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Parole, parole, parole… facciamo chiarezza sulle false dichiarazioni riguardo il TAV Brescia-Verona!

Continua il pressing del manager di FS Renato Mazzoncini sull’avvio dei lavori del TAV Brescia – Verona.
Venerdì 26 maggio 2017, ovviamente senza darne comunicazione pubblica, l’Amministratore delegato di Fs ha tenuto una conferenza stampa insieme al sindaco della città di Brescia Emilio Del Bono per annunciare lo stralcio, sembrerebbe definitivo, dello “shunt” di Montichiari, il quadruplicamento della linea in uscita dalla città di Brescia e l’annuncio dell’avvio dei cantieri nella zona del Garda già da fine estate, dopo un passaggio al CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) a giugno per l’approvazione del progetto esecutivo.
Sul sito del CIPE peraltro non è ancora stato pubblicato l’ordine del giorno della futura seduta, ma Mazzoncini evidentemente lo conosce già.

Verificheremo la natura di queste dichiarazioni che si susseguono da diversi anni con cadenza regolare, ma possiamo sicuramente dire che, se ci sarà un’approvazione al CIPE, questa avverrà attraverso pesanti storpiature dell’iter autorizzativo, con un progetto totalmente stravolto rispetto a quello sottoposto a VIA (Valutazione impatto ambientale) nell’ormai lontano 2003 e tenendo completamente all’oscuro fino all’ultimo, ancora una volta, quelle persone che ne saranno direttamente coinvolte.
Non una parola sulle conseguenze che la soppressione del collegamento con l’aeroporto di Montichiari, a favore del passaggio da Brescia, comporterebbe.
Nonostante non risultino documenti ufficiali depositati in Commissione VIA di questo politico “cambio di rotta”, è bene ricordare che l’entrata dei treni a Brescia Ovest, rappresenta una modifica sostanziale del progetto che necessiterebbe quindi di un nuovo procedimento di VIA, incompatibile con i tempi preannunciati di completamento dell’iter burocratico.

Non una parola, ovviamente, sul parere assolutamente negativo del massimo organo tecnico in materia di infrastrutture, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Il CSPL chiede che il progetto venga rifatto per adeguarlo alle normative antisismiche recenti prima di un eventuale passaggio al CIPE, e che si conduca un’analisi del traffico ferroviario che valuti se effettivamente sia necessaria la realizzazione di questa nuova linea. Non una parola sul fatto che, nell’ultimo DEF (Documento Economia Finanza) approvato dal governo, si preveda per 25 opere strategiche, tra cui la Brescia – Verona, un’analisi costi-benefici da condurre su criteri europei, sottoponendo in questo modo la nostra tratta a “project review”.
La revisione del progetto dovrebbe servire a rispettare il Dlgs 228 del 2011, che per assicurare un buon utilizzo delle tasse versate dai contribuenti, richiede un’analisi preventiva degli investimenti pubblici. Non una parola nemmeno sui finanziamenti stanziati che al momento non riusciranno nemmeno a coprire i costi stimati del primo lotto costruttivo: quei 700 milioni di euro stanziati nel 2014 dalla Legge di stabilità che fecero ripartire l’iter autorizzativo e che dovrebbero bastare a completare le gallerie nella zona del Basso Garda.

Sulla realizzazione di quest’ultime ricordiamo che il già citato Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha sottolineato il rischio che i costi possano aumentare fino al 50% rispetto a quelli stimati, vista l’aleatorietà delle soluzioni e dei dati forniti da Cepav 2.
Il restante miliardo e mezzo, sbandierato come finanziamento, non è altro che una voce di spesa inserita nell’Allegato Infrastrutture al DEF 2016.

Non rappresentando quindi liquidità realmente disponibile, ma unicamente una voce nei capitoli di spesa , potrebbe dunque essere stralciato per far rientrare il debito pubblico dello Stato senza incorrere in penali. Grande cura invece in conferenza stampa nell’uso di strumenti narrativi che in realtà tradiscono la loro natura di “specchietti per le allodole”.

Si riscoprono termini amichevoli come “piccola velocità”, “cura del ferro”, “rinascimento ferroviario” associati alla sigla “Tav”, anche se palesemente discordanti. Grande insistenza anche sulle possibilità di alcune stazioni come Desenzano e Rezzato.
Sottolineiamo che queste stazioni, oltre a quelle di Lonato e Ponte S. Marco, hanno avuto un pesante ridimensionamento per via delle molte linee regionali soppresse negli ultimi anni lungo la tratta tra Brescia e Verona.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che la linea storica è lontana dal punto di saturazione e possa essere potenziata senza realizzare una nuova, costosa, inutile opera, ad uso esclusivo, tra l’altro, dei carissimi e poco frequentati treni Freccia Rossa: sulla nuova linea AV non viaggeranno, infatti, né treni regionali né treni merci per mere ragioni tecniche.

Continueremo a vigilare su quanto sta accadendo, portando avanti quel percorso di lotta e mobilitazione che abbiamo intrapreso per fermare questo progetto delirante e completamente avulso alle reali esigenze di mobilità di questo territorio.

Denunciamo già ora il fatto che quest’opera non vedrà mai un suo completamento, ne siamo convinti.

Un progetto che fa acqua da tutte le parti e che trova conforto solo nelle dichiarazioni e negli slogan dei manager o politici di turno. Parole, parole, parole…

Cliccando su questi link potrete invece trovare le diverse dichiarazioni rilasciate ai quotidiani bresciani da Mazzoncini e
Del Bono:

Corriere della Sera, sezione di Brescia

Bresciaoggi

Giornale di Brescia

Teletutto

Bussoleno: quando l’amministrazione di un comune dice NO al TAV!

Ecco l’ennesima dimostrazione che sono solo i nostri amministratori locali a continuare a voler fingere che non possano fare nulla per opporsi alla costruzione di quest’opera, che ormai “è da fare..”, quando in tutta Italia sono decine gli amministratori che hanno chiaramente detto NO al TAV e stanno facendo di tutto perchè questo avvenga.

Il comune di Bussoleno, in Val di Susa, ribadisce NUOVAMENTE la propria decisa contrarietà alla realizzazione dell’opera sovranazionale.

“Si esprime, per naturale conseguenza, profondo dissenso rispetto a tutte le procedure prodromiche all’installazione di cantieri importanti in aree ritenute ad oggi inadeguate, in relazione alla sicurezza sia del territorio, sia dell’abitato, sia delle persone, anche operatori di cantiere che frequentano l’area.”

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Vogliamo risposte: il comune di Brescia che scelte sta facendo per il nostro territorio? – Conferenza stampa con i possibili espropriandi di Brescia

Ecco il comunicato della conferenza stampa di oggi tenuta sotto la Loggia con alcuni abitanti di Via Ferri e di Via Foro Boario insieme al movimento No Tav Brescia-Verona.

Da molti mesi, su tutte le testate giornaliste locali, si susseguo articoli sulle possibili conseguenze della costruzione dell’alta velocità Brescia-Verona con passaggio diretto dalla città.
Nella maggior parte di questi articoli si citano danni, soprattutto per quanto riguarda case private, che si potrebbero avere in prossimità dell’uscita dalla stazione di Brescia, nelle zone di via Ferri e via Foro Boario in particolare.
Alcuni rappresentanti del Coordinamento No Tav Brescia-Verona nello scorso mese, durante un incontro pubblico tra Loggia, cittadinanza e il tavolo di lavoro Basta Veleni, hanno chiesto delucidazioni riguardo questa ipotesi al sindaco di Brescia Emilio Del Bono.
Del Bono in questa occasione ha nuovamente sostenuto di non avere informazioni sulle sorti dei suoi cittadini, dal momento che non esiste nessuna ipotesi concreta di progetto. Posizione nettamente in contrasto con l’abbondanza di dichiarazioni, si presume vere, da parte di personaggi politici locali e regionali, ministri e industriali che parlano di altre palazzine abbattute, cantieri, espropri a Brescia.
Nonostante questa presunta mancanza di informazioni, il nostro Sindaco è il primo promotore dell’abolizione del progetto Shunt per Montichiari favorendo quindi il passaggio all’interno della città. La motivazione che è stata data pubblicamente è quella di risparmiare il forte impatto ambientale che avrebbe passando per la provincia. Ci domandiamo però, perché l’opzione di uscita per Brescia, così come le ipotesi prevedono, non preoccupi l’amministrazione locale per l’altrettanto grave impatto ambientale e sociale che avrebbe.
Essendo inoltre conoscenza comune il notevole sottoutilizzo dell’attuale linea ferroviaria storica, ci domandiamo se un giusto amministratore, che tutela veramente il territorio e le persone che lo abitano, non dovrebbe piuttosto spendersi pubblicamente per la proposta e progettazione dell’ammodernamento della linea storica cosi come la Comunità Europea suggerisce tra le diverse opzioni.
Per l’UE l’alta velocità non sono solo linee a velocità superiori ai 250 km/h ma anche linee potenziate con velocità intorno ai 200km/h e linee potenziate in base alle restrizioni date dal territorio e dove la velocità deve essere adattata a queste caratteristiche.*
Un progetto più economico, considerevolmente meno impattante da un punto di vista ambientale, e soprattutto che risparmierebbe centinaia e centinaia di espropri su tutta la tratta. Nel contesto del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani ha evidenziato quanto sia stato opportuno puntare sulla velocizzazione del collegamento ferroviario Trieste-Venezia senza attendere un’alta velocità la cui realizzazione avrebbe richiesto l’arco di parecchie generazioni e di ingenti risorse. Mentre risorse vengono già impiegate nella risoluzione dei punti critici dei principali nodi regionali storici.
Come può l’amministrazione credere che la costruzione del TAV possa essere la scelta migliore per la nostra città e per chi la abita? Il punto del discorso non dovrebbe essere “Shunt o non-Shunt”, ma TAV o NO TAV. Vorremmo ricordare che viviamo in una delle province più inquinate d’Europa per cui non ci sono mai soldi per un risanamento ambientale, cosi come per tanti altri servizi sociali e assistenziali, essenziali.

È per queste ragioni che, come abitanti di Brescia, chiediamo maggiore ascolto e partecipazione a questa amministrazione che dovrebbe rappresentarci. Ciascuno di noi, direttamente o indirettamente, pagherà il caro prezzo del passaggio del TAV se si decidesse di realizzarlo. Chiediamo quindi una maggiore informazione e un confronto aperto e costruttivo con tutta la cittadinanza.
Giovedì 15 dicembre 2016 abbiamo consegnato presso gli uffici preposti del comune di Brescia, decine e decine di richieste ufficiali di accesso agli atti per verificare di persona che quanto detto finora dalle amministrazioni sia vero, e che in Comune non ci sia al momento nessuna documentazione a riguardo.
Memori di come le amministrazioni locali precedenti hanno taciuto alla popolazione, fino all’imminente apertura dei cantieri, la costruzione del TAV Treviglio-Brescia e i gravi danni e disagi che avrebbe comportato, abbiamo deciso che non aspetteremo passivi di conoscere le nostre sorti.
Vogliamo prendere parte attivamente al processo decisionale, vogliamo essere informati su ciò che comporterebbe la realizzazione di questa grande opera sia che passi da Brescia o meno, su quali reali benefici avrebbe la collettività che la paga, vogliamo spiegazioni sul perché il Comune non si stia confrontando apertamente con i suoi cittadini sul tema di questa grande opera, vogliamo spiegazioni sul perché non si stiano vagliando concretamente opzioni di semplice ammodernamento della linea storica, ribadiamolo, sottoutilizzata.

Alcuni abitanti di Via Ferri, Via Foro Boario e
delle zone limitrofi insieme al Comitato NO TAV BRESCIA

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* Decision No 1692/96/EC of the European Parliament and of the Council of 23 July 1996 on Community guidelines for the development of the trans-European transport network
Official Journal L 228 , 09/09/1996 P. 0001 – 0104
SECTION 3 RAIL NETWORK
Article 10 Characteristics
1. The rail network shall comprise the high-speed rail network and the conventional rail network.
2. The high-speed rail network shall comprise:
– specially built high-speed lines equipped for speeds generally equal to or greater than 250 km/h using current or new technology,
– specially upgraded high-speed lines equipped for speeds of the order of 200 km/h,
– specially upgraded high speed lines which have special features as a result of topographical, relief or town planning constraints, on which the speed must be adapted to each case.
This network shall be defined by the lines indicated in Annex I as high-speed lines or lines adapted for high speed.
3. The conventional rail network shall comprise lines for conventional rail transport, including the rail segment of combined transport referred to in Article 14.
4. The network shall:
– play an important role in long-distance goods and passenger traffic,
– play an important role in the operation of long-distance combined transport,
– permit interconnection with the networks of other modes of transport and access to regional and local rail networks.
5. The network shall offer users a high level of quality and safety, owing to its continuity and to gradual im-plementation of its interoperability, brought about in particular by technical harmonization and a harmonized command and control system. “

C’È CHI PROVA A DIFENDERE IL PROPRIO TERRITORIO… E CHI SI ACCONTENTA DI COMPENSAZIONI IPOTETICHE E TUTTE DA VERIFICARE: SINDACI VOGLIAMO RISPOSTE CHIARE!

Il vice sindaco di Desenzano Rodolfo Bertoni ha rilasciato importanti dichiarazioni sul progetto TAV Brescia-Verona che sembrano rompere il fronte di chi ha già alzato la bandiera bianca alla resa.
Nel corso di un incontro a Lonato sulla tutela e valorizzazione del territorio gardesano, Bertoni ha dichiarato che: «La tratta Brescia-Verona per come è pensata non ha senso perché costerà più di 4 miliardi di euro e non sarà nemmeno una linea ad alta velocità: il treno, in quel tratto e con quelle fermate, a 300 chilometri orari non ci arriva.
L’unica via è quella di potenziare la ferrovia storica, questa la posizione del Comune di Desenzano» che leggiamo dal Giornale di Brescia del 25 ottobre 2016.
Ma ci sono due precedenti sulla possibilità di una revisione del progetto: «Il ministero – ricorda il vicesindaco di Desenzano – ha già tagliato 7 miliardi di investimenti sulla Venezia-Trieste e 2 miliardi e mezzo sulla tratta italiana della Torino-Lione».

Questo giudizio durissimo, che finalmente esprime chiaramente una posizione netta che accogliamo con piacere, fa capire che non tutti i comuni si sono arresi a un progetto inutile, costoso e devastante per l’ambiente e per il bilancio dello Stato.

Alla luce di queste dichiarazioni, chiediamo che i sindaci di tutta la tratta da Brescia a Verona prendano pubblicamente, e in modo chiaro e netto, una posizione riguardo quest’opera, domandandosi se non sia arrivato il momento anche per loro di prendere voce anziché condurre trattative a perdere per le compensazioni con Ministero e RFI.

Riqualificare la linea storica è un obiettivo che merita di essere sostenuto e portato avanti. Le recenti inchieste sul mondo delle imprese che ruotano intorno ai lavori TAV dimostrano cosa dobbiamo aspettarci se il progetto prosegue. La ‘ndrangheta è pronta, e le nuove decine di arresti di ieri per la costruzione della tratta ad alta velocità Milano-Genova, il famoso Terzo Valico, ne sono l’ennesima dimostrazione.

Ci aspettiamo quindi prese di posizione precise e nette anche da parte dei primi cittadini di Brescia, Rezzato, Rovato, Cazzago, Travagliato, Berlingo, Lograto, Torbole Casaglia, Azzano, Castelmella, Capriano, Flero, San Zeno, Poncarale, Montirone, Ghedi, Castenedolo, Montichiari, Calcinato, Lonato, Mazzano,  Pozzolengo, Peschiera, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna, Verona.

In caso contrario vogliamo ricordare ai nostri amministratori che ricadrà interamente su di loro la pesante responsabilità di aver svenduto e tradito le nostre terre e tutte le persone che vivono questi territori.

Coordinamento dei comitati No Tav Brescia-Verona

La quarta via dell’Alta Velocità Bresciana

Leggiamo su un articolo del Corriere della Sera Brescia le dichiarazioni di Del Bono e della Loggia sulla loro nuova posizione per quanto riguarda il tracciato dell’Alta Velocità che dovrà collegare Brescia a Verona nei prossimi anni, “ipotesi avanzata da Valerio Prignachi una decina d’anni fa, quando l’attuale presidente di Brescia Mobilità era assessore provinciale ai Trasporti”.

Siamo nel ridicolo.

La proposta prevede di raddoppiare i binari della Brescia-Parma fin quasi a Montirone, per poi curvare a 90° verso ovest per andare a toccare l’aeroporto di Montichiari, con due curve a gomito in pochissimi chilometri. Alla faccia dell’Alta Velocità. Perché l’aeroporto di Montichiari? Perché il ministro Lupi, dal quale il sindaco Del Bono e l’assessore Manzoni sono stati il 17 Luglio, sostiene che l’aeroporto sarà l’hub delle merci di tutto il nord italia.

Tra l’altro, quando il sindaco va a parlare di TAV a Roma, non sarebbe il caso di informare i suoi cittadini? Visto che stiamo ancora aspettando l’assemblea pubblica che avrebbe spiegato i vantaggi dell’Alta Velocità alla nostra città, dobbiamo anche venire a conoscenza dai giornali quasi un mese dopo che ha incontrato il Ministro dei Trasporti per sapere come fare uscire questo treno da Brescia?

Dopo il delirio del progetto preliminare che divide in due la tratta per toccare Brescia per poi riunirsi ed andare a distruggere i vigneti del Lugana DOC, eccellenza del Basso Garda, dopo il delirio della proposta di continuare da Brescia sulla linea storica raddoppiando i binari, la follia di questa enorme chicane che di Velocità non ha nulla.

Il gruppo NoTav Brescia propone una quarta via, all’attenzione del sindaco Del Bono, dell’assessore Manzoni e del ministro Lupi: non farla. E’ l’opzione con i massimi vantaggi per tutti.


L’articolo del Corriere della Sera Brescia
http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_06/tav-il-veneto-ora-l-ipotesi-sfruttare-brescia-parma-7133ed78-1d42-11e4-863e-cfd50bac8a56.shtml