Archivi tag: resistenza

TERZO VALICO: La Valverde resiste e rilancia – sabato 24 ottobre fiaccolata NO TAV

12080205_491997160982150_7290829154119625199_oVenerdi’ scorso un centinaio di cittadini sono arrivati in corteo davanti ai cancelli del cantiere di Cravasco. Altri No Tav hanno raggiunto il presidio durante la serata e per 3 ore hanno tenuto fermo il cantiere, tra caldarroste, un bicchiere di vino e l’organizzazione di nuove iniziative…

Da questo cantiere Co.Civ ha fatto uscire amianto violando ogni regolamento e quel cantiere deve essere chiuso.

E’ giunto il momento di scendere di nuovo in strada per le vie della Valpolcevera…

Sabato 24 ottobre fiaccolata da Pontedecimo con ritrovo alle ore 17,00 presso il piazzale delle piscine a arrivo a Campomorone in Piazza Marconi.

Bisogna essere in tanti, bisogna esserci tutti anche dal altre parti d’Italia, e da dove in particolare questo stesso progetto potrebbe devastare i territori locali, per pretendere la chiusura di quel cantiere che significherebbe complicare non poco il processo di costruzione del Terzo Valico e in generale di tutto il sistema TAV.

 

L’appello di indizione della fiaccolata

CHIUDERE IL CANTIERE DI CRAVASCO, FERMARE IL TERZO VALICO

Sulle carte geologiche anche un occhio profano può capire quanto sia probabile che il tracciato del Terzo Valico intercetti rocce amiantifere, tuttavia, da sempre, siamo stati tacciati di allarmismo e opportunismo.

Chi ci accusava sono quei politici sostenitori, per interessi di partito, del Terzo Valico; carrieristi (concedetecelo: non sempre di successo) che, pur di provare ad ambire a una poltrona, avrebbero dichiarato e promesso qualsiasi cosa.

Ora che l’amianto è stato trovato nel cantiere di Cravasco e che la Procura non ha potuto esimersi dall’aprire un fascicolo per come Co.Civ l’ha trattato, ancora una volta è chiaro quanto valessero quelle promesse che parlavano di severi controlli e diminuzione di disagi: contavano come il 2 di picche a briscola quando comanda denari!

Nella realtà purtroppo la posta in gioco non è una partita a carte, ma l’equilibrio dei territori in cui viviamo e un mare di soldi pubblici, la posta in gioco insomma è il futuro di tutti.

Oggi non c’è chiarezza sul giorno del ritrovamento dell’amianto e sui luoghi di smaltimento, mancano la maggior parte dei dati di rilevamento della qualità dell’aria, violazioni nelle procedure di smaltimento sono state smascherate dal movimento seguite da sanzioni da ASL e avvisi di garanzia per la ditta HTR bonifiche, infine, peggio di tutto, l’amianto è stato ritrovato nello smarino abbancato in “cava Castellaro”, un sito per smarino “pulito”.

A dirlo sono gli esiti delle analisi di ARPAL. Questo è gravissimo perchè significa che Co.Civ ha estratto amianto, l’ha trasportato e abbancato in maniera abusiva violando ogni norma e protocollo, mettendo in serio pericolo la salute degli abitanti e dei lavoratori.
Non capiamo come sia possibile che questo non sia ancora bastato per far mettere i sigilli a quel cantiere.

Come nella primavera scorsa, quando vennero alla luce tangenti e corruzione tra la principali cariche di Co.Civ e della Politica sostenitrice del Terzo Valico, sembra che, ancora una volta, neppure davanti alle peggiori nefandezze si possa inceppare il corso del Terzo Valico.

Addirittura Co.Civ, con supponente aria di intoccabilità, minaccia denunce ai blogger che “ledono la sua immagine” pubblicando niente di più di quanto contestato dalla Procura.

E’ il momento di dire basta, mentre il Terzo Valico continua a derubare, devastare e avvelenare ogni giorno, non possiamo restare alla finestra sperando che non piova troppo forte, che nel cuore della notte non passino camion in cui sia nascosto amianto, o che domani non vengano ancora tagliati fondi a scuola, sanità, cura del territorio…..dobbiamo scendere in campo, far valere le nostre ragioni, pretendere quello che è giusto.

Partendo da Cravasco, quel cantiere va chiuso, il Terzo Valico va fermato.

24 OTTOBRE ORE 17 FIACCOLATA
PONTEDECIMO – CAMPOMORONE
E’ IL MOMENTO DI ESSERCI, TUTTI!!

Movimento No Tav – Terzo Valico

Val Susa: nuovo attacco al cantiere dagli over 60 del movimento No Tav!

no tav notteIeri sera , poco dopo la mezzanotte un gruppo di no tav ha portato un nuovo attacco al cantiere del tunnel geognostico. Fuochi artificiali e petardi sono stati lanciati oltre le recinzioni. Un altro gruppo di attivisti invece ha chiuso con catene e lucchetti i cancelli per impedire alle forze di polizia di uscire. Dalle prime notizie che giungono sappiamo che i no tav fermati sono 9.  Comunichiamo subito che stanno tutti bene e che ora sono stati rilasciati. Dopo alcuni trascinamenti e strattoni iniziali, come per gli otto arrestati di sabato scorso, sono stati portati dalla polizia all’interno del cantiere per essere identificati. Da qui in avanti  però arrivano i primi problemi per gli “operatori di sicurezza”. Dopo una gioia iniziale per aver portato a termine un’altra grande operazione qualche conto non torna più molto bene. Questa volta gli “arrestati” sono tutti over 60 con alcuni picchi che sfiorano gli 80. I giovani no tav invece sono al presidio di Venaus che attendono notizie e svegliano i genitori e gli avvocati nel pieno della notte. Dopo alcuni consulti, forse anche coinvolgendo la procura della repubblica di Torino le forze di polizia hanno così scelto di rilasciare tutti i fermati, nonostante l’azione sia stata identica a quella che ha portato sabato scorso all’arresto di otto giovani no tav. Troppo scomodo politicamente l’arresto di una persona anziana? O troppo scomodo ammettere che anche nove anziani possono fare alcuni km di sentieri, travisarsi, lanciare cosa vogliono all’interno del cantiere ed essere fermati solo perchè di loro iniziativa scelgono di non fuggire? La verità non la sapremo mai ma ad entrambe le nostre domande rispondiamo sì, è scomodo far vedere al mondo che in val di Susa resistono tutti e che tutti i soldi, milioni di euro ormai, spesi in infrastrutture di sicurezza (migliaia di metri di recinzioni) e forze di polizia sono inutili.

Dopo questa notte possiamo dirlo con certezza, tutti possono partecipare alla resistenza no tav!Per impedire un immenso spreco di denaro pubblico. Per impedire la devastazione di un territorio intero. Per destinare questa ricchezza o questi sforzi verso chi ne ha veramente bisogno. Dalle infrastrutture utili come le scuole alla messa in sicurezza idrogeologica per arrivare alle decine di migliaia di migranti che ogni giorno con difficoltà giungono in Europa.

No Muos: taglio delle reti le scorse notti verso la manifestazione di sabato 8 agosto

niscemi-7

da Infoaut – Anche quest’anno ci avviciniamo alla tappa estiva del movimento No Muos. Sabato 8 agosto infatti, una manifestazione nazionale partirà da Contrada Ulmo in direzione base militare. Il corteo si inserisce in quella che è la terza edizione del campeggio No muos. Un appuntamento di lotta che negli anni passati è sfociato per ben due volte nell’invasione di massa della base della Marina militare statunitense. Quest’anno si giunge alla manifestazione in un contesto un po’ diverso, visto che l’impianto è tuttora sotto sequestro (in seguito ai ricorsi giudiziari del movimento) per ordine della procura di Caltagirone dall’1 aprile 2015. Ma l’intero movimento, in tutte le sue sfaccettature, sa bene non potersi accontentare del risultato ottenuto mesi fa grazie a una costante pressione e opposizione con la lotta nel territorio e la denuncia delle istituzioni italiane compiacenti. Stanotte quindi, i tre giorni di campeggio vengono inaugurati con un lungo taglio di reti alla base. Un ottimo inizio che porterà alla manifestazione di sabato, per un movimento che ha ancora molto da dire e da difendere e ottenere per la salvaguardia e l’autodeterminazione dei propri territori contro il mostro americano e l’indifferenza/connivenza delle istituzioni italiane e locali.

Di seguito riportiamo l’appello alla partecipazione del movimento no muos.

Agosto No MUOS. Campeggio al presidio e manifestazione

Sempre contro tutti gli eserciti e contro vecchi e nuovi imperialismi, sempre No Muos e No al Militarismo!

Dal 6 al 9 agosto 2015 Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista, Pacifista presso il Presidio Permanente No MUOS in Contrada Ulmo a Niscemi. Il 6 e il 9 agosto di 70 anni fa, gli Usa lanciavano le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il Movimento No Muos invita antimilitaristi, pacifisti, antimperialisti e tutte le individualità affini a commemorare il tragico evento nella sughereta di Niscemi dove in quei giorni si allestirà il terzo campeggio estivo No War e dove l’8 agosto ci sarà la manifestazione nazionale No Muos.

Dopo anni di lotte e pressioni popolari il Muos è sotto sequestro, ma il nostro obiettivo resta lo smantellamento, oltre che dello stesso Muos, anche dell’intera base americana e la completa smilitarizzazione della Sughereta. È là che, da più di vent’anni, sono installate le 46 antenne NRTF, le cui radiazioni costituiscono un permanente pericolo per la salute pubblica e danneggiano la fauna e la flora di una delle più belle riserve naturali di sugheri secolari d’Europa.

La salute e l’ambiente minacciato dalle nocività sicuramente ci preoccupano, ma ancor più ci inquieta la presenza di queste basi militari che con le loro funzioni di guerra continuano a seminare morte e distruzione e a perpetrare pericolose competizioni tra i vari blocchi di potere, invece di iniziare a percorrere le vie d’uscita da questo sistema che attenta quotidianamente alla vita delle popolazioni umane, animali e della Terra intera. Stiamo vivendo un vero e proprio bilancio di guerra economico e umanitario: mentre in occidente paghiamo queste scellerate politiche guerrafondaie con i tagli allo stato sociale (sanità, scuola, edilizia popolare), nelle altre parti del mondo questo sistema minaccia direttamente le vite delle popolazioni che subiscono gli attacchi di quella o di quell’altra potenza, per beceri interessi di dominio e di controllo dei territori e delle loro risorse. Bombardate e affamate, le popolazioni di questi paesi, strette fra dittatori e/o oligarchie e presunti salvatori umanitari dall’altra parte, non vedono altra possibilità che emigrare verso paesi in cui possono salvare la propria pelle, imbarcandosi in viaggi della morte, non potendo scegliere altri modi “legali”, dal momento che le politiche securitarie della Fortezza Europa non prevedono corridoi umanitari; se nel frattempo non affogano nel Mar Mediterraneo, i migranti e i profughi che sbarcano vivi sono immediatamente destinati a centri di “accoglienza”, CIE e Cara gestiti in maniera clientelare, come mostra l’inchiesta siciliana di Mafia Capitale.

È ora di dire a basta a tutto ciò, ai Muos, ai Cie, alle galere etniche, agli steccati eretti contro le persone migranti, ai continui tagli allo stato sociale, alle nocività, alle grandi opere, a tutto quel sistema che mentre si arricchisce decreta la miseria e la morte di miliardi di individui. Chiediamo con forza l’uscita dalla NATO e lo smantellamento di tutte le basi militari, in primis di quelle americane la cui presenza è stata imposta senza mai essere stata discussa (e neanche approvata) in sede parlamentare ma tramite diretti trattati fra enti governativi e organismi militari. Chiediamo libertà di movimento per tutti i popoli e, a tal fine, l’attivazione di corridoi umanitari che consentano l’arrivo in Europa ,in condizioni di sicurezza, dei profughi e dei migranti in generale. Appoggiamo le lotte, i movimenti di ribellione che dal Kurdistan alla Palestina, dall’Ucraina all’America Latina, si sollevano contro lo sfruttamento e il dominio degli imperialismi, la nostra lotta è idealmente e praticamente legata alla loro Resistenza. In tale scenario, risultano quanto mai arroganti le dichiarazioni della Console USA che, su una delle più diffuse testate siciliane, intimidisce la Magistratura italiana minacciando ridicole sanzioni. Al contempo, però, riconosce a un movimento di opposizione la concreta capacità di mettere sabbia nella sanguinaria macchina da guerra. Il movimento No Muos anche quest’anno, per la terza volta, organizza il Campeggio Antimilitarista No Muos nel Presidio Permanente di lotta, in Contrada Ulmo, nei pressi della Base USA a Niscemi, dal 6 al 9 agosto. Nel 2015 peraltro, ricorre il Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Anche allora si registrava un combattivo ed esteso fermento contro la guerra e oggi ne raccogliamo l’eredità ideale, morale, politica, culturale e antimilitarista. Dal 6 al 9 agosto cade anche un altro tragico anniversario: il lancio delle bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki. Ricorrenze significative che ora più che mai ci impongono di opporci a qualsiasi attività militare, in prima persona senza attendere la lenta e asservita politica istituzionale rinchiusa nei palazzi del potere. In questo momento dal Medio Oriente fino all’Ucraina il clima di tensione è tale che è reale il rischio che scoppi brutalmente un nuovo conflitto mondiale nel quale la Sicilia sarebbe in prima linea insieme con il resto d’Italia. A conferma di questi timori, infatti, nella base militare del 37^ stormo di Trapani Birgi verrà ospitata dal 28 ottobre al 6 novembre, la più grande esercitazione della Nato dalla caduta del muro di Berlino. Durante il campeggio si deciderà la data per un’altra manifestazione nazionale antimilitarista e No War a Trapani Birgi, volta a impedire l’esercitazione nella base trapanese, come già in Sardegna i movimenti antimilitaristi sono ben riusciti a fare.

L’8 agosto 2015 è in programma a Niscemi, Contrada Ulmo, una Manifestazione Nazionale contro le politiche militariste e per gridare un accorato no alle guerre imperialiste. Il campeggio è, inoltre, l’occasione per un dibattito e un confronto fra tutte le realtà No War, antimilitariste, antimperialiste e pacifiste che saranno presenti.

Invitiamo  ogni realtà a portare un documento che parli della rispettiva storia o dell’attività antimilitarista del proprio territorio, per progettare assieme la pubblicazione di un libro che raccolga le testimonianze locali accanto ai contributi di artisti e intellettuali. L’obiettivo è quello di lanciare una campagna nazionale di presentazioni, conferenze, dibattiti e agitazioni per rendere di dominio pubblico l’urgenza di abbracciare l’istanza antimilitarista e il rifiuto della guerra a livello popolare, rompendo il muro dell’indifferenza. Una campagna che proponiamo si concluda la prossima estate a Niscemi con un Festival Internazionale contro la guerra, il militarismo e la militarizzazione.

Programma del Campeggio Estivo Antimilitarista, Antimperialista,  No War presso il Presidio Permanente No MUOS in Contrada Ulmo a Niscemi

6 agosto 2015

Proiezione documentario sui bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki

Banchetti No Muos informativi nel paese.

7 agosto 2015

Dibattito fra antimilitaristi, antimperialisti, pacifisti, realtà NoWar e resistenze internazionali (presenti rappresentanti della lotta in Kurdistan, in Ucraina e Palestinese).

Celebrazione del “Disertore Ignoto”.

8  agosto 2015

Manifestazione Nazionale Antimilitarista No Muos presso Contrada Ulmo.

9 agosto 2015

Sit-in di protesta in commemorazione dei bombardamenti su Nagasaki.

Dibattito finale e saluti.

Ci auguriamo che ogni divisa, ogni base militare e ogni fabbrica di armi e di morte trovi la più strenua ostilità, inospitalità della popolazione e concreta opposizione organizzata dal basso nella piena solidarietà e fratellanza umana.

No al MUOS No alle BASI No alle guerre imperialiste No al militarismo né qui né altrove!

Continua la lettura di No Muos: taglio delle reti le scorse notti verso la manifestazione di sabato 8 agosto

VAL SUSA: la marcia no tav rompe i divieti e fa cadere reti e barriere con l’orgoglio!

11233809_10206201500029249_4666680434660119033_oLa giornata appena conclusa è stata una giornata decisamente positiva. Abbiamo pensato e organizzato la manifestazione per rimetterci in marcia verso il cantiere, tutti insieme, con la determinazione che appartiene al nostro dna notav. Ci siamo trovati a Exilles con l’ottusità della prefettura e della questura che ancora una volta ha deciso di cancellare il diritto alla libera circolazione in Valsusa, piegato ai voleri e agli affari del sistema tav e alla cricca delle grandi opere. Prescrizioni e divieti che ci dovevano impedire di percorrere le strade della nostra terra oggi e magari chiedere “permesso?” per spostarci domani.

Fin dal mattino presto abbiamo capito che oggi il popolo no tav non avrebbe accettato divieti e con le propie forze avrebbe tentato l’impossibile per andare fino al cantiere. Così tra colori, sorrisi e bandiere non abbiamo osservato, uno dopo l’altro, i divieti che ci erano stati imposti e in migliaia siamo partiti dal Forte di Exilles per arrivare fino al punto più vicino al cantiere: i cancelli della centrale di Chiomonte.

Tutti insieme siamo andati fino a dove ci è stato possibile e come ci eravamo prefissati, abbiamo tentato di superare gli sbarramenti con un mix di partecipazione che ci caratterizza: giovani e meno giovani, come sempre. Qui un gruppo di noi ha provato il passo in più e ha tentato di agganciare i betadefence con i rampini per tentare di farli cadere. Non è stato possibile, una pioggia di lacrimogeni ha tempestato le prime file e le retroguardie del corteo, facendoci indietreggiare.

“Ci copriamo il volto per farci vedere” ha affermato una volta il popolo zapatista, e anche noi abbiamo dovuto fare lo stesso. Troppo alto il prezzo pagato in questi due anni per difendere la nostra terra per andare a volto scoperto incontro al momento in cui era necessario tentare di spostare le barriere poste in serata. Troppi i sacrifici chiesti ai notav in questi anni per essere riconosciuti facilmente dagli inquirenti per non usare kway e maschere antigas. Ed è qui che la cronaca poliziesca e giornalistica ha visto i “black bloc” con cui hanno composto titoli e articoli di queste ore. Lo dicemmo nel 2011, qui non ci sono nè black nè bloc, ci sono giovani e meno giovani che si attrezzano con abiti a basso costo per praticare la resistenza. Il nero è il colore che va per la maggiore tra questi capi, vorrà dire che la prossima volta cambieremo colore se potrà servire.

Una volta ritirati, il corteo è rimasto unito e in marcia, si è diretto a Chiomonte per riposarsi dopo la mattinata di fatica sotto il solo, e doopo un’ora di ristoro ha ripreso la marcia verso il cantiere passando dal paese di Chiomonte, scendendo per i tornanti che dal paese portano verso la centrale idroelettrica. Qui dopo una lunga battitura, con dei rampini e delle corde sono caduti come in un soffio di vento i betadefence posti sul ponte, e per una manciata di minuti le truppe di occupazione, che poco prima ci osservavano con disprezzo dalle reti , si sono trovate in difficoltà.

Uniti e compatti abbiamo tenuto il tempo necessario e nel frattempo un gruppo di notav riusciva ad entrare nel cantiere passando da un sentiero secondario, piombando nella zona definitiva inviolabile. Con orgoglio, come ci eravamo prefissati, siamo rientrati in paese, soddisfatti e contenti per aver dimostrato ancora una volta che ci siamo e che, una battaglia alla volta, fermeremo questo scempio.

Non potevamo non pensare a come, mentre a Ventimiglia per uomini e donne in cerca di futuro le frontiere siano chiuse e come invece qui nella nostra valle, le frontiere per le merci (che non ci sono) vengano spalancate da tunnel e difese da eserciti di polizia.

Non potevamo non pensare a come ogni euro speso per quest’oscenità sia un euro rubato a qualcosa di utile per tutti.

Non potevamo e non lo abbiamo fatto. Ci abbiamo messo coraggio, cuore e tenacia, e ci abbiamo provato portando a casa una buona giornata di lotta.

Nel tardo pomeriggio arriva poi la ripicca della questura, che evidentemente in imbarazzo per le reti cadute in un soffio, si vendica fermando il furgone dell’amplificazione mettendo in stato di fermo (nel momento in cui scriviamo) due notav, Brandua e Gianluca, che vogliamo liberi qui tra di noi (aggiornamento: sono stati rilasciati intorno alle 3 di notte con una denuncia) .

Avanti notav, la resistenza si fa un passo alla volta!

 

28 maggio: NO TAV BRESCIA presenti in Piazza della Loggia

ll 28 maggio, come tutti gli anni, anche noi prenderemo parte al corteo che si snoderà per le vie della nostra città durante la mattinata.

Nel pomeriggio, invece, saremo presenti a partire dalle 17:00 in “Piazza di Maggio”, con un banchetto informativo e di autofinanziamento.

Il 28 maggio, anniversario della Strage fascista e di Stato di Piazza della Loggia del 1974, per noi è una data importante da ricordare e a cui essere presenti, per contrapporsi, di nuovo, a uno stato che continua a perpetuare i suoi metodi “fascisti”, messi oggigiorno in atto non più con le stragi di stato, ma inseguendo profitti e interessi di una classe dirigente che guarda solo a se stessa, ignorando quali siano le vere necessità delle persone.

E come già negli scorsi anni abbiamo detto, il TAV per noi è un’altra violenza inflitta senza motivo al nostro territorio, alle persone che vivono queste terre; un treno violento che ha abbattuto case, campi, attività agricole e commerciali, disotterrando rifiuti pericolosi e insabbiando chissà quali cose, e che per volontà delle nostre amministrazioni continuerebbe a farlo con la costruzione della nuova tratta Brescia-Verona. Se noi non ci opporremo.

Ricordiamoci che questo è lo stesso stato che ci priva del diritto alla casa, allo studio, ad una sanità decente per tutti, a bonifiche ambientali, dirottando quotidianamente ingenti risorse verso grandi opere inutili, a discapito delle primarie necessità comuni.

Uno stato che protegge e tutela solo un parte di persone, quelle per cui “vale la pena” insabbiare e coprire le atrocità e oscenità commesse, come chi ha inquinato irrimediabilmente le nostre terre in passato e di cui oggi nessuno è colpevole.

Esattamente come quanto successo con i fascisti coinvolti nella strage di piazza della Loggia.

E per non ritrovarci in futuro a commemorare un’altra strage di stato, la strage ad esempio dell’inquinamento che uccide decine di bresciani ogni anno di tumore sotto l’indifferenza generale, continuiamo a lottare e a mettere in pratica quel grande valore che la giornata del 28 maggio dovrebbe suscitare in ognuno di noi: la resistenza.

Continuiamo a resistere e lottare contro questo stato e sistema colpevole, per difendere i nostri diritti fondamentali, come il diritto alla salute e alla vita.

Resistiamo per difendere il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Per non avere più un altro 28 maggio nella nostra storia.

Presenti durante la giornata le immagini da noi documentante che mostrano chiaramente i danni causati dai cantieri del TAV nella nostra città con la costruzione della linea alta velocità Treviglio-Brescia.

Per imparare dagli errori passati a cambiare il nostro futuro resistendo e lottando tutti e tutte insieme!

11230846_10205511686570279_1474792946685444612_n

DONNE: LA RESISTENZA CONTINUA – Nelle lotte di ieri e di oggi – serata 8 marzo

In occasione dell’ 8 marzo vogliamo ricordare tutte quelle donne che hanno dato e danno tutt’oggi un contributo inestimabile alla nostra società.
Perché quando ci sono delle lotte, dei motivi importanti per cui ribellarsi, quando ne vade il benessere e il futuro di tutti e tutte ognuno di noi ha un ruolo essenziale.
Tutti nel nostro piccolo possiamo fare la differenza.
E così l’8 marzo, in occasione e della festa della donna, festeggiamo tutte le donne che in passato e ancora oggi fanno la differenza, combattendo con amore e orgoglio per difendere il futuro di tutte e tutte noi.

ore 19:00 APERICENA VEGAN
di autofinanziamento per il Comitato No Tav Brescia
Prezzo popolare 5 euro (bere + mangiare)

ore 20:00 LETTURE DI DONNE E RESISTENZA
letture di testi di donne che hanno fatto e fanno la resistenza, dalle lotte partigiane al movimento No Tav e No Mous, con accompagnamento musicale

ore 21:30 CONCERTI
* KAMAL: cantautore camuno eco compatibile, equo solidale, ma soprattutto biodegradabile
https://www.facebook.com/kamalikus/info?tab=page_info

* IGNARI: rock artigianale bresciano
https://www.facebook.com/ignari.brescia/timeline

DOMENICA 8 MARZO
C.S. 28 MAGGIO, Via Europa 54 – Rovato (BS)

11015612_426817134152476_103147494_o

No Tav Terzo Valico: Rfi si intesta il terreno dei 101 di Pozzolo – I No Tav preparano la resistenza

20140913_152630da notavterzovalico.info – Il 20 agosto avevamo dato la notiziadell’emanazione del decreto di esproprio per il Terreno di Pozzolo Formigaro che venne acquistato collettivamente da 101 No Tav – Terzo Valico a maggio del 2013. Nel decreto di esproprio si può leggere: “…DISPONE Il passaggio di proprietà degli immobili sopra descritti (il terreno dei 101 ndr.), alla condizione sospensiva che lo stesso venga notificato alla ditta espropriativa nelle forme degli atti processuali civili e salva l’esecuzione a cura del richiedente Consorzio COCIV, a norma dell’art.24, comma 1, del D.P.R. n. 327/2001 e s.m.i., qualora gli immobili non risultino già nella totale e impregiudicata disponibilità del soggetto beneficiario dell’esproprio…”

Nei giorni scorsi un No Tav pozzolese ha pensato bene di fare la visura catastale del terreno in questione e ha scoperto, non senza stupore, che Rfi ha pensato bene di intestarsi al catasto il terreno. Intestazione avvenuta nella stessa data di emanazione del decreto di esproprio ma senza che il Consorzio Cociv comunicasse ed eseguisse l’immissione in possesso del terreno (la condizione sospensiva indicata nel decreto). In questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori, è la norma che cerchino di costruire il Terzo Valico senza neppure il rispetto delle leggi, ma questa volta hanno decisamente passato il segno. Con ogni probabilità questo è il modus operandi che viene sempre utilizzato, considerato che molto raramente davanti all’esecuzione di espropri si trovano ad affrontare la resistenza di un movimento popolare.

I No Tav – Terzo Valico non si sono certamente fatti scoraggiare e qualche giorno dopo la scoperta alcuni militanti dei comitati di Pozzolo e Novi hanno iniziato i lavori di recinzione del terreno dando vita di fatto ad un nuovo piccolo presidio No Tav – Terzo Valico nel Comune di Pozzolo. Un modo simbolico per diffidare chiunque non sia un cittadino contrario alla realizzazione della nuova linea ferroviaria a mettere un solo piede sul terreno collettivo dei No Tav. Con ogni probabilità non verrà fatto, ma nel dubbio il comitato pozzolese ha deciso di portarsi avanti con i lavori. E’ infatti facilmente immaginabile che nei prossimi giorni/mesi Cociv comunicherà ai 101 proprietari l’intenzione di espropriare il terreno. Il movimento con la determinazione di sempre si sta già preparando ad una nuova giornata di resistenza agli espropri come quelle del 30 luglio scorso ad Arquata e Serravalle e del 10 settembre ad Arquata. Siamo pronti a scommettere che il terreno collettivo dei 101 No Tav verrà difeso all’occorrenza con le unghie e coi denti.

su www.notavterzovalico.info le Le foto dei lavori di recinzione del terreno

26 aprile a Bussoleno: diventa protagonista della resistenza!

Il sorriso di Eugenio appena arrivati a Bussoleno pronto ad attenderti, gente in strada che ti saluta e si presenta stringendoti la mano, bandiere appese che ti ricordano che ognuno di noi può diventare protagonista e sostenere la resistenza NO TAV, pane, toma e vino rosso di Chiomonte, una “Bella ciao” cantata con le lacrime agli occhi a Rosa, la madre di Dax seduta in mezzo a noi, le parole di Alberto Perino e Lele Rizzo in ricordo di chi è “terrorista” come tutti noi ed è in carcere ingiustamente. Questa è la Valle che resiste…perchè la lotta ha anche un volto umano.

IMG_1418IMG_1420IMG_1421IMG_1422IMG_1427IMG_1428IMG_1437IMG_1431IMG_1433IMG_1442IMG_1447IMG_1448IMG_1451IMG_1452IMG_1454IMG_1458IMG_1487IMG_1468 IMG_1470 IMG_1474 IMG_1477 IMG_1461IMG_1462IMG_1466IMG_1490

“FERMARCI E’ IMPOSSIBILE. CRONACA DI UNA LOTTA” – Proiezione del video e dibattito sul “Diritto di Resistenza”

Sabato 22 marzo alle 15.00 presso il Centro sociale Magazzino 47 di Brescia ci sarà la proiezione del film “Fermarci è impossibile. Cronaca di una lotta” a cura del centro sociale torinese Askatasuna e del Comitato di lotta popolare No Tav. Un documentario che traccia il racconto della popolazione della Val Susa in difesa da vent’anni del proprio territorio da chi vorrebbe devastarlo e saccheggiarlo con l’unica finalità di ottenerne ingenti profitti.

Il video racconta gli avvenimenti più significativi che vanno dal 2010 al 2013 con l’obiettivo non solo di raccontare un pezzo di storia dal punto di vista dei No Tav, ma anche di cercare nei limiti del possibile di offrire un controcanto alla narrazione ufficiale proposta da massmedia/questura/partiti/procura, sintetizzabile nell’equivalenza “No tav = Terroristi”. A tale equivalenza il Movimento No Tav ne oppone un’altra sintetizzabile nella formula “No tav = Resistenza”.

Il video si concentra sulle mobilitazioni e sulle scadenze in cui protagonista è il movimento No Tav nella sua complessità. È una cronaca di quanto avvenuto negli ultimi 3 anni, in cui il tempo viene scandito dalle iniziative di lotta: presidi, cortei, occupazioni, feste, “passeggiate notturne” ecc. La qualità delle immagini è eterogenea. Buona parte del materiale video è stato girato dai compagn* del centro sociale Askatasuna, spesso con mezzi di fortuna; alcune parti provengono invece da riprese effettuate da altre persone del movimento; altre ancora sono immagini direttamente scaricate dalla rete.

La scelta più azzardata a livello di realizzazione è stata comunque quella delle musiche, utilizzate come se il video fosse non un documentario, ma un film di finzione. “Questo perché abbiamo pensato che la “drammatizzazione” di alcuni momenti attraverso la musica avrebbe potuto rafforzare il carattere di parte e politicamente schierato del video, perché lo avrebbe reso meno ambiguo, meno falsamente “oggettivo”. Avremmo in altre parole reso palese la “costruzione” della storia, ma ne avremmo anche meglio esplicitato i contenuti. Almeno questo è quello che abbiamo provato a fare.”

A conclusione della proiezione ( 16.30 circa ) si terrà un incontro/dibattito sul ” Diritto di Resistenza ” con Francesco Richetto dei No Tav Val di Susa e redattore di www.notav.info, Claudio Sanita dei No Tav Terzo Valico e redattore di www.notavterzovalico.info e altri esponenti del movimento No Tav Trentino, oltre che di realtà di movimento bresciane.

Qui potete trovare il trailer del film:
http://www.youtube.com/watch?v=ElIjravW9Dc

Per maggiori informazioni: www.notavbs.org

Esposito non parla a Brescia: la Val Susa ringrazia i bresciani.

Doveva essere una serata “in famiglia” dedicata al Tav, al piccolo Teatro di Sanpolino più per ascoltare le solite panzane sottoforma di slogan mal formulati di “Bingo” Esposito e convincersi che la Torino-Lione è bella e buona.

La sede era piccola perchè di questi tempi il Pd ha imparato a non aspettarsi le folle ma i No Tav bresciani, non invitati, l’hanno riempita e altri si assiepavano fuori surclassando cosi il numero degli spettatori con tessera (c’era anche Fiorenzo Bertocchi di PRC, “a titolo personale” – ci tiene a dichiarare) per fare il contradditorio. Dietro lo striscione «L’unica velocità che vogliamo è quella delle bonifiche», i No Tav spingevano per entrare ostacolati da una decina di Digos e un drappello di agenti che però non hanno potuto impedire l’entrata in massa e la fragorosa battitura sulle pareti.

“Bingo” è arrivato con la sua auto blindata e ha sfoggiato il consueto facile builismo da dietro la scorta, anche un po’ bluffando (i bresciani non sanno come corre con o senza scorta), visto che giocava fuori casa: “Sono stato più volte nell’occhio del ciclone in Val di Susa, figuriamoci se mi faccio problemi per un pugno di No Tav».

Sta di fatto che dopo un’ora di tentativi, la bella riunione si è sconvocata per tempi migliori. Il Nostro non l’ha presa bene: «Ogni volta che mi muovo per partecipare a dibattiti sul tema, qualcosa succede regolarmente, ma non mi era mai successo di andarmene», (bugia!) ha commentato prendendosela anche un po’ con gli organizzatori.

La Val Susa ringrazia i bresciani.

 

Articolo tratto da: http://www.tgvallesusa.it