VAL DI SUSA: IN ARRIVO ALTRI 200 MILITARI, INTANTO SI PREPARA LA TALPA.

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no tavTav: il Leviatano è vicino a crollare, ma gli ultimi colpi di coda sono i più velenosi. Tra processi, nuovi militari, promesse mirabolanti e una campagna di disinformazione mediatica da fare invidia al vituperato pregiudicato di Arcore, la trasversale lobby Sì Tav ha lanciato nelle ultime ore una nuova offensiva contro la Valle che Resiste. Partiamo dalla militarizzazione crescente. Altri 200 soldati saranno inviati al cantiere di Chiomonte. Ad annunciarlo il Viminale. Non chiarite le regole di ingaggio. Finora erano circa 215 i militari del quinto reggimento Alpini impiegati nella difesa della recinzione del cantiere: in pratica, quindi, raddoppieranno.

Non solo militari. Sono infatti saliti a quattro, nelle scorse settimane, i magistrati della procura di Torino impegnati nelle inchieste sui No Tav. Il nuovo ingresso è un pm che fa parte della squadra antiterrorismo. I procuratori aggiunti che coordinano il lavoro dei pm sono Andrea Beconi e il numero 2 della procura, Sandro Ausiello. Sul fronte politico, infine, da registrare due prese di posizione contrarie nel coro di approvazione dei Sì Tav alla repressione statale: Rifondazione comunista si schiera contro “l’ulteriore militarizzazione del territorio”, mentre i 5 Stelle parlano di “scelta insensata: la val di Susa non è l’Afghanistan”.

Non arrivano però solo brutte notizie dalla Val di Susa. Un problema formale ha vanificato le misure restrittive che erano state emesse a carico di due attivisti No Tav indagati per il blocco di un tir sull’autostrada del Frejus: il tribunale del riesame di Torino ha dichiarato “inefficace” la disposizione – si trattava di un obbligo di dimora – perché l’ufficio del gip non ha trasmesso gli atti del procedimento. I due restano quindi solo indagati a piede libero.

Il tribunale del Riesame di Torino ha infine disposto i domiciliari per Davide e Paolo, 21 e 26 anni, i due attivisti No Tav arrestati dai carabinierinei giorni scorsi perché a bordo di un’automobile c’erano petardi e chiodi: tanto è bastato alla stampa mainstream, che oggi ospita una nutrita serie di reportage sul rischio “terrorismo” in Valle, per definirla “l’auto arsenale”. I giudici, pur avendo affievolito il regime di custodiaper gli indagati, hanno comunque confermato la loro convinzione nel teorema accusatorio della procura di Torino.

Qui di seguito alcuni commenti ai nostri microfoni:

Nicoletta Dosiomovimento No TavAscolta.

Giovanni Vighettimovimento No TavAscolta.

 

Articolo tratto da: http://www.radiondadurto.org/2013/09/20/val-di-susa-in-arrivo-altri-200-militari-intanto-si-prepara-la-talpa/

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