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IMPORTANTE: APPELLO PER ADESIONE AL RICORSO AL TAR CONTRO IL TAV BRESCIA-VERONA

Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona, formato da comitati di uomini e donne che negli ultimi anni stanno svolgendo attività informativa su quest’opera altamente distruttiva per il nostro territorio, promuove un nuovo RICORSO AL TAR autonomo e in aggiunta a quello già depositato ad aprile ed in attesa di fissazione di udienza. A tal fine, ci avvaliamo del sostegno di un avvocato esperto in diritto amministrativo e la consulenza di professionisti esperti in materie tecniche. Come Coordinamento No Tav Brescia-Verona riteniamo che ogni azione legale vada intrapresa, così come tutte le altre strade che abbiamo percorso in questi anni, per tentare di fermare un’opera che non presenta alcuna utilità per il nostro territorio e che creerà gravi danni all’economia locale, al turismo e alla vita quotidiana di tutti gli abitanti di queste terre.

APPELLO RIVOLTO A:
* TUTTI GLI ESPRORPIANDI DEL TAV BS-VR
* FRONTISTI cioè CHI ABITA A RIDOSSO DELL’OPERA E SUBIRÀ’ DANNI DI DIVERSO TIPO (pur non essendo espropriato)
* ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DI TUTTA LA PROVINCIA
* COMUNI INTERESSATI DALLA TRATTA TAV BRESCIA-VERONA

QUI trovate la lettera completa: lettera-espropriati-ricorso-ottobre-2016

La motivazione principale di questo nuovo ricorso è che con delibera CIPE del 12 agosto 2016 è STATO REITERATO IL VINCOLO ALL’ESPROPRIO SUI TERRENI, CASE E AZIENDE interessati dalla linea alta velocità.
In questo modo si arriverà ad un vincolo RECORD e a nostro parere VERGOGNOSO di 19 anni!

Per gli espropriandi è FONDAMENTALE impugnare ANCHE questi atti in quanto ci sono una serie di gravi vizi e lacune che possono essere fatti valere in sede legale. Tale impugnazione unisce le forze per un’azione legale collettiva e quindi aumenta le speranze per un esito positivo. E’ ovviamente possibile per il singolo esproporiando fare ricorso autonomamente, ma partecipare al ricorso collettivo riduce fortemente i costi legali e aumenta la forza del ricorso in sè.

E’ fondamentale inoltre anche l’adesione di associazioni ambientaliste visti i numerosi vizi impugnabili a riguardo della VALUTAZIONE D’IMPATTO AMBIENTALE STRATEGICA (VAS).

L’adesione al ricorso che stiamo preparando va comunicata ENTRO IL 19 OTTOBRE.

I costi saranno tanto più limitati, tanto maggiore sarà il numero dei partecipanti, ma sicuramente notevolmente inferiore rispetto a intraprendere questa strada legale da soli, e con un efficacia legale ben diversa quante più realtà e persone vengono riunite insieme per un NO a gran voce (in ogni caso il costo non supererà l’importo minimo di adesione di € 50,00 a testa).

L’interesse all’adesione va comunicato via mail all’indirizzo info@notavbs.org e verrete poi contattati per essere informati sui contenuti specifici del ricorso. Oppure, per chi ha difficoltà con l’uso del computer, potete contattare via telefono, anche per ogni ulteriore informazione, i seguenti contatti:

  • Laura Corsini 338 2243648 (chiamare dopo ore 12);
  • Renato Peretti 338 2663156
  • Marina Beatini 333 4696961

CHIEDIAMO AIUTO A TUTTI E TUTTE PER LA MASSIMA DIFFUSIONE DELL’APPELLO PERCHE’ PER POTERLO FERMARE DOBBIAMO PROVARE A PERCORRERE OGNI STRADA, MA SEMPRE INSIEME!

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

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A che punto siamo con il TAV? AGGIORNAMENTO SULLA BRESCIA-VERONA

A che punto siamo a inizio settembre 2016?

Tratta BresciaVerona

Anche se la sbandierata apertura dei cantieri a fine 2014, inizio 2015, che doveva velocemente seguire alla avvenuta presentazione del progetto definitivo non c’è stata, il progetto non è stato cancellato.

Nonostante le inchieste giudiziarie che hanno portato all’arresto di Ercole Incalza e alle dimissioni del Ministro Lupi, non si è fermato il procedimento burocratico che ha come sua conclusione:

– la presentazione del progetto esecutivo

– la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera

– l’apertura dei cantieri dei primi lotti costruttivi.

Lo scorso anno, il Ministero dell’Ambiente, che doveva esprimersi riguardo la valutazione di impatto ambientale dell’opera, ha emesso parere positivo di compatibilità ambientale.
Tale parere è stato rilasciato dopo aver richiesto al consorzio proponente Cepav Due integrazioni della documentazione presentata, e risposta alle numerose osservazioni presentate al progetto da enti locali e privati cittadini: le controdeduzioni e tutta la documentazione di Cepav Due sono state ritenute valide garanzie che l’opera non avrà un impatto ambientale negativo.

Poco dopo si è conclusa con esito positivo anche la procedura di “verifica di ottemperanza” alle prescrizioni impartite dal Ministero dell’Ambiente per la redazione del progetto esecutivo.

I Comuni di Desenzano del Garda, Peschiera del Garda, Ponti sul Mincio, Castelnuovo del Garda, Sona, Sommacampagna, che già avevano proposto, in alternativa al TAV, il potenziamento della linea storica, hanno presentato ad aprile ricorso al TAR contro il decreto ministeriale di conclusione positiva della verifica di ottemperanza.

Anche il Coordinamento NO TAV Brescia-Verona, insieme a numerosi espropriandi, associazioni ambientaliste, onorevoli del Movimento 5 stelle ha deciso di intraprendere la battaglia legale, portando all’esame del TAR anche la questione della mancata gara pubblica di appalto per l’affidamento della progettazione ed esecuzione dell’opera, in violazione delle normative comunitarie.

In precedenza, il 23 dicembre 2015, era comparsa, in sordina, sul sito del Ministero delle Infrastrutture, la documentazione inerente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica dell’Allegato Infrastrutture (VAS) al Documento di Economia e Finanza (DEF) di novembre 2015, dove il TAV Brescia-Verona è presente tra le opere da realizzare.

Tale pubblicazione natalizia è stata fatta per rispettare una direttiva comunitaria, ma in modo solo formale e sostanzialmente falso, dato che la VAS avrebbe dovuto essere precedente e non successiva alla VIA.

Nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2015, è stato dato avviso al pubblico, fissando al 29 febbraio 2016 la data per l’invio di osservazioni.

Il coordinamento dei comitati NO TAV non si è lasciato sfuggire l’occasione, e ha presentato un bel documento con numerose osservazioni alla VAS,  gli argomenti non ci sono certo mancati: chi ha voglia di leggerlo, lo può trovare nelle tante mail pubblicate sul sito del Ministero dell’ambiente, spedite da tanti privati cittadini.

Anche riguardo la VAS il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole; il provvedimento di approvazione però non è ancora stato reso pubblico e non ne conosciamo i contenuti.

Nel frattempo, sui quotidiani locali si è succeduto uno stillicidio di articoli e dichiarazioni, che con tanti se e tanti ma e tesi contrastanti, lasciando il lettore senza certezze, dando conto dell’incessante lavorio del Governo, tramite il nuovo ministro Graziano Delrio, dei vertici di FS e RFI, dei politici con cariche in Regione e in Provincia di Brescia, di Sindaci, di Confindustria, intorno al TAV.

Tutto ha cominciato a ruotare intorno ad una alternativa al progetto così come ad oggi approvato nelle sedi governative e ministeriali competenti: non realizzare il costoso, e sostanzialmente inutile “shunt” e la relativa stazione a Montichiari nelle vicinanze dell’aeroporto, ma far passare il TAV in città, così come richiesto dall’Amministrazione di Brescia (dallo stesso sindaco Emilio Del Bono che prima di venire eletto nel suo mandato attuale dichiarò che il TAV non sarebbe mai uscito da Brescia per i troppi danni che avrebbe causato al territorio, sopratutto in materia di espropri).

Si è cominciato a parlare di sopralluoghi nelle vie di Brescia adiacenti la ferrovia storica, Confindustria ha fatto convegni sull’utilità anzi necessità dello shunt, si è parlato del rilancio dell’aeroporto di Montichiari. Ognuno tira la sua campana, insomma..

Non è mancata la nuova “accellerata”, l’annuncio, dato per cosa sicura, che i cantieri apriranno molto presto: lo stesso Graziano Delrio, in tour tra Brescia e Verona negli scorsi mesi, ha trionfalmente annunciato l’avvio dei lavori già entro la fine di quest’anno. Salvo poi essere smentito direttamente da FS che ha dichiarato che non non si può iniziare così presto.

A giugno è spuntato, per bocca dell’Assessore Regionale Mauro Parolini, che si è zelantemente speso di persona in incontri con rappresentati di FS e RFI, il progetto di una stazione ferroviaria al casello dell’autostrada A4 di Sirmione, in prossimità della torre monumentale commemorativa delle battaglie risorgimentali.

Idea da realizzare per tranquillizzare gli operatori turistici del Lago di Garda, in ansia per l’eliminazione della fermata a Desenzano e/o Peschiera dei treni a lunga percorrenza, che non transiteranno più sulla linea storica.

Ipotesi che se attuata si trasformerà facilmente in una colata di cemento sulle campagne della zona, per le opere complementari alla stazione che per forza di cose dovrebbero essere lì fatte: parcheggi ed altri servizi, strade di collegamento. Al fatto che può essere proprio il verde e il bel paesaggio quello che ricerca il turista proprio non ci si pensa nesso.

Il susseguirsi di articoli si è intensificato con l’inizio di agosto: anche se ancora in modo non chiaro, si è annunciata la definitiva eliminazione dal progetto del contestato shunt, che, secondo i fautori del TAV, consentirà di risparmiare quei soldi che saranno necessari per riqualificare la disastrata linea Brescia-Parma, da far arrivare fino all’aeroporto di Montichiari, e per adeguare altre linee ferroviarie come la Brescia-Iseo-Edolo, e anche aumentare i treni pendolari verso Brescia sulla linea storica.

Tutte proposte condivisibili, ma non è certo necessario costruire una nuova ferrovia ad alta velocità per realizzarle, come invece si vuol far credere.

Si è pure data voce, sulla stampa locale, al lamento del Consigliere Regionale Fabio Rolfi, che ritiene un grave errore la mancata realizzazione dello shunt: si vanificherebbero venti anni di “programmazione”.

Vediamo bene i frutti di questa “programmazione”: considerando BreBeMi e il fatto che l’aeroporto di Montichiari sia vuoto.
Vorremmo ricordare anche che fu Rolfi stesso, tempo fa, che si era dichiarato apertamente per la tutela dei viticoltori Lugana dal TAV…..ma del resto buona parte della politica ha avuto atteggiamenti simili, di ambiguità, incoerenza e doppiezza. Aggiungiamo però che parecchi politici non sono stati ambigui per niente, si sono dichiarati favorevoli senza se e senza ma.

Il culmine si è raggiunto a ridosso di ferragosto: sul Giornale di Brescia di domenica 14 agosto due intere pagine di articoli davano conto della cancellazione dello shunt, e della soddisfazione dei comuni risparmiati dallo scempio ambientale previsto dal progetto, ben descritto dai giornalisti.

E’ di ieri l’ennesimo cambio di posizione in cui si rimanda la decisione all’autunno, in base a quali interessi predomineranno, ma quello che nessuno dice è che se questa parte del progetto dovesse non essere costruita resteranno comunque a memoria del progettato passaggio del TAV nella bassa bresciana alcune opere complementari già realizzate, a fianco della “Corda Molle” opera autostradale ad oggi anch’essa non completata.

La salvezza della campagna in ogni caso comporterebbe la demolizione di numerosi edifici, in particolare di sette condomini tra via Ferri e via Foro Boario a Brescia, per far posto ai nuovi binari e all’ambizioni dell’amministrazione comunale di Brescia. Ovviamente moltissima gente perderà la propria casa, molte di queste persone non dormono più la notte ormai da anni per l’incosapevolezza di quello che sarà delle loro case e delle loro vite. Di nuovo le amministrazioni hanno lasciato da soli i possibili espropriandi, oltre che tutti gli altri cittadini, senza spiegazioni e senza trasparenza. Nulla è cambiato rispetto alle modalità usate per la Treviglio-Brescia (via Toscana), solo promesse vane, come quella di salvare alcune delle case interessate dai possibili espropri comparsa nell’articolo di ieri. Ma se anche questa opzione fosse possibile, le persone “salavate” dagli espropri probabilmente avrebbero le finestre di casa attaccate a un muro fonoassorbente di cemento armato, oltre ad anni di cantieri praticamente in casa propria (min. 24:21 del video esempio di “frontista” TAV a Roma letteralmente “murati” in casa).

Nelle scorse settimane è stata anche annunciata la prossima visita del Ministro Graziano Delrio a Brescia, il 26 settembre, per definire con la politica locale i prossimi avanzamenti e modifiche del progetto; quelle descritte non sono state comunque date per certe al 100%.

La volontà di proseguire “ad ogni costo” con il progetto ha trovato riscontro per chi come noi è stato attento e ha letto la Gazzetta Ufficiale di venerdì 12 agosto. Questa è la data che è stata furbamente scelta per pubblicare la delibera CIPE del 1 maggio 2016, a firma Matteo Renzi, con l’assenso delle Regioni Lombardia e Veneto, che dispone la reiterazione, per la seconda volta e per sette anni, sulle aree e gli immobili interessati dalla realizzazione della linea AV/AC tratta Brescia-Verona del vincolo preordinato all’esproprio.

Il vincolo apposto con il progetto preliminare, già prorogato una volta, era in scadenza il 9 giugno scorso. Il vincolo non è stato rinnovato per alcune delle aree, ciò avvalora l’ipotesi di una modifica del progetto già presentato.

Il vincolo al futuro esproprio è stato posto in essere nientemeno che nel lontano 2003. Vent’anni di vincolo non sono forse un po’ troppi? I proprietari devono rinunciare a ristrutturare le loro case, gli agricoltori ad impiantare nuovi vigneti, nell’attesa infinita di un possibile esproprio?

La delibera CIPE rende ben chiara una cosa: nonostante il Governo abbia dichiarato di voler cambiare pagina nella realizzazione delle opere pubbliche, dopo tutti gli scandali accaduti, la linea ferroviaria ad alta velocità/capacità Brescia – Verona verrà realizzata per lotti costruttivi, così come previsto dalla famigerata “Legge Obiettivo”.

Lotti non tutti interamente finanziati: si vuol dare avvio ai cantieri senza avere tutti i soldi necessari a finirli. Abbiamo anche notato come il CIPE stabilisca chiaramente che se il valore degli indennizzi supererà il budget stabilito e finanziato dal bilancio dello stato, sarà il consorzio incaricato della costruzione a dover farsi carico dei costi aggiuntivi.

E’ facile immaginare come Cepav Due abbia tutto l’interesse di sottostimare i danni economici causati dal TAV Brescia-Verona, così come ha fatto per quelli ambientali, questa volta a spese degli espropriati in primis.

IMPORTANTE: mandiamo TUTTI le osservazioni contro la VAS del TAV Brescia-Verona entro il 29/2!

La VAS CONCEDE A CHIUNQUE VI ABBIA INTERESSE DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI. DI SEGUITO TROVATE COME PROCEDERE PER INVIARE e SOTTOSCRIVERE ANCHE VOI LE OSSERVAZIONI CONTRO IL TAV BS-VR!

Vi informiamo che, per la prima volta, è stata sottoposto a Valutazione  Ambientale Strategica (VAS) il progetto TAV Brescia-Verona, insieme alle altre opere comprese nell’allegato Infrastrutture del Documento Economia e Finanze di aprile 2015, e nella successiva Nota di Aggiornamento al DEF di ottobre 2015. L’adempimento della valutazione avrebbe dovuto essere portato a termine, come detta la Direttiva 2001/42/CE, per verificare la sostenibilità ambientale e socio-economica di questa grande opera, già anni fa, non quando ormai da più di un anno esponenti del Governo, del mondo politico in generale, e FS, annunciano
a più riprese l’imminente apertura dei cantieri.
La VAS CONCEDE A CHIUNQUE VI ABBIA INTERESSE DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI.
Noi abitanti di queste terre, convinti del buon senso delle nostre
affermazioni, abbiamo presentato osservazione, perché la Valutazione Ambientale Strategica non sia solo un atto formale, da espletare unicamente per far compiere un ulteriore passo in avanti al progetto, ma un momento di partecipazione democratica a quelle decisioni, che  destinate a cambiare radicalmente i territori e la vita delle persone, non possono essere interamente delegate alle autorità.

Come sempre non si è voluto portare a conoscenza del maggior numero possibile di persone questa opportunità, non si sono pubblicati avvisi sui quotidiani: la diffusione della notizia è stata affidata unicamente al comunicato del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti del 23 dicembre, antivigilia di Natale, e
alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre, ultimo
dell’anno, date che sembrano suggerire l’intenzione di farli passare
inosservati. Solo chi come noi, ha scelto di reagire attivamente a
questo progetto, non ha perso l’occasione!

COME FARE PER INVIARE LE OSSERVAZIONI?

QUI: DEFINITIVO-Osservazioni sulla VAS relativa all’allegato infrastrutture 2015 – 19.02.2016 trovate il file con le osservazioni sulla VAS fatte del Coordinamento No Tav BRESCIA-VERONA e per inviarle potete seguire 2 modalità:

* per chi ha la PEC:
– inviare con posta certificata o raccomandata rr a tutti i destinatari in missiva modificando firma del comitato o raccolta firme (se più persone)
– usare la maiuscola per le mail PEC
– inviare il tutto tassativamente entro il 29/02/2016

* per chi non ha la PEC:
– fare scansione di tutto (firmato) e inoltrare a info@notavbs.org
– procederemo noi ad inoltrare il tutto, ma serve che ce lo mandiate tassativamente entro il 27/02/2016

MEGLIO ALLEGARE ANCHE LA CARTA D’IDENTITA’ NELLA
FOTOCOPIA!

Se il documento sopra non si apre correttamente usate il seguente PDF: DEFINITIVO-Osservazioni sulla VAS relativa all’allegato infrastrutture 2015 – 19.02.2016