Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

«Tav sul Garda, i numeri di una catastrofe»

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Il percorso dell'Alta Velocità a Brescia

Addio a 2 milioni e 450 mila metri di territorio e a 14 milioni di euro annui di produzione vinicola. Nella sola Desenzano saranno espropriati 125 ettari.

Sono numeri impressionanti quelli esposti dal Consorzio dei produttori del vino Lugana Doc, che per la prima volta offre una stima dettagliata dell’impatto della Tav Brescia-Verona, e lancia un’ultimo appello alla politica per un ripensamento di questo tracciato, del quale è in corso la progettazione definitiva.

PER I SOLI 9 CHILOMETRI dell’area vinicola, sui colli morenici tra Desenzano, Pozzolengo e Peschiera, sotto i cantieri dell’immensa infrastruttura ferroviaria saranno cancellati fino a 245 ettari di territorio agricolo, in massima parte coltivato a vigneto. Sono 2 milioni e 245mila metri quadrati di terra cementificata e di viti estirpate per sempre,

«Una perdita irreversibile, una ricaduta definitiva – aggiunge Luca Formentini, presidente del Consorzio del Lugana -: un’infrastruttura del genere non la togli più, dalla Tav indietro non si torna».
Da Desenzano a Pozzolengo, secondo il Consorzio del Lugana, saranno sacrificati 135 ettari di vigneti per la sede ferroviaria, più altri 90 ettari per aree di cantiere. E fanno 225. Ma sono stime «conservative», perchè contando altri ingombri (adeguamenti della viabilità stradale, allungamento dei cavalcavia, il campo-base logistico dietro al Monte Alto di Desenzano) si arriverebbe a occupare 245 ettari.

A DESENZANO l’impatto maggiore tra i paesi della Lugana: addio a 75 ettari agricoli per la sede ferroviaria e ad altri 50 per aree di cantiere e viabilità, oltre ai disagi per il necessario allungamento di 9 cavalcavia autostradali, visto che la Tav correrà parallela alla A4. Sarebbero 25 le aziende agricole desenzanesi a subire espropri.
A Pozzolengo, per soli 2 chilometri di ferrovia, si perderebbero 30 ettari più 10 per i cantieri, oltre a dover allungare 2 cavalcavia. A Peschiera, su 2,5 chilometri, via 35 ettari per la sede ferroviaria e 30 per cantieri e interconnessioni.

A che prezzo tutto questo? dal Consorzio fanno un calcolo: 14 milioni di euro di fatturati annui andrebbero perduti dalla mancata produzione di vino, stimando una resa media di 11.600 bottiglie per ettaro. Addio al 20% del prodotto.

Niente da fare? «Questi numeri – spiega Formentini – li inseriremo nella lettera al presidente del consiglio Matteo Renzi, lettera che è quasi pronta e che spedirò dopo il Vinitaly. Gli spiegheremo che cosa rischia il nostro territorio e proporremo soluzioni meno impattanti». Con quali speranze di successo non si sa.

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