ANCHE A SONA E SOMMACAMPAGNA UN COMITATO NO TAV

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milanopadova

Mercoledi 15 ottobre alle ore 20.45 l’Amministrazione Comunale di Sona incontra la cittadinanza a Lugagnano, nella sala delle scuole medie, per affrontare il problema del passaggio della linea ferroviaria ad Alta Velocità . 

un resoconto della serata

http://www.larena.it/stories/2599_sona/908412_sona_la_tav_taglia_in_due_unindustria/

http://www.ilbacodaseta.org/2014/10/tav-a-sona-preoccupazione-e-problemi-dalla-serata-organizzata-dal-comune/

pagina FB del Comitato No Tav di Sona e Sommacampagna

https://www.facebook.com/pages/No-TAV-Sona-Sommacampagna/1489386221321241?notif_t=fbpage_fan_invite

 In queste ore alcuni esponenti del “vecchio” Comitato contro la TAV di Sona e Sommacampagna hanno contattato Erasmo Venosi, già dieci anni fa consulente del Comitato e consulente anche del Comune di Sona, per avere delle notizie tecniche sul progetto definitivo. Fino a quando il Comitato era attivo aveva cercato di informare chi è direttamente interessato agli espropri sulle azioni da fare per tutelarsi, e in che tempi, ma anche di dare notizia a tutti su quali effetti avranno i cantieri TAV sulla vita di chi abita in zona a Sona, S. Giorgio in Salici, Lugagnano e Sommacampagna. L’idea, fanno sapere, e di iniziare a riorganizzare quel Comitato. E già un primo incontro si è tenuto negli scorsi giorni.

ll Sindaco Gianluigi Mazzi aveva incontrato, ancora la scorsa primavera, gli architetti Umberto Baratto ed Ettore Fermi, tecnici incaricati dalla Cepav Due – Consorzio Eni Per l’Alta Velocità Due, contraente generale di ENI per la progettazione e la costruzione della Linea Ferroviaria ad Alta Velocità Milano-Verona. CEPAV DUE aveva inviato i tecnici per verificare le incongruenze dal punto di vista urbanistico del progetto esecutivo del 2014 rispetto al progetto preliminare del 2003; verificare quindi le criticità ed interferenze che si presentano oggi sulla linea.

“Io ho presentato tutte le negatività del tracciato – aveva spiegato il Sindaco – dichiarando che l’Amministrazione di Sona è favorevole al passaggio della TAV purché vengano rispettate alcune prescrizioni per noi fondamentali: eliminare il cavalcaferrovia di via De Amicis, togliere quella particolare traiettoria prevista sul lato sud della Corte storica della Messedaglia, in particolare davanti alla chiesetta, che vede la realizzazione di un raccordo per l’ingresso al Quadrante Europa e che risulta fortemente impattante per quel sito; eliminare il cavalcaferrovia di via Stazione e via Rampa; favorire il nuovo passaggio su via Mincio; installare una barriera di protezione rumore e favorire la piantumazione di verde per tutta la lunghezza del tracciato parallelo a Lugagnano, essendo il percorso attuale sopraelevato rispetto al piano campagna; usare, per tutta la lunghezza di Lugagnano, il tracciato già presente, con un notevole risparmio e un minor impatto con i lavori sul nostro territorio; tutelare la ditta Ancap in zona stazione Sommacampagna-Sona trovando una soluzione alternativa ad esempio favorendo lo spostamento dell’insediamento; tutelare il passaggio nelle zone Moreniche in Valle di Sona. Consideriamo invece buona la scelta di passare in galleria a San Giorgio in Salici, prima di procedere vanno però valutati con attenzione l’ingresso e l’uscita del tunnel”.

Piu’ critica la posizione dell’Assessore all’Ecologia. “Nel nostro territorio comunale – dichiara Dalla Valentina – la linea TAV entrerà nei pressi di San Giorgio in affiancamento all’autostrada Milano-Venezia, per poi proseguire in prossimità dell’abitato di San Giorgio interamente in galleria e una volta tornata in superficie dirigersi in affiancamento alla linea ferroviaria storica, passando di fianco all’Ancap, e rimanendo a sud rispetto alla ferrovia attuale, costeggiare tutto l’abitato di Lugagnano. In corrispondenza della località Rampa vi sarà una biforcazione, con una linea che andrà verso il centro di Verona, l’altra che si dirigerà verso il Quadrante Europa. Tutto questo comporterà una serie di opere, viadotti, sottopassi, gallerie e una cantieristica che interesserà negativamente il nostro territorio per diversi anni”.

Il completamento dell’iter autorizzativo, fanno sapere da Rfi, dovrebbe concludersi nel primo trimestre 2015. Poi, a metà del prossimo anno, il via ai cantieri . Per ora vi sarebbero a disposizione solo 700 milioni, mentre le risorse necessarie ammontano a 2,8 miliardi. Per questo i lavori sono stati divisi in tre lotti costruttivi e due lotti funzionali. Si partirà dalle opere più complesse, vale a dire le gallerie del basso Garda, il tunnel a doppia canna di Lonato (7.550 metri), la galleria artificiale del Frassino a Peschiera, la galleria San Giorgio a Castelnuovo.

 

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