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ENI: chi è e che responsabilità ha una delle principali aziende coinvolte nella realizzazione del TAV Brescia-Verona?

Eni, attraverso la sua controllata Saipem, sarà la principale azienda coinvolta nella realizzazione del progetto AV Brescia – Verona. A rafforzare le nostre convinzioni rispetto all’inutilità dell’opera, oltre ad una sequela lunghissima di documenti ufficiali, c’è anche questo fatto. Per rendersi conto di cosa sia ENI e delle sue responsabilità vi consigliamo l’ascolto di questa breve intervista.

“Innanzitutto è necessario rendersi conto di cosa sia Eni oggi e cosa sia Eni in Italia. Un paio di anni fa è stato pubblicato un libro -secondo me molto interessante – che tutti gli attivisti che hanno a cuore l’ambiente e che vogliono anche capire la struttura delle relazioni di potere di cui Eni fa parte dovrebbero leggere; si chiama Lo Stato parallelo (di Andrea Greco e Giuseppe Oddo, Chiarelettere 2016, ndr).”

#notav #versoil5ottobre #stopeni #nograndiopere

Di seguito l’articolo intero di global project:

Il primo focus-lab del Venice Climate Camp ha messo in rilievo come agisce l’appropriazione da parte del capitale delle risorse su scala planetaria. Elena Gerebizza, ricercatrice di Re:Common che a lungo ha studiato la condotta di Eni nel delta del Niger, è stata intervistata da Radio Sherwood al termine del dibattito. La distruzione del delta del Niger risponde a esigenze quasi completamente finanziarie, specie in una fase storica in cui i movimenti ambientalisti in tutto il mondo chiedono con forza è proprio la fuoriuscita e l’abbandono dal carbon fossile.

Abbiamo chiesto ad Elena quali possono essere gli strumenti più adeguati per contrastare la governance energetica, e in particolare Eni, ponendo un argine alla crisi climatica.

 Innanzitutto è necessario rendersi conto di cosa sia  Eni oggi e cosa sia Eni in Italia. Un paio di anni fa è stato pubblicato un libro -secondo me molto interessante – che tutti gli attivisti che hanno a cuore l’ambiente e che vogliono anche capire la struttura delle relazioni di potere di cui Eni fa parte dovrebbero leggere; si chiama Lo Stato parallelo (di Andrea Greco e Giuseppe Oddo, Chiarelettere 2016, ndr).

Questo è per dire, intanto, che bisogna cercare di capire di cosa stiamo parlando. Dopodiché rendiamoci anche conto che Eni è una delle multinazionali del petrolio che anche messa a confronto con i propri peer, quindi con le altre grandi multinazionali, è tra quelle in fase di espansione. Quindi anche se ci sono i cambiamenti climatici, anche se in Italia c’è un movimento che chiede un cambio di rotta chiaro, Eni sta continuando ad esplorare nuovi pozzi, nuovi giacimenti, ed entra sempre di più in quello che è il settore dei combustibili fossili di frontiera (quindi dalle acque profonde all’artico).

In Nigeria si è trovata coinvolta in un caso di corruzione gigante, già da un anno è in corso il processo a Milano riguardante proprio questo caso che coinvolge sia Eni che Shell. L’obiettivo, per loro, per riuscire a mettere le mani sul giacimento più grande di petrolio e gas ancora da esplorare in Nigeria.

Si tratta di una società che sicuramente non vuole mollare il suo core business, ma allo stesso tempo inizia a fare delle promesse di cambiamento, quindi a parlare di ridurre l’impatto delle proprie attività ecc. Ma se si va a vedere che cosa intendono, ci rendiamo conto che stanno ancora nell’ambito delle soluzioni di mercato più false: dai progetti red+ a vari schemi di offsetting, tutti passi che ci dicono che è più che lontana dall’iniziare un cambiamento.

Per cui sicuramente in Italia chiunque abbia a cuore il tema dei cambiamenti climatici deve iniziare a fare i conti con Eni, e deve quindi iniziare a fare i conti con una società che pesa tremendamente sul futuro dell’Italia e non è una risorsa per noi che invece desideriamo un cambiamento reale del sistema economico.

RFI e Cepav due firmano oggi il contratto del primo lotto Alta Velocità Brescia-Verona: VERGOGNATEVI MAFIOSI!

La paura che questo progetto inutile, dannoso e mafioso saltasse era talmente grande da subire l’ennesima accelerazione.

Proprio oggi che c’era un passaggio di testimone di ministri?

Proprio dopo i paginoni sui quotidiani locali comprati dagli industriali che pregavano il governo di non rinunciare al “progresso”?

Proprio ora che una vera possibile valutazione costi e benefici poteva far saltare tutto?

VERGOGNATEVI MAFIOSI DELINQUENTI.

COME SEMPRE, SAREMO NOI #NOTAV A FERMARLO! #FINOALLAVITTORIA

 

(Teleborsa) – Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e il Consorzio Cepav due, di cui Saipem attualmente detiene una partecipazione pari al 59%, hanno firmato oggi il contratto per la realizzazione del primo lotto costruttivo della tratta Alta Velocità/Alta Capacità Brescia – Verona.

La commessa ha un valore di 1,645 miliardi di euro mentre la quota di competenza Saipem è di circa 970 milioni di euro.

Il contratto, spiega la società ingegneristica, prevede la realizzazione di un tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione “Verona Merci”, di collegamento con l’asse Verona – Brennero, che interessa le Regioni Lombardia e Veneto e, in particolare, le Province di Brescia, Mantova e Verona.

Fonte: https://www.teleborsa.it/AMP/News/2018/06/06/saipem-rfi-e-cepav-due-firmano-contratto-primo-lotto-alta-velocita-brescia-verona-337.html