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Serata Benefit Per La Solidarietà Attiva @KAOS di Lumezzane

Sabato 10 settembre il KAOS organizza una SERATA BENEFIT PER LA SOLIDARIETÀ ATTIVA – la terra trema, noi no!

A partire dalle 19:30 alle 4:00 in via Repubblica 54 a Lumezzane (BS)

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Cercare di aiutare è importante, soprattutto in queste situazioni di forte emergenze che coinvolgono moltissime persone.
Ma anche scegliere come aiutare dovrebbe essere responsabilità di ognuno di noi.
Per questo noi del KAOS  abbiamo deciso di destinare il ricavato della serata ai ragazzi del Coordinamento No Tav Brescia – Verona piuttosto che alle varie organizzazioni statali di cui non condividiamo la modalità della gestione delle risorse. I ragazzi hanno già attivato punti di raccolta in tutta la provincia (…li potete trovare qui:
https://notavbs.org/elenco-punti-raccolta-fondi-terremotati-brescia-verona-aggiornamento.html ) e collaborano con la Brigata di Solidarietà Attiva già presente con una tensostruttura ad Amatrice.

maggiori info potete trovarle qui:
http://notavbs.org/la-raccolta-fondi-terremotati-continua.html
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ore 20.00:

CENA
Primo piatto: pasta Amatriciana e per gli amici veg. pasta alle verdure

Secondo piatto: porchetta dei poveri ( lonza aromatizzata e pancetta) torte salate e veg.

Contorni : verdure grigliate e patate

Dolci : roselline di mele, (torte per il compleanno di Paolino)

sottoscrizione: 15 €

per info o prenotazioni commentate sotto l’evento entro e non oltre giovedì 8 settembre alle ore 20.00.
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ore 21.30:

STAND UP COMEDY SHOW
Andrea Saleri
NON SONO STATO IO
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ore 22.30:

CONCERTO DISEGNATO (E’ un concerto dove le canzoni verranno suonate e “illustrate”)
live:
LE STORIE DI IERI
tributo a de Andrè

alla matita:
Luigi Filippelli

cibi e bevande varie disponibile anche extracena.
apertura K.A.O.S. ore 19.30
ingresso con sottoscrizione 5€ (per chi non si ferma a cena, da destinare ai terremotati)

 

kaos

Solidarietà al CSO ZANZANU’: le idee non si sgomberano!

E alla fine è arrivato … il tanto conclamato sgombero di Zanzanù è arrivato, riportando i locali dell’ex Spiaggia d’oro allo stato d’abbandono e degrado nei quali erano stati lasciati da ormai diversi anni.

Non ci stupisce l’ennesimo rifiuto del sindaco Rosa Leso ad avere un confronto con chi ha deciso di occupare quello stabile, scegliendo così di barricarsi nel suo palazzo dietro a blindati e camionette.
Non ci stupisce, perché l’atteggiamento è lo stesso che ha dimostrato nei confronti dei comitati No Tav, la cui posizione è sempre stata bollata dall’amministrazione desenzanese come troppo ideologica, come se non fosse ideologica la posizione di chi ancora crede nell’utilità di questa grande opera.

Chi ha deciso di rompere gli indugi occupando la Spiaggia d’oro ha riempito un vuoto non solo fisico, ma anche politico: da troppi anni ormai le amministrazioni comunali si sono ridotte ad essere semplici burocrati nella gestione della cosa pubblica svendendo, tagliando e privatizzando.

L’importante è il pareggio di bilancio, non il futuro di un territorio martoriato dalla crisi economica, dalla speculazione immobiliare e dalla devastazione ambientale. E l’ipocrisia legalitaria diventa il mantra attraverso il quale delegittimare e reprimere chi alza la voce, provando così ad isolarlo.

L’autogestione, le nuove forme di mutualismo conflittuale, le pratiche assembleari diventano, in quest’orizzonte, una delle poche strade percorribili attraverso cui sempre più ampie fasce di popolazione possono, quantomeno, provare ad immaginare un futuro diverso. L’abbiamo imparato anche noi organizzandoci in comitati per provare a resistere alla realizzazione di quest’opera devastante.

Abbiamo conosciuto il Collettivo Gardesano Autonomo  dentro le mobilitazioni contro il Tav Brescia-Verona, ci hanno conquistato con il loro entusiasmo e per questo motivo saremo al loro fianco a gridare “Que viva Zanzanù!”.

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

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Solidarietà e raccolta fondi per Angela: licenziata perchè No Tav!

Come movimento No Tav esprimiamo solidarietà ad Angela, giovane madre No Tav che ha perso il lavoro presso il carcere delle Vallette a causa della sua vicinanza al movimento e alla sua lotta.

A quanto pare, grazie al direttore  del carcere, apprendiamo oggi che essere No Tav significa rischiare di perdere il posto di lavoro.

Vogliamo venga fatta chiarezza.

Il Movimento No Tav

 

 

La gravità di un fatto del genere, che va a colpire nel vivo, sul reddito e il sostentamento economico, una persona solamente perchè notav, questa è l’unica motivazione reale, non può passare nel silenzio.

E’ stato denunciato pubblicamente il fatto, ma come tradizione del movimento notav, nessuno deve essere lasciato da solo, in nessun momento. E questo vale anche per Angela, che è anche una giovane mamma, pertanto chiediamo a tutti e tutte un sostegno concreto, economico, non per affrontare le spese legali, ma in un ottica di vero mutuo soccorso, per supportare Angela nella quotidianità.

Il conto corrente è quello solito, dove raccogliamo i fondi per sostenere la Cassa di Resistenza

Conto BancoPosta
Numero: 1004906838
Intestato a: DAVY PIETRO CEBRARI MARIA CHIARA
IBAN – IT22L0760101000001004906838

Causale: Sostengo Angela

La lotta NO TAV è antifascista e antirazzista! Sabato 19 settembre tutti e tutte a San Colombano (BS)

La lotta e la mobilitazione antifascista sono più che mai di attualità e devono essere praticate in ogni momento dell’attività politica e sociale da tutte e tutti coloro che si battono per la giustizia sociale, contro la guerra e per la democrazia.

L’antifascismo va praticato perché in tutta Europa stanno risorgendo e sviluppandosi forze dichiaratamente fasciste e naziste, che costruiscono le loro fortune, come negli anni 30, sul razzismo, la xenofobia, l’odio per coloro che vengono additati come “diversi”.

L’antifascismo è necessario per contrastare le controriforme istituzionali che cancellano punti fondamentali della Costituzione, costruendo uno stato sempre più repressivo e sempre più lontano dal soddisfare i bisogni reali delle persone.

La lotta contro l’estrema destra si combatte contrastando le politiche di austerità portate avanti dalla Troika e dai diversi governi nazionali, compreso quello di Renzi, che stanno distruggendo le conquiste democratiche e sociali delle classi subalterne, distruggendo i bisogni fondamentali delle persone, come scuola e sanità, e i diritti del lavoro per garantire i profitti e le rendite finanziarie delle classi dominanti, e ricostruendo la solidarietà sociale tra tutte le persone sfruttate o che vivono in condizioni non dignitose.

E’ infatti sull’ignoranza, sulla divisione delle classi lavoratrici e sulla paura che uno come Matteo Salvini, utilizzando anche organizzazioni come Casa Pound e Forza Nuova, e godendo della benevolenza e dell’amplificazione dei media, cerca di consolidare un movimento di massa fascisteggiante, costruito sul panico per “la sicurezza in pericolo” che vuole presentarsi come alternativa all’attuale governo, mentre altro che non è che l’altra faccia della stessa medaglia.

Anche la Lega Nord, che cerca di guadagnarsi consensi e attenzioni con il “problema immigrazione” è stata a lungo al governo praticando le stesse politiche di austerità dei Berlusconi, Monti e Renzi; è stata partecipe della manipolazione della Costituzione ed impegnata in tutte le regioni dove è al governo a privatizzare la sanità e il trasporto pubblico. Nasconde queste sue scelte cercando di indirizzare le classi popolari contro i più deboli, i migranti, indicati come capro espiatorio, per impedire che le classi lavoratrici si mobilitino contro i loro veri nemici, quelli che prosciugano le risorse pubbliche e distruggono lo stato sociale.

E così anche per noi, dopo i gravi fatti delle scorse settimane a San Colombano, ma in generale in tutta Italia / Europa, giunge il momento di chiarire la nostra posizione, perchè se portiamo ogni giorno la bandiera NO TAV sopra le nostre teste è perchè questa lotta ci insegna prima di tutto i valori dell’antirazzismo, dell’antifascismo e dell’anticapitalismo.
La lotta No Tav non è solo una lotta contro un treno, e più di 20 anni di storia di questo movimento nato dal basso ma assolutamente trasversale, ce lo insegnano eccome. E’ una lotta che va contro un sistema, un sistema che mette all’ultimo posto i bisogni e il benessere delle persone, salute compresa, ma che guarda al profitto di pochi a discapito di tanti.
Un sistema che in questo momento sta creando il problema degli immigrati per nascondere tutto quello che stà facendo succedere, dal taglio di 2 miliardi alla sanità, alle scuole che crollano, ai livelli di disoccupazione alle stelle, al problema degli sfratti e delle persone senza casa, e così via…ma la colpa è sempre dei migranti, così è più facile. Un nemico fragile, un nemico già in difficoltà, un nemico che diventa un bersaglio ad hoc in tutte quelle realtà dove capeggiano ancora ignoranza e razzismo, dove è più facile pensare che la colpa sia dello straniero con i pantaloni sgualciti che dell’imprenditore in giacca e cravatta. Ma l’abito non fa il monaco, e qui le colpe sappiamo bene da che parte stanno.

E così, in un momento storico come questo, la lotta No Tav prima di tutto è una lotta per la giustizia, una lotta che non può dimenticare cosa fece il fascismo al nostra paese, e che ogni giorno, con tante modalità diverse, combatte comunque ogni forma di fascismo presente nella nostra società, a partire da chi sta al potere e pensa di poter decidere tutto sulle nostre teste, continuando con chi pensa con prepotenza e arroganza di rubare e distruggere le nostre terre e case, ad arrivare alle piccole ingiustizie che tante persone sono costrette a subire perchè considerate “diverse”.

L’antifascismo significa più che mai combattere contro un Europa fortezza che ha trasformato il mar Mediterraneo, da sempre strada dell’incontro dei popoli, in un cimitero di uomini e donne che costituisce un implacabile atto d’accusa contro i governanti dell’Europa. Questi governanti sono responsabili di queste inaccettabili stragi quando invece l’Europa deve e può impegnarsi ad accogliere chi cerca di sfuggire alle guerre e alle catastrofi ambientali o anche solo alla miseria indotta dallo sfruttamento imperialista.

Per tutte queste ragioni sabato 19 insieme a centinaia di uomini e donne che insieme a noi portano avanti con orgoglio e determinazione la lotta contro il TAV e il sistema delle grandi opere, saremo a San Colombano a difendere chi chiede aiuto per permettergli di trovare un rifugio degno e un percorso d’integrazione serio e utile, ma sopratutto a ribadire che ogni forma di fascismo verrà schiacciata e annientata, perchè se voi giocate sull’ignoranza e la disperazione delle persone, noi continueremo a lottare per dar loro conoscenza e speranze, perchè un paese migliore dove vivere è possibile per tutti e tutte, ma solo se sapremo lottare insieme giorno dopo giorno!

Comitato No Tav Brescia

Appuntamento alle ore 14:30 a San Colombano, o per chi parte da Brescia alle 13:30 davanti al CsMagazizno 47 per fare una macchinata tutti e tutte insieme!

 

Noi stiamo con Emilio, Costanza e Stella! Solidarietà a tutti e tutte gli accusati e arrestati NO TAV!

Negli scorsi giorni a Torino e in Val di Susa sono state notificate diverse misure cautelari per due diversi procedimenti, riguardanti alcune azioni di protesta avvenute in Valle dopo la sentenza del maxi processo per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011 e un altro sulle azioni contro il vertice dei ministri del lavoro riuniti a Torino il 17 ottobre scorso.

Le persone colpite da misure cautelari sono dodici, quasi tutti appartenenti al Centro Sociale Askatasuna di Torino ed attivisti del movimento No Tav.

Per i 3 No Tav della Val di Susa sono arrivate le misure cautelari consistenti nell’obbligo di dimora nel comune di residenza e il rientro alla propria abitazione dalle 19.30 alle 7.00 del mattino.

Ma queste intimidazioni come sempre sono inutili per fermare il movimento No Tav che negli scorsi giorni ha espresso molta solidarietà ai colpiti dalle restrizioni. Queste ingiustizie per l’ennesima volta hanno fin da subito fatto crescere la voglia di continuare a lottare e rimanere uniti.

Perchè come sempre nessuno viene lasciato solo o indietro, e negli scorsi giorni i concittadini di Emilio, uno dei 3 valsusini colpiti, che è stato privato di gran parte del proprio lavoro per colpa di queste assurde restrizioni, hanno dimostrato in tanti modi cosa vuol dire lottare insieme.

Ieri mattina centinaia di persone si sono prestante al banco del pesce di Emilio, in piazza a Bussoleno (unico mercato che al momento Emilio potrà continuare a fare) a comprare il pesce dal loro compagno di lotta. Mentre questa mattina, non potendo prendere posto al mercato di Susa a causa delle restrizioni, alcuni NO TAV si sono presentanti comunque sul posto mettendo un banchetto che informasse di quanto sta succedendo e di come chi ha il coraggio di alzare la testa e difendere la propria terra faccia paura, sottolineando come il TAV per l’ennesima volta non porti lavoro, ma anzi ne tolga proprio a chi vive e difende questi territori!

La nostra solidarietà va quindi a tutti gli accusati e arrestati, ed in particolare a Emilio, Stella e Costanza, uomini e donne che come noi hanno deciso di dire chiaramente NO alla costruzione di quest’opera dannosa e inutile, consapevoli del fatto che queste intimidazioni non ci fermeranno ma ci renderanno ancora più uniti e forti!

NO TAV FINO ALLA VITTORIA!

 

Solidarietà ad Emilio e ai compagni del CSA Dordoni

Gli uomini e le donne che lottano contro il TAV Brescia-Verona esprimono la loro solidarietà ad Emilio e ai compagni del CSA Dordoni e ne chiediamo l’immediata liberazione! ‪#‎liberitutti‬

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Condividiamo le parole di Nicoletta Dosio:

L’arroganza del potere non ha limiti. Essere antifascisti è ridiventato un reato in questo nostro paese dove devastatori e torturatori sono giustificati e protetti.
Il compagno Emilio del Csa Dordoni di Cremona, qualche tempo fa ridotto in fin di vita dalle spranghe dei fascisti rimasti impuniti , ora, proprio in relazione all’aggressione subita, è stato messo agli arresti domiciliari con altri compagni, mentre due di loro sono stati portati in carcere.
Grande è la rabbia e la tristezza per questo mondo capovolto, per questa nostra società inerte, dimentica dei morti partigiani e di quanto sia invincibile un popolo che decide di ribellarsi.
La Valle di Susa che non si arrende è a fianco di Emilio e dei compagni del Dordoni e ne chiede l’immediata liberazione.
Contro i fascisti vecchi e nuovi, perché la Liberazione non si riduca a vuota celebrazione, ma torni a vivere e ad agire, ora e sempre Resistenza!

Solidarietà da tutta Italia per i fatti di lunedì 23 a Brescia

Comunicato di solidarietà del CS Bocciodromo di Vicenza

Come Comitato Popolare del quartiere Ferrovieri di Vicenza esprimiamo la nostra piena solidarietà e complicità ai compagni/e, agli attivisti/e aggrediti e fermati dalla polizia ieri a Brescia. Non possiamo accettare che persone che tutti i giorni lottano per la difesa dei diritti dei migranti, per il diritto alla casa e contro le grandi opere che devastano i nostri territori, vengano picchiate selvaggiamente come nelle peggiori dittature militari sudamericane. Fa ancora più rabbia vedere queste scene pochi giorni dopo che è stato svelato il meccanismo di corruzione e di malaffare che si nasconde dietro la gestione delle grandi opere in Italia. I veri criminali stanno nei palazzi del potere politico e imprenditoriale, sono quelli che speculano sulla vita delle persone e non certo chi ogni giorno lotta con i propri corpi per una vita degna.

Con i compagni e le compagne di Brescia ci unisce la lotta contro l’Alta Velocità, il paradigma di una governance che antepone gli interessi di piccoli gruppi di potere di fronte ai bisogni delle comunità. Veniamo da una città che ha conosciuto una lunga stagione di lotte contro le basi americane prima e contro il TAV ora. Non ci siamo mai fermati di fronte alle aggressioni, alle intimidazioni e alle misure repressive perché crediamo nella giustezza dei percorsi che in tanti e tante facciamo per costruire un mondo migliore partendo dai nostri territori. Sabato 28 marzo saremo a Brescia a fianco dei migranti, dei comitati e di tutti i cittadini bresciani che non accettano la mancanza di democrazia.

CS Bocciodromo

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Comunicato di solidarietà dei Comitati No Tav della Valle di Susa

Come Comitati No Tav della Valle di Susa esprimiamo totale solidarietà a chi lunedì 23 marzo è sceso in piazza a Brescia per ribadire la propria contrarietà alla linea ad alta velocità, unendosi al presidio dei migranti e del movimento per il diritto all’abitare.
Una manifestazione di dissenso repressa con forza spropositata che ha causato fermi e molti feriti. Ribadiamo che l’ormai comune utilizzo della violenza poliziesca, rivolta a qualsiasi forma di dissenso, non basta a zittire le proteste contro la sordità di quelle istituzioni che nulla vogliono concedere, disposte a tutto pur di tenere lontana la gente dai palazzi del potere.
Una prevaricazione dall’alto che conosciamo bene e che consideriamo inaccettabile e non casuale, soprattutto in questi giorni dove emergono nuove e sporche commistioni tra politica e malaffare nell’ambito della grande opera che combattiamo e che sottrae risorse utili a garantire servizi e dignità alle persone.
Il movimento No Tav riconosce i diritti imprescindibili della libera circolazione delle persone e di avere una casa dove vivere come tematiche di lotta importanti connesse allo sperpero di denaro pubblico. Esprimiamo la nostra vicinanza in particolare ai feriti, ai fermati e agli espulsi di oggi.
Fermarci è impossibile, No Tav ovunque!
Comitati No Tav, 23/3/2015
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Comunicato di solidarietà di Nicoletta Dosio
Dalla Valle di Susa che resiste contro il TAV e contro la devastazione sociale, economica, culturale ambientale che le grandi male opere portano con sé, giungapiena e fraterna condivisione alle donne e agli uomini migranti che a Brescia, con grande dignità e determinazione lottano per il diritto di soggiorno, senza il quale non sono possibili un’esistenza ed un lavoro dignitoso.
Contro il partito trasversale che siede nelle istituzioni e gestisce i grandi sporchi interessi si sono mobilitati al loro fianco compagne e compagni. La risposta è stata cariche della polizia con fermi, arresti, espulsioni, ferimenti da manganello.
La repressione è, come sempre, la risposta con cui il potere cerca di fermare ogni lotta capace di contrastare con efficacia sopruso e sfruttamento.
In questa Europa e in questo mondo del capitale e del mercato, dove il diritto di circolazione è garantito alle merci e al denaro, ma non alle persone, dove lo sfruttamento e la guerra aumentano vertiginosamente la distanza tra pochi ricchi e infiniti poveri, l’unica risposta possibile è il conflitto degli oppressi contro gli oppressori.
La nostra piena solidarietà va ai fermati e ai feriti e a voi tutti che non rinunciate a lottare per un presente migliore ed un futuro liberato. Siamo al vostro fianco!

Nicoletta Dosio, compagne e compagni della Valle di Susa
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Comunicato di solidarietà del CSA Dordoni
I compagni e le compagne del CSA Dordoni esprimono solidarietà con i compagni, i migranti e gli antirazzisti di Brescia che in questi giorni stanno lottando per i propri diritti contro razzismo e precarietà e per lo sblocco dei permessi di soggiorno dopo la sanatoria truffa del 2012, subendo numerose cariche da parte delle forze dell’ordine.
La repressione messa in atto da Questura, Prefettura e Comune è altissima e porta il conteggio di numerosi fermi che hanno colpito migranti e antirazzisti, nonché anche alcuni feriti.
Come al solito le cariche sono state brutali e messe in atto in maniera squadrista; ultima quella lanciata oggi dal dott. Farinacci, che rievoca le azioni fasciste del Ras di Cremona, di cui è omonimo!
 BRESCIA LIBERA!!
I/Le compagni/e del CSA Gastone Dordoni
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Comunicato di solidarietà del Laboratorio Crash
Negli ultimi tre giorni a Brescia sono accaduti fatti di grande gravità: davanti alle giuste e legittime istanze avanzate dal movimento delle lavoratrici e dei lavoratori migranti e dagli antirazzisti locali rispetto alla sanatoria e ai permessi di soggiorno abbiamo assistito a ripetute aggressioni da parte delle autorità per mezzo di manganellate, cariche, espulsioni immediate e violenze di ogni sorta. Tre giorni di “Stato di polizia” a Brescia non possono lasciare indifferenti, al contrario, solidarizzando con la straordinaria tenacia e determinazione del movimento bresciano, vogliamo denunciare a gran voce quanto accaduto in questi giorni e invitiamo tutti e tutte a Piazza dell’Unità alle 17h per comunicare alla città quanto sta accadendo a pochi chilometri da noi. 

Bologna Meticcia è al fianco della Brescia che lotta, che si batte, che spinge in avanti contro le ingiustizie sociali e per la dignità!
Permesso subito!

Solidarietà alla resistenza della Brescia Meticcia

Laboratorio Crash

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Presidio solidale a Bologna

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Comunicato di solidarietà ed adesione dei centri sociali e reti antirazziste dell’Emilia Romagna al corteo di Sabato 28 marzo indetto dalle realtà migranti ed antirazziste

25 / 3 / 2015

Quarto giorno consecutivo di mobilitazione (e oggi sarà il quinto) per migranti e antirazzisti a Brescia dopo le prime cariche di sabato, lo sgombero del presidio ed i fermi. Ancora in piazza e sempre più numerosi perché le istanze che hanno mosso il presidio di sabato 21 marzo riguardano tutte e tutti quelli che lottano contro le frontiere esterne e le barriere interne, contro lo sfruttamento, contro le politiche di austerità , per la giustizia sociale e per la libertà.

La mobilitazione partita sabato 21 marzo è parte di quella battaglia per l’abolizione della Legge Bossi- Fini, ormai in vigore da 13 anni, che nessun governo è stato in grado di abolire. Anzi a cui si sono aggiunte restrizioni su restrizioni, basti pensare alle Legge 94 del 2009 (il famoso/famigerato Pacchetto Sicurezza) che introduce la conoscenza della lingua italiana come ulteriore ostacolo per l’ottenimento dei documenti trasformando un diritto in un ulteriore barriera e il permesso di soggiorno a punti.

E’ una battaglia contro le politiche in tema di immigrazione che producono clandestinità, sfruttamento, precarietà di esistenza nei nostri territori e migliaia di morti nei nostri mari.

La manifestazione di Sabato 28 marzo riporta al centro la vertenza aperta durante il presidio di sabato scorso. Da un lato la vicenda della Sanatoria 2012 con la specificità della Prefettura bresciana che ha rigettato l’80% delle domande di emersione e di cui si rivendica il diritto al rilascio dei permessi di soggiorno. Una specificità che apre comunque la questione generale delle sanatorie truffa a cui tutte e tutti noi abbiamo assistito.

Sull’altro versante il modo in cui la Legge disciplina il fenomeno della migrazione per cui il legame fra lavoro e soggiorno in cui in un periodo come questo di crisi, in cui c’è un’emergenza occupazionale non si può pensare che centinaia di migliaia di persone in tutto il paese corrano il rischio concreto di perdere il permesso di soggiorno ed essere cacciati nella clandestinità.

Lo scorso sabato la Brescia meticcia ha messo al centro i diritti che volevano essere tenuti fuori dalla piazza centrale, relegati ai margini e a cui si è risposto istituzionalmente reprimendo il dissenso e impedendo di fatto la libertà di manifestare con manganellate, cariche della polizia, fermi ed espulsioni.

Ma i migranti, gli antirazzisti, la Brescia meticcia e solidale continua a mobilitarsi mettendoci la faccia per aprire spazi di democrazia.

Ci sentiamo parte di questa battaglia a partire dai nostri spazi sociali, dagli Sportelli migranti attivi in rete nel territorio regionale, dalle case occupate piene e ricche di rifugiati, alle piazze per costruire un’Europa senza confini, libera da razzismo e xenofobia, dalle gabbie securitarie e dalle imposizioni economiche della Troika.

Per questo Sabato 28 marzo saremo a Brescia al fianco dei migranti e degli antirazzisti in lotta.

Coalizione Centri Sociali Emilia Romagna (Casa Madiba Network, Tpo, Labàs occupato, Lab Aq16, Casa Bettola) Ass. Città Migrante Reggio Emilia, Ass. Rumori Sinistri Rimini, Ass. Ya Basta! Bologna

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Complici e solidali dal Nord-Est con migranti ed antirazzist* bresciani

24 / 3 / 2015

A partire da sabato 22 marzo a Brescia centinaia di migranti, sostenuti dalla città solidale, sono scesi in piazza per tre giorni consecutivi per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno. Nelle scorse settimane la Prefettura, adottando una interpretazione particolarmente restrittiva della Bossi-Fini, ha ufficialmente rigettato circa l’80% delle richieste provenienti dalla sanatoria del 2012, a dispetto di una media nazionale che si aggira attorno al 20%.

La Questura ha negato la possibilità di dissentire e di manifestare reprimendo le mobilitazioni in maniera violenta e scomposta, caricando più volte i cortei ed i presidi che si stavano svolgendo in maniera pacifica, compiendo diversi fermi ed arresti e provocando tre feriti. Al momento alcuni migranti risultano trattenuti presso i CIE, un giovane è sotto processo per direttissima, e le decine di fermi effettuati si sono tradotti in denunce per resistenza e violenza.

Per tre giorni la città è stata di fatto governata dalla polizia, che tenta di impedire con ogni mezzo l’affermarsi in piazza di un intreccio cooperante tra tutti coloro, migranti ed autoctoni, che lottano per nuovi diritti e per una nuova cittadinanza.

Altre mobilitazioni sono state lanciate a partire da oggi, in vista di un grande corteo antirazzista previsto per sabato 28 marzo.

Come attivisti dei centri sociali siamo complici e solidali con tutte le persone che in questi giorni a Brescia sono scese in piazza ed hanno subito le violenze della polizia, con il giovane arrestato ed i migranti fermati, con chiunque difende ogni giorno le nostre città da razzismo e xenofobia. Lottiamo insieme contro ogni confine, quelli delle città governate dall’ideologia securitaria e quelli dell’Europa fortezza, dove l’unica reale libera circolazione è consentita al capitale finanziario.

Per città meticce libere e solidali

CS NordEst

Centri sociali delle Marche

Napoliproject

Comunità in Resistenza Empoli/Csa Intifada

Cosa La Strada Roma

Casa delle Culture Trieste

SOLIDARIETA’ DALLA VALLE DI SUSA

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Come Comitati No Tav della Valle di Susa esprimiamo totale solidarietà a chi lunedì 23 marzo è sceso in piazza a Brescia per ribadire la propria contrarietà alla linea ad alta velocità, unendosi al presidio dei migranti e del movimento per il diritto all’abitare.
Una manifestazione di dissenso repressa con forza spropositata che ha causato fermi e molti feriti. Ribadiamo che l’ormai comune utilizzo della violenza poliziesca, rivolta a qualsiasi forma di dissenso, non basta a zittire le proteste contro la sordità di quelle istituzioni che nulla vogliono concedere, disposte a tutto pur di tenere lontana la gente dai palazzi del potere.
Una prevaricazione dall’alto che conosciamo bene e che consideriamo inaccettabile e non casuale, soprattutto in questi giorni dove emergono nuove e sporche commistioni tra politica e malaffare nell’ambito della grande opera che combattiamo e che sottrae risorse utili a garantire servizi e dignità alle persone.
Il movimento No Tav riconosce i diritti imprescindibili della libera circolazione delle persone e di avere una casa dove vivere come tematiche di lotta importanti connesse allo sperpero di denaro pubblico. Esprimiamo la nostra vicinanza in particolare ai feriti, ai fermati e agli espulsi di oggi.
Fermarci è impossibile, No Tav ovunque!
Comitati No Tav Valle di Susa

Dalla Valle di Susa che resiste contro il TAV e contro la devastazione sociale, economica, culturale ambientale che le grandi male opere portano con sé, giungapiena e fraterna condivisione alle donne e agli uomini migranti che a Brescia, con grande dignità e determinazione lottano per il diritto di soggiorno, senza il quale non sono possibili un’esistenza ed un lavoro dignitoso.
Contro il partito trasversale che siede nelle istituzioni e gestisce i grandi sporchi interessi si sono mobilitati al loro fianco compagne e compagni. La risposta è stata cariche della polizia con fermi, arresti, espulsioni, ferimenti da manganello.
La repressione è, come sempre, la risposta con cui il potere cerca di fermare ogni lotta capace di contrastare con efficacia sopruso e sfruttamento.
In questa Europa e in questo mondo del capitale e del mercato, dove il diritto di circolazione è garantito alle merci e al denaro, ma non alle persone, dove lo sfruttamento e la guerra aumentano vertiginosamente la distanza tra pochi ricchi e infiniti poveri, l’unica risposta possibile è il conflitto degli oppressi contro gli oppressori.
La nostra piena solidarietà va ai fermati e ai feriti e a voi tutti che non rinunciate a lottare per un presente migliore ed un futuro liberato. Siamo al vostro fianco!
Nicoletta Dosio, compagne e compagni della Valle di Susa

 

Solidarietà ai feriti e liberi tutti e tutte!

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Oggi alle 17:30 era prevista una manifestazione che vedeva scendere in piazza insieme il movimento no tav e per il diritto alla casa. Questa manifestazione non è stato nemmeno possibile iniziarla perché la violenza e la repressione poliziesca sono state le prime e uniche risposte date. Ragazzi e ragazze brutalmente feriti alla testa, cani e manganelli a impedire di nuovo alle persone di usare piazza della loggia come luogo di protesta e indignazione. Esprimiamo solidarietà alle persone ferite, tra cui un attivista del comitato no tav Brescia e chiediamo subito la liberazione di tutti e tutte le persone fermate e in questura da ore.

Siamo ancora in Largo Formentone a Brescia, raggiungeteci numerosi! La tensione è ancora forte e non lasceremo la piazza fino a quando non saranno tutti e tutte libere!

Solidarietà al Terzo Valico: sabato ci saremo anche noi!

In questi giorni un’altra devastante alluvione ha colpito il territorio di Genova e della Provincia. La nostra solidarietà va a tutte le persone coinvolte da questo disastro ambientale e a tutte le persone che in questi giorni si sono attivate per sopperire alle mancanze delle istituzioni. Continua la lettura di Solidarietà al Terzo Valico: sabato ci saremo anche noi!