TANTE SOLITUDINI DIVENTANO VALANGA POTENTE

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Nicoletta Dosio

“Le lotte non sono mai sole soprattutto se a combattere siamo in tanti”. Inizia cosi’ il suo intervento Nicoletta Dosio storica militante del Comitato popolare No Tav di Bussoleno in Val di Susa, ospite a Brescia di un dibattito organizzato in vista della marcia popolare di sabato 16 novembre. Nicoletta approfondisce una per una tutte le tematiche che sono alla base della lotta No Tav, sottolineando che le ragioni del Movimento hanno trovato riscontro in realtà anche molto lontane dalla “valle che resiste”, “in altre solitudini che insieme diventano potenza”.

Il 16 sarà soprattutto una manifestazione contro lo spreco di denaro pubblico, che deve essere usato diversamente. La TAV è un opera inutile e dannosa “che nega il futuro a tutti”. Toglie soldi alla sanità “con presidi ospedalieri che chiudono o vengono negati là dove servono”. E’ un opera che provoca devastazione ambientale e non crea lavoro come vogliono farci credere. Solo lavoro temporaneo e insicuro. Provoca danni alla salute delle persone perchè il “buco” libera amianto e uranio contenuto nella montagna. “Ruba” l’acqua alle comunità: nel migliore dei casi ne provoca lo spostamento, nel peggiore la inquina. Toglie risorse al servizio pubblico locale: già 26 linee destinate ai pendolari sono state tagliate, di cui 13 solo in Piemonte. Tutto è iniziato con la privatizzazione delle ferrovie cominciata nei primi anni novanta. Ma sono ancora i contribuenti a pagare il costo maggiore del “disservizio pubblico”. Secondo le stime del mensile Altreconomia (vedi numero di novembre 2013), dal 2006 a oggi, lo Stato italiano ha garantito alle Ferrovie dello Stato 45 miliardi di euro, tra finanziamenti per realizzare gli investimenti e trasferimenti alle Regioni per “pagare” i treni del trasporto regionale, utilizzato ogni giorno da circa 3 milioni di pendolari. Ma evidentemente non basta: otto treni che collegano Lombardia e Veneto saranno tagliati. La maggior parte dei fondi è destinata infatti all’alta velocità, anche se questa è utilizzata in percentuali decisamente minori rispetto al resto della rete ferroviaria.

Nicoletta ricorda che la manifestazione del 16 è anche per dire No Tav = No Mafia sottolineando come il sistema degli appalti in Italia favorisca l’infiltrazione delle cosche nei cantieri dell’alta velocità, spesso utilizzati per smaltire rifiuti tossici e pericolosi in maniera del tutto illegale. Ma non solo. Il 16 si manifesta anche contro la militarizzazione della valle. Ormai sono oltre un migliaio gli uomini in divisa che stazionano permanentemente, giorno e notte, attorno ai cantieri, rendendo difficile e difficoltosa la mobilità delle persone residenti in Val di Susa. La lotta è diventata solo una questione di ordine pubblico.

“Questo non è più il momento della concertazione ma è il momento del conflitto” dice Nicoletta nel ricordare l’importanza delle due giornate di lotta del 18 e 19 ottobre scorsi a Roma. In quelle giornate si sono incontrate non “una sommatoria di sigle” ma realtà sociali “presenti sul territorio che si muovono per il cambiamento ora e adesso”. Bisogna sapersi organizzare, impedire che il movimento venga messo in un angolo e avere anche fiducia nelle nuove generazioni. La lotta è una responsabilità collettiva e ora che abbiamo ritrovato la “socialità” bisogna andare avanti. “Solo così tante solitudini diventano valanga potente”.

Dopo il 16 ci sara’ il 20, rilancia Nicoletta, quando a Roma verrà ratificato l’accordo Italia- Francia e si discuterà della linea Torino – Lione, anche se la Corte dei Conti francese ha già detto di ritenere inutile quell’opera e che se ne riparlerà solo nel 2030. I No Tav ci saranno.

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