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#12 ottobre in difesa dei territori!

«Azione informativa» ieri alle 13 in stazione da parte del comitato No Tav bresciano, nella giornata inaugurale della Settimana di mobilitazione nazionale in difesa dei territori che sabato 19 sfocerà in un corteo a Roma.

La prossima settimana convergeranno nella capitale i movimenti impegnati nelle lotte «per il diritto all’abitare e al reddito, contro la devastazione dei territori e contro le nocività».

 

Anche a Brescia si sta preparando la partecipazione e l’azione di ieri in stazione serviva proprio a diffondere l’informazione con un volantinaggio ai pendolari e ai viaggiatori «per renderli consapevoli delle scelte politiche che li riguardano di persona, attuate dagli ultimi governi», come spiega il comunicato diffuso dai dimostranti.

NO ALLA TAV da un lato, ma sì al trasporto ferroviario «utile» dall’altro: «Mentre si finanzia l’Alta Velocità sia sulle tratte esistenti sia sulle nuove, il servizio ferroviario reale per la stragrande maggioranza degli utenti peggiora ogni giorno di più con la soppressione frequente di corse, aumento dei costi, assistenza clienti confusa o inesistente e mille altre sorprese che Trenitalia offre quotidianamente», accusa il comunicato distribuito in centinaia di copie in stazione.

«Recentemente è arrivata la notizia della soppressione di 8 treni regionali veloci Milano-Venezia per il venir meno dei 5 milioni di euro di finanziamento che la Regione Veneto elargiva – aggiunge la nota -. Tutto questo mentre vengono spesi 2 miliardi di euro di soldi pubblici per costruire la tratta Treviglio-Brescia, i cui cantieri sono ormai alle porte della città. Non solo: un’altra pioggia di miliardi verrà spesa per la progettazione e realizzazione della tratta che collegherà la città a Verona, andando a devastare l’anfiteatro morenico del Basso Garda».

 

Secondo i No Tav, il tracciato dell’Alta velocità a Brescia si inserisce in un contesto territoriale già segnato da «un’incredibile concentrazione di infrastrutture» e rappresenta «un ulteriore elemento di consumo di suolo e devastazione del territorio. Ma lo scandalo di questa grande e inutile opera non finisce qui – sostengono -, perché la stessa ditta che ha in mano l’appalto per la realizzazione della tratta. l’Italferr, si è vista decapitare il vertice a seguito di indagini su alcune ditte che lavorano all’interno del cantiere Tav a Firenze».

PER CONTINUARE la protesta gli attivisti hanno dato appuntamento per sabato prossimo a Roma: «Saremo là per assediare i palazzi del potere, contro la mancanza di casa e lavoro, l’assenza di adeguate strutture sanitarie, l’impoverimento della scuola, le politiche razziste, il saccheggio e la devastazione dei territori, le installazioni e gli investimenti militari e la realizzazione di grandi opere inutili».

Ecco il volantino informativo distribuito in stazione nella giornata di ieri:

Vi aspettiamo numerosi per le strade di Roma il 19 Ottobre!

 

Articolo tratto da: bresciaoggi.it

Fate qualcosa! – Appello delle donne NO TAV

donnenotavFate qualcosa.

La rete di persone che in questi lunghissimi anni è stata tessuta in Italia e anche all’estero si fa viva con telefonate, e-mail, sms per chiedere che si faccia qualcosa (con urgenza), che ci si materializzi per cercare di arginare la valanga di fango che scientificamente orchestrata tenta di sommergerci. (Fate qualcosa).  Ma come, ancora? Pensavamo di aver fatto e detto/di tutto. Cos’altro ci dobbiamo ancora inventare? Strano come questa domanda rappresenti bene il quotidiano femminile (domanda storica). Sempre pronte ad interrogarci a inizio come a fine giornata: Ho dimenticato qualcosa? E’ tutto a posto? Ho fatto tutto? (come sempre e sempre di più delegate a coprire le mancanze dello stato sociale).

Questa volta in ballo c’è la difesa di un grande movimento popolare, di più, c’è una storia di oltre vent’anni dove ogni giorno è stato vissuto con intensità. Migliaia di persone quotidianamente hanno contribuito a renderla concreta mettendoci la faccia, portando idee, rendendosi disponibili, finanziandola. Una lotta, un’esperienza di territorio che molti non esitano a definire unica e che è partita e ha messo le sue basi non su un preconcetto ideologico ma studiando i progetti, i flussi di merci, l’impatto ambientale, i costi, verificando sul campo i dati in possesso. Negli anni è cresciuta anche la consapevolezza di avere fra le mani, di veder crescere qualche cosa che va oltre la semplice opposizione ad una grande opera inutile e devastante. Un modello di presa di coscienza collettiva che difficilmente può retrocedere, anzi, si allarga assumendo in sé tutti i temi più attuali: dal lavoro, ai servizi, alla sanità ecc. Partecipando e interrogandosi sempre.

Come ora. Ci si interroga sui fatti accaduti, sul significato che tutto questo assume, è un clima pesante, opprimente e sentiamo soprattutto ingiusto. E’ tale la violenza del linguaggio usato, la sproporzione dei racconti sui fatti realmente accaduti che vengono a mancare le parole per spiegare ai nostri figli increduli (e smarriti). Vediamo e sentiamo raccontare da giornali e Tv una storia che Non ci appartiene. Non siamo un problema di ordine pubblico, siamo una risorsa per questo Paese, siamo una risorsa perché in tutti questi anni il movimento è diventato una comunità critica, consapevole, che sa scegliere. E’ questo che fa paura?

Rivendichiamo il diritto alla partecipazione e alla gestione della cosa pubblica nel rispetto del bene comune e della volontà della popolazione.

Fate qualcosa, ci chiedono da tutte le parti.

Possiamo per esempio fare due conti (siamo abituate a far quadrare bilanci), e dunque siamo consapevoli dello spreco enorme di denaro pubblico sia per l’opera e sia per la badanza armata all’opera. E’ evidente che le dichiarazioni dei ministri che si dicono pronti a sborsare laute ricompense facciano venire l’acquolina in bocca a molti: imprenditori avvezzi a trafficare con fatture false, giri strani, fallimenti e nuove società a scatole cinesi. A chi ha sperato di guadagnare dalle olimpiadi costruendo mega hotel (che neppure in riviera potrebbero trovare clientele tali da soddisfare centinaia di posti letto), ed ora non ha gli occhi per piangere fa tanto comodo buttare la croce addosso ai notav e invocare lo stato di crisi sperando nelle compensazioni.

Chiediamo alle donne (e però non solo alle donne), di prendere parola su quello che sta succedendo.

Conosciamo direttamente sulla nostra pelle la violenza, per questo la rifiutiamo, per questo deve fermarsi lo stupro della nostra valle, e deve finire l’autoritarismo militare su un intero territorio.

Fate qualcosa. Ci verrebbe da ribaltare la domanda e dire noi a voi: fate qualcosa.

Aiutateci ad impedire lo stato di polizia permanente in cui ci vogliono far vivere.

Fate qualcosa per denunciare questa campagna di stampa (che non si pone domande, non fa distinzioni, non esamina fatti e cose decisamente incongruenti che pure sono sotto gli occhi di tutti).

Fate qualcosa perché la storia di un movimento popolare come il nostro non venga liquidata manu militari fra le carte di una procura.

Stiamo resistendo perché vogliamo andare avanti, vogliamo vivere in pace nella nostra valle,vogliamo raccogliere i frutti di oltre vent’anni di crescita collettiva su tutte le questioni a noi care: ilfuturo delle prossime generazioni, le risorse del nostro territorio, intervenendo per risparmiarlo,risanarlo, non per rapinarlo; mettendo a disposizione le nostre capacità come alternativa al consumo dissennato e per un uso responsabile e consapevole delle risorse. Vogliamo riappropriarci del nostro tempo per partecipare alla gestione e alla cura della nostra comunità. Liberarci dal tav.

 

                                               Donne in Movimento Valle di Susa

 

Articolo tratto da: http://www.notav.info

Tav, la Francia frena “non è una priorità”.

Una bella notizia, nell’estate della crisi e della recessione.

Anzi, forse la più bella di questi ultimi mesi: per un giornale SI TAV come “La Stampa” scrive in modo diretto che la commissione mista governo-tecnici-superburocrati del Governo Francese ha presentato ieri al presidente Philippe Duron sindaco di Caen e deputato il rapporto di revisione delle grandi opere Francesi.

La conclusione?

Per la Commissione Francese la TAV non è una priorità, la linea della Torino-Lione viene classificata di serie C, è antieconomica, viene accusa la passata gestione di Sarkozy di aver fatto annunci su costi e disponibilità di risorse improbabili, ma anche una conferma ragionevole che viene da anni dai movimenti NO TAV in Italia: “i dati scientifici contro dedotti sono stati ignorati, è economicamente un’opera inutile”.

L’inetto Mario Virano, commissario straordinario del buco TAV “si arrampica sugli specchi” in primis deve difendere il suo stipendio d’oro, poi deve vendere la sua fantascientifica visione: milioni di tonnellate di merci che vanno e vengono, “ improbabili” sciatori di Londra e cercatori di funghi che andranno a soggiornare nelle montagne Francesi….

(nella foto articolo di pag. 16 de La stampa di oggi venerdì 28 Giugno 2013)

Il caso di via Roncadelle: NO TAV BRESCIA incontra altre persone danneggiate dal passaggio della Tav in città

Come ormai è risaputo il passaggio della TAV per Brescia non creerà danni solo agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino.

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Iniziano a farsi sentire anche le voci di via Roncadelle e di chi per il passaggio di questa “grande opera” dovrà sacrificare qualcosa di personale.

Ad essere colpiti dall’alta velocità, in questo frangente di territorio bresciano, sono alcune famiglie Rom, che verranno espropriate del campo di loro proprietà dove sono alloggiate le loro roulotte e nel quale vivono da più di 10 anni, e tre famiglie di una villa che vedranno espropriato, nella quasi totalità, il giardino adiacente la loro abitazione.

Come si può osservare dalla fotografia riportata qui sopra, la parte interessata dagli espropri è quella compresa tra la linea ferroviaria e la linea rossa.

Come è già successo per via Toscana e per il Violino, le modalità di intervento di Italferr sono le medesime: anche gli abitanti di  via Roncadelle hanno ricevuto la raccomandata dove veniva comunicato l’esproprio del loro proprietà solamente lo scorso agosto 2012.

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Anche in questo caso, non si ha nessuna notizia certa riguardo i tempi di esecuzione dei lavori e quello che effettivamente accadrà nella zona colpita.

Gli abitanti di via Roncadelle, già toccati dal vicino passaggio della BRE-BE-MI, dovranno affrontare il nascere di nuove problematiche legate al passaggio della Tav: la comunità Rom dovrà trovare e acquistare un’altra area dove collocare le roulotte, mentre le famiglie della villetta coinvolta saranno interessate dai cantieri e dai lavori della nuova linea ferroviaria. Linea ferroviaria che si avvicina considerevolmente alla loro abitazione e che non esclude la costruzione del muro di 8 metri davanti alla loro residenza.

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Il sentimento che unisce gli abitanti di via Roncadelle agli abitanti di via Toscana e del Villaggio Violino, è quello di un completo abbandono dei cittadini da parte delle istituzioni competenti, nella fattispecie il Comune di Brescia, di un’ incompleta e tardiva (ricordiamo che il progetto definitivo dell’opera risale al 2009) informazione riguardo ai lavori e agli espropri, oltre alla consapevolezza di una pesante ingiustizia subita. Ingiustizia resa ancora più gravosa dalla coscienza comune dell’ inutilità e dell’ assurdo sperpero di denaro pubblico che, una grande opera come l’ Alta Velocità, comporta.

La TAV si avvicina….

Ieri pomeriggio in via Corsica due operai stavano facendo delle rilevazioni che serviranno per i

lavori ormai prossimi…ma ovviamente i cittadini non ne sanno nulla!

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Tante persone non sanno ancora che questa opera passerà accanto alla loro casa, tante persone non sanno che molto cittadini perderanno la loro casa per il passaggio di questo treno…ma soprattutto tante persone non sanno che si troveranno a convivere con un muro di 8 metri fuori dalla finestra o dal giardino di casa…

Il cittadino almeno dovrebbe essere  informato su quanto accadrà!

Informatevi!!

 

“Se a carnevale ogni scherzo vale: i NO TAV di Brescia diventano un treno!”

Durante la giornata di ieri, domenica 10 febbraio 2013, il gruppo NO TAV di BRESCIA si è travestito DSCN1206per il carnevale da treno e ha distribuito per le vie del centro storico di Brescia volantini informativi.

L’evento  aveva  come scopo prioritario quello di informare e sensibilizzare i cittadini bresciani riguardo al passaggio della Tav in città.

Ad oggi, a cantieri e lavori ormai prossimi, la nostra comunità conosce ancora poco di quello che sta accadendo e che accadrà nei prossimi mesi a Brescia.

I volantini distribuiti informano i cittadini della storia degli abitanti di via Toscana e dei costi, dell’inutilità e dei danni che questo progetto porterà alla nostra comunità.DSCN1209 DSCN1211 DSCN1216 DSCN1217 DSCN1219 DSCN1221 DSCN1224 DSCN1226 DSCN1225

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