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La polizia lancia i lacrimogeni in Valsusa e manganella al Terzo Valico mentre si conferma il malaffare dietro le grandi opere

La polizia lancia i lacrimogeni contro i notav in Val di Susa e carica i notav contro il Terzo Valico mentre vengono a galla il malaffare e gli interessi della politica nelle grandi opere, quegli stessi interessi che impediscono a questo Paese di dormire tranquillo la notte e non aver paura che terremoti o piogge distruggano tutto per la mancanza d’investimenti veri nella messa in sicurezza del territorio.

da notavinfo (Val di Susa)

Inizia alla grande il fine settimana di lotta lanciato dal Movimento No Tav al Cantiere in Clarea. Mentre a San Didero si svolgeva la partecipatissima asssemblea con la sindaca, le persone che Telt vorrebbe esproriare dei propri terreni e con i tecnici e i legali, in centinaia si è partiti da Giaglione diretti al cantiere della devastazione.
Allestito il campo base e reso confortevole per i giorni che ci aspettano, ci si è da subito incamminati per i sentieri bloccati dai jersey della polizia come da ordinanza prefettizia. In prima fila noncurante delle imposizioni del tribunale di Torino Nicoletta, evasa da oltre un mese dagli arresti domiciliari.
Cori, canti e battiture hanno scandito l’inizio della serata, ignorando l’importante schieramento di polizia pronto ad intervenire.
Verso le 23,30 il primo attacco al cantiere, uno dal sentiero che dall’abitato di giaglione arriva ai jersey, il secondo dai sentieri soprelevati tra i boschi, proprio in linea d’aria con il contingente di polizia più avanzato.
La polizia, evidententemente sotto pressione, non ha potuto fare altro che lanciare qualche lacrimogeno, tentando invano di colpire i No Tav lungo i sentieri.
Dopo una breve pausa al campo base è partito il secondo attacco al cantiere, anche questa volta qualche lacrimogeno in risposta e qualche pietra lanciata da oltre 30 metri di altezza dai poliziotti assiepati sui sentieri.
Solettico, per chi come i No Tav ha imparato ad attraversare quei luoghi di notte e al buio e che dal CS e dalla polizia sa difendersi con pochi accorgimenti.
Verso l’1,30 una parte dei manifestanti è tornata a Giaglione, per poi scortare Nicoletta con un lungo serpentone di macchine fino alla Credenza, in attesa della prossima evasione.
Questa prima serata No Tav preannuncia le prossime che verrano.

Qui di seguito trovate il programma di sabato e domenica più i propositi per i giorni successivi.
Sabato 29 ottobre: ore 7.30 colazione di lotta, ore 12.30 pranzo condiviso, ore 20.00 polentata di lotta, ore 22.00 Enrico Cantamale in concerto
Domenica 30 ottobre: ore 7.30 colazione di lotta, ore 12.30 pranzo condiviso
Lunedì 31 ottobre e martedì 1 novembre iniziative in programmazione a sorpresa…Avanti No Tav!

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da notavterzovalico (Terzo Valico)

Avevamo annunciato che avremmo rovinato la festa alla passerella dei responsabili della costruzione del Terzo Valico e come sempre abbiamo mantenuto le promesse. A partire dalle 8 del mattino oltre duecento cittadini si sono ritrovati davanti ai cancelli del Centogrigio di Alessandria per manifestare tutta la loro indignazione dopo che anche la magistratura ha palesato quanto è stato sempre sostenuto dai comitati. Cociv, il consorzio costruttore del Terzo Valico, è una banda di ladri che ha gestito i subappalti dell’opera a colpi di corruzione e che ha effettuato i primi lavori con materiali scadenti come emerso dalle intercettazioni. Appena i primi delegati hanno cercato di entrare al convegno sono incominciate le prime contestazioni e la polizia con un atteggiamento parecchio nervoso ha prima spinto con gli scudi per poi effettuare due pesanti cariche che hanno provocato parecchi feriti, uno dei quali si trova in questo momento al pronto soccorso con la testa spaccata e a cui rivolgiamo il nostro abbraccio. Alle cariche i cittadini si sono difesi come hanno potuto, improvvisando barricate con i cassonetti della spazzatura lasciati proprio nella via di accesso al Centogrigio. Due persone sono state fermate ma immediatamente riconsegnate alla piazza e si sono sprecate le minacce di arresti da parte dei funzionari della Questura.

Quello che non riusciranno mai a capire è che sono i cittadini interessati dall’opera quelli che respireranno le fibre di amianto e che la lotta contro il terzo valico oltre ad essere contro il sistema di corruzione è per difendere la salute dei nostri figli. Molte mamme anche questa mattina lo hanno voluto urlare in faccia a chi stava difendendo una banda di politici responsabili delle ladronerie del Terzo Valico.

Nel frattempo molti delegati del convegno, una pletora di politici, (im)prenditori e sindacalisti si sono allontanati grazie al clima che si era venuto a creare e neppure un quarto dei partecipanti sbandierati dal commissario governativo al Terzo Valico Iolanda Romana sono riusciti ad entrare al convegno passando di nascosto come ladri da un ingresso secondario.

La lotta contro il Terzo Valico continua più determinata che mai. Bisogna chiudere i cantieri e rinunciare alla costruzione dell’opera. Venerdì tutti a Tortona per un’assemblea pubblica per il No al Referendum e Sabato tutti al cantiere di Cravasco per una nuova giornata di lotta.

I popoli in rivolta scrivono la storia, NoTav fino alla vittoria.

Il servizio di Stefano Bertolino per Fanpage

sul sito notavterzovalico.info le foto

Val di Susa – Il nostro coraggio e le alte barricate

Basta guardare gli occhi di chi c’era stanotte per capire cos’è che può fare la differenza di questi tempi.

Sapere come ci si sente a marciare al buio, in un silenzio irreale dove al rumore dei passi e degli zaini che scricchiolano si aggiungono solo i canti degli animali della natura, che continuano le loro attività nonostante il nostro passaggio.

Sentire il cuore che batte un po’ più forte, quando si cammina stretti, con la mano che cerca l’umida pietra per non avvicinarsi troppo al dirupo, attenti a chi sta davanti e a chi c’è dietro…per non perdersi neanche un istante, per rinnovare ad ogni passo il coraggio consapevoli che ogni metro ci avvicina a chi ci è nemico. Continua la lettura di Val di Susa – Il nostro coraggio e le alte barricate

Manifestazione alla ZAD di Testet, Remì muore durante gli scontri con la polizia

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da notav.info Durante la notte di domenica 26 ottobre Remi Fraisse, giovane studente di Tolosa di 21 anni, è morto durante gli scontri con la polizia a Testet, nei pressi del cantiere dove le autorità francesi vogliono costruire la mega- diga di Siviens.

Questa grande opera da 1,3 milioni di metri cubi d’acqua sarà un affare per le grandi aziende d’agricoltura industriale (a discapito dei piccoli contadini) e comporterà la distruzione di tutto quel territorio che ospita molte specie protette di animali.

La ZAD (zona a defendre-zona da difendere) durante l’estate era stata più volte attaccata dalla polizia e sabato migliaia di persone avevano risposto all’appello di manifestazione in difesa del territorio e contro le grandi opere.

Gli scontri con la polizia sono incominciati sabato pomeriggio, verso le 16, con la polizia presente in grandi numeri e già durante le prime ore molti sono i feriti tra i manifestanti (5 portati in ospedale).

Durante la notte, tra le 2 e le 3 del mattino, i manifestanti raccontano di lacrimogeni sparati ad altezza uomo e di granate stordenti fino a quando, prima di un lancio intensivo, un plotone di polizia è avanzato per raccogliere una persona a terra. Questa scena è stata vista chiaramente da  tutti, poiché la grande presenza di mezzi dalla polizia illuminava “a giorno” l’area degli scontri. Diversi video su quella notte stanno girando sul web.

l corpo di Remì è stato quindi subito preso dalla polizia e l’autopsia renderà note ai più le ragioni della morte lunedì pomeriggio anche se chi è stato sul luogo degli scontri, chi ha partecipato a quella notte di lotta, riferisce già da ieri la dinamica di quanto è successo, lasciando pochi dubbi su cosa abbia ucciso Remi: una granata stordente lanciata dalla polizia lo ha colpito lasciandolo a terra.

Guardando quelle immagini di scontri non possiamo non riconoscere una situazione vissuta da noi tante volte, i gas lacrimogeni lanciati ad altezza uomo che infestano l’aria e rendono le persone facili bersagli per chi gioca a fare la guerra. Riconosciamo nei ragazzi di ZAD, che abbiamo avuto modo di incontrare più volte anche qui in valle, quella stessa determinazione e quello stesso coraggio che anche noi abbiamo dovuto mettere in campo molte volte sfidando divieti e le truppe di occupazione.

Leggiamo nella loro testardaggine l’amore per la propria terra e la volontà di difenderla, di non cedere il passo a polizia e potenti di turno.

Vediamo in Remì uno dei nostri ragazzi e per questo ci stringiamo attorno ai suoi compagni, familiari ed amici.

La lotta sarà la risposta a questa inaccettabile morte.

Forza ZAD!

BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.

“Esposito voleva i no tav, i no tav sono arrivati, il dibattito è stato sospeso! E finita con un corteo in quartiere. NO TAV FINO ALLA VITTORIA!”.

Così, sul proprio profilo Fb, i No Tav Brescia sintetizzano la serata di lotta di lunedì 16 dicembre, con cui una settantina di attivist* antialtavelocità e delle realtà antagoniste bresciane hanno riscaldato un gelido lunedì sera nel quartiere di San Polo. Continua la lettura di BRESCIA: NIENTE CONVEGNO PER L’OPERA INUTILE. #NOTAV 1 – SEN.ESPOSITO (PD) 0.