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A che punto siamo con il TAV? AGGIORNAMENTO SULLA BRESCIA-VERONA

A che punto siamo a inizio settembre 2016?

Tratta BresciaVerona

Anche se la sbandierata apertura dei cantieri a fine 2014, inizio 2015, che doveva velocemente seguire alla avvenuta presentazione del progetto definitivo non c’è stata, il progetto non è stato cancellato.

Nonostante le inchieste giudiziarie che hanno portato all’arresto di Ercole Incalza e alle dimissioni del Ministro Lupi, non si è fermato il procedimento burocratico che ha come sua conclusione:

– la presentazione del progetto esecutivo

– la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera

– l’apertura dei cantieri dei primi lotti costruttivi.

Lo scorso anno, il Ministero dell’Ambiente, che doveva esprimersi riguardo la valutazione di impatto ambientale dell’opera, ha emesso parere positivo di compatibilità ambientale.
Tale parere è stato rilasciato dopo aver richiesto al consorzio proponente Cepav Due integrazioni della documentazione presentata, e risposta alle numerose osservazioni presentate al progetto da enti locali e privati cittadini: le controdeduzioni e tutta la documentazione di Cepav Due sono state ritenute valide garanzie che l’opera non avrà un impatto ambientale negativo.

Poco dopo si è conclusa con esito positivo anche la procedura di “verifica di ottemperanza” alle prescrizioni impartite dal Ministero dell’Ambiente per la redazione del progetto esecutivo.

I Comuni di Desenzano del Garda, Peschiera del Garda, Ponti sul Mincio, Castelnuovo del Garda, Sona, Sommacampagna, che già avevano proposto, in alternativa al TAV, il potenziamento della linea storica, hanno presentato ad aprile ricorso al TAR contro il decreto ministeriale di conclusione positiva della verifica di ottemperanza.

Anche il Coordinamento NO TAV Brescia-Verona, insieme a numerosi espropriandi, associazioni ambientaliste, onorevoli del Movimento 5 stelle ha deciso di intraprendere la battaglia legale, portando all’esame del TAR anche la questione della mancata gara pubblica di appalto per l’affidamento della progettazione ed esecuzione dell’opera, in violazione delle normative comunitarie.

In precedenza, il 23 dicembre 2015, era comparsa, in sordina, sul sito del Ministero delle Infrastrutture, la documentazione inerente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica dell’Allegato Infrastrutture (VAS) al Documento di Economia e Finanza (DEF) di novembre 2015, dove il TAV Brescia-Verona è presente tra le opere da realizzare.

Tale pubblicazione natalizia è stata fatta per rispettare una direttiva comunitaria, ma in modo solo formale e sostanzialmente falso, dato che la VAS avrebbe dovuto essere precedente e non successiva alla VIA.

Nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2015, è stato dato avviso al pubblico, fissando al 29 febbraio 2016 la data per l’invio di osservazioni.

Il coordinamento dei comitati NO TAV non si è lasciato sfuggire l’occasione, e ha presentato un bel documento con numerose osservazioni alla VAS,  gli argomenti non ci sono certo mancati: chi ha voglia di leggerlo, lo può trovare nelle tante mail pubblicate sul sito del Ministero dell’ambiente, spedite da tanti privati cittadini.

Anche riguardo la VAS il Ministero dell’Ambiente ha espresso parere favorevole; il provvedimento di approvazione però non è ancora stato reso pubblico e non ne conosciamo i contenuti.

Nel frattempo, sui quotidiani locali si è succeduto uno stillicidio di articoli e dichiarazioni, che con tanti se e tanti ma e tesi contrastanti, lasciando il lettore senza certezze, dando conto dell’incessante lavorio del Governo, tramite il nuovo ministro Graziano Delrio, dei vertici di FS e RFI, dei politici con cariche in Regione e in Provincia di Brescia, di Sindaci, di Confindustria, intorno al TAV.

Tutto ha cominciato a ruotare intorno ad una alternativa al progetto così come ad oggi approvato nelle sedi governative e ministeriali competenti: non realizzare il costoso, e sostanzialmente inutile “shunt” e la relativa stazione a Montichiari nelle vicinanze dell’aeroporto, ma far passare il TAV in città, così come richiesto dall’Amministrazione di Brescia (dallo stesso sindaco Emilio Del Bono che prima di venire eletto nel suo mandato attuale dichiarò che il TAV non sarebbe mai uscito da Brescia per i troppi danni che avrebbe causato al territorio, sopratutto in materia di espropri).

Si è cominciato a parlare di sopralluoghi nelle vie di Brescia adiacenti la ferrovia storica, Confindustria ha fatto convegni sull’utilità anzi necessità dello shunt, si è parlato del rilancio dell’aeroporto di Montichiari. Ognuno tira la sua campana, insomma..

Non è mancata la nuova “accellerata”, l’annuncio, dato per cosa sicura, che i cantieri apriranno molto presto: lo stesso Graziano Delrio, in tour tra Brescia e Verona negli scorsi mesi, ha trionfalmente annunciato l’avvio dei lavori già entro la fine di quest’anno. Salvo poi essere smentito direttamente da FS che ha dichiarato che non non si può iniziare così presto.

A giugno è spuntato, per bocca dell’Assessore Regionale Mauro Parolini, che si è zelantemente speso di persona in incontri con rappresentati di FS e RFI, il progetto di una stazione ferroviaria al casello dell’autostrada A4 di Sirmione, in prossimità della torre monumentale commemorativa delle battaglie risorgimentali.

Idea da realizzare per tranquillizzare gli operatori turistici del Lago di Garda, in ansia per l’eliminazione della fermata a Desenzano e/o Peschiera dei treni a lunga percorrenza, che non transiteranno più sulla linea storica.

Ipotesi che se attuata si trasformerà facilmente in una colata di cemento sulle campagne della zona, per le opere complementari alla stazione che per forza di cose dovrebbero essere lì fatte: parcheggi ed altri servizi, strade di collegamento. Al fatto che può essere proprio il verde e il bel paesaggio quello che ricerca il turista proprio non ci si pensa nesso.

Il susseguirsi di articoli si è intensificato con l’inizio di agosto: anche se ancora in modo non chiaro, si è annunciata la definitiva eliminazione dal progetto del contestato shunt, che, secondo i fautori del TAV, consentirà di risparmiare quei soldi che saranno necessari per riqualificare la disastrata linea Brescia-Parma, da far arrivare fino all’aeroporto di Montichiari, e per adeguare altre linee ferroviarie come la Brescia-Iseo-Edolo, e anche aumentare i treni pendolari verso Brescia sulla linea storica.

Tutte proposte condivisibili, ma non è certo necessario costruire una nuova ferrovia ad alta velocità per realizzarle, come invece si vuol far credere.

Si è pure data voce, sulla stampa locale, al lamento del Consigliere Regionale Fabio Rolfi, che ritiene un grave errore la mancata realizzazione dello shunt: si vanificherebbero venti anni di “programmazione”.

Vediamo bene i frutti di questa “programmazione”: considerando BreBeMi e il fatto che l’aeroporto di Montichiari sia vuoto.
Vorremmo ricordare anche che fu Rolfi stesso, tempo fa, che si era dichiarato apertamente per la tutela dei viticoltori Lugana dal TAV…..ma del resto buona parte della politica ha avuto atteggiamenti simili, di ambiguità, incoerenza e doppiezza. Aggiungiamo però che parecchi politici non sono stati ambigui per niente, si sono dichiarati favorevoli senza se e senza ma.

Il culmine si è raggiunto a ridosso di ferragosto: sul Giornale di Brescia di domenica 14 agosto due intere pagine di articoli davano conto della cancellazione dello shunt, e della soddisfazione dei comuni risparmiati dallo scempio ambientale previsto dal progetto, ben descritto dai giornalisti.

E’ di ieri l’ennesimo cambio di posizione in cui si rimanda la decisione all’autunno, in base a quali interessi predomineranno, ma quello che nessuno dice è che se questa parte del progetto dovesse non essere costruita resteranno comunque a memoria del progettato passaggio del TAV nella bassa bresciana alcune opere complementari già realizzate, a fianco della “Corda Molle” opera autostradale ad oggi anch’essa non completata.

La salvezza della campagna in ogni caso comporterebbe la demolizione di numerosi edifici, in particolare di sette condomini tra via Ferri e via Foro Boario a Brescia, per far posto ai nuovi binari e all’ambizioni dell’amministrazione comunale di Brescia. Ovviamente moltissima gente perderà la propria casa, molte di queste persone non dormono più la notte ormai da anni per l’incosapevolezza di quello che sarà delle loro case e delle loro vite. Di nuovo le amministrazioni hanno lasciato da soli i possibili espropriandi, oltre che tutti gli altri cittadini, senza spiegazioni e senza trasparenza. Nulla è cambiato rispetto alle modalità usate per la Treviglio-Brescia (via Toscana), solo promesse vane, come quella di salvare alcune delle case interessate dai possibili espropri comparsa nell’articolo di ieri. Ma se anche questa opzione fosse possibile, le persone “salavate” dagli espropri probabilmente avrebbero le finestre di casa attaccate a un muro fonoassorbente di cemento armato, oltre ad anni di cantieri praticamente in casa propria (min. 24:21 del video esempio di “frontista” TAV a Roma letteralmente “murati” in casa).

Nelle scorse settimane è stata anche annunciata la prossima visita del Ministro Graziano Delrio a Brescia, il 26 settembre, per definire con la politica locale i prossimi avanzamenti e modifiche del progetto; quelle descritte non sono state comunque date per certe al 100%.

La volontà di proseguire “ad ogni costo” con il progetto ha trovato riscontro per chi come noi è stato attento e ha letto la Gazzetta Ufficiale di venerdì 12 agosto. Questa è la data che è stata furbamente scelta per pubblicare la delibera CIPE del 1 maggio 2016, a firma Matteo Renzi, con l’assenso delle Regioni Lombardia e Veneto, che dispone la reiterazione, per la seconda volta e per sette anni, sulle aree e gli immobili interessati dalla realizzazione della linea AV/AC tratta Brescia-Verona del vincolo preordinato all’esproprio.

Il vincolo apposto con il progetto preliminare, già prorogato una volta, era in scadenza il 9 giugno scorso. Il vincolo non è stato rinnovato per alcune delle aree, ciò avvalora l’ipotesi di una modifica del progetto già presentato.

Il vincolo al futuro esproprio è stato posto in essere nientemeno che nel lontano 2003. Vent’anni di vincolo non sono forse un po’ troppi? I proprietari devono rinunciare a ristrutturare le loro case, gli agricoltori ad impiantare nuovi vigneti, nell’attesa infinita di un possibile esproprio?

La delibera CIPE rende ben chiara una cosa: nonostante il Governo abbia dichiarato di voler cambiare pagina nella realizzazione delle opere pubbliche, dopo tutti gli scandali accaduti, la linea ferroviaria ad alta velocità/capacità Brescia – Verona verrà realizzata per lotti costruttivi, così come previsto dalla famigerata “Legge Obiettivo”.

Lotti non tutti interamente finanziati: si vuol dare avvio ai cantieri senza avere tutti i soldi necessari a finirli. Abbiamo anche notato come il CIPE stabilisca chiaramente che se il valore degli indennizzi supererà il budget stabilito e finanziato dal bilancio dello stato, sarà il consorzio incaricato della costruzione a dover farsi carico dei costi aggiuntivi.

E’ facile immaginare come Cepav Due abbia tutto l’interesse di sottostimare i danni economici causati dal TAV Brescia-Verona, così come ha fatto per quelli ambientali, questa volta a spese degli espropriati in primis.

Elenco punti raccolta fondi per i terremotati da Brescia a Verona – in aggiornamento

L’elenco è in continuo aggiornamento!
PER MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA DESTINAZIONE DEI FONDI: http://notavbs.org/%EF%BB%BFla-raccolta-fondi-terremotati-continua.html

PUNTI FISSI

Bar SOTTOSCALA
via Porta Pile 17 (Carmine) – Brescia

Negozio LE SFUSE
via San Faustino 31 A – Brescia
aperto dal lunedì al sabato
orari: 9:00-13:00  – 16:00-19:30

Bar OSTERIA AI PRETI
via Interrato Acqua Morta 27 – Verona
aperto dal lunedì al sabato
orario continuato dalle 10:00 alle 2:00

Libreria CASTELLI PADOVANI
via Roma 20 – Desenzano
aperto tutti i giorni
orario continuato

Tabaccheria LUCA GHIDINI
via Schiannini 13 – Ponte San Marco (Calcinato)
orari: 7:00-12:00 – 15:00-19:00

Azienda agricola FIORENZO BONATTI
loc. Machetto, 2, – Centernaro (Desenzano del Garda)
orari: giovedì e venerdì mattina e pomeriggio, sabato mattina

KAOS – Kasa Auto Organizzata Sarezzo
Via Repubblica 54 – Lumezzane (Brescia)
per info QUI

AZIENDA FLUOROVIVAISTICA CORSINI GABRIELLA
Via Brescia – Calcinatello (Brescia)
tutti i giorni; 8:00 -12:00; 14:00 – 19:00

PUNTI TEMPORANEI

8 OTTOBRE @ PRESIDIO-FESTA NO TAV
Via Campagna di sopra, Lonato (BS)
per informazioni QUI

10 SETTEMBRE @SERATA BENEFIT PER LA SOLIDARIETA’ ATTIVA (con cena)
Via Repubblica, 54, 25065 Lumezzane (Brescia)
per informazioni QUI

2-3 SETTEMBRE @ 2 GIORNATE DI SOLIDARIETA’ E BELLEZZA
Festa del Caffè Letterario Primo Piano
presso l’Oratorio Santa Maria in Silva – Brescia
per informazioni QUI

2 SETTEMBRE @ RECLAIM THE SPACE
Evento del Collettivo Gardesano Autonomo
presso il Parco delle Pozze – Lonato
per informazioni QUI

Air Liquide di Castelnuovo del Garda: l’ennesimo pericolo del TAV sottovalutato!

Nella documentazione tecnica finalizzata all’ottemperanza delle prescrizioni dichiarate non ottemperate dal decreto direttoriale PROT. DVADEC‐2015‐0000205 del 22 GIUGNO 2015 di Cepav Due troviamo:

Nella fascia di territorio interessata dal progetto AV/AC Brescia–Verona è presente uno stabilimento a rischio di incidente rilevante (ai sensi del D.Lgs 105/2015) in particolare si tratta dello stabilimento Air Liquide (centrale di produzione gas) sito nel comune di Castelnuovo del Garda (VR);

Nello specifico la distanza minima tra il confine dello stabilimento Air Liquide e la recinzione del sedime
ferroviario è di 131,60 m.
L’infrastruttura ferroviaria è dunque esterna alla zona di sicuro impatto in caso di incidente (fino a 64 metri) ed alla zona di danno (fino a 100 metri) e risulta interna alla sola zona
cosiddetta di “attenzione” (fino a 540 metri) e relativa all’ambito di influenza dell’evento, non credibile, di rottura catastrofica del serbatoio di ossigeno.

Cepav Due dichiara che “Il 25 febbraio 2014 il Comune di Castelnuovo del Garda ha presentato il piano di emergenza esterna della Ditta Air liquide”. Ma come si è evidenziato nel documento stesso “ad oggi il Piano di Emergenza Esterno redatto da parte del Prefetto risulta ancora in bozza non ancora ufficialmente emesso.”

Pertanto, Cepav Due non ha “potuto” ottemperare alla prescrizione 15.1 della Delibera CIPE 120/2003 e non ha disposto la scheda di emergenza RFI da allegare al PEE, e si giustifica argomentando che “tale documentazione sarà verificata / aggiornata non appena si disporrà del PEE emesso dal Prefetto”.

Questo fatto per noi è gravissimo e ci impegneremo per verificare come procede l’ennesima non ottemperanza alle prescrizioni perchè a nostro parere sotto valutare ulteriormente il rischio ambientale nel folle progetto di costruzione di quest’opera dimostra ancora che questo progetto non è adatto, nè pensato, per le caratteristiche del nostro territorio, oltre a essere inutile e costosissimo. Ma sopratutto ci dimostra che gli interessi delle ditte che vogliono costruire quest’opera calpestano, e continueranno a farlo se glielo permetteremo, la nostra salute e il futuro dei nostri territori.

lo sapevi che 4

16/05: accogliamo Delrio a Vicenza – NO TAV- NO GRANDI OPERE

Condividiamo l’appuntamento del Comitato Popolare dei Ferrovieri di Vicenza.

Lunedì 16 maggio il Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio arriverà in Visita a Vicenza, all’Officina Manutenzione Ciclica di Trenitalia nel quartiere dei Ferrovieri. Sarà accompagnato dalla nuova amministratrice delegata di Trenitalia Barbara Morgante. E’ evidente che Delrio verrà a discutere di TAV e della Valdastico Nord, le due future grandi opere che secondo i programmi del Ministero dovrebbero investire Vicenza e la sua provincia.

Noi che insieme ad altri comitati, lottiamo contro l’Alta Velocità e l’impatto devastante che avrebbe sul territorio, non possiamo mancare a questo appuntamento. Saremo presenti con un presidio rumoroso e colorato per dimostrare che non possiamo accettare la devastazione della nostra terra per interessi dei poteri forti.

Vicenza rischia di perdere il marchio dell’Unesco per il Dal Molin, Borgo Berga e la futura Tav. Il nostro quartiere verrebbe squarciato con due nuovi binari, una nuova strada, un ponte ecc. Inoltre, nel lotto tra Verona e Altavilla c’è già un progetto definitivo che non rispetta nessuna regola dell’iter progetTuale dove la valutazione di impatto ambientale viene eseguita da Lande spa, una ditta indagata per legami con la Camorra.

Per questo e per tanti altri motivi, saremo presenti Lunedì all’arsenale ferroviario in Via dell’Arsenale Ferrovieri alle 14:00

Vi aspettiamo.

14/5: MARCIA CONTRO IL TAV @ VERONA! PARTECIPIAMO TUTTI E TUTTE PER DIRE #NOTAV

Sabato 14 maggio ore 15:00
Piazza del Popolo – San Michele Extra – Verona (VR)

Il 14 MAGGIO i comitati NO TAV di Verona organizzano una manifestazione per le vie di SAN MICHELE EXTRA per dimostrare che esiste una sempre più ampia opposizione popolare al Treno ad Alta Velocità. Partiremo alle 15 da Piazza del Popolo dove torneremo verso le 17. Ci saranno interventi di chiarimento delle nostre posizioni, gazebo con possibilità di merenda, gadget NO TAV.

Siamo contro un progetto inutile, costoso, devastante per l’ambiente e il bilancio dello Stato. Costerà circa 90 milioni di € al km. Pensate a quante cose si potrebbero fare con il costo di un paio di km di TAV: scuole messe a norma, servizi sociali decenti, magari qualche soldo in più alle pensioni più basse…..

Siamo per l’ammodernamento della linea esistente, per finanziamenti utili a lavoratori e studenti pendolari che ogni giorno sperimentano le conseguenze di un trasporto regionale non all’altezza di un paese civile

Siamo contro il continuo consumo di territorio, per il rispetto di quel poco che ancora resta di ambiente vivibile come ad es. il GIAROL GRANDE che verrebbe sicuramente devastato dai lavori per il TAV.

Siamo per la bonifica dei territori colpiti dall’inquinamento delle falde acquifere nell’Est veronese: pensate che proprio da lì passerà il tracciato TAV. Quali conseguenze avrà sulla ricarica delle falde, in comuni già colpiti da devastanti alluvioni come Soave, San Bonifacio e Monteforte d’Alpone?

Siamo contro un progetto che prevede DANNI PER MOLTI, PROFITTI PER POCHI, A SPESE DI TUTTI: perché il TAV lo pagheremo tutti, con i tagli alla sanità, il mancato aumento delle pensioni, i tagli alla scuola…..

FERMARLO E’ POSSIBILE – FERMARLO TOCCA A NOI

IL 14 MAGGIO DI NUOVO TUTTI E TUTTE A MARCIARE PER LA DIFESA DEL NOSTRO TERRITORIO!

Per rimanere aggiornato segui l’evento facebook

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Montecchio, Verona e Vicenza: 3 appuntamenti per informarsi sul TAV!

Triplice appuntamento per informarsi sulla tratta Verona-Vicenza nelle prossime settimane, con esperti, testimonianze degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia, testimonianze degli attivisti della Brescia-Verona e tanti aggiornamenti e novità su cosa sta succedendo nei nostri territori. E’ ORA DI INFORMARSI!

MARTEDì 26 APRILE – VICENZA
ore 20:30 @ Scuola Media Carta – Ferrovieri
evento facebook per maggiori informazioni QUI

Ne parleremo con:
Erasmo Venosi – fisico esperto in infrastrutture e impatti ambientali
Francesca Leder – docente di Urbanistica all’Università di Ferrara
Attiviste del Comitato No Tav Brescia

VENERDì 29 APRILE – VERONA
ore 20:45 @ Cinema teatro nuovo di San Michele E.
Via Vincenzo Monti 7 C

Ne parleremo con:
Erasmo Venosi – fisico esperto in infrastrutture e impatti ambientali
Marta Vanzetto – esperta di dirtto ambientale
Rappresentanti degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia

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MARTEDì 3 MAGGIO – MONTECCHIO MAGGIORE (VI)
ore 20:30 @ sala San Paolo in piazza San Paolo

Ne parleremo con:
Maunel Brusco – consigliere regionale del Movimento 5 stelle
Circolo culturale “NO TAV” – La Mesa
Rappresentanti degli espropriati della tratta Treviglio-Brescia

 

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Lettera di un ferrioviere sul TAV Verona-Vicenza

Vogliamo condividere le parole di un ferroviere a proposito di TAV Verona-Vicenza.

Il comune di Verona ha sempre voluto la Tav.
Io sicuramente non mi candiderò e visto che perdo casa, campagna e tutta una vita spero di andare a vivere da un’altra parte dove i cittadini sono più tutelati.
Ho sempre dato tanto e ricevuto poco.
La Tav va a beneficio di pochi eletti.
Sono ferroviere dal 1987 e a quel tempo circolavano molti più treni di adesso senza tecnologia.
Pensi che a maggio 2016 tutta la linea Brescia Vicenza verrà
telecomandata da una sola persona a Milano Rogoredo (totale posti di lavoro persi 25).
Ma per far questo hanno si messo tecnologia ma semplificato di fatto la linea, rendendo molte stazioni dei semplici binari di corsa non più utilizzabili per precedenze e incroci e questa è la scusa di RFI per la TAV.
Nel 1990 tra le 20 di sera e le sei del mattino circolavano cinquanta treni, ora meno di venti.
Spostando tutti i treni merci di notte e riaprendo le stazioni si
potrebbe passare tranquillamente a quasi 220 treni al giorno senza ripercussioni sul servizio viaggiatori. Ma questa è pura utopia.
Questo nuovo sistema che telecomanderà la linea si chiama ACCM. Per far questo sono state definitivamente chiuse al servizio movimento (incroci e precedenze) le stazioni di Ponte San Marco, Castelnuovo del Garda, San Martino Buon Albergo, Caldiero e Montebello e inoltre Rezzato ha ora un solo binario di precedenza cosi come Peschiera. La primavera prossima toccherà a San Bonifacio e Altavilla che verranno
telecomandate anch’esse.
Certo tutto molto più semplice ma meno duttile. I Treni potranno però viaggiare sul binario di destra in caso di emergenza per un treno fermo ma per tratte molto lunghe
rendendo di fatto la linea a binario unico.

INFO NO TAV DAYS – 2/3/4 OTTOBRE DA BRESCIA A VERONA: SCOPRITE TUTTE LE INIZIATIVE!

In preparazione alla manifestazione del 17 ottobre a Desenzano del Garda si è deciso un percorso di avvicinamento che ci permettesse di essere presenti sui diversi territori quanto più possibile, cercando di continuare a diffondere sempre di più le informazioni riguardo al progetto TAV Brescia-Verona e per sensibilizzare le persone a rendersi attivi e partecipi della mobilitazione NO TAV.

Tante le date, anche al di fuori di questa 3 giorni, che continueranno ad esserci nelle prossime settimane, in continuo aggiornamento sia qui che sull’evento Facebook degli INFO NO TAV DAYS.

A partire da questa data ad ogni banchetto o iniziativa troverete anche la PETIZIONE che il Coordinamento No Tav Brescia-Verona ha preparato per fare una raccolta firme per chiedere il RITIRO DEFINITIVO del progetto.

Invitiamo quindi tutti e tutte a passare a una delle tante iniziative che faremo dislocate su tutta la tratta per firmare questa importante petizione! Dobbiamo essere sempre di più perchè la nostra voce possa avere sempre più ascolto e importanza difronte a chi dall’alto e senza interpellarci pensa di decidere per il nostro futuro.

Quest’opera è inutile, dannosa e troppo costosa per far si che chi vive queste terre la possa accettare, mentre sono centinaia le piccole opere utili che potrebbero essere fatte, come il collettore del Garda, le bonifiche ambientali, ecc.

E’ ora di dire BASTA e mentre aspettiamo il 17 ottobre per marciare nuovamente insieme contro il TAV continuiamo il nostro percorso nelle strade, nelle piazze, nei mercati..perchè tutti e tutte devono sapere, perchè abbiamo il diritto e il dovere di dire di NO!

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(IL PROGRAMMA E’ IN CONTINUO AGGIORNAMENTO)

* BRESCIA *

SABATO 3
ORE 9:00-13:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ MERCATO DI BRESCIA

ORE 19:00: MOSTRA FOTOGRAFICA “TAVRO’ ANCORA” E BANCHETTO INFO @ PARCO I MAGGIO DI COLLEBEATO

DOMENICA 4
ORE 15:00: BICICLETTATA AI CANTIERI DELLA TREVIGLIO-BRESCIA CON MERENDA FINALE @ VIA FERRI – BRESCIA

* CALCINATO, CALCINATELLO, PONTE SAN MARCO *

SABATO 3
ORE 8:00-12:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZA PERTINI – CALCINATELLO

ORE 14:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZALE ITLMARK, VIA XX SETTEMBRE – CALCINATO

DOMENICA 4
ORE 8:00-12:00: FLASH MOB E BANCHETTO @ PIAZZA ROVETTA – PONTE SAN MARCO

* DESENZANO*

DOMENICA 4
ORE 9:00: FLASH-MOB E BANCHETTO @ VIA DI VITTORIO AL MERCATO DI RIVOLTELLA

* LONATO *

SABATO 3
ORE 9-13: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’ – LONATO

DOMENICA 4
ORE 8:30-11:30: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ VIA CAMPAGNA DI SOTTO – CAMPAGNA DI LONATO

* MONTICHIARI *

VENERDI 2
ORE 8:00-12:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZA TRECCANI – MONTICHIARI

* PESCHIERA E VERONA*

SABATO 3
ORE 10:00-13:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ INCROCIO VIA ROMA/VIA DANTE – PESCHIERA DEL GARDA

ORE 15,30-18,30: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZA BRA – VERONA

DOMENICA 4
ORE 8:00-13:00: VOLANTIANGGIO E BANCHETTO @ PIAZZALE ANTISTANTE IL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL FRASSINO – PESCHIERA DEL GARDA

…e tanto altro ancora: aggiornamenti qui e sull’ evento facebook

13/07 biciclettata NO TAV: da Lonato a Vicenza passando anche per Verona! Appuntamento alle 12:00 per pranzare insieme!

 

Dopo la tappa di Lonato la carovana No Tav proseguirà verso il  5° Forum europeo contro le Grandi Opere Inutili e Imposte dove parteciperanno comitati di uomini e donne da molti paesi dell’Europa, e tra questi anche rappresentanti dei comitati NO TAV di Brescia e Verona nella sessione pomeridiana di sabato 18, che vedrà protagonista proprio il Movimento NO TAV italiano e francese.

Nell’allontanarsi dal lago di Garda lunedì 13, dopo essere passati da Peschiera e Castelnuovo del Garda dove saranno salutati da rappresentanti dei comitati NO TAV locali facenti parte del Coordinamento No Tav Brescia-Verona, i No Tav in marcia arriveranno all’ora di pranzo a Verona, dove saranno ospiti del Campo Gigi Piccoli presso Porta Vescovo (in via Caroto 1), prima di riprendere a pedalare verso Vicenza dove è prevista la tappa successiva.

Qui la carovana NO TAV potrà ristorarsi e dissetarsi in compagnia di quanti vorranno condividere la “tappa”.     Un invito dunque a partecipare a partire dalle 12:00 sarà un’ulteriore occasione per rinnovare conoscenza e appoggio reciproco nella lotta contro il TAV.

Ricordiamo infatti che una delegazione della Val Susa ha partecipato a tutte le manifestazioni che si sono svolte nel bresciano e nel veronese quindi cerchiamo di accogliere questa bellissima iniziativa con bandiere, striscioni e cartelloni in modo da far vedere che continuiamo a esserci e a lottare insieme in tutta Italia (e non solo) per la difesa della nostra terra e del nostro futuro!

In serata ricordiamo che la carovana farà tappa a Vicenza con cena alle 19:00 presso il Cs Bocciodromo di via Rossi 198 (prenotare al 347.9087538 entro sabato 11/07) a cui seguirà un dibattito e la proiezione della puntata della trasmissione di Report che svela il meccanismo della progettazione, della costruzione e della gestione delle grandi opere.

 

“Un’altra via Toscana a Brescia?” – Non lo permetteremo, diciamo no al quadruplicamento!

Questa mattina i comitati No Tav bresciani hanno fatto una conferenza stampa in via Ferri a Brescia. Il motivo della conferenza stampa è legato alla notizia del possibile accantonamento dello shunt che dovrebbe bypassare a sud la città di Brescia e che costituisce un altro tassello dell’assurdo progetto dell’alta velocità tra Brescia e Verona che cade non senza rumore.

Un’ulteriore prova dell’inutilità e dell’insostenibilità di quest’opera, che sembrava legarsi in maniera indissolubile al rilancio del deserto aeroporto di Montichiari. Purtroppo la sola amputazione di un’opera dannosa per la popolazione di questo territorio nell’ambito di quel connubio “criminogeno”, come lo definisce lo stesso Presidente dell’Anac tra grandi opere e legge obiettivo, non è sufficiente ad alleviare lo nostre preoccupazioni per gli impatti che resteranno da affrontare, a partire dallo spreco di enormi risorse (4 miliardi!) passando per l’arroganza delle procedure espropriative per arrivare alla devastazione territoriale e alla questione democratica, di chi decide cosa e per quali finalità e bisogni sociali.

L’idea che comunque l’opera sia da realizzare attraverso il quadruplicamento della linea storica (sembra a parità di costi!) ci lascia altrettanto scontenti. Innanzitutto rimarrebbe inalterata la devastazione che toccherebbe in sorte al Basso Garda, con tutto il danno economico e socio-ambientale di cui tanto si è discusso negli ultimi tempi.

Inoltre l’uscita dalla città avverrebbe in maniera molto più traumatica, con decine di espropri e abbattimenti di case in un territorio così densamente edificato. Espropri dovuti al raddoppio della linea storica.

Tante sono le domande a cui noi che abitiamo queste terre poniamo alle nostre amministrazioni: serve maggiore chiarezza sull’opera, sugli intenti, sul programma di servizio: quali sono i dati reali sui flussi di traffico che dovrebbero giustificare questo progetto faraonico? Sulla base di quale piano economico della nuova linea è stabilito che si riuscirà a rientrare dalle spese? In sostanza, qual’è la prospettiva di sostenibilità economica e commerciale di quest’opera?

Non tollereremo di rimanere all’oscuro di tutto finché è troppo tardi come è successo negli anni scorsi con la costruzione della Treviglio-Brescia. E non tollereremo più dalle amministrazioni locali risposte come “noi non sappiamo nulla” o “non possiamo fare nulla” perché sappiamo bene che anche questo non è vero.

Ci domandiamo ad esempio se lo studio di fattibilità dell’uscita con quadruplicamento da Brescia dovesse essere positivo, che fine farebbe il progetto di tutta la tratta? Dev’essere rivisto tutto, o si chiuderà un occhio visto che si tratta di una “grande opera strategica”? Ma strategica per chi? Con quale rapporto costi/benefici, vista anche la drammatica situazione in cui versa il traffico ferroviario pendolare che non è affatto interessato all’alta velocità? Con quale dissanguamento delle risorse pubbliche a vantaggio di guadagni privati? Ci domandiamo anche che utilità abbia un treno che si ferma a Brescia e Verona, esattamente come un freccia bianca, che da un risparmio teorico di soli 10 minuti sulla tratta rispetto ai danni e ai costi prospettati? Com’è possibile premere per l’acceleramento di apertura di cantieri sul lago di Garda, per un opera che non sanno nemmeno ancora come e dove costruire?

La scusa di aprire “un cantierino”, iniziare insomma a far qualcosa per poi dire “ormai c’è, va finita” non è sicuramente onesta nei confronti dei cittadini e non è più accettabile in nessuna parte d’Italia. Su questa linea di azione, tra qualche anno allora probabilmente anche lo shunt tornerà utile, l’aereoporto deserto di Montichiari tornerà strategico, e via così, tanto a pagare siamo sempre noi (in tutti i sensi)!

Noi lo continueremo a dire, l’alta velocità tra Brescia e Verona, così come più in generale tra Milano e Venezia, non serve. Non risponde ai bisogni del territorio e, soprattutto, non mira a risolverne i problemi di mobilità ed è un insopportabile affronto alle emergenze sociali ed ambientali con cui i cittadini devono confrontarsi ogni giorno. Faticherebbe addirittura a raggiungere le velocità desiderate.

Lungo la linea storica decine di corse sono state soppresse negli ultimi anni ed è già stato dimostrato come un potenziamento tecnologico permetterebbe un sostanziale miglioramento del traffico ferroviario senza ulteriore consumo di suolo (come scritto nel progetto dell’ing. Molinari).

Dopo questa rilevante novità delll’accantonamento dello shut per la stazione TAV di Montichiari-aeroporto, dopo che è stato chiarito che le merci non utilizzano il TAV e che attualmente a Montichiari non c’è, nè si prevede in tempi non biblici, un un traffico viaggiatori tale da giustificarne l’unica fermata e la nuova stazione decentrata di Brescia e del territorio bresciano, diventa indispensabile un serio approfondimento sui dati di traffico e sulla opportunità che il progetto TAV non preveda fermate a Brescia, sul Garda, a Verona: dubbi e validità del progetto TAV che devono essere chiariti ai cittadini e che amministratori pubblici, operatori economici e politici non possono più ignorare.

Si colga questa occasione per rimodellare la stessa funzionalità operativa ed i servizi dell’intera linea Milano-Brescia-Verona-Venezia ad effettivo servizio di viaggiatori e merci rivedendo anche l’utilizzo integrato delle linee ferroviarie esistenti sugli itinerari est-ovest e nord-sud oggi ancora a semplice binario e sottoutilizzate.

Non accantoniamo, ignorando volutamente, le potenzialità delle infrastrutture ferroviarie esistenti. È arrivato il momento di dirlo senza paura e schierarsi così al fianco di chi quest’opera la subirà: il progetto TAV Brescia-Verona non serve e va accantonato. Basta arrampicarsi sugli specchi!

Coordinamento No Tav Brescia-Verona

* le foto delle case che abbiamo pubblicato non è detto che siano tra le espropriate non essendoci un effettivo progetto, ma sono quelle più vicine alla ferrovie e quindi potenzialmente più a rischio di espropri e abbattimenti (si parla comunque di 200 famiglie a cui toccherà questa sorte se non ci opponiamo)

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