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La lotta dei No Tav Terzo Valico continua e ci siamo ripresi il terreno dei 101 di Pozzolo Formigaro

Sabato mattina più di cento uomini e donne del Movimento No Tav – Terzo Valico si sono ripresi il terreno dei 101 di Pozzolo Formigaro.

L’appuntamento era stato lanciato alcune settimane fa in risposta al posizionamento da parte di Cociv di alcune decine di metri di reti arancioni sul terreno che era stato acquistato collettivamente da 101 persone nel 2013.

Nel luglio dello scorso anno vi era stato il tentativo di esproprio da parte di Cociv, tentativo che, come è sempre stato ribadito in questo anno e mezzo, non è mai avvenuto: i tecnici del consorzio non hanno mai messo piede sul terreno, le fotografie che hanno fatto non hanno alcun valore poiché l’intero appezzamento era stato coperto da un telone proprio per evitare che fosse fotografato; oltre a questo, come più volte detto, non tutti i proprietari avevano ricevuto la convocazione per l’esproprio. Questi i fatti tecnici e burocratici.

Come è nella storia del Movimento nulla è stato lasciato al caso e forti delle palesi ragioni è stato presentato ricorso la Tar, ricorso che ad oggi deve ancora essere giudicato.

Questa, sommariamente, la vicenda.

Come l’esperienza insegna il Movimento ha molte carte da giocare e proprio per la posizione strategica del terreno, posto sul tracciato, è stato deciso di non far passare la provocazione del Cociv.

Quei pochi metri di rete non potevano e non dovevano rimanere sul terreno dei 101.

Appuntamento lanciato, risposta data.

Sul terreno dei 101 tornano a sventolare le bandiere con il treno barrato, le bandiere No Tav.

Dopo aver rimesso tutto “nella giusta direzione” un brindisi ha accompagnato il ritorno dei No Tav a casa!

Un brindisi festante per il Movimento, un brindisi di avvertimento per i “devastatori”.

Come è stato fatto in questo anno e mezzo gli occhi dei No Tav continueranno a vigilare.

Pronti a brindare ancora e ancora…

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07/01 @DESENZANO TAPPA DEL NO TAV TOUR “Io sto con chi resiste”

 

Il tour “IO STO CON CHI RESISTE” nasce per promuovere una nuova forma di resistenza: la violazione delle misure cautelari preventive emesse dal Tribunale di Torino.

Queste misure sono più che mai strumento di repressione e di vendetta verso l’opposizione sociale.
Numerose sono le persone colpite da ingiuste misure cautelari. Numerose sono anche le persone coraggiose che hanno deciso di opporsi a questa pratica repressiva di chiara matrice fascista.

Tra loro Nicoletta Dosio che ha intrapreso questo tour per far conoscere le storie di tutti coloro che sono colpiti dalla repressione in Valle di Susa e non solo. 

Invitiamo tutte e tutte alla tappa che ci sarà a Desenzano del Garda sabato 7 gennaio alle ore 20:30  presso la Sala Brunelli, in via Carducci 4, per una serata informativa con video e dibattito sulle tematiche legate al movimento NO TAV.

MAGGIORI INFORMAZIONI SULL’EVENTO FB DELLA SERATA!

VI ASPETTIAMO!

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Nicoletta Dosio arrestata al presidio in solidarietà agli imputati del maxi processo NO TAV dopo più di 30 giorni di evasione dai domiciliari!

 

da notav.info Nicoletta Dosio è ormai da mesi sottoposta a misure cautelari ingiuste e che come tali ha da subito scelto di non rispettare. E così dall’obbligo di firma quotidiano si trova  agli arresti domiciliari che ha deciso di evadere sin dal primo momento, ed è ora più di un mese che si trova alla Credenza sostenuta dal movimento tutto.

Una scelta fatta con cuore e testa, portata avanti grazie al sostegno di tutto il movimento che con lei condivide una lotta che va avanti da 25 anni, un passo indispensabile per far tornare al centro dell’attenzione del governo e dei media una situazione che rasenta l’assurdo, quella che tutti i giorni viviamo in Val di Susa e in tutto il Paese.

Ci troviamo infatti in un momento in cui è sempre più evidente la necessità delle messa in sicurezza di tutti quei territori colpiti da calamità naturali e quelli che sono a rischio, in cui è sempre più chiara a tutti l’emergenza sociale in cui l’intera popolazione è costretta a vivere, e come risposta ci troviamo soltanto ridicole soluzioni proposte dai soliti politici dall’alto delle loro calde poltrone.

Questa mattina abbiamo accompagnato Nicoletta all’udienza del maxi processo, dove era in programma un presidio in solidarietà agli imputati. Dopo aver letto un comunicato, ha provato ad entrare in tribunale per assistere all’udienza, ma in quel momento è stata intercettata dalla digos di Torino e trasferita in questura per il reato di evasione.

Anche dall’aula 6 del palazzo di giustizia torinese si enunciano comunicati di solidarietà per Nicoletta da parte degli imputati che fanno mettere agli atti e che in segno di protesta, si alzano ed escono dal tribunale.

Nicoletta non è stata trasferita in carcere, ma le sono stati dati nuovamente gli arresti domiciliari presso la sua abitazione a Bussoleno. E’ palese la difficoltà in cui versano tribunale e procura nella gestione di questa situazione, e questo non può che essere una soddisfazione per noi, perchè dimostra ancora una volta che siamo dalla parte giusta.

La lotta prosegue, e per questo questa sera ci si è dati appuntamento alla Credenza alle ore 18 per discutere sui prossimi passi da fare.

Nicoletta Libera! Liberi Tutti!

Avanti No Tav!

 

Questo di seguito è il testo letto da Nicoletta fuori dal tribunale prima di essere arrestata

Quanto tempo è passato da quando i Padri costituenti, ancora animati dal vento di Liberazione che spazzò via il nazifascismo e accese nuove, ahimè disattese speranze, dichiaravano che
«La resistenza, individuale e collettiva, agli atti dei pubblici poteri che violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla presente Costituzione, è diritto e dovere di ogni cittadino».
Quei diritti, quei doveri, per noi, per me, non sono un semplice slogan, ma ispirazione di vita e di azione.
Dalla prima misura cautelare inflittami, l’obbligo di firma, sono passati ormai quattro mesi. Ora, attraverso i successivi aggravamenti, sono giunta agli arresti domiciliari, che non sto rispettando.
Continuo la mia consapevole, condivisa, felice evasione contro provvedimenti preventivi che sono più che mai strumento di intimidazione, tentativo di minare una lotta giusta e collettiva, per questo irriducibile.
Evidentemente, il mio gesto di ribellione, che sono determinata a portare avanti fino in fondo, ha rotto lo schema di repressione che umilia le persone e le rende subalterne alle decisioni vendicative dei tribunali. La palese difficoltà del tribunale di Torino ad applicare quella che chiamano “l’obbligatorietà dell’azione penale” di fronte al mio pubblico e rivendicato “reato” di evasione è il maggior riconoscimento della forza di popolo che mi sostiene e insieme un messaggio attivo di fiducia e incoraggiamento per quanti subiscono arbitrii giudiziari che sembrano incontrastabili.
Un’evasione che vuole essere nuova tappa della lunga resistenza collettiva praticata dal movimento NO TAV contro i grandi, sporchi interessi del partito trasversale degli affari.
In questo mondo dove il dominio dei più forti sui più deboli si fa guerra, razzismo, sfruttamento, devastazione sociale e ambientale, gravissima emergenza democratica contro chi non si adegua, si aprono tribunali e carceri.
Oggi, nel vostro Palazzo, per l’ennesima volta, si processano, insieme ai cinquantatre compagni imputati, la Libera Repubblica della Maddalena e tutto il popolo NO TAV.
Anch’io sono parte di questo popolo, perciò sono qui, a testimoniare, come ho sempre fatto, complicità a compagne e compagni
Ho vissuto le giornate intense della Libera Repubblica, in cui si rafforzarono le radici della liberazione di Venaus e sperimentammo l’utopia realizzabile del ricevere da ognuno secondo le sue possibilità e del dare ad ognuno secondo i suoi bisogni.
Ero sulla barricata Stalingrado il 27 giugno 2011, a praticare la resistenza popolare contro gli armati e le ruspe giunte a sgomberarci. Ho visto e subìto la violenza poliziesca. Ho percorso i sentieri della Clarea il 3 luglio. Ho praticato l’assedio collettivo al cantiere; con donne, uomini, anziani e bambini ho respirato le migliaia di lacrimogeni lanciati quel giorno.
Il ricordo e l’indignazione per tanta ingiustizia sono, insieme alle ragioni della opposizione comune contro le grandi male opere e il modello di vita e di sviluppo che le genera, alimento potente di una lotta che dura, si rafforza, si allarga e vincerà.
Non sono qui per costituirmi o per fiducia nella vostra giustizia: sarà la storia che ci assolverà.

Torino, 3 novembre 2016
Nicoletta Dosio

DOMANI SERA TAPPA DEL NOTAVTOUR “IO STO CON CHI RESISTE” AL C.S. 28 MAGGIO @ ROVATO

All’interno della Festa del comitato provinciale per il No nel referendum dal 23 al 26 settembre, domani sera, sabato 24 settembre, è prevista una tappa del NO TAV TOUR “IO STO CON CHI RESISTE” al centro sociale 28 maggio di Rovato.

Durantela serata è previsto dalle 21:00 un dibattito:
PARTIGIANE A CONFRONTO
LIDIA MENAPACE (staffetta partigiana, senatrice della Repubblica, pacifista e femminista) e NICOLETTA DOSIO (storica attivista e portavoce del Movimento No Tav)

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19 luglio esproprio del terreno No Tav di Pozzolo @ Terzo Valico! DIFFONDIAMO E PARTECIPIAMO!

Condividiamo e diffondiamo l’appuntamento del 19 luglio per resistere ancora insieme all’esproprio del terreno No Tav del Terzo Valico e per ribadire la nostra contrarietà qui e ovunque contro ogni progetto inutile, devastante e costoso!

Ci risiamo. Il 19 luglio alle ore 9,30 Cociv vuole espropriare il terreno collettivo di Pozzolo Formigaro comprato da 101 No Tav – Terzo Valico. Intanto segnatevi la data e tenetevi liberi. Seguiranno aggiornamenti. Massima diffusione per favore.

Per approfondire:

Rfi si intesta il terreno dei 101 di Pozzolo. I No Tav preparano la resistenza

Decreto di esproprio per il terreno collettivo dei No Tav a Pozzolo

La carica dei 101 No Tav – Terzo Valico in prima fila

E oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

La manifestazione nazionale di ieri a Susa per celebrare i 10 anni dalla liberazione di Venaus ha visto scendere in piazza 20000 persone, tantissimi i valligiani e molte anche le delegazioni che da tutta Italia si sono unite al popolo No Tav per ricordare che ci siamo ancora e che siamo determinati a continuare questa lotta fino a quando questo progetto non vedrà definitivamente la sua fine, sia qui che altrove.

Nei giorni precedenti all’8 dicembre tante sono state le iniziative organizzate in Val di Susa per continuare questa resistenza che giorno dopo giorno prosegue: da passeggiate notturne, dove come sempre la polizia dimostra con quanta arroganza e violenza protegge il cantiere della distruzione e della mafia, ad una resistenza prolungata  nei pressi del cantiere con persone di ogni età, alla proiezione di video, presentazione di libri e disegni fino all’assemblea dei Comitati che si battono per la difesa dell’ambiente, che ha visto partecipi anche noi come comitati che si battono contro il Tav Brescia-Verona.

Un decennale che ha ci ricorda che la lotta No Tav è ben lontana da quello che la stampa vorrebbe farci credere, che vede unione, condivisione, confronto e solidarietà come basi per poter continuare a lottare così a lungo negli anni.
E che questa valle sia un esempio a cui ispirarsi non c’è alcun dubbio perchè se continueremo ad accettare di essere schiacciati da queste decisioni dall’alto, che al di là del Tav in tanti modi diversi riguardano ognuno di noi, ci toglieremo non solo un presente dignitoso ma creeremo le basi per un futuro ancora peggiore per chi verrà dopo di noi.
La possibilità di capire che ognuno di noi è importante per cambiare la cose, la voglia di crescere e imparare insieme, anche dagli errori, come portare avanti a testa alta il nostro NO fan si che 10 anni dopo i No Tav sono ancora qui, in un clima di festa e gioia ma senza mai perdere la determinazione e la voglia di lottare che prima di quell’8 dicembre 2005 e fino ad oggi aleggia nell’aria.

10 anni dopo la liberazione di Venaus ci siamo anche noi, che da poco più di 1 anno abbiamo iniziato un percorso per fare la nostra parte per inceppare questo sistema delle grandi opere inutili ed imposte, per dire di NO ad un nuovo sperpero di risorse pubbliche, per dire NO alla distruzione della nostra terra e a portare alla luce tutte quelle opere essenziali che servirebbero davvero ai nostri territori al posto di mafia e speculazione.

E così oggi come allora continuiamo a lottare e resistere fino alla vittoria, perché fermarlo non è stato possibile solo nel 2005 a Venaus ma lo può essere ogni giorno e ovunque!

 

4-8 dicembre: 10 anni dalla liberazione di Venaus – iniziative in Val di Susa

A 10 anni dalla liberazione di Venaus torniamo a lottare insieme in Val di Susa, sicuri che queste nuove lotte che si sono diffuse sui territori, come quella contro la Brescia-Verona, possano a loro volta aiutare a intralciare questo meccanismo delle grandi opere e consapevoli che solo insieme possiamo davvero fare la differenza e vincere per un’altra volta.
E così per l’anniversario dell’8 dicembre in Valle ci saremo anche noi, perchè questo treno lo fermeremo ovunque, perchè insieme siamo più forti ma anche perchè lottare vivendo delle belle giornate in compagnia, tra sentieri e resistenza, ci da forza, quella forza che ci farà vincere contro il TAV una volta per tutte!

A breve forniremo maggiori informazioni per i pullman che partiranno da Brescia per raggiungere la manifestazione dell’8 dicembre e intanto condividiamo il programma anche dei giorni precedenti, ricchi di iniziative, momenti di incontro e di lotta.

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8 DICEMBRE 2005 – 8 DICEMBRE 2015

ORA COME ALLORA LA RESISTENZA CONTINUA

 

Programma delle manifestazioni

venerdì 4 dicembre:

– ore 18 apericena al cancello di Chiomonte
– ore 20 cena in Clarea organizzata dall’ NPA
– ore 21 passeggiata notturna al cantiere

sabato 5 dicembre:

– ore 14: gita in Clarea partenza campo sportivo di Giaglione
– ore 20: polentata a Venaus
– ore 21.30 proiezione “Immacolata liberazione” – “fermarlo è possibile” – “Venaus revolution”
SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink no food)

Inaugurazione mostra disegni Giovanni Russo sempre al polivalente di Venaus che rimarrà aperta fino a martedì 8

domenica 6 dicembre

– ore 14: concerto cori popolari
– ore 17: presentazione libro di Dante Alpe: “Viaggio nell Natura. Frammenti di vita in Valle di Susa”.
– ore 18: presentazione libro a cura dei Cattolici per la vita della Valle

· SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink no food)

– ore 20: pizza “bellavita” condivisa al presidio
-ore 21.30: “chi c’era racconta”: racconti ed emozioni di chi ha vissuto i giorni del Seghino e di Venaus del 2005.
SALONE BORGATA 8 DICEMBRE (tassativo no drink no food)

lunedì 7 dicembre

ore 17: Bussoleno salone Don Bunino assemblea di tutti i comitati che si battono per la difesa del territorio. Verrà discussa una proposta da portare avanti a livello nazionale sullo spreco di soldi pubblici per grandi e piccole opere inutili

martedì 8 dicembre
ore 10: corteo Susa-Venaus,
a seguire concerto Egin – Polveriera Nobel

Partecipiamo numerosi perchè questa lotta la vinceremo solo insieme!

TERZO VALICO: La Valverde resiste e rilancia – sabato 24 ottobre fiaccolata NO TAV

12080205_491997160982150_7290829154119625199_oVenerdi’ scorso un centinaio di cittadini sono arrivati in corteo davanti ai cancelli del cantiere di Cravasco. Altri No Tav hanno raggiunto il presidio durante la serata e per 3 ore hanno tenuto fermo il cantiere, tra caldarroste, un bicchiere di vino e l’organizzazione di nuove iniziative…

Da questo cantiere Co.Civ ha fatto uscire amianto violando ogni regolamento e quel cantiere deve essere chiuso.

E’ giunto il momento di scendere di nuovo in strada per le vie della Valpolcevera…

Sabato 24 ottobre fiaccolata da Pontedecimo con ritrovo alle ore 17,00 presso il piazzale delle piscine a arrivo a Campomorone in Piazza Marconi.

Bisogna essere in tanti, bisogna esserci tutti anche dal altre parti d’Italia, e da dove in particolare questo stesso progetto potrebbe devastare i territori locali, per pretendere la chiusura di quel cantiere che significherebbe complicare non poco il processo di costruzione del Terzo Valico e in generale di tutto il sistema TAV.

 

L’appello di indizione della fiaccolata

CHIUDERE IL CANTIERE DI CRAVASCO, FERMARE IL TERZO VALICO

Sulle carte geologiche anche un occhio profano può capire quanto sia probabile che il tracciato del Terzo Valico intercetti rocce amiantifere, tuttavia, da sempre, siamo stati tacciati di allarmismo e opportunismo.

Chi ci accusava sono quei politici sostenitori, per interessi di partito, del Terzo Valico; carrieristi (concedetecelo: non sempre di successo) che, pur di provare ad ambire a una poltrona, avrebbero dichiarato e promesso qualsiasi cosa.

Ora che l’amianto è stato trovato nel cantiere di Cravasco e che la Procura non ha potuto esimersi dall’aprire un fascicolo per come Co.Civ l’ha trattato, ancora una volta è chiaro quanto valessero quelle promesse che parlavano di severi controlli e diminuzione di disagi: contavano come il 2 di picche a briscola quando comanda denari!

Nella realtà purtroppo la posta in gioco non è una partita a carte, ma l’equilibrio dei territori in cui viviamo e un mare di soldi pubblici, la posta in gioco insomma è il futuro di tutti.

Oggi non c’è chiarezza sul giorno del ritrovamento dell’amianto e sui luoghi di smaltimento, mancano la maggior parte dei dati di rilevamento della qualità dell’aria, violazioni nelle procedure di smaltimento sono state smascherate dal movimento seguite da sanzioni da ASL e avvisi di garanzia per la ditta HTR bonifiche, infine, peggio di tutto, l’amianto è stato ritrovato nello smarino abbancato in “cava Castellaro”, un sito per smarino “pulito”.

A dirlo sono gli esiti delle analisi di ARPAL. Questo è gravissimo perchè significa che Co.Civ ha estratto amianto, l’ha trasportato e abbancato in maniera abusiva violando ogni norma e protocollo, mettendo in serio pericolo la salute degli abitanti e dei lavoratori.
Non capiamo come sia possibile che questo non sia ancora bastato per far mettere i sigilli a quel cantiere.

Come nella primavera scorsa, quando vennero alla luce tangenti e corruzione tra la principali cariche di Co.Civ e della Politica sostenitrice del Terzo Valico, sembra che, ancora una volta, neppure davanti alle peggiori nefandezze si possa inceppare il corso del Terzo Valico.

Addirittura Co.Civ, con supponente aria di intoccabilità, minaccia denunce ai blogger che “ledono la sua immagine” pubblicando niente di più di quanto contestato dalla Procura.

E’ il momento di dire basta, mentre il Terzo Valico continua a derubare, devastare e avvelenare ogni giorno, non possiamo restare alla finestra sperando che non piova troppo forte, che nel cuore della notte non passino camion in cui sia nascosto amianto, o che domani non vengano ancora tagliati fondi a scuola, sanità, cura del territorio…..dobbiamo scendere in campo, far valere le nostre ragioni, pretendere quello che è giusto.

Partendo da Cravasco, quel cantiere va chiuso, il Terzo Valico va fermato.

24 OTTOBRE ORE 17 FIACCOLATA
PONTEDECIMO – CAMPOMORONE
E’ IL MOMENTO DI ESSERCI, TUTTI!!

Movimento No Tav – Terzo Valico

Val Susa: nuovo attacco al cantiere dagli over 60 del movimento No Tav!

no tav notteIeri sera , poco dopo la mezzanotte un gruppo di no tav ha portato un nuovo attacco al cantiere del tunnel geognostico. Fuochi artificiali e petardi sono stati lanciati oltre le recinzioni. Un altro gruppo di attivisti invece ha chiuso con catene e lucchetti i cancelli per impedire alle forze di polizia di uscire. Dalle prime notizie che giungono sappiamo che i no tav fermati sono 9.  Comunichiamo subito che stanno tutti bene e che ora sono stati rilasciati. Dopo alcuni trascinamenti e strattoni iniziali, come per gli otto arrestati di sabato scorso, sono stati portati dalla polizia all’interno del cantiere per essere identificati. Da qui in avanti  però arrivano i primi problemi per gli “operatori di sicurezza”. Dopo una gioia iniziale per aver portato a termine un’altra grande operazione qualche conto non torna più molto bene. Questa volta gli “arrestati” sono tutti over 60 con alcuni picchi che sfiorano gli 80. I giovani no tav invece sono al presidio di Venaus che attendono notizie e svegliano i genitori e gli avvocati nel pieno della notte. Dopo alcuni consulti, forse anche coinvolgendo la procura della repubblica di Torino le forze di polizia hanno così scelto di rilasciare tutti i fermati, nonostante l’azione sia stata identica a quella che ha portato sabato scorso all’arresto di otto giovani no tav. Troppo scomodo politicamente l’arresto di una persona anziana? O troppo scomodo ammettere che anche nove anziani possono fare alcuni km di sentieri, travisarsi, lanciare cosa vogliono all’interno del cantiere ed essere fermati solo perchè di loro iniziativa scelgono di non fuggire? La verità non la sapremo mai ma ad entrambe le nostre domande rispondiamo sì, è scomodo far vedere al mondo che in val di Susa resistono tutti e che tutti i soldi, milioni di euro ormai, spesi in infrastrutture di sicurezza (migliaia di metri di recinzioni) e forze di polizia sono inutili.

Dopo questa notte possiamo dirlo con certezza, tutti possono partecipare alla resistenza no tav!Per impedire un immenso spreco di denaro pubblico. Per impedire la devastazione di un territorio intero. Per destinare questa ricchezza o questi sforzi verso chi ne ha veramente bisogno. Dalle infrastrutture utili come le scuole alla messa in sicurezza idrogeologica per arrivare alle decine di migliaia di migranti che ogni giorno con difficoltà giungono in Europa.

No Muos: taglio delle reti le scorse notti verso la manifestazione di sabato 8 agosto

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da Infoaut – Anche quest’anno ci avviciniamo alla tappa estiva del movimento No Muos. Sabato 8 agosto infatti, una manifestazione nazionale partirà da Contrada Ulmo in direzione base militare. Il corteo si inserisce in quella che è la terza edizione del campeggio No muos. Un appuntamento di lotta che negli anni passati è sfociato per ben due volte nell’invasione di massa della base della Marina militare statunitense. Quest’anno si giunge alla manifestazione in un contesto un po’ diverso, visto che l’impianto è tuttora sotto sequestro (in seguito ai ricorsi giudiziari del movimento) per ordine della procura di Caltagirone dall’1 aprile 2015. Ma l’intero movimento, in tutte le sue sfaccettature, sa bene non potersi accontentare del risultato ottenuto mesi fa grazie a una costante pressione e opposizione con la lotta nel territorio e la denuncia delle istituzioni italiane compiacenti. Stanotte quindi, i tre giorni di campeggio vengono inaugurati con un lungo taglio di reti alla base. Un ottimo inizio che porterà alla manifestazione di sabato, per un movimento che ha ancora molto da dire e da difendere e ottenere per la salvaguardia e l’autodeterminazione dei propri territori contro il mostro americano e l’indifferenza/connivenza delle istituzioni italiane e locali.

Di seguito riportiamo l’appello alla partecipazione del movimento no muos.

Agosto No MUOS. Campeggio al presidio e manifestazione

Sempre contro tutti gli eserciti e contro vecchi e nuovi imperialismi, sempre No Muos e No al Militarismo!

Dal 6 al 9 agosto 2015 Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista, Pacifista presso il Presidio Permanente No MUOS in Contrada Ulmo a Niscemi. Il 6 e il 9 agosto di 70 anni fa, gli Usa lanciavano le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il Movimento No Muos invita antimilitaristi, pacifisti, antimperialisti e tutte le individualità affini a commemorare il tragico evento nella sughereta di Niscemi dove in quei giorni si allestirà il terzo campeggio estivo No War e dove l’8 agosto ci sarà la manifestazione nazionale No Muos.

Dopo anni di lotte e pressioni popolari il Muos è sotto sequestro, ma il nostro obiettivo resta lo smantellamento, oltre che dello stesso Muos, anche dell’intera base americana e la completa smilitarizzazione della Sughereta. È là che, da più di vent’anni, sono installate le 46 antenne NRTF, le cui radiazioni costituiscono un permanente pericolo per la salute pubblica e danneggiano la fauna e la flora di una delle più belle riserve naturali di sugheri secolari d’Europa.

La salute e l’ambiente minacciato dalle nocività sicuramente ci preoccupano, ma ancor più ci inquieta la presenza di queste basi militari che con le loro funzioni di guerra continuano a seminare morte e distruzione e a perpetrare pericolose competizioni tra i vari blocchi di potere, invece di iniziare a percorrere le vie d’uscita da questo sistema che attenta quotidianamente alla vita delle popolazioni umane, animali e della Terra intera. Stiamo vivendo un vero e proprio bilancio di guerra economico e umanitario: mentre in occidente paghiamo queste scellerate politiche guerrafondaie con i tagli allo stato sociale (sanità, scuola, edilizia popolare), nelle altre parti del mondo questo sistema minaccia direttamente le vite delle popolazioni che subiscono gli attacchi di quella o di quell’altra potenza, per beceri interessi di dominio e di controllo dei territori e delle loro risorse. Bombardate e affamate, le popolazioni di questi paesi, strette fra dittatori e/o oligarchie e presunti salvatori umanitari dall’altra parte, non vedono altra possibilità che emigrare verso paesi in cui possono salvare la propria pelle, imbarcandosi in viaggi della morte, non potendo scegliere altri modi “legali”, dal momento che le politiche securitarie della Fortezza Europa non prevedono corridoi umanitari; se nel frattempo non affogano nel Mar Mediterraneo, i migranti e i profughi che sbarcano vivi sono immediatamente destinati a centri di “accoglienza”, CIE e Cara gestiti in maniera clientelare, come mostra l’inchiesta siciliana di Mafia Capitale.

È ora di dire a basta a tutto ciò, ai Muos, ai Cie, alle galere etniche, agli steccati eretti contro le persone migranti, ai continui tagli allo stato sociale, alle nocività, alle grandi opere, a tutto quel sistema che mentre si arricchisce decreta la miseria e la morte di miliardi di individui. Chiediamo con forza l’uscita dalla NATO e lo smantellamento di tutte le basi militari, in primis di quelle americane la cui presenza è stata imposta senza mai essere stata discussa (e neanche approvata) in sede parlamentare ma tramite diretti trattati fra enti governativi e organismi militari. Chiediamo libertà di movimento per tutti i popoli e, a tal fine, l’attivazione di corridoi umanitari che consentano l’arrivo in Europa ,in condizioni di sicurezza, dei profughi e dei migranti in generale. Appoggiamo le lotte, i movimenti di ribellione che dal Kurdistan alla Palestina, dall’Ucraina all’America Latina, si sollevano contro lo sfruttamento e il dominio degli imperialismi, la nostra lotta è idealmente e praticamente legata alla loro Resistenza. In tale scenario, risultano quanto mai arroganti le dichiarazioni della Console USA che, su una delle più diffuse testate siciliane, intimidisce la Magistratura italiana minacciando ridicole sanzioni. Al contempo, però, riconosce a un movimento di opposizione la concreta capacità di mettere sabbia nella sanguinaria macchina da guerra. Il movimento No Muos anche quest’anno, per la terza volta, organizza il Campeggio Antimilitarista No Muos nel Presidio Permanente di lotta, in Contrada Ulmo, nei pressi della Base USA a Niscemi, dal 6 al 9 agosto. Nel 2015 peraltro, ricorre il Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Anche allora si registrava un combattivo ed esteso fermento contro la guerra e oggi ne raccogliamo l’eredità ideale, morale, politica, culturale e antimilitarista. Dal 6 al 9 agosto cade anche un altro tragico anniversario: il lancio delle bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki. Ricorrenze significative che ora più che mai ci impongono di opporci a qualsiasi attività militare, in prima persona senza attendere la lenta e asservita politica istituzionale rinchiusa nei palazzi del potere. In questo momento dal Medio Oriente fino all’Ucraina il clima di tensione è tale che è reale il rischio che scoppi brutalmente un nuovo conflitto mondiale nel quale la Sicilia sarebbe in prima linea insieme con il resto d’Italia. A conferma di questi timori, infatti, nella base militare del 37^ stormo di Trapani Birgi verrà ospitata dal 28 ottobre al 6 novembre, la più grande esercitazione della Nato dalla caduta del muro di Berlino. Durante il campeggio si deciderà la data per un’altra manifestazione nazionale antimilitarista e No War a Trapani Birgi, volta a impedire l’esercitazione nella base trapanese, come già in Sardegna i movimenti antimilitaristi sono ben riusciti a fare.

L’8 agosto 2015 è in programma a Niscemi, Contrada Ulmo, una Manifestazione Nazionale contro le politiche militariste e per gridare un accorato no alle guerre imperialiste. Il campeggio è, inoltre, l’occasione per un dibattito e un confronto fra tutte le realtà No War, antimilitariste, antimperialiste e pacifiste che saranno presenti.

Invitiamo  ogni realtà a portare un documento che parli della rispettiva storia o dell’attività antimilitarista del proprio territorio, per progettare assieme la pubblicazione di un libro che raccolga le testimonianze locali accanto ai contributi di artisti e intellettuali. L’obiettivo è quello di lanciare una campagna nazionale di presentazioni, conferenze, dibattiti e agitazioni per rendere di dominio pubblico l’urgenza di abbracciare l’istanza antimilitarista e il rifiuto della guerra a livello popolare, rompendo il muro dell’indifferenza. Una campagna che proponiamo si concluda la prossima estate a Niscemi con un Festival Internazionale contro la guerra, il militarismo e la militarizzazione.

Programma del Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista,  No War presso il Presidio Permanente No MUOS in Contrada Ulmo a Niscemi

6 agosto 2015

Proiezione documentario sui bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki

Banchetti No Muos informativi nel paese.

7 agosto 2015

Dibattito fra antimilitaristi, antimperialisti, pacifisti, realtà NoWar e resistenze internazionali (presenti rappresentanti della lotta in Kurdistan, in Ucraina e Palestinese).

Celebrazione del “Disertore Ignoto”.

8  agosto 2015

Manifestazione Nazionale Antimilitarista No Muos presso Contrada Ulmo.

9 agosto 2015

Sit-in di protesta in commemorazione dei bombardamenti su Nagasaki.

Dibattito finale e saluti.

Ci auguriamo che ogni divisa, ogni base militare e ogni fabbrica di armi e di morte trovi la più strenua ostilità, inospitalità della popolazione e concreta opposizione organizzata dal basso nella piena solidarietà e fratellanza umana.

No al MUOS No alle BASI No alle guerre imperialiste No al militarismo né qui né altrove!

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