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L’alta velocità non si dimentica del lago di Garda: devasterà questo territorio!

Abbiamo letto, con profonda amarezza, l’accorata richiesta dei presidenti del Consorzio di promozione turistica Garda Unico e dei Consorzi Albergatori di Desenzano e Sirmione, riportate dal quotidiano “Bresciaoggi” del 29 dicembre, di inserire nel progetto di Alta Velocità ferroviaria tra Brescia e Verona una fermata intermedia, sul lago, da chiamarsi “stazione del Garda”.

Proposta che già il Consorzio aveva fatto in passato, e che già era stata caldeggiata dall’Assessore Regionale Lombardo Mauro Parolini nei mesi scorsi, individuando nella zona del casello di Sirmione della A4, in prossimità della Torre Monumentale di San Martino della Battaglia, il luogo prescelto.

Idea respinta da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di FS, che ha comunicato alla stampa che non verrà mai realizzata alcuna stazione in zona. Lo stesso Mazzoncini ha riconosciuto come sia insensato far rallentare e poi fermare un treno che si vorrebbe “ad alta velocità” dopo pochi km.

Già gli stessi operatori turistici che lanciano questo assurdo appello, sottolineano come già la zona del Lago di Garda sia ben servita dalle stazioni ferroviarie esistenti, a Desenzano e Peschiera, da dove si possono raggiungere facilmente e velocemente Milano e Venezia, e dove scendono ogni anno migliaia di turisti, provenienti anche da molto lontano.

Già loro stessi riconoscono come questo progetto porterà loro un gravissimo danno economico: i treni a lunga percorrenza non partiranno né fermeranno più sul lago.

Quale necessità giustifica allora la costruzione di una nuova linea ferroviaria? Non sarebbe la soluzione migliore cestinare il progetto? A questa domanda i rappresentanti degli operatori turistici non rispondono; dichiarano solo che gli pare strana l’idea di escludere l’area del Garda da quella che vuole essere una linea di comunicazione moderna e funzionale.

Ci rivolgiamo direttamente a voi e vi ricordiamo allora, lanciando noi a voi il nostro appello e le nostre domande, che il TAV non è un progetto moderno e funzionale, ma un progetto datato, già obsoleto, dispendioso, destinato ad alimentare il malaffare, a depredare non solo le casse pubbliche, ma anche i territori che attraverserà.

Una linea ferroviaria destinata a far transitare unicamente dei treni il cui biglietto sarà troppo caro per “limitare notevolmente il numero dei veicoli sulle strade” con conseguenti “ricadute positive in termini di vivibilità”, come sognate, illudendovi. Una linea ferroviaria che come sta già accadendo sulla tratta Brescia – Milano, sottrarrà risorse al già martoriato trasporto dei pendolari, che potrebbero trovare più comodo decidere di viaggiare in auto.

L’economia turistica della zona verrà messa in ginocchio da lunghi anni di cantieri.

Non ci avete pensato? Il TAV non si costruisce in un giorno, servirà molto, molto tempo.

La vivibilità della zona sarà messa in crisi da una viabilità che non potrà che essere sconvolta e resa difficile non solo dalle code estive, ma da enormi cantieri.

Non avete pensato a quante strade oggi percorse quotidianamente saranno interessate dai lavori di costruzione della nuova, inutile ferrovia?

I turisti potrebbero pensare di andare da un’altra parte a fare le ferie, quando sul Garda sarà troppo difficile muoversi, tra centinaia di camion che trasporteranno materiali di scavo e di costruzione, e deviazioni per lavori in corso.

Una enorme fetta di terreno agricolo, nell’immediato entroterra del lago, verrà perduto per il TAV. Cascine demolite, vigneti distrutti. Non avete letto gli appelli del Consorzio Lugana, che chiede il potenziamento e l’utilizzo della linea storica? Non vi importa di questo scempio? Lo sapete benissimo che l’economia turistica del Garda vive anche di eno-gastronomia, e delle bellezze paesaggistiche delle colline moreniche.

Le ruspe in azione, che sollevano polvere, non solo un bel biglietto da visita da porgere al turista.

E non vi importa dei danni che il progetto Alta Velocità Brescia-Verona apporterà all’intero eco-sistema dell’area del Garda, dei danni alle falde acquifere, del prosciugamento del laghetto del Frassino?

La costruzione di una stazione in zona non potrà che essere uno scempio nello scempio.

Dove pensate di collocarla? Nella campagna di San Martino, nei luoghi della storica battaglia?

Altro suolo cementificato, altro paesaggio compromesso. Non servirebbero probabilmente nuove strade per raggiungere una nuova stazione?

Per chi chiede un futuro con poche auto, e tanti turisti, oggi come domani, sul Garda, una contraddizione.

Vi rivolgiamo questo appello: RIPENSATECI.

Non chiedete stazioni. Chiedete che questo folle progetto sia abbandonato.

Intraprendere può sembrare facile quando si vive sul Garda! Guardare al futuro e’ un po’ più difficile!

Una nuova ferrovia che ruba territorio, che butta migliaia di tonnellate di cemento ovunque, che inquina acque e ambiente, che svuota le tasche di tutti gli italiani… e vi preoccupate che il lago resti senza una Stazione AV…

Perché non pensare a risolvere il problema degli scarichi inquinati a lago, perché non pensare alla navigazione lacustre con battelli vecchissimi, che inquinano, dall’età media di oltre i 30 anni, perché non progettare di rinnovare la navigazione con battelli elettrici, già in funzione su molti laghi del Nord Europa, perché non pensare ad una ferrovia che abbia funzioni di metropolitana di superficie…con corse continue per tutto l’arco della giornata, così davvero ci saranno in circolazione meno auto? … ma che avete in testa? RIPENSATECI, siete ancora in tempo!

Il Coordinamento dei comitati NO TAV Brescia-Verona

Turisti e lavoratori: siete pronti a dire addio alle bellezze e a tanti posti di lavoro del Garda? Noi NO ed è per questo che sabato saremo in piazza!

La marcia NO TAV di questo sabato si svolgerà a Desenzano del Garda e ovviamente il luogo scelto non è stato voluto per caso.
Il Garda, il più grande lago italiano, è la terza località turistica italiana più frequentata, e solo a Desenzano i posti di lavoro nel reparto turistico-commerciale e attività collegate, come certifica l’Unioncamere di Milano, si contano in 2.500 addetti.

Un turismo che negli anni non è solo cresciuto nei numeri (a Desenzano del Garda le presenze turistiche sono passate
dalle 425.000 del 1995 alle attuali 850.000) ma si è evoluto e raffinato, interessando non solo la fascia rivierasca, ma anche le vicine colline moreniche.

Un unico territorio, che integrandosi  armonicamente, offre non solo
a chi ci vive, ma anche al turista:
bellezze naturali, del lago e del suo entroterra, ricco di colline vista lago, verde, borghi antichi, zone umide e fiumi, da apprezzare anche in sella ad una bicicletta;
storia, non sono solo i luoghi del risorgimento italiano, ma anche dell’epoca romana (chi non conosce le grotte di Catullo?), abitati fin dall’età del bronzo. A Desenzano del Garda è stato rinvenuto l’aratro più antico del mondo, proprio a due passi da dove qualcuno ha deciso passi il TAV;
cultura, e ciò che offre viene completato dalle vicine città d’arte Verona e Mantova, e da Brescia con i suoi musei e le sue mostre;
agricoltura, come la viticoltura del Lugana doc, che non solo produce prodotti rinomati in tutto il mondo ma alimenta la filiera del “chilometro zero”.

Oggi anche chi giunge da lontano per godere di tutto questo, può arrivare a Desenzano e Peschiera del Garda scendendo, nelle importanti stazioni di queste due cittadine, da treni veloci a lunga percorrenza quali i “Frecciabianca”.
La costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Brescia e Verona arrecherà a questo territorio immensi danni: saranno demolite cascine secolari, stalle, cantine, agriturismi, estirpati pregiati vigneti, la viabilità sarà sconvolta, tagliando i collegamenti tra il lago e il suo entroterra, e il paesaggio deturpato: quale panorama verrà offerto allo sguardo di chi salirà sulla sommità della torre monumentale di San Martino della Battaglia, quando il cantiere TAV sarà aperto?
Quali danni saranno arrecati al delicato sistema idrico di questa zona dagli scavi in galleria?
Chi vorrà ammirare in futuro il laghetto del Frassino a Peschiera del Garda, lo potrà ancora vedere o sarà stato prosciugato?
Il vicino Santuario sarà ancora oggetto di pellegrinaggio o le crepe causate dai lavori lo avranno reso inagibile?
Gli agricoltori avranno ancora acqua per irrigare le colture?

E il turista straniero, che dopo aver visitato Venezia, vorrà
soggiornare sul lago, dovrà scendere dal TAV a Verona per salire su un treno regionale, come quelli che i pendolari ben conoscono, sporchi, affollati, e con le porte che non si aprono?
Non bastavano i crolli a Pompei per farci sfigurare agli occhi del mondo? Vogliamo diventare famosi all’estero anche per aver devastato un gioiello quale il lago di Garda?
Se questo sciagurato progetto si realizzerà non saranno solo gli sfortunati proprietari dei terreni e degli edifici interessati dai lavori di costruzione ad essere espropriati, ma tutta la comunità che vive in questa zona e da questo territorio trae benessere, e chi sceglie questo territorio come luogo per le proprie vacanze.
Per il lago di Garda e le colline moreniche, la tutela del paesaggio, da anni di grandi cantieri e dal cemento di immensi calvavia e viadotti, non ha solo un valore sentimentale, ma anche economico.

Quanti posti di lavoro verranno persi per le attività chiuse? Quanto diminuirà il turismo se ci saranno km di cantieri e rumori assordanti accanto alle località ad oggi frequentate? Quanto perderanno di valore case, proprietà ed attività a ridosso di piloni di cemento armato, con vibrazioni e rumori dovuti al passaggio del futuro treno veloce?  Queste sono solo alcune delle tante domande che da mesi ci stiamo facendo e a cui nessuno ad oggi ha risposto, sopratutto pubblicamente. Nessun amministratore di queste zone ha avuto il coraggio di prendere voce seriamente e spiegare cosa potrebbe succedere a tutti noi.

Ed è per difendere la bellezza della nostra terra dallo scempio di un opera inutile, per chiedere che questi soldi vengano usati per quelle piccole opere che servono al territorio e alle persone che per sabato chiamiamo nuovamente a raccolta tutte le persone che vivono questi territori, ma anche quelle che non li vivono ma vogliono difendere quei pochi lembi di terra ancora “incontaminati” e vogliono investire i propri soldi in altri tipi di opere. Chiamiamo a raccolta anche tutti i sindaci di questo territorio, non solo come amministratori che dovrebbero tutelare noi e la terra su cui viviamo, ma anche come primi cittadini perchè la terra e il futuro di questa zone interessa anche loro.

Chiamiamo a raccolta sopratutto chi qui vive e lavora su questi territori perchè i danni che potrebbe provocare quest’opera in questo settore sono ad oggi quasi inimmaginabili per la maggior parte delle persone, sopratutto quelle che disgraziatamente si troverebbero proprio coinvolte.

Chiamiamo a raccolta chi ama questo territorio unico, perché lo difenda insieme a noi, dal TAV, per preservarlo oggi per le generazioni future!

Sabato ci troviamo alle 14:30 in piazza Enaudi (piazzale della stazione) a Desenzano ed è importante esserci perchè è il futuro di tutti e tutte noi che è in gioco! 

NON DELEGARE, PARTECIPA! PERCHE’ PER FERMARE IL TAV E IL SUO SCEMPIO C’E’ BISOGNO ANCHE DI TE!