ai lavori di quest’opera non sappiamo se sono stati effettuati dei carotaggi per misurare le concentrazioni di PCB, e se eventualmente se misurato saranno messe in atto le opportune misure di sicurezza per il trattamento dei terreni inquinati. Consideriamo che da rilevazioni private sono state trovate concentrazioni molto elevate nei giardini limitrofi agli espropri.
Inoltre negli scorsi giorni sono state stoccate lastre e tubi di amianto; non sappiamo purtroppo se gli operai hanno usato le precauzioni adeguate, considerando quello che era successo a maggio in via Roncadelle. Quello che sappiamo per certo è che come sempre le persone che abitano a ridosso del cantiere non sono state avvisate di nulla: ne dell’inizio dei lavori, ne dei tempi degli abbattimenti, ne della presenza di amianto.
Inoltre siamo molto preoccupati riguardo alla messa in sicurezza della zona riguardo alle polveri che si solleveranno con gli abbattimenti: da dichiarazioni precedenti da parte di Comune e Italferr si era detto che sarebbero state messe delle protezioni. Per ora sono state installate delle semplici reti da giardino oscuranti, alte circa tre metri, sicuramente del tutto inadatte se lo scopo dovesse essere tutelare l’aria della zona dalle polveri.

ore 07:40

Le persone che vogliono controllare il corretto svolgimento dei lavori e dare solidarietà a espropriati e abitanti sono state bloccate dalle forza dell’ordine!

ore 09:30

Da quando hanno iniziato a lavorare in via Toscana ha iniziato a radunarsi gente, chi per solidarietà, chi per vedere come iniziavano i lavori, chi sorpreso perchè non sapeva assolutamente niente. Le forze dell’ordine continuano a delimitare la zona oltre la quale non possiamo passare.

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L’abbattimento della prima palazzina è stato terminato in poche ore; durante la demolizione si è sollevata molta polvere: nessun mezzo di sicurezza è stato adoperato per tutelare la salute di chi abita nei pressi del cantiere: viene usato un solo idrante, palesemente insufficiente per ridurre le polveri sollevate.

ore 17:36

Dopo alcuni attimi di tensione dovuti allo sradicamento non necessario di alcuni alberi del giardino di una delle case di via Toscana, giardino che l’amministrazione ha preso l’impegno di tutelare e conservare per costruire una zona verde, i lavori proseguono e inizia l’abbattimento del condominio che fino a qualche mese fa era abitato da una ventina di famiglie.

Nel frattempo molte persone si stanno riunendo a ridosso dei cantieri e inizia a esserci molta preoccupazione tra i presenti perchè stanno facendo cadere i detriti della demolizione delle case sui sacchi stoccati a terra contenenti amianto, rischiando di lacerarli e disperdere le fibre nell’aria mettendo a rischio la salute di tutti!

ore 18:02

La risposta delle forze dell’ordine alle preoccupazioni della gente per l’amianto sono caschi e manganelli!

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ore 19:00

Cambio di guarda? Si duplicano! Il livello di repressione è veramente assurdo: ci sono più forze dell’ordine che operai (cosa non nuova dati i rapporti numerici in Val Susa) e le persone presenti sono tenute lontane non per effettive ragioni di sicurezza.

ore 19:10

Le persone presenti a monitorare via Toscana hanno deciso di fermarsi anche più tardi nella serata per dar modo a chi non è potuto venire oggi di informarsi e decidere cosa fare visti i gravissimi fatti successi oggi.

Nonostante ASL, arpa, Noe dei carabinieri, vigili urbani e polizia locale siano stati avvisati dei rischi per l’amianto a cui tutti siamo stati esposti a causa del mancato rispetto delle norme minime di sicurezza i lavori proseguono e nessuno si fa vedere…

Video POLVERI durante gli abbattimenti.

ore 20:30

Prima della fine dell’orario dei lavori sono sopraggiunti dopo le chiamate dei presenti due agenti della polizia locale in moto, e un tecnico dell’ASL.

I primi dopo aver scambiato due parole con gli operai del cantiere se ne sono andati, rispondendoci che non erano interessati a quello che avevamo da dire a riguardo, che sapevano già tutto e che avrebbero scritto il loro rapporto.

Il tecnico dell’ASL ha detto che dovranno procedere domani con maggiori valutazioni per verificare l’effettiva presenza dell’amianto e che intanto i lavori sono sospesi in parte.

MARTEDì 1 LUGLIO – ore 07:49

L’accoglienza in via toscana questa mattina…

ore 08:11

Sono appena riniziati gli abbattimenti in via Toscana. La demolizione della seconda palazzina procede a rilento per paura di eventuali cedimenti o crolli che mettano a rischio lavoratori, abitanti e binari limitrofi alla casa. Inoltre a quanto abbiamo capito parte della palazzina non può essere demolita fino a nuovi accertamenti dell’ASL.

Consigliamo a tutti di munirsi di mascherine perchè già dopo pochi minuti che sono iniziati gli abbattimenti l’aria inizia a essere irrespirabile e molto irritante.

ore 13:14

Gli abbattimenti sono stati interrotti per accertamenti dell’ASL, effettuati dopo nostra segnalazione, per il rischio di dispersione di amianto dovuto a tubature presenti all’interno dell’edificio e ai sacchi in cui è stoccato l’amianto non in sicurezza.

Questa è l’ennesima dimostrazione di come vengono fatti i lavori del TAV e che per tutelarsi le persone devono agire in prima persona! 

Anche questa mattina la solidarietà continua e tante persone continuano a passare ...e stasera alle 20:30 ci incontriamo anche con i negozianti della zona, molto preoccupati delle conseguenze delle loro attività!

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ore 16:47

L’ASL dopo i controlli fatti decide di far riprendere i lavori. Non si sa cosa sia stato trovato nelle cantine del condominio e come sia stato smaltito. ASL non dà risposte a noi che abbiamo segnalato il problema. 

Il tecnico dell’ASL dichiara però che i sacchi in cui è stoccato l’amianto e sui quali sono caduti numerosi detriti (anche di grosse dimensioni) non sono stati rotti, anche se la cosa a tutti i presenti sembra impossibile dato che abbiamo assistito alla scena. 

E’ da sottolineare come in ogni caso questi controlli all’interno del condominio dovevano essere fatti prima dell’inizio dei lavori.

ore 17:14

Sono ricominciati gli abbattimenti e i sacchi contenenti amianto vengono spostati all”interno dei garage espropriati. Questa operazione doveva essere fatta prima dell’inizio dei lavori, e anche in questo caso senza una nostra segnalazione chissà cosa sarebbe successo, sempre all’insaputa delle persone che abitano questa zona e di tutti i bresciani. 

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ore 20:30

Questa sera alcuni attivisti del movimento No Tav Brescia, alcuni ex residenti della zona e alcuni commercianti si sono trovati in via Toscana per discutere della situazione di questi giorni e affrontare le preoccupazioni dei commercianti.

Durante la serata è emersa nuovamente la totale disinformazione di chi viene coinvolto da questi lavori: i negozianti si sono trovati da un giorno all’altro con le prime strade chiuse, con relativi problemi dovuti al traffico. Oltre alle perdite economiche che già iniziano a farsi sentire, e che mettono in allarme molti negozianti della zona già colpiti dalla crisi economica, le preoccupazioni riguardano anche l’inquinamento dovuto al traffico.

I negozianti hanno deciso quindi nelle prossime settimane di formare un comitato per tutelarsi e procedere tutti uniti nelle decisioni che verranno prese. Nel parlare quello che è emerso chiaramente è la domanda del perché per chi perde la casa è previsto un indennizzo, per minimo che sia, mentre per chi perdere il lavoro o un attività non è prevista nessuna forma di indennizzo.

Ci è infatti giunta voce tramite i negozianti, che alcune attività di via Corsica e via Dalmazia hanno intenzione o hanno già disdetto il contratto di affitto considerando le gravi conseguenze economiche che 2 anni e più di cantieri avrebbero sulle loro attività e sulla loro vita.

MERCOLEDì 2 LUGLIO – ore 08:27

Gli abbattimenti in via Toscana sono appena iniziati…diverse persone sono già presenti a controllare lo svolgimento dei lavori. La situazione è abbastanza tesa per i ritardi che “per colpa nostra”, come hanno tenuto a sottolineare, sono stati accumulati ieri nel procedere dei lavori. 

Questa sera però dalle 19:00 cena di solidarietà in via toscana…

Il TAV è arrivato anche in città a Brescia.
Ha portato il suo carico di devastazione e saccheggio. 
Le ruspe stanno abbattendo case nel quartiere Don Bosco in via toscana.

Abitanti e solidali invitano tutte e tutti ad una cena in solidartietà a tutte le persone colpite dal TAV. 

QUESTA SERA, MERCOLEDì 2 LUGLIO A PARTIRE DALLE ORE 19.00. IN VIA TOSCANA BRESCIA.
Porta quello che vorresti trovare: del cibo da condividere, la tua musica, la tua arte.

LORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO
NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

A SARA’ DURA

ore 10:41

Anche se dalle foto non si vede qui si sta alzando una nuvola di polvere enorme. Gli idranti che servirebbero a limitarla sono palesemente insufficienti. Inoltre l’ASL ieri ha detto che durante gli abbattimenti avrebbero l’obbligo di usare 3 idranti, con un getto che arrivi all’altezza massima della casa, mentre ne stanno usando 1 massimo 2 con un getto chiaramente insufficiente.

Come negli scorsi giorni comunque i lavoratori non usano spesso nemmeno le protezioni (quando è arrivata l’ASL però tutti indossavano caschetti e mascherine) e anche le forze dell’ordine continuano a respirare le polveri che si stanno sollevando.

Consigliamo nuovamente a chiunque passi in via Toscana di indossare e portare delle mascherine, anche se noi ne abbiamo sul posto parecchie da distribuire!

Nel pomeriggio hanno finito di abbattere anche la seconda palazzina; durante tutto il giorno ex abitanti, vicini, e molte altre persone sono passate in via Toscana..chi a portare la colazione ai primi arrivati, chi a portare un cioccolatino o dell’acqua fresca. La solidarietà e l’unione si fanno sentire e anche i più scettici iniziano a capire la nostra presenza e a supportarla per il bene di tutti.

Gli abitanti della zona iniziano anche a farsi domande sul dispiegamento esagerato di forze dell’ordine, palesemente inutili e pagate con i soldi di tutti per non fare nulla.

Vi aspettiamo per le otto per la cena di solidarietà!

Alessandra aggiornamento via toscana no tav

ore 20:07

Anche se non sono presenti camionette, per la prima volta da lunedì mattina (con presenza 24 ore su 24), ci sono due macchine della polizia, due macchine dei carabinieri e la digos a controllare il cantiere e tutte le persone che si stanno riunendo ora in via Toscana.

Più di 50 persone si sono trovate questa sera in via Toscana, condividendo insieme la cena e dando la propria solidarietà a chi ha perso la casa e alle persone che si trovano a vivere a ridosso dei cantieri, in condizioni veramente spaventose. Assenza di informazione, assenza di protezione per la salute e militarizzazione della via, anche per chi vi vive e lavora.

Durante la serata si è tenuta anche l’ultima riunione per l’Ecoparata di sabato dando un forte messaggio di solidarietà e condivisione anche da parte di altri comitati ambientalisti che si occupano di altre problematiche ambientali.

Il contrasto tra noi e loro è sempre più evidenteLORO PORTANO DISTRUZIONE E CEMENTO, NOI CONDIVISIONE E SOLIDARIETA’

GIOVEDì 3 LUGLIO – ore 08:39

I lavori di abbattimento sono ripresi. 
Ieri sera più di 50 persone si sono ritrovate a cenare in via Toscana: una serata di solidarietà e condivisione stile NO TAV!

Oggi alle 11:00 si terrà qui la conferenza stampa per l’ecoparata di sabato.

ore 09:13

I livelli di polvere sono di nuovo fuori controllo vista l’inadeguatezza degli idranti…che sono ancora 1 massimo 2 e non 3 come previsto!

ore 13:38

5 minuti: il tempo che il sindaco ha passato in via toscana..questa è la vicinanza ai cittadini! Il fatto che le persone che abitano a ridosso dei cantieri non siano state nemmeno informate dell’inizio dei lavori non è responsabilità sua. Il menefreghismo verso l’inquinamento creato nemmeno. I problemi dei negozianti della zona neppure…

ore 14:35

Anche l’abbattimento del condominio di via Toscana è terminato, sollevando polveri, e continuando a far uscire dal cantiere camion non in sicurezza: nonostante Cepav Due abbia rassicurato gli abitanti che i detriti sarebbero usciti con i camion coperti, abbiamo monitorato e non è così. I camion con i detriti che disperdono polvere non vengono ne bagnati ne coperti, quelli che trasportano altri materiali, come il ferro, hanno materiale che sporge dal bordo di diverse decine di centimetri. Il rispetto delle regole per la sicurezza è evidentemente un optional, e le forze dell’ordine al posto che controllare e segnalare queste anomalie continuano a controllare tutte le persone che invece si preoccupano della situazione allarmante.

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 ore 16:06

Forze dell’ordine pagate da noi per andare al bar o a passeggio.. con camionette sempre accese giusto per aumentare un po l’inquinamento della zona. Nonostante le lamentele dei presenti e degli abitanti della via l’atteggiamento di menefreghismo per la salute e per il rispetto delle persone continua. Per noi nulla di nuovo, ma la gente che passa resta molto stupita del trattamento “speciale” che stanno usando nei confronti di questo cantiere.

 VENERDì 4 LUGLIO – ore 09:05

I lavori in via Toscana procedono, ma l’abbattimento dell’ultima palazzina è stato rinviato di una settimana causa amianto. I sacchi di amianto stoccati nei garage espropriati vengono portarti via, mentre continua la bonifica della terza palazzina, contenente in diverse parti della casa grandi quantitativi di amianto.

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Le forze dell’ordine continuano a essere presenti in misura spropositata senza alcun motivo.

Decidiamo insieme di proseguire il controllo dei cantieri nelle prossime settimane, invitando tutti a tenere monitorata la situazione e a dare solidarietà e appoggio a chi è stato più coinvolto, non dimenticando che siamo comunque tutti coinvolti dalla costruzione e dalle conseguenze dei cantieri della costruzione di quest’opera. Sicuramente saremo presenti durante l’abbattimento dell’ultima palazzina, previsto teoricamente per il 14 luglio.

SABATO 5 LUGLIO – ore 19:30

In occasione del passaggio in via Zara, dell’Ecoparata 2014, manifestazione ambientalista,  via Toscana viene nuovamente messa in “sicurezza” con blindati e agenti in tenuta antisommossa. Gli attivisti presenti vengono anche “avvisati” che se qualora qualcuno provi ad avvicinarsi la risposta sarà chiara da parte delle forze dell’ordine.

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Questa mattina arresti No Tav a Milano e Lecce

Diamo notizia brevemente, in attesa che giungano informazioni più complete, dell’arresto avvenuto stamane di 3 attivisti del movimento (2 a Milano e 1 a Lecce).

Verso le 5,30 di questa mattina la polizia, armi alla mano, si è presentata in diverse abitazioni con il mandato di perquisizione e tre sono gli arresti per ora confermati.

Il fatto contestato è di aver partecipato all‘assalto notturno al cantiere della Tav di Chiomonte tra il 13 e il 14 maggio 2013, lo stesso episodio per cui sono in carcere dal 9 dicembre scorso Chiara, Niccolò, Mattia e Claudio con l’accusa di terrorismo.

Dopo la sentenza della cassazione pare che l’accusa per i tre arresti di stamane sia diversa, ossia fabbricazione e porto di “armi da guerra e congegni esplosivi”, danneggiamento, incendio e violenza a pubblico ufficiale aggravata. I capi di imputazione sono ovviamente ancora da confermare.

La firma delle misure è sempre la stessa, quella dei pm con l’elmetto Padalino e Rinaudo che continuano la loro crociata contro i No tav e cercano un riscatto personale, proprio per lo stesso procedimento, dopo la sentenza di cassazione che gli ha restituito la sproporzione delle accuse mosse contro i No Tav ancora in carcere.

Seguiranno aggiornamenti.

Solidarietà ai fratelli del Terzo Valico: fermarci è impossibile!

La notizia è stata data ieri, riportata nella prima pagina dell’edizione piemontese de La Stampa. Il movimento stava ancora acquisendo tutti i dati necessari per comprendere nella sua complessità che cosa stesse accadendo e la portata dell’attacco che questura e procura di Alessandria stavano scagliando contro le donne e gli uomini che da oltre due anni e mezzo tengono testa a chi vorrebbe costruire il Terzo Valico. Soprattutto il movimento doveva ancora riunirsi e fare le valutazioni del caso: si chiama democrazia e partecipazione ed è il sale di un vero movimento popolare.

Oggi che il quadro è chiaro e i comitati si sono riuniti possiamo raccontare cosa è successo sul finire della scorsa settimana anche se, con ogni probabilità, alcune notifiche devono ancora essere consegnate. Mentre si apprendeva dei fogli di via dai Comuni del Basso Piemonte a carico di una decina di attivisti dei comitati liguri (ad oggi se ne contano dodici), due No Tav – Terzo Valico piemontesi venivano convocati in questura e a causa della loro “pericolosità sociale” gli veniva tolto il porto d’armi. Nei giorni seguenti decine di persone venivano contattate dalla questura di Alessandria e venivano informate di dover ritirare un avviso di garanzia. Se ne contano poco meno di 40 ad oggi a carico di donne e uomini dei comitati piemontesi a cui con ogni probabilità bisognerà aggiungere i 12 a danno degli attivisti liguri a cui sono stati recapitati i fogli di via.

L’indagine in corso da parte della Procura alessandrina è inerente alla marcia popolare del 5 aprile ad Arquata e alla giornata di lotta del 13 aprile a Pozzolo. Le accuse, variamente distribuite fra gli attivisti, sono quelle di violenza o minaccia a pubblico uffciale, resistenza aggravata, lesioni, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, istigazione a delinquere e travisamento. Una Procura quella alessandrina che ormai sembra occuparsi a tempo pieno dei No Tav e che, nonostante le inchieste e le denunce pubbliche, sembra disinteressarsi completamente delle ditte coinvolte nella realizzazione dei lavori.

Intanto anche un attivista di Alessandria veniva raggiunto dal foglio di via dai Comuni del Basso Piemonte, con la questura che con ogni probabilità ha approfittato del fatto che fosse residente a Torino.

Poi nella giornata di ieri l’articolo “tossico” de La Stampa basato su una velina o una fonte interna alla questura alessandrina in cui si annuncia che ci sarebbe una richiesta danni da parte del Cociv per un valore complessivo di 1,5 milioni di Euro. Richiesta danni di cui si vociferava da tempo, ma di cui nessuno ha ricevuto ad oggi comunicazione o notifica. Come nella peggiore delle tradizioni italiane, la questura fa trapelare una notizia grazie alla disponibilità di un giornalista compiacente ancor prima che “gli accusati” ne siano a conoscenza. Così, quella che è stata una grande manifestazione di popolo pacifica e determinata si trasforma in “lanci di sassi, caschi e bastoni”, si da solo notizia dei feriti da parte delle forze dell’ordine, si scrive di 100 manifestanti quando invece erano migliaia, ci si dimentica dell’unico vero ferito della giornata a cui una manganellata aprì la testa (anche lui, 68 anni, è stato denunciato per violenza, resistenza e lesioni) e ci si dimentica delle ragioni per cui migliaia di persone lottano da anni contro la costruzione della grande opera. Un articolo indecente, confezionato dalla questura per concludere una settimana di attacchi contro il movimento.

Anche i più distratti non potranno fare a meno di notare come tutto questo sia avvenuto in modo coordinato con l’unico scopo di lanciare un attacco pesante nei confronti del movimento. Un disegno ben architettato dove in brevissimo tempo alle denunce per il 22 febbraio a Pozzoloe alle misure cautelari nei confronti di Claudio si fanno seguire altre 50 denunce, 12 fogli di via, ma soprattutto una richiesta danni (ancora da confermare) da capogiro. Così da qualche giorno al movimento ligure e piemontese viene reso difficilissimo il potersi vedere e discutere liberamente insieme (dieci piemontesi non possono andare in Liguria e dodici liguri non possono andare in Piemonte), il conto complessivo delle denunce accumulate dal Gennaio del 2012 arriva a sfiorare quota 200 e sulla testa del movimento pende una richiesta danni senza precedenti. Un vero e proprio laboratorio repressivo per eliminare l’anomalia rappresentata dall’opposizione al Terzo Valico e per parlare ad altre lotte con il chiaro obiettivo di spaventare.

Un tentativo che siamo certi non andrà a buon fine, avendo il movimento l’intelligenza e gli anticorpi necessari per rispondere alla grande a questo attacco portato da procura e questura di Alessandria. Sabato è confermata con ancora maggior forza la giornata di festa e di lotta al Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata a cui seguirà poi una giornata in cui il movimento tornerà a riunirsi pubblicamente in una assemblea popolare di cui daremo conto nei prossimi giorni e che con ogni probabilità si terrà sempre ad Arquata venerdì 4 luglio. Mai come oggi il movimento è determinato a continuare la lotta contro il Terzo Valico, una lotta contro lo sperpero di denaro pubblico, in difesa dell’ambiente e della salute di tutti.

A tutti gli indagati, i colpiti dai fogli di via e dai procedimenti amministrativi va ovviamente la solidarietà, l’affetto e la complicità di tutto il movimento. Siamo tutti colpevoli di amare e difendere la nostra terra.

P.S: Per quelli che non si accontentano delle veline della questura alessandrina qui è possibile leggere l’appello di indizione della marcia popolare del 5 aprile, qui la cronaca della giornata,qui la ricostruzione su cosa accadde realmente, qui il punto di vista di uno dei tanti arquatesi che parteciparono alla marcia e qui un vero servizio giornalistico che oltre a raccontare la giornata del 5 aprile va a fondo sulle ragioni della protesta.

Articolo tratto da: http://www.notavterzovalico.info/

Misura cautelare coercitiva nei confronti di Claudio – Terzo Valico

E’ stata notificata qualche giorno fa a Claudio una misura cautelare coercitiva a seguito di un procedimento penale in corso riguardante l’iniziativa di lotta messa in atto dal movimento il 26 Marzo a Novi Ligure.

Il Pubblico Ministero che segue l’inchiesta, basandosi sulla relazione a dir poco fantasiosa redatta dai Carabinieri di Novi Ligure, ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora (e transito) nel territorio dei Comuni di Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro, Gavi, Carrosio, Voltaggio e Fraconalto. Praticamente tutti i Comuni direttamente interessati dai cantieri del Terzo Valico, compresa “la sua” Arquata dove Claudio è uno dei militanti, da sempre in prima linea, del comitato locale contro la costruzione del Terzo Valico. Chiunque conosca Claudio sa del suo legame e del suo amore per Arquata dove ha vissuto dalla nascita fino ai ventitré anni e dove ancora oggi vivono i suoi genitori.

Un provvedimento che nasce dall’accusa di aver rapinato della sua macchina fotografica un operaio del Cociv e di aver promosso e partecipato all’iniziativa di lotta che si è svolta alla Pieve di Novi Ligure.

Quella della rapina è un’accusa talmente infamante che chiunque conosca Claudio sa non poter essere vera, non a caso già il Giudice per le Indagini Preliminari ha negato che sia avvenuta questa fantomatica rapina il cui unico fondamento sarebbe da ricercare nelle dichiarazioni false di tre “bravi ragazzi” del Cociv. Il Giudice ha anche scritto nero su bianco che non vi sono prove che Claudio sia stato il promotore od organizzatore dell’iniziativa, ma visto il pericolo della reiterazione delle iniziative di contrasto al Terzo Valico e un suo precedente penale (una condanna a tre mesi di reclusione con pena sospesa per una manifestazione contro la guerra in Iraq del 2003 contro cui manifestarono milioni di persone nel mondo), ha comunque deciso di convalidare le misure cautelari proposte dal Pubblico Ministero.

Per i Carabinieri di Novi e per il PM, tanto per cambiare, le parole di tre operai vengono prese per oro colato e non viene neppure presa in considerazione l’ipotesi di ascoltare chi è stato ingiustamente accusato. Lo stesso modus operandi utilizzato quando vennero perquisite le abitazioni di altri quattro No Tav arquatesi, sempre a partire da una ricostruzione fantasiosa e falsa fatta da un operaio del Cociv.

Così, già da qualche giorno, a Claudio è interdetta la possibilità di recarsi nei Comuni del Basso Piemonte dopo che già gli venne interdetta la possibilità di recarsi nei Comuni liguri interessati dal Terzo Valico con il provvedimento del Foglio di Via emanato dal Questore di Genova.

Anche solo per recarsi in visita dai suoi genitori dovrà fare una richiesta scritta al Giudice che deciderà volta per volta se accordargli questa possibilità. Certamente non potrà più partecipare alle riunioni del comitato, distribuire volantini al mercato, parlare in un’assemblea pubblica, partecipare a una festa o a una manifestazione. Eccola qui in tutto il suo splendore la “democrazia” al tempo del Terzo Valico. Nei prossimi giorni si svolgerà l’interrogatorio di garanzia a cui Claudio risponderà e in cui i suoi avvocati chiederanno la revoca di questo provvedimento assurdo.

Conclusa la parte giudiziaria ci permettiamo ancora di fare qualche considerazione di carattere politico.

Questo provvedimento non riguarda solo chi l’ha ricevuto, ma è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti di un movimento popolare che lotta da anni alla luce del sole contro la costruzione di un’opera devastante per l’ambiente e la salute dei cittadini. Limitare la libertà di movimento nei confronti di uno dei militanti più attivi e conosciuti significa, innanzi tutto, provare a spaventare un’intera comunità che continua a lottare per impedire lo scempio chiamato Terzo Valico senza dare il minimo segno di cedimento. Non abbiamo il minimo dubbio che questo tentativo sia destinato a naufragare e non farà altro che accrescere la partecipazione alla lotta contro la “grande opera inutile”.

Scrivevamo l’8 Aprile su questo sito, commentando il comunicato stampa del Senatore Borioli a seguito della marcia popolare di Arquata del 5 Aprile“Il messaggio di Borioli è chiaro: “visto che noi politici non siamo stati in grado di convincerli, comprarli, piegarli, adesso ci provi la polizia e la magistratura”. E’ questa l’idea di democrazia di Daniele Borioli, uno che non riesce a rassegnarsi al fatto di trovarsi davanti ad un movimento popolare che sceglie e decide tutto in assemblee pubbliche e che tutto compatto ha deciso di praticare il taglio delle recinzioni sabato ad Arquata. Le frange violente ed estremiste sono solo ed esclusivamente nel suo cervello ed il suo tentativo di dividere il movimento in buoni e cattivi è destinato a naufragare.”

E neppure un mese dopo ecco arrivare la misura cautelare del divieto di dimora per Claudio accompagnata da un numero ancora imprecisato di avvisi di garanzia per la giornata di lottadel 22 Febbraio a Pozzolo Formigaro. I tempi lunghi della giustizia sembrano valere solo per i cittadini comuni, mentre per i No Tav le Procure della Repubblica di Alessandria e Genova, al pari di quella torinese che si occupa dei valsusini, sono disposte a fare gli straordinari. Riceveranno sicuramente un bel premio per la velocità e l’efficienza dimostrate nel reprimere i No Tav, mentre Cociv e le ditte subappaltanti sono libere di fare quello che vogliono senza che nessuno si occupi di loro.

Davanti al provvedimento cautelare nei confronti di Claudio e al clima repressivo che si sta sviluppando intorno alla questione Terzo Valico, siamo convinti che sia il tempo di prendere posizione e chiediamo a tutti, nessuno escluso, di farlo con lettere, riflessioni, comunicati stampa, attestati di solidarietà (sia individuali che di realtà collettive) da inviare a notavterzovalico.info@gmail.com e a tutti gli organi di informazione che si ritiene opportuno. Questo provvedimento è gravissimo, non ha precedenti in Provincia di Alessandria ed è stato emanato nei confronti di chi lotta da sempre a testa alta alla luce del sole mettendoci la faccia.

Apriamo da oggi una campagna perchè Claudio possa tornare nella sua Arquata (e in tutti gli altri Comuni) e perchè vengano levate le limitazioni di movimento nei suoi confronti. La restrizione della sua libertà personale è un fatto che interssa tutti e tutti insieme si deve sconfiggere questa intimidazione nei confronti del Movimento No Tav – Terzo Valico.

Torino – Irruzione in sede Italferr in solidarietà con prigionieri No Tav

In concomitanza con l’udienza al Tribunale del Riesame per Claudio, Mattia, Niccolò e Chiara, arrestati il 9 dicembre, alcuni no tav hanno deciso di salutare i 4 compagni senza organizzare però un presidio davanti al tribunale. Per far sentire la propria solidarietà hanno allora occupato la sede di Italferr in corso Principe Eugenio 3/C a Torino. Entrati nella sede i solidali hanno interrotto una riunione in corso di svolgimento e affisso uno striscione alle finestre dei locali del primo piano, distribuendo e leggendo al megafono un volantino. Dopo una decina di minuti al grido: “Giu le mani dalla Valsusa”, i no tav sono usciti disperdendosi nel vicino mercato di Porta Palazzo.

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Segue il testo del volantino distribuito durante l’iniziativa:


Il Tav non ci piace, i collaborazionisti neppure.

Eccoci ancora una volta… i No Tav non hanno bisogno di presentazioni. Siamo una gatta da pelare per il governo e la polizia, uno spauracchio da agitare ogni volta che fa comodo su giornali e televisioni. La nostra determinazione a lottare, a batterci per preservare la terra in cui viviamo, ci ha reso noti ovunque. Non ci siamo piegati ai ricatti e alle minacce, abbiamo resistito alle truppe d’occupazione, ai manganelli e ai lacrimogeni… neppure con gli arresti sono riusciti a intimorirci.  Oggi però hanno passato il segno, chiudendo in galera 4 nostri compagni con accuse pesantissime di terrorismo. Il fatto in questione è un gesto di sabotaggio, un attacco notturno al cantiere dell’alta velocità di Chiomonte durante il quale sono stati incendiati alcuni mezzi. Ci preme precisare subito che una tale pratica, a prescindere da chi siano gli autori, ci appartiene in pieno. Distruggere degli strumenti di devastazione per reagire ad un’occupazione militare è il minimo indispensabile e ci auguriamo che si ripeta quanto più possibile. Il terrorismo invece è quello di chi si aggrappa al profitto con qualsiasi mezzo, chi ricorre ad ogni sorta di violenza per poter continuare a devastare una valle e accelerare la circolazione di merci, valore, denaro.  Terrorista è chi racconta menzogne accuratamente preconfezionate per servire gli interessi del suo padrone, diffamando ed esponendo alla gogna chi lotta.  Terrorista è chiunque collabori alla costruzione del Tav, chi firma gli appalti, chi contribuisce a preparare la linea e cura gli aspetti tecnico- progettuali insieme alle istituzioni. Terrorista è chi sottoscrive le autorizzazioni, chi garantisce per l’impatto ambientale e molto altro…Terrorista è Italferr, la società ingegneristica del Gruppo Ferrovie dello Stato, che ricopre questi ruoli ed è responsabile di tutti i nodi dell’alta velocità in Italia, compresi la Torino-Lione ed il terzo valico. Dietro il Tav e tutta la violenza che lo sostiene ci sono anche i signori che occupano questo ufficio… per questo motivo siamo venuti a visitarli e a ricordargli che sono degli sporchi collaborazionisti. Italferr e tutti i responsabili del Tav sono nostri nemici. Non avranno vita facile.

Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi!
Terrorista è chi costruisce il Tav… Terrorista è chi ci comanda 

 

Articolo tratto da: http://www.informa-azione.info