VERSO IL SAN VALENTINO NO TAV : GIOVEDI 29 DIBATTITO A PESCHIERA DEL GARDA

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Proseguono le attivita’ dei comitati veronesi per promuovere la manifestazione del 14 febbraio. L’altra sera a Castelnuovo il comitato Cittadini contro il disastro Tav ha organizzato un incontro che ha visto una grande partecipazione ,Il dibattito si è aperto con l’annuncio di altri due appuntamenti: una nuova serata a Peschiera, il 29 gennaio, e la marcia, la prima in territorio veronese dopo quelle dei mesi scorsi nel bresciano, in programma per sabato 14 febbraio, sempre a Peschiera.
Un «San Valentino No Tav» a cui ha già dato la propria adesione il sindaco di Peschiera Orietta Gaiulli e per cui è già stato concordato il percorso, approvato anche dalla Questura: dal campo sportivo al santuario del Frassino, andata e ritorno.


La serata ha visto alternarsi gli interventi del professor Erasmo Venosi, ( che sara’ presente a Peschiera il 29 e a Montichiari il 5 febbraio ) fisico ed esperto di Tav che da anni lavora al fianco di vari Comuni per affrontare questa materia, dai membri del comitato Daniele Nottegar e Renato Peretti oltre a Marta Vanzetto, praticante avvocato che si occupa di Diritto Ambientale.

Tanta carne al fuoco, a cominciare dai cavalli di battaglia portati avanti dal comitato e da Venosi in questi mesi: la crescita abnorme dei costi e la mancata copertura finanziaria (circa 4 miliardi di euro per la Brescia-Verona, ma secondo Venosi sarebbero disponibili solo 768 milioni), la compromissione del territorio e del turismo, la mancanza di uno studio di redditività della linea con un piano di rientro dei costi. C’è poi anche la difficoltà di far coesistere l’alta velocità (treno passeggeri) con l’alta capacità (treno merci) sia per motivi tecnici che economici, dal momento che non ci sarebbe un’adeguata richiesta di trasporto merci da parte delle aziende.

A riprova di ciò è stato ricordato che non transitano treni merci sulle linee Tav esistenti (Torino-Milano e Milano-Napoli-Salerno).
L’attenzione maggiore è stata dedicata alla mancanza di un adeguato piano di utilizzo di terre e rocce da scavo. Un problema importante per il territorio gardesano e veronese, dove sono previste sei gallerie (4 a Peschiera, una a Castelnuovo e una a Sona).
L’inesistenza del piano è stata fatta notare in sede di osservazioni e a metà dicembre, ha detto Vanzetto, «Italferr ci ha comunicato che era stato redatto, ora c’è tempo fino al 21 gennaio per presentare ulteriori osservazioni». Piano che non solo è stato giudicato dai relatori approssimativo e inadeguato, ma soprattutto «riguarda solo la tratta lombarda e l’elettrodotto potenziato di Sona», spiega a margine dell’incontro Venosi, sottolineando quanto questo punto sia fondamentale: «Ciò che viene scavato può essere un rifiuto speciale (e quindi va smaltito secondo certe procedure) oppure può essere riutilizzato rispettando i parametri di un piano che consenta un’analisi preventiva del materiale e la tracciabilità con l’indicazione dei luoghi di estrazione e di utilizzo». I milioni di metri cubi scavati non è detto siano innocui perché, è stato detto, per realizzare le gallerie «sono usati additivi chimici» potenziali contaminanti di falde acquifere e risorgive. E resta il fantasma di cantieri infiniti.

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Resoconto serata dall’Arena di Verona

PESCHIERA Non mollano i comitati No Tav, proseguono la corsa contro il progetto Alta velocità così come è concepito. A Peschiera, l’altra sera, hanno organizzato un incontro pubblico, riannunciando anche la marcia di protesta “«San Valentino», indetta per il 14 febbraio. E se ha già dato ladisponibilità a schierarsi in prima fila con la fascia tricolore il sindaco Orietta Gaiulli, ora danno l’adesione anche i frati del Frassino. «Siamo molto preoccupati- spiega il padre rettore Giambattista Casonato – perché i tecnici Rfi, quando sono venuti in sopralluogo al nostro sito non ci hanno fornito risposte soddisfacenti. Il tracciato hanno detto che non lo cambiano e noi abbiamo la galleria prevista ai piedi del Santuario. E quello che ci spaventa ancor più sono le vibrazioni da scavo che ci saranno quando apriranno i cantieri e che andranno avanti per una decina di anni».
Per i frati del Frassino c’è anche il rischio che il sito di pellegrinaggio venga isolato: «Abbiamo chiesto ai tecnici Rfi come faranno le persone a raggiungerci, ora, infatti, c’è un sottopasso all’autostrada che dovrà per forza di cose essere chiuso. Dietro al Santuario, poi, è previsto il sito logistico, con centinaia di camion che transiteranno: in questo modo saremo circondati dai cantieri che faranno morire il Santuario per anni». Insomma, pare che i Comitati di protesta stiano raccogliendo sempre più consensi. Anche l’altra sera, in sala, non è mancata la presenza del direttore del Consorzio del Lugana Carlo Veronesi, del vicesindaco Tiziano Cimarelli e di molti cittadini, a cui si è aggiunta la testimonianza toccante della giovane Valentina Zanini, che ha dovuto lasciare la sua casa giusto un anno fa a Brescia, con l’esproprio per l’avvio della tratta lombarda. «Non ci hanno dato modo di opporci con ricorsi al Tar – ha raccontato Zanini – poiché ci hanno detto che se adivamo alle vie legali non ci avrebbero dato un euro di rimborso ed hanno valutato le nostre case in centro città a 1.500 euro al metro, quando ne valgono almeno 2.000, con la gente che piangeva per strada». In assemblea è stato riportato anche il contenuto di una circolare emessa da Filt Cgil Trasporti del Veneto, inviata dal segretario regionale Ilario Simonaggio ai delegati del sindacato. «Non sfugge a nessuno la grandissima differenza esistente tra i costi stimati e le risorse effettivamente disponibili- scrive Simonaggio -. Riteniamo che le opere debbano partire solo quando saranno certi i costi ridotti all’osso e si proceda per lotti funzionali in tempi accettabili».

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 Questa la nota diffusa dal Comitato No – TAV di Peschiera, Castelnuovo, Sona, Sommacampagna 

Informarsi per informare…

La serata dedicata alla TAV nella Sala Consiliare di Peschiera del Garda ha visto e sentito tanti protagonisti della scena politica, della società civile, esperti e studiosi del territorio e l’ambiente… Il Prof. Erasmo Venosi ha esposto molto chiaramente tutti gli sviluppi del progetto, sviscerandone i risvolti tecnici, legali, burocratici e finanziari di un’opera che non apporterebbe tutti quei benefici di cui si parla, per lo sviluppo e il progresso dei territori interessati. Parlare di Alta Velocità vuol dire parlare di linea ferroviaria a 300 Km/h, vuol dire parlare di 25.000 Volt in Corrente Alternata, parlare di Rumore Aerodinamico, parlare di Impatto ambientale e Onda d’urto, parlare di inquinamento acustico e ambientale a 360°… Non siamo contro il progresso, siamo coscienti e consapevoli che il nostro territorio non può supportare e sopportare questa grande opera. Parlare di salute è importante quanto il progresso stesso, anzi di più, perché senza la salute non c’è vita e sviluppo alcuno. Parlando di salute pubblica, ecco che arriva una relatrice d’eccezione, neo – laureata in giurisprudenza e appassionata di TAV, Marta Vanzetto, una vera bandiera per tutti noi dei comitati… Marta puntualizza molto bene l’argomento salute, la sua opera di sensibilizzazione verso la classe politica e i cittadini è molto precisa e dettagliata… essa ci esorta ad essere partecipi delle scelte fatte in alto, chiede di far scendere in campo tutte quelle figure garanti del territorio per dire i loro pareri… i Sindaci, i tecnici, i Governatori hanno l’obbligo di essere garanti della salute dei loro cittadini… la TAV minaccia seriamente la salute pubblica… tutti hanno e abbiamo il dovere di intervenire, esponendo i pro e i contro di tutto ciò che è minaccia per la vita sul territorio… La legge Nazionale ed Europea non può non tener conto delle leggi emesse e scritte su testi legislativi che violino e minacciano tutto ciò che va ad impattare in modo determinante sull’ambiente mettendo a rischio le generazioni future. Tra interessi privati e interessi pubblici, prevale l’interesse pubblico sempre e comunque per tutelare e salvaguardare l’ambiente e il diritto alla salute… Il 14 Febbraio vogliamo vedere i nostri Sindaci, tutti, schierati con il Tricolore in prima fila, per rappresentare e rappresentarci nel diritto alla vita…

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