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I cantieri del Terzo Valico: l’allarme di cosa potrà succedere anche da noi!

Condividiamo questo video molto interessante sulla situazione del Terzo Valico, uno dei tanti territori che sta subendo i cantieri del Tav.

Quelli che vengono evidenziati in questo video come problemi specifici di questa tratta, sono in realtà solo alcuni dei problemi che si ripresentano in ogni luogo in cui sia stata costruita o sia in costruzione una parte dell’alta velocità italiana. Continua la lettura di I cantieri del Terzo Valico: l’allarme di cosa potrà succedere anche da noi!

TERZO VALICO: Sabato 13 giugno torniamo insieme al Presidio NoTav di Arquata

Questo è quello che la riunione di coordinamento dei comitati NO TAV TERZO VALICO ha deciso di mettere in campo per sabato prossimo a seguito dell’ampliamento del cantiere di Radimero ad Arquata e della prima risposta data dal movimento mercoledì.

Si torna tutte e tutti insieme, giovani, anziani, adulti e bambini al “nostro presidio”. Perchè quella è la nostra terra e perchè la resistenza alla costruzione del Terzo Valico deve proseguire con sempre maggior determinazione. Una nuova giornata di lotta alla portata di tutte e tutti in cui dimostrare che nessuno vuole arrendersi e che tutti insieme siamo convinti di poter fermare il Terzo Valico.

Torniamo tutte e tutti insieme al Presidio No Tav di Arquata

Sabato 13 Giugno

Ore 18 e 30 ritrovo presso il Piazzale delle Vaie

Ore 19 si parte tutte e tutti insieme verso il Presidio di Radimero

Dalle ore 20 grigliata in compagnia

A seguire musica, canti e balli

Passo dopo passo fino a fermare il Terzo Valico

Movimento No Tav – Terzo Valico

TERZO VALICO: Recintata a Radimero “l’area della Talpa”. Oggi ore 18 tutt* ad Arquata

Questa mattina al Terzo Valico hanno recintato l’area del cantiere di Radimero dove dovrà essere portata “la talpa” e su cui sorgeva una parte del Presidio No Tav.

Appuntamento oggi alle 18 a Vaie ad Arquata per dare una prima risposta popolare.

Forza No Tav, è il momento di esserci tutti! Fate girare!

Per approfondire leggi anche: Il Presidio NoTav di Radimero è diventato di proprietà del demanio

 

Il saluto a Maurizio Lupi dei No Tav Terzo Valico

Ciao Maurizio, dacci l’indirizzo di casa e ti manderemo un Rolex

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Caro Maurizio,

abbiamo letto il saluto a te rivolto da notav.info e abbiamo capito di essere stati dei grandissimi maleducati. Dopo questo intenso periodo passato insieme non ci siamo neppure degnati di rivolgerti due parole di addio. Noi ti ricordiamo come un uomo buono, talmente buono da averci invitati ufficialmente a incontrarti ad Ottobre del 2013 presso la Prefettura di Alessandria. Anche in quell’occassione fummo scortesi e rispondemmo che non avremmo mai parlato con tese il Governo non avesse preso in considerazione per il Terzo Valico l’opzione zero. In questo tempo passato insieme ti abbiamo visto col tuo immancabile caschetto da operaio e con il giubbino griffato Cociv a scorazzare per i cantieri e a spiegarci che senza il Terzo Valico il porto di Genova bla, bla, bla e ancora bla.

Poi abbiamo scoperto, ma noi non avevamo mai avuto dubbi, che il Terzo Valico è stato congegnato proprio per pagare tangenti e abbiamo saputo del versamento di 700.000 Euro fatto da una ditta del gruppo Gavio al genero del tuo amico Ercolino. Già Ercolino, quello che ti telefonava terrorizzato che i soldi del Terzo Valico potessero finire agli alluvionati di Genova e tu, uomo di buon cuore, lo rassicuravi che non sarebbe mai accaduto.

Maurizio, quasi ci dispiaciamo a vedere gli amici di merda che hai, quelli che ti hanno imposto di tagliarti la testa da solo, per provare a salvare ancora una volta il sistema delle grandi opere. Mauri, facci un ultimo favore, spiega a chi prenderà il tuo posto e a chi ti ha voltato le spalle senza neppure rivolgerti un hashtag #mauriziostaisereno che qui non molliamo di un millimetro e che il ritardo nella costruzione del Terzo Valico a causa nostra è destinato a continuare. Anzi Maurizio, pensandoci bene, non è meraviglioso che mentre tu hai dovuto mollare la poltrona noi continuiamo ad essere qui col coltello fra i denti determinati a difendere la nostra terra e a cacciare via per sempre i tuoi amichetti del Cociv?

Stai sereno Maurizio, prima di te ne abbiamo visti passare parecchi di Ministri e molti altri ne vedremo, ma stai pur certo che nessuno di loro avrà la gioia di tagliare il nastro del Terzo Valico.

Caro Maurizio addio, salutaci Perotti, Ercolino, Comunione e Liberazione, le cooperative bianche e rosse e tutti quelli che parlavano di progresso sapendo benissimo che in realtà si trattasse di semplicissima corruzione.

P.S: se ci fai avere l’indirizzo di casa cercheremo di farci perdonare per la nostra maleducazione e ti manderemo a casa un magnifico Rolex.

Tic, tac, tic, tac, tic, tac…

Lo senti Maurizio? E’ il tempo che manca a veder definitivamente tramontare il Terzo Valico.

ValVerde No Tav: a Campomorone 120 genitori primi firmatari di un appello contro COCIV nelle scuole

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Il “progetto educational per la scuola primaria” di Co.Civ rappresenta quanto di piu’ deplorevole questi loschi personaggi potessero estrarre dal cilindro.

Nei giorni scorsi sono state moltissime le reazioni di indignazione (da parte di genitori, comitati, associazioni sindacali ..) a questo tentativo di operazione di lavaggio del cervello sulla parte più indifesa della nostra società. Continua la lettura di ValVerde No Tav: a Campomorone 120 genitori primi firmatari di un appello contro COCIV nelle scuole

Quando piove abbiamo un brivido e sappiamo di chi è la colpa

Il seguente documento è stato approvato dall’assemblea popolare di Bussoleno del 20 ottobre.

Schermata 2014-10-21 alle 01.54.39Ogni volta che piove abbiamo un brivido per quello che potrebbe accadere, e quando il disastro si manifesta però, sappiamo anche di chi è la colpa.

Nel paese dove prioritari sono il Terzo Valico, il Tav e tante opere inutili, la sicurezza dei territori e la salvaguardia delle vite vengono sempre dopo. Continua la lettura di Quando piove abbiamo un brivido e sappiamo di chi è la colpa

No Tav Terzo Valico – Alluvione: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti

da notavterzovalico.info Scriviamo queste righe con tanta, tantissima rabbia. Dopo Genova l’alluvione è arrivata in basso Piemonte. L’emergenza è ancora in corso ad Arquata, Serravalle, Novi, Pozzolo, Gavi. In molte cittadine della Valle Scrivia l’acqua non è potabile, vi sono decine di frane, strade e linee ferroviarie interrotte, famiglie evacuate, scuole chiuse, cantine, negozi e case invase da acqua e fango. Continua la lettura di No Tav Terzo Valico – Alluvione: per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti

Gli espropri si bloccano, le recinzioni si abbattono – Terzo Valico

Da No Tav Terzo Valico

Si concluderà fra poche ore una nuova giornata di lotta che ha visto il Movimento No Tav – Terzo Valico impegnato ad impedire l’esecuzione di alcuni espropri nei Comuni di Arquata e Serravalle. Per riuscire nell’intento le donne e gli uomini del movimento hanno allestito quattro blocchi a protezione delle aree a rischio esproprio e così come avvenuto nella giornata di ierisono riusciti a proteggere le terre che Cociv avrebbe voluto espropriare. Gli emissari dei devastatori hanno provato ad avvicinarsi ad alcuni terreni ma hanno presto ingranato la retromarcia della loro automobile appena hanno visto la presenza dei No Tav. Le molte forze dell’ordine presenti hanno seguito a distanza l’evolversi della giornata e anche oggi non sono intervenute in ausilio al Cociv.

Il 10 luglio rappresenta una data dal forte valore simbolico per il movimento considerato che nel 2012 vi fu il primo tentativo di esproprio a Libarna (il cortile di un’abitazione che doveva essere espropriato anche oggi) e che nel 2013 andò in scena una splendida giornata di lotta a Trasta che costò decine di denunce e dieci fogli di via ad altrettanti attivisti dei comitati piemontesi. Sul fronte espropri adesso ci saranno alcuni giorni per rifiatare e poi martedì 15 luglio si tornerà in strada nuovamente per bloccare le immissioni in possesso. L’appuntamento per tutti è alle ore 7,00 puntuali presso il bar della Libarna e i presidi continueranno come sempre fino a mezzanotte.

Intanto di pari passo con le iniziative di impedimento degli espropri proseguono le iniziative di disturbo ai cantieri del Cociv. Nei giorni scorsi l’intera area di Moriassi, a cavallo fra Arquata e Serravalle, è stata bonificata dalla presenza delle recinzioni del consorzio, un segnale di benvenuto a chi avrebbe voluto realizzare gli espropri ieri e oggi.

I signori del Cociv se ne devono fare una ragione: gli espropri continueranno ad essere ostacolati, le reti continueranno a cadere, loro se ne dovranno andare per sempre da una terra che non gli appartiene e che vorrebbero devastare per i loro “sporchi” profitti.

questo link si può ascoltare l’intervista ad Egio del Comitato No Tav – Terzo Valico di Arquata realizzata da Radio Onda d’Urto, sotto la galleria fotografica della giornata e il servizio del Tg3 Piemonte edizione delle 12 e 30.

Solidarietà ai fratelli del Terzo Valico: fermarci è impossibile!

La notizia è stata data ieri, riportata nella prima pagina dell’edizione piemontese de La Stampa. Il movimento stava ancora acquisendo tutti i dati necessari per comprendere nella sua complessità che cosa stesse accadendo e la portata dell’attacco che questura e procura di Alessandria stavano scagliando contro le donne e gli uomini che da oltre due anni e mezzo tengono testa a chi vorrebbe costruire il Terzo Valico. Soprattutto il movimento doveva ancora riunirsi e fare le valutazioni del caso: si chiama democrazia e partecipazione ed è il sale di un vero movimento popolare.

Oggi che il quadro è chiaro e i comitati si sono riuniti possiamo raccontare cosa è successo sul finire della scorsa settimana anche se, con ogni probabilità, alcune notifiche devono ancora essere consegnate. Mentre si apprendeva dei fogli di via dai Comuni del Basso Piemonte a carico di una decina di attivisti dei comitati liguri (ad oggi se ne contano dodici), due No Tav – Terzo Valico piemontesi venivano convocati in questura e a causa della loro “pericolosità sociale” gli veniva tolto il porto d’armi. Nei giorni seguenti decine di persone venivano contattate dalla questura di Alessandria e venivano informate di dover ritirare un avviso di garanzia. Se ne contano poco meno di 40 ad oggi a carico di donne e uomini dei comitati piemontesi a cui con ogni probabilità bisognerà aggiungere i 12 a danno degli attivisti liguri a cui sono stati recapitati i fogli di via.

L’indagine in corso da parte della Procura alessandrina è inerente alla marcia popolare del 5 aprile ad Arquata e alla giornata di lotta del 13 aprile a Pozzolo. Le accuse, variamente distribuite fra gli attivisti, sono quelle di violenza o minaccia a pubblico uffciale, resistenza aggravata, lesioni, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato, istigazione a delinquere e travisamento. Una Procura quella alessandrina che ormai sembra occuparsi a tempo pieno dei No Tav e che, nonostante le inchieste e le denunce pubbliche, sembra disinteressarsi completamente delle ditte coinvolte nella realizzazione dei lavori.

Intanto anche un attivista di Alessandria veniva raggiunto dal foglio di via dai Comuni del Basso Piemonte, con la questura che con ogni probabilità ha approfittato del fatto che fosse residente a Torino.

Poi nella giornata di ieri l’articolo “tossico” de La Stampa basato su una velina o una fonte interna alla questura alessandrina in cui si annuncia che ci sarebbe una richiesta danni da parte del Cociv per un valore complessivo di 1,5 milioni di Euro. Richiesta danni di cui si vociferava da tempo, ma di cui nessuno ha ricevuto ad oggi comunicazione o notifica. Come nella peggiore delle tradizioni italiane, la questura fa trapelare una notizia grazie alla disponibilità di un giornalista compiacente ancor prima che “gli accusati” ne siano a conoscenza. Così, quella che è stata una grande manifestazione di popolo pacifica e determinata si trasforma in “lanci di sassi, caschi e bastoni”, si da solo notizia dei feriti da parte delle forze dell’ordine, si scrive di 100 manifestanti quando invece erano migliaia, ci si dimentica dell’unico vero ferito della giornata a cui una manganellata aprì la testa (anche lui, 68 anni, è stato denunciato per violenza, resistenza e lesioni) e ci si dimentica delle ragioni per cui migliaia di persone lottano da anni contro la costruzione della grande opera. Un articolo indecente, confezionato dalla questura per concludere una settimana di attacchi contro il movimento.

Anche i più distratti non potranno fare a meno di notare come tutto questo sia avvenuto in modo coordinato con l’unico scopo di lanciare un attacco pesante nei confronti del movimento. Un disegno ben architettato dove in brevissimo tempo alle denunce per il 22 febbraio a Pozzoloe alle misure cautelari nei confronti di Claudio si fanno seguire altre 50 denunce, 12 fogli di via, ma soprattutto una richiesta danni (ancora da confermare) da capogiro. Così da qualche giorno al movimento ligure e piemontese viene reso difficilissimo il potersi vedere e discutere liberamente insieme (dieci piemontesi non possono andare in Liguria e dodici liguri non possono andare in Piemonte), il conto complessivo delle denunce accumulate dal Gennaio del 2012 arriva a sfiorare quota 200 e sulla testa del movimento pende una richiesta danni senza precedenti. Un vero e proprio laboratorio repressivo per eliminare l’anomalia rappresentata dall’opposizione al Terzo Valico e per parlare ad altre lotte con il chiaro obiettivo di spaventare.

Un tentativo che siamo certi non andrà a buon fine, avendo il movimento l’intelligenza e gli anticorpi necessari per rispondere alla grande a questo attacco portato da procura e questura di Alessandria. Sabato è confermata con ancora maggior forza la giornata di festa e di lotta al Presidio No Tav – Terzo Valico di Radimero ad Arquata a cui seguirà poi una giornata in cui il movimento tornerà a riunirsi pubblicamente in una assemblea popolare di cui daremo conto nei prossimi giorni e che con ogni probabilità si terrà sempre ad Arquata venerdì 4 luglio. Mai come oggi il movimento è determinato a continuare la lotta contro il Terzo Valico, una lotta contro lo sperpero di denaro pubblico, in difesa dell’ambiente e della salute di tutti.

A tutti gli indagati, i colpiti dai fogli di via e dai procedimenti amministrativi va ovviamente la solidarietà, l’affetto e la complicità di tutto il movimento. Siamo tutti colpevoli di amare e difendere la nostra terra.

P.S: Per quelli che non si accontentano delle veline della questura alessandrina qui è possibile leggere l’appello di indizione della marcia popolare del 5 aprile, qui la cronaca della giornata,qui la ricostruzione su cosa accadde realmente, qui il punto di vista di uno dei tanti arquatesi che parteciparono alla marcia e qui un vero servizio giornalistico che oltre a raccontare la giornata del 5 aprile va a fondo sulle ragioni della protesta.

Articolo tratto da: http://www.notavterzovalico.info/

Misura cautelare coercitiva nei confronti di Claudio – Terzo Valico

E’ stata notificata qualche giorno fa a Claudio una misura cautelare coercitiva a seguito di un procedimento penale in corso riguardante l’iniziativa di lotta messa in atto dal movimento il 26 Marzo a Novi Ligure.

Il Pubblico Ministero che segue l’inchiesta, basandosi sulla relazione a dir poco fantasiosa redatta dai Carabinieri di Novi Ligure, ha richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari l’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora (e transito) nel territorio dei Comuni di Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Novi Ligure, Pozzolo Formigaro, Gavi, Carrosio, Voltaggio e Fraconalto. Praticamente tutti i Comuni direttamente interessati dai cantieri del Terzo Valico, compresa “la sua” Arquata dove Claudio è uno dei militanti, da sempre in prima linea, del comitato locale contro la costruzione del Terzo Valico. Chiunque conosca Claudio sa del suo legame e del suo amore per Arquata dove ha vissuto dalla nascita fino ai ventitré anni e dove ancora oggi vivono i suoi genitori.

Un provvedimento che nasce dall’accusa di aver rapinato della sua macchina fotografica un operaio del Cociv e di aver promosso e partecipato all’iniziativa di lotta che si è svolta alla Pieve di Novi Ligure.

Quella della rapina è un’accusa talmente infamante che chiunque conosca Claudio sa non poter essere vera, non a caso già il Giudice per le Indagini Preliminari ha negato che sia avvenuta questa fantomatica rapina il cui unico fondamento sarebbe da ricercare nelle dichiarazioni false di tre “bravi ragazzi” del Cociv. Il Giudice ha anche scritto nero su bianco che non vi sono prove che Claudio sia stato il promotore od organizzatore dell’iniziativa, ma visto il pericolo della reiterazione delle iniziative di contrasto al Terzo Valico e un suo precedente penale (una condanna a tre mesi di reclusione con pena sospesa per una manifestazione contro la guerra in Iraq del 2003 contro cui manifestarono milioni di persone nel mondo), ha comunque deciso di convalidare le misure cautelari proposte dal Pubblico Ministero.

Per i Carabinieri di Novi e per il PM, tanto per cambiare, le parole di tre operai vengono prese per oro colato e non viene neppure presa in considerazione l’ipotesi di ascoltare chi è stato ingiustamente accusato. Lo stesso modus operandi utilizzato quando vennero perquisite le abitazioni di altri quattro No Tav arquatesi, sempre a partire da una ricostruzione fantasiosa e falsa fatta da un operaio del Cociv.

Così, già da qualche giorno, a Claudio è interdetta la possibilità di recarsi nei Comuni del Basso Piemonte dopo che già gli venne interdetta la possibilità di recarsi nei Comuni liguri interessati dal Terzo Valico con il provvedimento del Foglio di Via emanato dal Questore di Genova.

Anche solo per recarsi in visita dai suoi genitori dovrà fare una richiesta scritta al Giudice che deciderà volta per volta se accordargli questa possibilità. Certamente non potrà più partecipare alle riunioni del comitato, distribuire volantini al mercato, parlare in un’assemblea pubblica, partecipare a una festa o a una manifestazione. Eccola qui in tutto il suo splendore la “democrazia” al tempo del Terzo Valico. Nei prossimi giorni si svolgerà l’interrogatorio di garanzia a cui Claudio risponderà e in cui i suoi avvocati chiederanno la revoca di questo provvedimento assurdo.

Conclusa la parte giudiziaria ci permettiamo ancora di fare qualche considerazione di carattere politico.

Questo provvedimento non riguarda solo chi l’ha ricevuto, ma è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti di un movimento popolare che lotta da anni alla luce del sole contro la costruzione di un’opera devastante per l’ambiente e la salute dei cittadini. Limitare la libertà di movimento nei confronti di uno dei militanti più attivi e conosciuti significa, innanzi tutto, provare a spaventare un’intera comunità che continua a lottare per impedire lo scempio chiamato Terzo Valico senza dare il minimo segno di cedimento. Non abbiamo il minimo dubbio che questo tentativo sia destinato a naufragare e non farà altro che accrescere la partecipazione alla lotta contro la “grande opera inutile”.

Scrivevamo l’8 Aprile su questo sito, commentando il comunicato stampa del Senatore Borioli a seguito della marcia popolare di Arquata del 5 Aprile“Il messaggio di Borioli è chiaro: “visto che noi politici non siamo stati in grado di convincerli, comprarli, piegarli, adesso ci provi la polizia e la magistratura”. E’ questa l’idea di democrazia di Daniele Borioli, uno che non riesce a rassegnarsi al fatto di trovarsi davanti ad un movimento popolare che sceglie e decide tutto in assemblee pubbliche e che tutto compatto ha deciso di praticare il taglio delle recinzioni sabato ad Arquata. Le frange violente ed estremiste sono solo ed esclusivamente nel suo cervello ed il suo tentativo di dividere il movimento in buoni e cattivi è destinato a naufragare.”

E neppure un mese dopo ecco arrivare la misura cautelare del divieto di dimora per Claudio accompagnata da un numero ancora imprecisato di avvisi di garanzia per la giornata di lottadel 22 Febbraio a Pozzolo Formigaro. I tempi lunghi della giustizia sembrano valere solo per i cittadini comuni, mentre per i No Tav le Procure della Repubblica di Alessandria e Genova, al pari di quella torinese che si occupa dei valsusini, sono disposte a fare gli straordinari. Riceveranno sicuramente un bel premio per la velocità e l’efficienza dimostrate nel reprimere i No Tav, mentre Cociv e le ditte subappaltanti sono libere di fare quello che vogliono senza che nessuno si occupi di loro.

Davanti al provvedimento cautelare nei confronti di Claudio e al clima repressivo che si sta sviluppando intorno alla questione Terzo Valico, siamo convinti che sia il tempo di prendere posizione e chiediamo a tutti, nessuno escluso, di farlo con lettere, riflessioni, comunicati stampa, attestati di solidarietà (sia individuali che di realtà collettive) da inviare a notavterzovalico.info@gmail.com e a tutti gli organi di informazione che si ritiene opportuno. Questo provvedimento è gravissimo, non ha precedenti in Provincia di Alessandria ed è stato emanato nei confronti di chi lotta da sempre a testa alta alla luce del sole mettendoci la faccia.

Apriamo da oggi una campagna perchè Claudio possa tornare nella sua Arquata (e in tutti gli altri Comuni) e perchè vengano levate le limitazioni di movimento nei suoi confronti. La restrizione della sua libertà personale è un fatto che interssa tutti e tutti insieme si deve sconfiggere questa intimidazione nei confronti del Movimento No Tav – Terzo Valico.