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Terremoto a Ischia: i soldi pubblici alla messa in sicurezza del territorio non alle grandi opere inutili!

A meno di un anno dal primo terremoto che colpì il centro Italia il 24 agosto 2016, la terra torna a tremare a Ischia, a fare vittime e a dimostrare dove veramente servirebbero i soldi pubblici nel nostro paese: tra i primi edifici evacuati per le crepe create dal terremoto è un ospedale.

È troppo chiedere che in una zona notoriamente ad alto rischio sismico gli ospedali siano antisismici???

Ma in un paese dove dopo quasi 1 anno la situazione delle persone che vivono queste zone è ancora quella di vivere al margine delle sconfinate zone rosse, tra le frane, le macerie immobili da mesi, le strade sbarrate, dove si viene fermati, controllati e identificati centinaia di volte per poter circolare, dove i bambini hanno fatto un’intero anno scolastico viaggiando per ore e ore nei pulmini sulla costa per raggiungere la scuola distante troppi chilometri, o che hanno resistito dentro tensostrutture dall’aria densa ed irrespirabile, dove le persone ancora sopravvivono in camper e roulotte dal 30 ottobre, a combattere il freddo ed il caldo, a fare i turni per la doccia, cosa altro possiamo aspettarci?

Loro continuano con le grandi opere inutili e intanto noi paghiamo sulla nostra pelle quotidianamente le conseguenze di queste scelte. Non abbiamo titolo per entrare nel merito dell’entità del terremoto di Ischia, ma abbiamo il sacrosanto diritto di denunciare ancora una volta la fragilità del nostro territorio e la mancanza di investimenti nella prevenzione e nella ricostruzione prima e dopo gli eventi sismici.
Non ci stancheremo mai di dirlo e di lottare perché le risorse economiche dedicate a grandi opere inutili vengano dirottate sull’unica grande opera di cui il nostro paese ha bisogno: la cura e la messa in sicurezza dell’Italia, tutta!

La nostra solidarietà va alla popolazione colpita, con la consapevolezza che solo noi tutti e tutte insieme possiamo fare la differenza, anche questa volta.

#terremoto #notav #vergogna #ischia

TAV Brescia/Verona, un progetto con una compatibilità ambientale di 14 anni fa che attraversa 48 siti inquinati della provincia

Articolo tratto da: www.money.it

Un progetto Brescia/Verona approvato dal Cipe con un riferimento a una compatibilità ambientale di 14 anni fa.
Quarantotto siti inquinati interessati al tracciato.

Irresponsabili. Altro termine non può essere usato, per l’approvazione del progetto AV Brescia/Verona da parte del Cipe lunedì scorso. La dimostrazione ennesima della inesistente sensibilità ambientale e, quindi, verso la salute dei cittadini nonché del rispetto delle norme che ha questa classe dirigente. Irresponsabilità, insensibilità e dissolutezza nell’uso di risorse scarse distribuite a prescindere da qualsiasi minima, decente analisi di tipo economico. Il progetto da realizzare riguarda un tracciato di 72 km sottoposto a valutazione d’impatto ambientale su uno studio risalente al marzo 2003 ed elaborato sul progetto preliminare cioè sul livello progettuale inidoneo alla misurazione degli impatti.

Infatti, questa procedura è stata abrogata dal nuovo codice appalti, che ha ripristinato la VIA sul progetto definitivo. Evento ancor più grave se solo si considerano le trasformazioni intervenute sul territorio da Brescia a Verona in questi ultimi 14 anni e quindi la banalizzazione di uno degli elementi portanti della procedura di VIA quale l’analisi degli impatti cumulati. Incidentalmente si aggiunga anche che il piano o meglio la estemporaneità chiamata “25 opere dell’Allegato infrastrutture” di cui fa parte l’AV Milano/Verona è stato sottoposto a VAS solo un anno fa. Ridicolo che una VAS possa conseguire a una VIA, ma tant’è nel tempo della frantumazione del diritto e della prevalenza degli interessi di parte su quelli collettivi.

Nel merito vanno rilevati alcuni elementi particolarmente importanti:
a) sono 48 i siti inquinati, di cui 40 appartengono al territorio bresciano. Ventidue siti riguardano discariche e attività produttive. Non si rilevano note,che riguardano i limiti delle soglie di contaminazione né della concentrazione delle soglie di rischio e ancor meno procedure di bonifica ai sensi dell’ex art 242 bis del Codice Ambiente; 
b) il Piano Utilizzo Terre e Rocce da scavo (PUT) riguarda unicamente la variante al progetto preliminare del 2003 e quindi la connessione “Montichiari”, la riqualificazione stradale Ghedi/Borgosatollo e il tracciato degli elettrodotti. Appena 16 dei siti critici interferiti riguardano il PUT; 
c) nessuna analisi economica pur in presenza di variazione dei costi di investimento e di valutazione degli impatti riferiti alla situazione territoriale del 2003; 
d) totalmente ignorato il parere obbligatorio espresso dal massimo organismo tecnico dello Stato, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un parere che riguarda la mancata applicazione della nuova normativa sismica, in un paese l’Italia che ha registrato negli ultimi 2500 anni 560 terremoti tra l’ottavo e l’undicesimo grado della Mercalli.

Ignorate totalmente le problematiche economiche locali come il notevole apporto della produzione del vino Lugana alla bilancia commerciale italiana e un’emergenza come il Santuario del Frassino. La variazione dei costi appare incomprensibile se solo si pensa che nel DEF del 2014 la Brescia/Verona aveva un costo di 2747 milioni di euro nell’aggiornamento 2016 diventavano 3837 di cui 2258 primo lotto.

Nella delibera Cipe di lunedì sono diventati 2499 e sommando i 284 mln di euro della variante Montichiari mancano ancora 1054 milioni citati ad aprile 2016 non si capisce a che titolo.
La relazione di ANAC al dicembre 2016 riporta un costo del lotto Bs/Vr ancora diverso e pari a 2826 milioni di euro. Hanno tagliato le compensazioni agli enti locali?
La procedura finale prevede, che il Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica, che scrive il testo definitivo del provvedimento e cui sarebbe opportuno chiedere l’adempimento di quanto prescritto dal DPCM 27/12/1988 e dal Dlgs 228/2011 considerata la variazione dei costi, in questi trascorsi 14 anni e l’emanazione di leggi che riguardano il buon uso di denaro pubblico. Successivamente la delibera sarà formalizzata dal Presidente del Consiglio e dal Ministro Lotti segretario del Cipe.

Segue il controllo di legittimità da parte della Corte dei Conti.

Vedremo come si concilia un parere di compatibilità ambientale sul progetto emesso il 17 aprile 2015 e, un decreto di VAS del settembre 2016. Aggravato ulteriormente dal fatto che il finanziamento del lotto attinge a Fondi per lo Sviluppo e la Coesione oltre che ad altri Fondi UE.

Di elementi d’illegittimità ce ne sono abbastanza se qualche forza politica finalmente s’impegna a fare qualcosa di rilevante in quest’ulteriore sperpero di risorse pubbliche e strame di regole poste a presidio non solo della legalità ma anche degli interessi generali.

L’aiuto per i terremotati continua: la solidarietà dal basso non si ferma!

Con piacere, dopo l’amatriciana solidale che abbiamo organizzato insieme ad altre realtà a fine gennaio, siamo riusciti a fare un secondo bonifico di 1443 euro per sostenere l’attività delle Brigate di Solidarietà Attiva presenti da agosto nell’aiutare le popolazioni terremotate.

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La raccolta fondi continua presso i punti attivi sul territorio che trovate QUI e nello specifico a Brescia presso il bar Sotto Scala in Carmine.

QUI trovate maggiori informazioni sull’attività delle Brigate.
Per seguire quotidianamente la loro attività visitate la loro pagina facebook

QUI trovate maggiori informazioni sul nostro sostengo all’attività delle brigate.

E visto che chi dall’alto decide, continua a sperperare i soldi pubblici per opere inutili e non per i veri bisogni delle persone, noi continuiamo a cambiare le cose, giorno dopo giorno, con l’aiuto concreto e la solidarietà dal basso!

Ringraziamo tutti e tutte coloro che stanno sostenendo le nostre raccolte fondi! Avanti Brigate, avanti No Tav!

 

29/1: AMATRICIANA SOLIDALE CON LE ZONE TERREMOTATE IN SUPPORTO ALLE BSA @ BRESCIA

Coordinamento No Tav Brescia – Verona,  Radio Onda d’Urto, CSA Magazzino47, Kollettivo Studenti In Lotta, Associazione Diritti per Tutti (e altre realtà verso l’adesione) organizzano:

♨ PIATTONE DI AMATRICIANA ♨ solidale con le zone terremotate del Centro Italia e in supporto ai volontarti delle Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia!

DOMENICA 29 GENNAIO, ORE 13
AL CSA MAGAZZINO 47, VIA INDUSTRIALE 10 (BRESCIA)
PER INFO E PRENOTAZIONI CHIAMA AL N° 03045670

Costo a sottoscrizione di 10 € compreso di: piattone di spaghetti all’Amatriciana (con bis incluso), vino, pane e torta
ALTERNATIVA VEGANA
Obiettivo 100 coperti!

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Potete seguire gli aggiornamenti dell’inviata di Radio Onda d’Urto Rosangela, al momento nelle zone terremotate del Centro Italia, seguendo in FM Radio Onda d’Urto, scaricando l’app per lo streaming o visitanfo il sito www.radiondadurto.org al link —> http://www.radiondadurto.org/2017/01/24/terremoto-le-corrispondenze-con-rosangela-inviata-della-nostra-redazione/

Appello delle Brigate di Solidarietà Attiva lanciato al popolo No Tav: servono volontari subito!

da notav.info: Riceviamo e volentieri pubblichiamo – Servono volontari per proseguire l’intervento di aiuto ai terremotati, e servono subito. È un appello urgente quello che le Brigate di Solidarietà Attiva lanciano al popolo No Tav. La fine delle ferie natalizie, la ripresa delle scuole, e l’indisponibilità di alcuni volontari a causa dei malanni di stagione, ha portato all’orlo della paralisi l’attività delle Brigate in tutti i “campi” delle BSA che lavorano a sostegno della popolazione di Amatrice e degli altri Comuni coinvolti dal terremoto. La maggior urgenza è per la settimana in corso e per quella a venire, quando, a causa della carenza di volontari, rischiano di dover chiudere o lavorare ad orari ridotti gli “spacci popolari” di Amatrice e Colli del Tronto, che, grazie alle donazioni, riforniscono le famiglie terremotate di ogni genere di prima necessità: cibo, vestiti, materiali per l’igiene personale e per le pulizie. Rischiano di fermarsi anche le “staffette” ovvero i giri di consegne a domicilio alle famiglie più isolate, che non possono recarsi direttamente agli spacci popolari. 

L’appello al popolo No Tav, vicino alle Bsa con donazioni e volontari fin dai primi giorni dopo il terremoto, è chiaro. “È fondamentale muoversi in fretta perché questi servizi non vengano a mancare”, ribadiscono le Bsa, che ad oggi rappresentano l’unico aiuto concreto per centinaia di famiglie che hanno perso tanto, tutto, a causa del terremoto. 

Per candidarsi basta compilare il questionario presente all’indirizzo

https://www.facebook.com/terremotocentroitalia/

Altre info su:

http://brigatesolidarietaattiva.blogspot.it

Continua l’aiuto dal basso alle popolazioni colpite dal terremoto del centro Italia!

Lo scorso anno come movimento NO TAV Brescia-Verona abbiamo deciso di rispondere all’emergenza causata dal sisma di agosto nel centro Italia portando avanti una solidarietà dal basso sostenendo il lavoro svolto dalle Brigate di solidarietà attiva.

Alcuni di noi sono andati direttamente ad aiutare in diversi periodi dell’anno le attività di staffetta svolte sul territorio ormai da mesi (per la quale c’è sempre bisogno di volontari, per cui in caso prendete contatti con le brigate se volete aiutare).

Grazie all’aiuto di tutti e tutte voi siamo riusciti anche a raccogliere 1300 euro che abbiamo versato sul conto creato della Brigate per coprire le spese dell’aiuto concreto e costante che stanno fornendo sui territori colpiti.

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La nostra raccolta fondi per sostenere queste attività continua con i punti di raccolta che potete trovare qui (https://www.facebook.com/511857985617814/photos/a.511858032284476.1073741826.511857985617814/806539746149635/?type=3&theater).

Possiamo sostenere L’EMERGENZA TERREMOTO  anche facendo direttamanete una donazione tramite c/c bancario IT34 S031 2715 4000 0000 0002 551.

Nei prossimi mesi organizzeremo alcuni eventi di raccolta fondi perchè di fronte alle scelte di un governo che persiste nel sperperare i soldi pubblici in opere inutili al posto che per la messa in sicurezza del territorio e delle persone che vivono in una situazione di disagio, cambiare le cose tocca di nuovo a tutti e tutte noi!

Invitiamo tutti e tutte a seguire il prezioso lavoro che centinaia di volontari e volontarie da mesi stanno facendo nella zona del cratere per potere permettere un presente più dignitoso a chi è stato colpito dall’ennesima tragedia che si sarebbe potuta in gran parte evitare, seguendo la pagina delle Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia

#notav #brigatedisolidarietàattiva #terremoto

Il tragico filo rosso tra terremoto del 26 ottobre, crollo del cavalcavia e grandi opere

di  Mattia Fonzi – NewsTown –Qual è il tragico filo rosso che unisce i territori di Genova, della Brianza, di Salerno, fino a Pisa e ai comuni terremotati della Valnerina e dei Monti Sibillini? La decadenza, in termini sia letterali che simbolici, delle infrastrutture e dei territori in Italia. E poi i milioni di euro, fiumi di soldi pubblici, impiegati male – per utilizzare un eufemismo – dalle classi dirigenti del Paese. Da decenni.Mercoledì scorso si è verificato il quarto forte terremoto in Italia negli ultimi sette anni e mezzo. Un sisma che non ha fatto decine di vittime solo perché la natura è stata “clemente” (si fa per dire), preavvisando una scossa forte con una meno violenta, avvenuta due ore prima.

Già dall’ora di cena, come già successo a fine agosto in occasione del sisma dell’Appennino Piceno-Laziale, ore ed ore di diretta e analisi hanno affollato le trasmissioni televisive, nelle quali quali è stata evidenziata la necessità di fare prevenzione, di mettere in sicurezza i territori a rischio sismico elevato.

Utopia? Parole vuote? Non secondo la stessa Protezione Civile, che stimerebbe in circa 90 miliardi di euro la cifra necessaria per mettere in sicurezza edifici pubblici e privati, almeno nelle zone 1 (alto rischio sismico) in tutto il Paese: dalle faglie attive sulle Alpi, alla fascia appenninica, fino allo stretto di Messina.

Una cifra che, ad una prima lettura, sembrerebbe mostruosa. Impossibile da impiegare soprattutto ai tempi bui dell’austerità imposta dall’Europa. Ma siamo sicuri che, compiendo scelte politiche (dei governi centrali europeo e italiano) strategiche diverse, non si riescano a trovare 90 miliardi da spendere nei prossimi due decenni per la messa in sicurezza reale del territorio dalle frane, dai terremoti e dalle alluvioni?

strade copiaIn fondo, lo sta facendo da anni persino la Turchia, che dopo il terribile sisma di Izmet nel 1999 ha avviato un grande piano pluriennale di demolizione, ricostruzione e ristrutturazione degli edifici non sicuri. Ovviamente, partendo da quelli ad uso pubblico, che in Italia il terremoto del 24 agosto ha (incredibilmente) danneggiato più di quelli ad uso privato.

In fondo, tornando al tragico filo rosso iniziale, sono state arrestate, proprio a qualche ora dal terremoto del 26 ottobre, più di venti persone accusate di aver pilotato (e gonfiato) più di 300 milioni di commesse relative al cantiere per il Treno ad alta velocità (Tav) nel tratto Milano-Genova, ad un lotto dell’eterna incompiuta Salerno-Reggio Calabria e della grande (?) “navetta su rotaia” di Pisa.

In fondo, la Corte dei Conti francese ha stimato quattro anni fa in circa 27 miliardi di euro il costo del tav Torino-Lione. Senza considerare peraltro che le spese aumentano costantemente, a causa dei problemi tecnici nella realizzazione e delle relative consulenze e appalti assegnati per risolverli. D’altronde, l’impiego dei soldi del Tav per la messa in sicurezza del territorio fu una proposta reale affermata già qualche anno fa, congiuntamente, da comitati aquilani e valsusini [leggi l’articolo de Il Fatto Quotidiano].

leccoL’Italia è un Paese che si indigna se Roma ritira la candidatura alle Olimpiadi, ma che considera come un caso di cronaca isolato il crollo di un cavalcavia su una strada provinciale in Brianza. E’ un Paese che mostra a ripetizione lo squarcio provocato dal sisma nell’asfalto di una strada provinciale nel maceratese, ma ignora quotidianamente che cedono pezzi di strada (e non solo) ogni giorno, a causa della scarsa manutenzione, in tante vie dimenticate della provincia italiana.

E allora, quante grandi opere (in meno) servirebbero a risparmiare vite? Quanti ponti in provincia devono ancora crollare affinché si chiuda in un cassetto il progetto del ponte sullo Stretto? Quanti arresti devono ancora dimostrare che l’arricchimento delle organizzazioni criminali (di tipo mafioso, para-politico o lobbystico) avvenga esclusivamente a scapito delle comunità?

Elenco punti raccolta fondi per i terremotati da Brescia a Verona – in aggiornamento

L’elenco è in continuo aggiornamento!
PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA DESTINAZIONE DEI FONDI: http://notavbs.org/%EF%BB%BFla-raccolta-fondi-terremotati-continua.html

PUNTI FISSI

Bar SOTTOSCALA
via Porta Pile 17 (Carmine) – Brescia

Negozio LE SFUSE
via San Faustino 31 A – Brescia
aperto dal lunedì al sabato
orari: 9:00-13:00  – 16:00-19:30

Bar OSTERIA AI PRETI
via Interrato Acqua Morta 27 – Verona
aperto dal lunedì al sabato
orario continuato dalle 10:00 alle 2:00

Libreria CASTELLI PADOVANI
via Roma 20 – Desenzano
aperto tutti i giorni
orario continuato

Tabaccheria LUCA GHIDINI
via Schiannini 13 – Ponte San Marco (Calcinato)
orari: 7:00-12:00 – 15:00-19:00

Azienda agricola FIORENZO BONATTI
loc. Machetto, 2, – Centernaro (Desenzano del Garda)
orari: giovedì e venerdì mattina e pomeriggio, sabato mattina

KAOS – Kasa Auto Organizzata Sarezzo
Via Repubblica 54 – Lumezzane (Brescia)
per info QUI

AZIENDA FLUOROVIVAISTICA CORSINI GABRIELLA
Via Brescia – Calcinatello (Brescia)
tutti i giorni; 8:00 -12:00; 14:00 – 19:00

PUNTI TEMPORANEI

8 OTTOBRE @ PRESIDIO-FESTA NO TAV
Via Campagna di sopra, Lonato (BS)
per informazioni QUI

10 SETTEMBRE @SERATA BENEFIT PER LA SOLIDARIETA’ ATTIVA (con cena)
Via Repubblica, 54, 25065 Lumezzane (Brescia)
per informazioni QUI

2-3 SETTEMBRE @ 2 GIORNATE DI SOLIDARIETA’ E BELLEZZA
Festa del Caffè Letterario Primo Piano
presso l’Oratorio Santa Maria in Silva – Brescia
per informazioni QUI

2 SETTEMBRE @ RECLAIM THE SPACE
Evento del Collettivo Gardesano Autonomo
presso il Parco delle Pozze – Lonato
per informazioni QUI

L’AIUTO PER I TERREMOTATI CONTINUA: INFORMAZIONI UTILI!

QUI trovate tutti i punti di raccolta fondi (fissi e temporanei) da Brescia a Verona. 

A breve organizzeremo inoltre un evento benefit specifico che vi comunicheremo! A FINE PAGINA TROVATE LE INFORMAZIONI PER DONAZIONI, AIUTI MATERIALI, VOLONTARI, ECC.

Vorremmo però sottolineare che se  cercare di aiutare in questi casi è il minimo che si possa fare come esseri umani, purtroppo non sarà la solidarietà a risolvere la messa in sicurezza di un paese sismico come l’Italia e ad impedire che altre stragi come questa accadano.

La grave responsabilità dei governi che hanno foraggiato “grandi opere” negli ultimi 20 anni e che continueranno a farlo va continuamente denunciata, e come movimento NO TAV continueremo a lottare per far si che ci sia un cambio rotta: i soldi destinati a queste grandi opere inutili e dannose devono essere dirottati verso un progetto nazionale di messa in sicurezza dei territori.

Sono anni che la lotta NO TAV a livello nazionale denuncia questa cosa e ogni volta, ad ogni disastro, dagli allagamenti nel genovese, agli scontri di treni in Puglia fino a questo ennesimo terremoto, siamo costretti a ricordare come le scelte dei governi siano esclusivamente proiettate verso i propri interessi e profitti economici a discapito della salvaguardia della vita e del futuro dei territori e di chi li vive.

I governi passati, cosi come quello attuale, hanno SCELTO di sperperare i fondi stanziati per le abitazioni antisismiche in altro.

Dietro all’ennesimo disastro c’è sempre un sistema al quale noi decidiamo di non affidarci più. Questo sistema è marcio e corrotto, è quello stesso sistema che ciclicamente si muove allo stesso modo: di emergenza in emergenza, anzichè di prevenzione. Quello che trasforma crisi e catastrofi prevedibili in “opportunità economiche” di ricostruzione.

Noi in questo momento di emergenza crediamo nella solidarietà dal basso e nel cercare di rendere autonomi quanto prima tutte quelle persone che si trovano in difficoltà a causa di questo disastro. Scegliamo quindi di sostenere le Brigate di Solidarietà Attiva che negli scorsi giorni hanno allestito dei campi con l’obiettivo di creare uno spazio che possa essere utile agli abitanti, che possa essere autogestito da loro stessi, per rendersi liberi da quel rapporto di servizio che impone la macchina dell’emergenza e che possa rispondere concretamente alle esigenze dei queste persone.

Possiamo seguire passo passo il lavoro delle Brigate di Solidarietà attiva attraverso i canali su questa pagina facebook.

Possiamo sostenere L’EMERGENZA TERREMOTO facendo direttamanete una donazione tramite c/c bancario IT34 S031 2715 4000 0000 0002 551

Se qualcuno fosse interessato ad aiutare come volontario nei luoghi di emergenza è possibile scrivere alla mail volontaribsa@gmail.com indicando:

Nome e Cognome
– Numero di telefono
– Luogo e data di nascita
– Città di provenienza
– Giorni di disponibilità (Per una migliore gestione dei turni dei volontari, si richiedono disponibilità della durata di minimo 4 e massimo 7 giorni.)
– Se si è auto-muniti
– Competenze e professionalità particolari (idraulici, elettricisti, cuochi/e ect).

Anche da Brescia stiamo organizzando un gruppo, se vuoi venire con noi contattaci con le stesse informazioni alla mail info@notavbs.org

Per le consegne di beni materiali ogni punto di raccolta deve scrivere alla mail magazzinibsa@gmail.com indicando un referente al quale verrà inviato il proforma di inventario da compilare.
Finchè non arriva il proforma compilato non consideriano attivabile quel punto raccolta per la consegna.

E per Delrio il terremoto è un “volano per la crescita”

Un volano per l’economia. Un’occasione per la crescita. Sono i concetti espressi riguardo al terremoto, con una leggerezza che trasuda un cinismo inaccettabile, da Bruno Vespa e dal ministro Graziano Delrio in un nauseante siparietto durante la puntata del 25 agosto di Porta a Porta.

Gioire per il fatto che L’Aquila sia ad anni di distanza “il più grande cantiere di Europa”, sottolineare i vantaggi per le imprese edili di quanto successo nel rietino, è prova definitiva, se ce ne fosse stato bisogno, di un atteggiamento strutturale delle istituzioni verso questo tipo di eventi che non è confinabile alla coppia Bertolaso/Berlusconi e alle loro new town, bensì è pratica fondante delle politiche di governo di ogni colore e tipo.

Più di 250 morti e paesi completamente distrutti o devastati in parti enormi sono così ricondotti ad un’ottica contabile, da PIL, con uno sguardo gioioso al profitto generato dalla tragedia che non risuona così lontano dalle risate dell’imprenditore aquilano Piscicelli nelle ore seguenti al dramma abruzzese del 2009.

I dati sulle potenzialità per l’economia – e per le aziende che vinceranno gli appalti – della ricostruzione di Amatrice, Accumuli e delle altre località colpite dal terremoto a sole 48 ore dai fatti riescono così ad oscurare le responsabilità collettive di un sistema politico che porta a subire ancora centinaia di morti in terremoti che potrebbero essere gestiti in maniera molto migliore, come dimostra l’esempio di Norcia.

Chissà se per Delrio anche il crollo della scuola Capranica di Amatrice, inaugurata nel 2012 nel non-rispetto totale di alcuna norma anti-sismica e crollata 4 (quattro!) anni dopo – fortunatamente nella pausa estiva – costituirà un’opportunità di ripresa. C’è chi piange, come la famiglia Scafidi, ancora i propri cari in scuole pericolanti mentre il governo lancia progetti come la Buona Scuola utili solo a formare nuovi lavoratori giovani e docili per le imprese.

Del resto quando, finalmente, si smette di piangere e si passa ad un’azione concreta di denuncia e rottura nei nostri luoghi di esistenza, esponenti del governo e della Protezione Civile attaccano in tutti i modi possibili le raccolte autorganizzate sui territori. La colpa delle quali è essersi dimostrate in grado di portare un livello di solidarietà inaudito per quantità di beni raccolti, mettendo in mostra la potenza e le possibilità dell’autorganizzazione sociale.

Evidentemente nei due euro degli sms si nascondono le potenzialità di business della shock economy che ben abbiamo conosciuto in anni e anni di tragedie che si ripropongono senza soste. Del resto, avevamo lasciato solo qualche mese fa un altro pezzo di cuore nella tragedia ferroviaria di Andria, sottolineando anche in quel caso come non esistano fatalità quando manca un programma serio di investimenti in opere utili e di messa in sicurezza delle infrastrutture già esistenti e dei territori.

Ancora una volta mettere in collegamento i nostri morti e i loro profitti è un esercizio minimo per capire chi si augura e lucra su simili tragedie e chi invece si batte a suo modo affinchè queste non avvengano più.

 

Articolo da: inofoaut.org