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16/9 @ Calcinato – “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli”

Invitiamo tutti e tutte a partecipare  all’evento “L’uomo eredita la terra e la custodisce per lasciarla intatta ai suoi figli” organizzato  dal Comitato Cittadini Calcinato a cui parteciperemo anche noi No Tav Brescia-Verona.

L’evento si terrà nel pomeriggio di sabato 16/09/2017 presso Piazza Pertini a Calcinatello con ritrovo alle ore 15.30.

Il corteo si avvierà per le ore 16.00 e saranno i bambini, i veri protagonisti della passeggiata con colori e tanto “chiasso”.
Alle ore 18.00 ritrovo in Campo Fiera, zona adiacente a Piazza
Pertini, per assistere al dibattito tenuto da esperti ambientalisti. Durante il dibattito, per i bambini/ragazzi saranno allestiti laboratori ludico–didattici a cura dei gruppi FIVERADIO e SEMIDARTE.

Per la gioia di grandi e piccini durante l’evento sarà a disposizione un trenino.
La serata, per chi lo desidera, darà la possibilità di cenare con un ricco menù gestito dall’Ente Fiera di Santa Maria per poi proseguire con buona musica.

Con questo evento il Comitato Cittadini Calcinato propone “un pomeriggio diverso” a misura di famiglia sul proprio territorio per confronto, coinvolgimento e sensibilizzazione verso una
tema importante come quella ambientale.

L’invito è stato esteso ai comitati ambientali bresciani perché crediamo nell’importanza di condividere le nostre criticità anche con chi, purtroppo, vive le nostre stesse problematiche.
Sostenitori della manifestazione saranno i comitati del tavolo provinciale BASTA VELENI, di cui il Comitato Cittadini Calcinato fa parte.

Contiamo sulla vostra partecipazione perché soltanto insieme si potrà davvero tutelare e custodire una terra dataci in prestito da riconsegnare nel migliore dei modi alle generazioni future.

Il Comitato Cittadini Calcinato è un’associazione avente come scopo la tutela dell’ambiente, della salute del territorio e dei beni culturali e ambientali del Comune di Calcinato e limitrofi. Opera sul
territorio a titolo gratuito esclusivamente per la difesa dello stesso.
Sino ad oggi ha potuto sostenere i costi necessari per lo svolgimento delle attività tramite autofinanziamento dei membri del comitato e grazie al sostegno dei cittadini che rispondendo alle varie attività associative organizzate hanno consentito di poter effettuare un lavoro capillare di informazione riguardo tutte le criticità del territorio Grazie all’aiuto e la generosità della cittadinanza locale abbiamo potuto sostenere spese legali sia per effettuare ricorsi sia per difenderci da “diffide” pervenute da azienda locale contro l’operato del comitato.
I ricorsi promossi sino ad oggi sono stati cinque, sostenuti solo dopo un’attenta valutazione sia di costi che di meriti, al fine che l’azione promossa servisse al raggiungimento degli obiettivi e fosse
di aiuto concreto al Comune di Calcinato e ai cittadini locali.

I ricorsi depositati nel 2016:
– Aprile 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la Linea
Tav BRESCIA VERONA
– Ottobre 2016 – Ricorso in consiglio di Stato a difesa dei cittadini calcinatesi contro la linea
Tav BRESCIA-VERONA specificatamente contro reitero del vincolo espropriativo;
– Ricorso in Consiglio di Stato in merito all’indice di pressione;
– Febbraio 2017 – Ricorso presso il Tar di Brescia contro Regione Lombardia e Gedit in merito
alla richiesta di sospensiva della VIA per ampliamento Gedit.
– Luglio 2017 – quatto giorni prima dell’approvazione del progetto esecutivo della TAV BRESCIA Verona abbiamo depositato il ricorso in Consiglio di Stato contro la sentenza del 09.01.2017 che sarà discussa a Roma il 31.08.2017.

TAV Brescia/Verona, un progetto con una compatibilità ambientale di 14 anni fa che attraversa 48 siti inquinati della provincia

Articolo tratto da: www.money.it

Un progetto Brescia/Verona approvato dal Cipe con un riferimento a una compatibilità ambientale di 14 anni fa.
Quarantotto siti inquinati interessati al tracciato.

Irresponsabili. Altro termine non può essere usato, per l’approvazione del progetto AV Brescia/Verona da parte del Cipe lunedì scorso. La dimostrazione ennesima della inesistente sensibilità ambientale e, quindi, verso la salute dei cittadini nonché del rispetto delle norme che ha questa classe dirigente. Irresponsabilità, insensibilità e dissolutezza nell’uso di risorse scarse distribuite a prescindere da qualsiasi minima, decente analisi di tipo economico. Il progetto da realizzare riguarda un tracciato di 72 km sottoposto a valutazione d’impatto ambientale su uno studio risalente al marzo 2003 ed elaborato sul progetto preliminare cioè sul livello progettuale inidoneo alla misurazione degli impatti.

Infatti, questa procedura è stata abrogata dal nuovo codice appalti, che ha ripristinato la VIA sul progetto definitivo. Evento ancor più grave se solo si considerano le trasformazioni intervenute sul territorio da Brescia a Verona in questi ultimi 14 anni e quindi la banalizzazione di uno degli elementi portanti della procedura di VIA quale l’analisi degli impatti cumulati. Incidentalmente si aggiunga anche che il piano o meglio la estemporaneità chiamata “25 opere dell’Allegato infrastrutture” di cui fa parte l’AV Milano/Verona è stato sottoposto a VAS solo un anno fa. Ridicolo che una VAS possa conseguire a una VIA, ma tant’è nel tempo della frantumazione del diritto e della prevalenza degli interessi di parte su quelli collettivi.

Nel merito vanno rilevati alcuni elementi particolarmente importanti:
a) sono 48 i siti inquinati, di cui 40 appartengono al territorio bresciano. Ventidue siti riguardano discariche e attività produttive. Non si rilevano note,che riguardano i limiti delle soglie di contaminazione né della concentrazione delle soglie di rischio e ancor meno procedure di bonifica ai sensi dell’ex art 242 bis del Codice Ambiente; 
b) il Piano Utilizzo Terre e Rocce da scavo (PUT) riguarda unicamente la variante al progetto preliminare del 2003 e quindi la connessione “Montichiari”, la riqualificazione stradale Ghedi/Borgosatollo e il tracciato degli elettrodotti. Appena 16 dei siti critici interferiti riguardano il PUT; 
c) nessuna analisi economica pur in presenza di variazione dei costi di investimento e di valutazione degli impatti riferiti alla situazione territoriale del 2003; 
d) totalmente ignorato il parere obbligatorio espresso dal massimo organismo tecnico dello Stato, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un parere che riguarda la mancata applicazione della nuova normativa sismica, in un paese l’Italia che ha registrato negli ultimi 2500 anni 560 terremoti tra l’ottavo e l’undicesimo grado della Mercalli.

Ignorate totalmente le problematiche economiche locali come il notevole apporto della produzione del vino Lugana alla bilancia commerciale italiana e un’emergenza come il Santuario del Frassino. La variazione dei costi appare incomprensibile se solo si pensa che nel DEF del 2014 la Brescia/Verona aveva un costo di 2747 milioni di euro nell’aggiornamento 2016 diventavano 3837 di cui 2258 primo lotto.

Nella delibera Cipe di lunedì sono diventati 2499 e sommando i 284 mln di euro della variante Montichiari mancano ancora 1054 milioni citati ad aprile 2016 non si capisce a che titolo.
La relazione di ANAC al dicembre 2016 riporta un costo del lotto Bs/Vr ancora diverso e pari a 2826 milioni di euro. Hanno tagliato le compensazioni agli enti locali?
La procedura finale prevede, che il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, che scrive il testo definitivo del provvedimento e cui sarebbe opportuno chiedere l’adempimento di quanto prescritto dal DPCM 27/12/1988 e dal Dlgs 228/2011 considerata la variazione dei costi, in questi trascorsi 14 anni e l’emanazione di leggi che riguardano il buon uso di denaro pubblico. Successivamente la delibera sarà formalizzata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro Lotti segretario del Cipe.

Segue il controllo di legittimità da parte della Corte dei Conti.

Vedremo come si concilia un parere di compatibilità ambientale sul progetto emesso il 17 aprile 2015 e, un decreto di VAS del settembre 2016. Aggravato ulteriormente dal fatto che il finanziamento del lotto attinge a Fondi per lo Sviluppo e la Coesione oltre che ad altri Fondi UE.

Di elementi d’illegittimità ce ne sono abbastanza se qualche forza politica finalmente s’impegna a fare qualcosa di rilevante in quest’ulteriore sperpero di risorse pubbliche e strame di regole poste a presidio non solo della legalità ma anche degli interessi generali.

I costruttori del Terzo Valico fanno soldi sulla pelle delle persone!

L’altro ieri su alcuni quotidiani sono uscite nuove intercettazioni ambientali riguardanti l’inchiesta che alcuni mesi fa portò all’arresto della cupola del Cociv, il consorzio che si sta occupando della costruzione del tratto di TAV chiamato “Terzo Valico”.
Un collega, riferendosi al rischio amianto, si rivolge ad Ettore Pagani, al tempo vice presidente del consorzio, con queste parole: “…il primo che si ammala è un casino…”. Ettore Pagani dal canto suo ribatte: “…tanto la malattia arriva fra trent’anni…”. Una risposta che dovrebbe far indignare chiunque sia una persona per bene, che testimonia come ai dirigenti del Cociv della salute dei cittadini e dei propri operai non interessi proprio nulla. Solo un intralcio da sacrificare sull’altare del profitto di un’opera miliardaria utile esclusivamente ad arricchire le tasche di Salini – Impregilo.

amianto

Nulla di nuovo purtroppo per chi da anni si batte contro la costruzione dell’opera e per primo ha denunciato il rischio amianto legato alla costruzione del Terzo Valico. A quel tempo gli attivisti del movimento si sentirono dare degli allarmisti dai Sindaci intenti a gustarsi la torta delle opere compensative. In una provincia che continua a piangere i morti di Casale Monferrato la puzza di ipocrisia sta diventando nauseabonda. Rita Rossa e i suoi compari del PD sfilano a Casale Monferrato mentre autorizzano e sostengono la realizzazione di un’opera che potrebbe causare chissà quante nuove diagnosi di mesotelioma, carcinoma o asbestosi. Diagnosi che intanto arriveranno fra trent’anni come ha ricordato quello schifosissimo uomo dal nome di Ettore Pagani. Ma questa volta non ci sarà bisogno di lunghi ed estenuanti processi per trovare un colpevole. Già li conosciamo e sono quelli che questa opera l’hanno voluta e la stanno costruendo nonostante la contrarietà delle popolazioni locali e nonostante si sapesse dall’inizio che realizzare l’opera avrebbe significato spargere amianto ovunque.

Bisogna continuare a battersi, in gioco c’è la salute di noi tutti e quella dei nostri figli.

“Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”

Bertolt Brecht

14/11 ASSEMBLEA PUBBLICA PER COSTRUIRE INSIEME UN NO SOCIALE A QUESTO GOVERNO E ALLE SUE POLITICHE VERSO IL 10 DICEMBRE! #CIVEDIAMOIL10

Sabato 10 dicembre Brescia avrà l’onore di ospitare la visita del premier Renzi che arriverà per presenziare il viaggio inaugurale del TAV Treviglio – Brescia e l’inaugurazione di una fantomatica nuova stazione ad alta velocità (RFI ha smentito pubblicamente il fatto che il 10 dicembre ci sarà l’inaugurazione della stazione ad alta velocità di Brescia).

Una visita annunciata con toni spavaldi, perfettamente inserita nella campagna referendaria, nonostante, a detta del governo, la scelta della data sia stata fatta proprio per evitare passerelle.
Gli scandali recentissimi, ultimi di una lunghissima serie, mostrano la vera natura speculativa di queste grandi opere, lontane da qualsiasi logica di miglioramento delle condizioni di vita delle persone.

In questo quadro il Partito Democratico dimostra di essere nient’altro che un facilitatore per gli affari delle grandi lobbie economiche del nostro paese: è proprio per questo che nella riforma costituzionale da loro presentata ci sono passaggi im-portanti che riguardano la “decisionalità” in merito a grandi opere infrastrutturali, al governo del territorio e alle produzioni energetiche (uno dei motivi per il quale invitiamo a votare NO il 4 dicembre).

Il 10 dicembre sarà la prima uscita pubblica di questo governo dopo il referendum. Aldilà di quello che sarà l’esito referendario, vogliamo che sia una data nella quale emerga tutta l’insoddisfazione e l’indignazione che si respira a Brescia e nella sua provincia per le scelte che questo governo ha riservato al nostro territorio:

* contro i progetti infrastrutturali annunciati dal governo: ribadiamo la netta contrarietà al progetto TAV Brescia – Verona e all’Autostrada della Valtrompia;
* contro il piano casa che il governo Renzi continua a sostenere e che costringe a vivere sotto ricatto migliaia di persone solamente nella provincia di Brescia;
* contro il jobs act e la continua precarizzazione delle condizioni di lavoro;
* contro i continui tagli alla sanità, in una città dove, a causa dell’inquinamento, ci si ammala più che altrove;
* contro la buona scuola e la continua privatizzazione del mondo della formazione, diventato oramai fucina di precarietà;
* contro le politiche energetiche che il governo porta avanti attraverso la realizzazione di nuovi impianti di incenerimento rifiuti e l’implementazione di quelli esistenti;
* per chiedere le dimissioni di quegli amministratori che in maniera irresponsabile hanno autorizzato nuove discariche e impianti di trattamento rifiuti nella provincia di Brescia.

Vorremmo che il 10 dicembre sia una data per tutte quelle persone che hanno a cuore un futuro diverso per il nostro territorio. Una data non solo per dire basta alle grandi opere inutili, ma per chiedere che quelle risorse vengano utilizzate per le tante piccole opere che migliorerebbero la nostra vita fin da subito.

Dalle bonifiche al reddito minimo garantito, dalle opere di prevenzione e cura del territorio ad un sistema sanitario accessi-bile ed efficiente, dalla scuola ad una mobilità efficiente, realmente sostenibile e accessibile da tutti, passando per il diritto ad avere una casa nella quale stare.

Per questi motivi invitiamo tutte le realtà sociali e i singoli, di qualunque genere, etnia o età a dar vita ad un’assemblea pubblica per costruire insieme il percorso che ci porterà al 10 dicembre, per costruire insieme un NO sociale a questo governo e alle sue politiche.

Ci vediamo lunedì 14 novembre alle 20.30 presso la sala civica di via Villa Glori 13 a Brescia (circoscrizione ovest).

#civediamoil10 #cacciamolo #iovotoNO #cèchidiceNO #notav #bastaveleni #casa #reddito #salute #lavoro #scuola

 

assemblea-pubblica-14-novembre-per-10-dicembre

Alcuni comuni dicono NO al TAV per problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza!

 

E’ notizia di qualche settimana fa che un piccolo paese della Savoia, a meno di 10km da Saint-Jean-de-Maurienne,  ha votato all’unanimità in consiglio comunale contro il passaggio dei camion responsabili di trasportare materiale di scarto del cantiere del TAV Torino-Lione nella parte francese.

Dopo varie proposte alquanto fantasiose di TELT sul passaggio di questi mezzi e sullo stoccaggio finale dello smarino, si è giunti a quella definitiva sul transito attraverso la Maurienne in zone densamente popolate.

Il consiglio comunale si dice dunque preoccupato in quanto, secondo le stime, da settembre prossimo il passaggio dovrebbe essere quello di un camion ogni due minuti, e questo comporterebbe problemi di tipo sanitario, economico e di sicurezza.

Problemi comuni anche alla Val di Susa, che già ad oggi con il solo tunnel esplorativo di Chiomonte vanta un notevole quantitativo di materiale di scarto con il conseguente passaggio di mezzi in tutta la Valle e lo spargimento di polveri pericolose su tutto il nostro territorio.
Anche in questo caso i signori del Tav non si smentiscono mai, e una volta di più ci rendiamo conto di quanto quest’opera sia solo un’enorme truffa a danno delle popolazioni e dei territori, per finanziare i conti in banca dei soliti noti a capo di governi o partiti che giocano questa partita sulle nostre teste.

Esprimiamo quindi la nostra solidarietà al comune di Montricher-Albanne e a tutti quelli che lottano contro questo progetto.

Avanti No Tav!

Qui di seguito il link dell’articolo. http://france3-regions.francetvinfo.fr/alpes/savoie/en-maurienne-la-commune-de-montricher-albanne-conteste-l-organisation-du-chantier-tunnel-euralpin-lyon-turin-994319.html

10 aprile: BASTA VELENI – Manifestazione per il diritto alla salute e al futuro – ore 14:30 ritrovo al Parco Gallo (Brescia)

DOMENICA 10 APRILE 2016
ORE 14:30 RITROVO @ PARCO GALLO (BRESCIA)
MANIFESTAZIONE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE E AL FUTURO! E’ ORA DI CAMBIARE: BASTA VELENI!

Una provincia malata dove i rifiuti sotterrati superano le stime fatte per descrivere il biocidio della terra dei fuochi campana.
Una provincia dove si muore, nonostante l’epidemiologia fatichi a trovare maniere efficaci per descrivere ciò che i bresciani vivono sulla propria pelle.
Una provincia addormentata, nella quale decenni di industrializzazione selvaggia lasciano un’eredità pesantissima.

E mentre diventa impossibile negare i costi sociali enormi che l’inquinamento produce quotidianamente, il futuro di questo territorio rimane fortemente incerto.
Mentre si continua a minimizzare l’emergenza ambientale, allontanando sempre più le possibilità ad accedere alle risorse per le bonifiche, continua il saccheggio delle risorse naturali del territorio bresciano: trivellazioni per la ricerca di idrocarburi, impianti di stoccaggio per il gas, richieste per nuove cave e discariche, grandi opere costruite e inutili (Bre.Be.Mi. e Tav su tutte), centrali a biomasse, un inceneritore che ogni giorno attira rifiuti speciali da tutta Italia, ecc.
Ma qualcosa si muove: decine di comitati negli ultimi anni hanno fatto emergere la cruda realtà, ottenendo anche il blocco di alcuni progetti.
Non solo, la loro azione si è fatta “esperta” e propositiva, attivando risorse scientifiche, umane e tecnologiche in grado di ripensare l’uso del territorio in maniera alternativa e realmente sostenibile.

TUTTO CIO’ NON BASTA, BISOGNA PORTARE IN PIAZZA TANTE PERSONE:
– per pretendere una moratoria che blocchi nuove cave e nuove discariche;
– per ottenere una drastica riduzione delle emissioni;
– per ribadire la propria contrarietà a progetti inutili (Tav Brescia-Verona, autostrada della Valtrompia);
– per rifiutare le logiche energetiche e neoliberiste contenute nello Sblocca Italia, dalle trivellazioni nella bassa bresciana all’incenerimento rifiuti;
– per ribadire le responsabilità di chi ha governato il nostro territorio negli ultimi decenni e per chiedere un cambio radicale nella gestione del territorio.

UNA MARCIA PER RIVENDICARE IL SACROSANTO
DIRITTO A VIVERE IN UN AMBIENTE SALUBRE.

UNA MARCIA CONTRO LE MAFIE: SONO LORO A GESTIRE IL BUSINESS DEI RIFIUTI ANCHE NEL NORD ITALIA.

UNA MARCIA PER LA DIGNITA’, NOSTRA E DELLE GENERAZIONI CHE VERRANNO, ESCLUSE DA OGNI PROCESSO DECISIONALE.

A breve maggiori informazioni su percorso, ecc.

Segui l’evento facebook per rimanere aggiornato!

volantino BASTA VELENI fronte

TERZO VALICO: 19 SETTEMBRE BLOCCHI AI CANTIERI TRA AMIANTO E MAFIA

Nella giornata di sabato 19 settembre presso il cantiere di Radimero ad Arquata Scrivia il movimento NO TAV-NO TERZO VALICO, si è dato un appuntamento di lotta bloccando l’ingresso e i lavori del cantiere, uno dei più importanti del Terzo Valico.

Un blocco deciso dall’assemblea popolare dell’11 settembre in cui il movimento ha deciso unanimemente una serie di iniziative per denunciare la questione dell’amianto, minerale altamente tossico che provoca  malattie molto gravi all’apparato respiratorio a chi viene esposto alle sue polveri. La paura e la consapevolezza di cosa l’amianto possa fare è nella memoria di tutti: del resto i danni provocati dalle sue polveri sono ancora visibili nel Basso Piemonte considerando il disastro di Casale Monferrato dove risiedeva uno dei principali stabilimenti della Eternit, colosso svizzero capofila di tale nefanda produzione.

Nei cantieri dell’opera sono state rinvenute tracce di amianto a livelli a dir poco allarmanti ma la gestione di questi cantieri e dello smaltimento dell’amianto è stata affidata ad alla ditta HTR bonifiche, impresa già finita sotto inchiesta per i lavori del TAV di Firenze in quanto sospettata di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Questo non può che destare ancora più preoccupazione e allarme nel popolo NO TAV locale.

Per l’ennesima volta, a posteri purtroppo, la ragione viene data ancora al movimento che da sempre denuncia la presenza di amianto in queste montagne (negata in ogni modo da chi vuole quest’opera) e denuncia la natura criminogena di queste grandi opere il cui unico fine è il dissipamento di risorse pubbliche a favore di imprese poco pulite, amiche di una classe politica intrallazzata con il mondo della malavita e il cui unico scopo è il saccheggio della ricchezza collettiva in barba ai territori e agli abitanti di queste zone.

Consideriamo inoltre che l’amianto non crea problemi solo nel momento dell’estrazione ma in tutto il processo di smaltimento vista la sua natura polverosa che lo rende facilmente veicolabile via aerea e che lo porta a depositarsi anche in zone distanti rispetto al punto di estrazione o dove viene trasportato, se in condizioni di insicurezza; questo fa capire bene la gravità e il timore delle popolazioni che stanno vivendo quotidianamente questo rischio.

La mancanza o la scarsa presenza di dati delle analisi dell’aria proprio nei giorni di ritrovamento ha messo maggiormente in allarme le popolazioni che vivono queste terre, già ampiamente martoriate dai cantieri e che proprio in queste settimane riniziano a vivere l’incubo che ogni poggia che nei prossimi mesi arriverà possa portare ancora morti e distruzione.

Lo stesso protocollo amianto firmato dalle amministrazioni regionali di Piemonte e Liguria con COCIV non chiarisce nulla rispetto ai comportamenti da effettuarsi in aree di cantiere in caso di tali ritrovamenti, il che lascia la questione in una palude legislativa in cui la malavita e la corruzione si infiltrano creando quei fenomeni di malaffare a danno di popolazioni e territorio da sempre denunciati dal movimento NO TAV, a partire dalla Val di Susa.

La giornata di blocco e colazione resistente di sabato è andata molto bene e si è riusciti per un giorno ad impedire che i lavori nel cantiere di Radimero andassero avanti.
Lavori che per altro stanno andando avanti come se nulla fosse, come se continuare a scavare non fosse rischioso per la vita e la salute di chi vive queste terre ma anche per gli operai che lavorano in questi cantieri, forse ignari o troppo disperati per capire effettivamente il rischio a cui sono sottoposti, i cui danni non sono rilevabili nel breve periodo ma che si ripercuoteranno nei decenni successivi.

Per questo il movimento NO TAV ha espresso la decisione di continuare a tenere alta la guardia per documentare le imprese di COCIV nel proprio territorio e i danni che questa inutile e dannosa opera continua a fare, continuando nel contempo ad informare i cittadini delle conseguenze che potrebbe avere sulle proprie vite.

E proprio in questo momento, dove sempre più si conferma quello che i NO TAV hanno sempre denunciato, ci domandiamo con che coraggio continuino la costruzione di quest’opera, pensando a quante persone sono state accusate di reati pesantissimi per fermare quest’opera inutile, a quante persone hanno preso manganellate e respirato gas velenosi.  Come pensate di risarcire questa gente e risanare questa terra? Quando pensate di smetterla con questa farsa del progresso? Quante altre terre volte ancora distruggere e quante altre popolazioni condannare a morte?  

TUTTE E TUTTI I NO TAV alla MANIFESTAZIONE “BRESCIA LIBERA” – sabato 28 MARZO – PIAZZA LOGGIA BRESCIA

BRESCIA LIBERA

Sabato 28 marzo scenderemo anche noi in piazza per la manifestazione di migranti e antirazzisti, per una BRESCIA LIBERA!

Una Brescia libera dalla devastazione sociale, economica, ambientale e culturale, che non solo le grandi opere portano con se, ma che in generale questo sistema ci impone sempre più violentemente sulle nostre vite.

Scenderemo in piazza per una Brescia libera dalla repressione poliziesca visto che ultimamente nella nostra città manifestare non è più un diritto e dall’alto si cerca di reprimere la protesta spaventando e massacrando la gente che fa sentire la propria voce.

Scenderemo in piazza contro un’amministrazione sempre più assente e complice che guarda dalle sicure finestre dei palazzi del potere i suoi funzionari di polizia aprire le teste dei ragazzi e delle ragazze presenti in piazza a manifestare per chiedere maggiori diritti e dignità.

Sabato scenderemo in piazza insieme ai nostri fratelli e sorelle migranti che con grande dignità e determinazione lottano per il diritto di soggiorno, senza il quale non sono possibili un’esistenza ed un lavoro dignitoso (ricordiamo che tra sabato e ieri diversi migranti sono stati vergognosamente arrestati o espulsi).

Sabato scenderemo in piazza per rivendicare la mancanza della nostra manifestazione di lunedi scorso, manifestazione indetta nelle scorse settimane per la visita dell’ormai ex Ministro Lupi e mantenuta come appuntamento per ribadire che le dimissioni del Ministro non ci bastano e che vogliamo venga definitivamente detto NO alla costruzione dell’alta velocità Brescia-Verona. Un NO che si deve diffondere contro la costruzione di tutte queste grandi e inutili opere dannose e devastanti per il nostro territorio e futuro!

Scenderemo in piazza perchè abbiamo il diritto a vivere in una città non inquinata, dove non siamo costretti a respirare ogni giorno un’aria tossica, dove non c’è cromo esavalente nell’acqua che beviamo, dove il PCB non inquina i nostri campi, le nostre case e le nostre terre. Scenderemo in piazza perchè il diritto alla salute e a vivere in un’ambiente sano sono FONDAMENTALI E INNEGABILI!

Ma sopratutto saremo in piazza sabato 28 marzo perchè le violenze e la repressione messe in campo in questi giorni dalla Questura di Brescia sono fatti inammissibili e sono un motivo importantissimo in più per lottare ancora, sempre più numerosi, non più soltanto per i permessi di soggiorno, non soltanto contro le grandi opere inutili e dannose, ma sopratutto per difendere la libertà di manifestare, di protestare, di attivarsi e partecipare!
Diritto per noi fondamentale e irrinunciabile sopratutto in questi anni di crisi in cui l’attacco ai diritti fondamentali di milioni di persone, italiane e immigrate, è sempre più alla luce del sole.

Sabato scenderemo in piazza tutti e tutte insieme perchè non ci stancheremo mai di ripetere che l’UNICA GRANDE OPERA CHE VOGLIAMO SONO CASA, SALUTE, REDDITO E DIGNITA’ PER TUTTI E TUTTE!

SABATO 28 MARZO

ORE 15.00 PIAZZA DELLA LOGGIA – BRESCIA

NO TAV BRESCIA

BRE-BE-MI: un fallimento preannunciato stile “grandi opere inutili”

E’ di oggi la notizia che la Bre-Be-Mi, uno dei cavalli di battaglia delle grandi opere inutile stile alta velocità, per ora non prevede distributori sul suo tracciato.

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Oltre ad essere un ecomostro, un magazzino di veleni ed un generatore di debito pubblico è anche un fallimento preannunciato. Infatti nessun petroliere per ora, nonostante l’apertura della nuova strada sia prevista per il 1° luglio, si è sentito al sicuro per investire aprendovi una pompa di benzina.

Anche la terza gara pubblica per l’assegnazione del servizio carburanti nelle due stazioni di servizio che saranno realizzate a Caravaggio è andata quindi deserta. Per le altre due stazioni, previste nel Bresciano, non sono state ancora indette gare per l’assegnazione dei relativi servizi. Il motivo consiste proprio nelle difficoltà che la società Brebemi sta incontrando per far entrare in funzione le stazioni di Caravaggio.

Questa però è solo un punto di vista dell’accaduto.

Dall’altra parte questo potrebbe essere solo la prima di tante conferme della totale inutilità di questa autostrada. Ovviamente inutilità che riguarda chi ogni giorno percorre le provincie di Brescia, Bergamo e Milano. Inutilità che si trasforma ben presto in utilità per chi con il cemento riesce a muovere grandi capitali. E per la Brebemi parliamo di veri e propri colossi della finanza italiana chiamati a investire i propri capitali per l’opera: Intesa San Paolo, Banca innovazione infrastrutture e sviluppo (sempre gruppo San Paolo), Ubi, Banco di Brescia, Credito Bergamasco, Banca di credito cooperativo di Treviglioa, Unicredit, Monte Paschi Siena, Ubi, Credito bergamasco e la pubblica Cassa depositi e prestiti.

A gestirla saranno invece Autostrade Lombarde SpA, azienda che ha come soci Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Autostrade Centropadane, Milano Serravalle – Milano Tangenziali, il colosso della public utility lombarda A2A, associazioni industriali, camere di commercio ed enti locali.

I casi allora sono due: o il mercato non crede a questo investimento e allo sviluppo della mobilità su strada, o la Brebemi ha talmente bisogno di soldi, per ripagare i debiti generati dai costi di costruzione che ha tenuto altissime le commission fee e le royalties sul carburante al punto da scoraggiare tutti i colossi petroliferi.

Ricordiamo inoltre che se la nuova autostrada aprirà a luglio, il collegamento finale con la tangenziale di Milano, tra Segrate e Melzo, non sarà pronto. Questo comporterà un notevole rallentamento del traffico, tanto da far perdere l’unico vantaggio che pare avere quest’opera: arrivare da Brescia a Milano solo 5 minuti prima!

A quanto pare o per guadagnare qualche minuto di tempo (ricordiamo che il guadagno di tempo nella costruzione del lotto di alta velocità tra Treviglio e Brescia è stimato a poco più di 10 minuti) c’è davvero chi crede che l’inquinamento, la distruzione delle nostre case, terre e terreni sia un giusto prezzo da pagare, o anche qui per l’interesse di pochi si mette a rischio il futuro di tutti.

Il fallimento è preannunciato, con la speranza però che questo ci serva per non permettere un altro scempio per il nostro territorio!

 

#20 GENNAIO – BRESCIA SI SOLLEVA: ASSEDIAMO L’INCENERITORE!

20gennaioNella settimana di mobilitazione e lotta nazionale, che inizierà il 15 gennaio, la giornata del 20 gennaio sarà per Brescia, come per tante altre città, una giornata in cui si potranno connettere le lotte. Dal diritto alla casa al trasporto pubblico, alla salute, allo studio, al reddito, alla difesa dell’ambiente e del patrimonio pubblico, all’accoglienza e alla libertà di movimento.

Sarà una giornata di lotta per una diversa qualità della vita che vada a denunciare nuovamente una sofferenza e un disagio profondi, verso questa condizione di precarietà che pesa sulle vite di tutt*.

La giornata del 20 gennaio nasce a livello nazionale come giornata della “rabbia metropolitana e dei territori” , giornata da impiegare in scioperi e assedi in difesa della nostra terra contro le grandi opere, con blocchi della produzione e rifiuto a un lavoro precario, con la richiesta del riconoscimento dei diritti di cittadinanza, allo studio, alla salute, alla dignità.

E proprio nella nostra città, partendo da questi presupposti come non colpire e denunciare l’inceneritore di Brescia, il più grande d’Europa? Il 22 gennaio si svolgerà’ la Conferenza dei Servizi in Regione per discutere la richiesta da parte di A2a di bruciare su tre linee 800.000 tonnellate di rifiuti senza più distinguere tra rifiuti speciali e urbani e senza fissare alcun limite ai rifiuti speciali da bruciare. Siamo, inoltre, venuti a conoscenza del fatto che già oggi vengono importate 350.000 tonnellate di rifiuti provenienti da tutta Italia per far funzionare a pieno regime l’inceneritore a fronte di una produzione bresciana di rifiuti urbani che si assesta attorno alla stessa cifra. La richiesta è contenuta nel procedimento per il rinnovo dell’AIA per l’inceneritore di Brescia che verrà discussa in Regione.

Prendendo atto di ciò, vorremmo porre l’attenzione su quello che da alcuni anni sta succedendo nei martoriati territori della provincia bresciana dove abitiamo. Si sono infatti moltiplicate in Regione le richieste, sia di ampliamento sia di nuove installazioni, per impianti di trattamento di ceneri e rifiuti speciali provenienti in larga parte anche dall’inceneritore di Brescia. Si tratta di progetti molto controversi che insistono su una provincia già fortemente martoriata per la presenza di discariche (68 per la precisione) e di grossi impianti industriali dannosi e nocivi, il sito Caffaro ne è un esempio. Progetti contro i quali siamo costretti a lottare perché costituiscono una minaccia seria e gravosa per la salute e per le possibilità di vita di chi abita questi territori.

Alla luce di questi fatti risulta evidente che l’incenerimento non è una soluzione al problema della gestione dei rifiuti, ma anzi, come testimoniano le vicende che ci troviamo ad affrontare, ne aggrava ulteriormente la situazione. Noi siamo assolutamente convinti che il problema dei rifiuti lo si possa risolvere solo valorizzando pratiche virtuose di riciclaggio e riuso dei materiali (ad esempio con la raccolta differenziata porta a porta).

Non possiamo più tollerare che vengano importate da tutta Italia centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti speciali, per mantenere in vita un impianto evidentemente mal funzionante e sovrastimato, alimentando così un circuito che devasta la nostra provincia e la nostra salute!

LE 800.000 TONNELLATE DI RIFIUTI BRUCIATI OGNI ANNO SI DIVIDONO IN:
CIRCA 350.000 URBANI BRESCIANI
CIRCA 100.000 SPECIALI BRESCIANI
CIRCA 50.000 URBANI IMPORTATI
CIRCA 300.000 SPECIALI IMPORTATI

PRETENDIAMO QUINDI LA CHIUSURA IMMEDIATA DELLA TERZA LINEA, COME PRIMO PASSO VERSO LA CHIUSURA DELL’INCENERITORE!

DICIAMO NO ALL’IMPORTAZIONE DI RIFIUTI DA FUORI!

DICIAMO SI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA!

VI ASPETTIAMO LUNEDI’ 20 ALLE ORE 9:00 IN VIA CODIGNOLE, DAVANTI ALL’INCENERITORE!

ASSEDIAMOLINCENERITORERete Antinocività Bresciana