LA CORSA A OSTACOLI DEL PARTITO DEMOCRATICO

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“Il tracciato dell’Alta Velocità ferroviaria Brescia-Verona è costellato di criticità e strettoie di metodo e sostanza.” La frase è ripetuta come un mantra dai comitati No Tav della zona ( i primi dei quali nati nel 2006 ) . Ma questa volta a pronunciarla è stato l’assessore all’Urbanistica di Desenzano Maurizio Tira ( Giunta PD ) nella veste di ordinario di Tecnica urbanistica alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia.


«L’OPERA – osserva il docente intervistato dal Bresciaggi – sembra in fase di accelerazione dopo il finanziamento del primo lotto che riguarda una delle due gallerie. Dopo 23 anni dalla progettazione preliminare e 11 dalla delibera del Cipe, ignorando qualsiasi istanza di riflessione sulla mega infrastruttura, sulla sua utilità, sul tracciato e sulle modalità realizzative, il Governo ( a guida PD )  )  ha deciso di procedere».

Tira ricorda come «il 31 luglio tutti i sindaci dei territori toccati dalla Tav, ad esclusione di Verona esclusa hanno inviato una lettera ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere la riapertura del processo di Valutazione di Impatto Ambientale». (COME’ ANDATA A FINIRE ? LO SAPRETE PIU’ AVANTI) .

Secondo il professore «non è logico affrontare un investimento di tale portata tenendo buone le risultanze della Via del 2003. In undici anni il panorama nazionale e internazionale, oltre che lo stato dei luoghi, sono molto cambiati, così come la coscienza della popolazione rispetto alle esigenze di uno sviluppo rispettoso dell’ambiente».

TIRA NON HA DUBBI: «la sensibilità di alcune aree attraversate dal tracciato, nello specifico l’arco morenico del Garda con gli aspetti paesaggistici e le colture agricole pregiate che lo caratterizzano, è uno dei punti più critici dell’intero progetto Tav in Italia. Il territorio ha subito profonde trasformazioni insediative, spesso per responsabilità dei Comuni, e questo non può non essere considerato in un quadro globale che veda valutati gli impatti cumulativi dell’antropizzazione». I binari, tunnel e trincee del super treno insomma rischiano di dare una spallata devastante a territori già soffocati dal cemento. Il professore ritiene d’altro canto inopportuno «invocare, come ha fatto il Consorzio Cepav2, la procedura consentita dalla legge obiettivo e dal codice degli appalti». Normative che costringeranno i Comuni a presentare le proprie osservazioni entro sessanta giorni, un tempo oggettivamente insufficiente a valutare l’imponente documentazione del progetto.

«Il 29 settembre – rimarca Tira – è stato poi comunicato l’avvio di procedura per una nuova Via a causa della modifica di alcuni aspetti progettuali. A parte la mancanza di attenzione del Governo che mai si pena di rivolgersi direttamente ai Comuni, la concitazione delle comunicazioni mette gli enti locali in grande difficoltà».
RIVESTENDO per un attimo il ruolo di amministratore, Tira ricorda «che il Comune di Desenzano, anche per scongiurare gli effetti che la mancanza di comunicazione corretta e di partecipazione hanno già dimostrato di produrre, continua a chiedere al Governo un incontro per valutare di nuovo l’impatto del progetto, al fine di trovare le migliori soluzioni realizzative, cantieristiche ed eventualmente compensative». Le conclusioni del docente universitario sono chiare. «Non si può non considerare con attenzione la fattibilità dell’opera e le eventuali alternative, inclusa la cosiddetta “alternativa zero”, ovvero la non realizzazione. Non è certamente compito delle amministrazioni locali elaborare il progetto e valutarlo, ma quella sulla Tav è anche una scelta sul modo di governare il diritto alla mobilità nell’ottica della sostenibilità ambientale, e tale scelta va condivisa con i Comuni». Un aspetto, quella della mancata condivisione del territorio, che rappresenta la strettoia più angusta della Tav.

L’intervista è uscita sul Bresciaoggi di domenica 5 ottobre, lo stesso giorno della passeggiata No Tav di San Martino. Il giorno dopo Maurizio Tira ( che non è iscritto al PD …) partecipa a una riunione interna degli amministratori locali PD coinvolti dal passaggio della Tav Brescia-Verona. Presenti tra gli altri il consigliere regionale Girelli e amministratori di Desenzano ( tra cui il sindaco ) , Calcinato, Mazzano, Pozzolengo, Castiglione e altri. Grande assente il Sindaco di Brescia Emilio Del Bono che evidentemente va’ per i fatti suoi.

L’introduzione l’ha fatta il Sindaco di Desenzano Rosa Leso che ha letto la lettera che il Ministero ha inviato in risposta alla richiesta di rivedere la VIA firmata dai sindaci e mandata quest’estate ( VEDI SOPRA ) , di fatto un secco no , per cui la VIA (che risale al 2003) non verrà rifatta e il percorso rimarrà questo per stessa ammissione del Ministero.  NON c’è più spazio per SPOSTAMENTI DEL TRACCIATO. Se le cose stanno cosi’ bisogna dirlo chiaramente…
Tira, che ha ammesso di essere molto scettico rispetto a questo progetto e che rifare la VIA sarebbe la prassi in un qualsiasi paese civile, ha illustrato come intendono muoversi:
 – fare un mare di osservazioni rispetto alla verifica di ottemperanza (c’è una scadenza attorno al 20 di ottobre e una a fine novembre) ; hanno ingaggiato un ingegnere per sistematizzarle e probabilmente il comune di Desenzano si metterà a disposizione per coordinare le azioni degli altri comuni
– un’azione legale e pare che a fare da referente sarà il comune di Mazzano, il cui sindaco (che non è PD) è avvocato…
 – pressioni al PD nazionale e al Governo perchè si fermi il progetto che è ormai “anacronistico”  o quantomeno si parli dell’inizio cantieri a partire dal dopo EXPO…
Girelli si fara’ carico di presentare una mozione regionale sul fatto che il progetto venga quantomeno rivisto e una sulle cave di prestito, che saranno sei nei comuni di Montichiari, Castenedolo e Calcinato.
Qualcuno pensava ad un infiltrato No Tav quando è intervenuto un amministratore di Castiglione che ha parlato di territorio come Bene Comune, sul fatto che i soldi li si può usare diversamente,  sul fatto che il PD debba prendere una posizione chiara a riguardo e sarà interessante vedere come si muoveranno i sindaci dell’alto mantovano che avranno alcuni cantieri sul loro territorio. Non a caso il giorno dopo sulla Gazzetta di Mantova Marco Carra onorevole mantovano del PD annuncia un interrogazione al Ministro Lupi  ” per correggere questa scelta sbagliata “. Secondo il deputato l’unica strada percorribile è quella della ” riqualificazione in chiave veloce dell’attuale linea Brescia-Verona “.
Dopo l’incontro di lunedi 6 ne è seguito un’altro martedi 7. Una riunione a porte chiuse al castello di Desenzano. C’erano il Consorzio del Lugana, i Comuni di Lonato, Desenzano, Calcinato, Peschiera, Castiglione e Ponti sul Mincio, associazioni ecologiste come Legambiente o di categorie economiche come Coldiretti, Confagricoltura, Federalberghi e altre. Tutti concordi sul fatto che a 40 giorni esatti  dalla scadenza per le osservazioni al progetto definitivo, l’unico strumento che può rallentare e forse cambiare il tracciato dell’infrastruttura è la richiesta di rifare la Valutazione di impatto ambientale (MA IL MINISTERO HA GIA’ DETTO NO ) .
Quindi? L’unica possibiltà per rimettere tutto in discussione, ovvero per poter far rifare da capo la procedura, è di trovare delle incongruenze tra il progetto definitivo e la valutazione del 2003. Quindi tutti intorno al tavolo a analizzare le migliaia di file che compongono il puzzle del progetto esecutivo…Bene, se verra’ rifatta la VIA guadagneremo un po’ di tempo, ma intanto cari onorevoli del PD se veramente avete a cuore le sorti del territorio, dell’ambiente, della salute dei cittadini, se pensate veramente che i soldi possano essere usati in altro modo, per esempio per evitare disastri idrogeologici come quello di Genova, o per ristrutturare scuole che cadono a pezzi ( ma avete visto quanti studenti ci sono oggi in strada ? ) iniziate a votare No allo Sblocca Italia.
Il Decreto sara’ all’esame del Parlamento entro la fine del mese e stanzia fondi importanti per le Grandi Opere ( 4 miliardi ) tra cui una quota importante per la Brescia – Verona.
Sappiamo che in entrambe le riunioni si è parlato della passeggiata di domenica 5 ottobre.  Alcuni commenti preoccupati e impressionati per la riuscita dell’iniziativa..il che li spinge ad impegnarsi per non perdere ulteriore credibilità, perchè, sempre a detta loro il movimento NOTAV sul lago può solo che crescere mano a mano che va avanti questo progetto….
Hanno ragione . Domenica 5 ottobre è stato solo l’inizio. Ci troverete ancora nei vigneti del Lugana, nei prati di Campagna e Sant’Anna, sulle rive del Frassino, nei boschi del Lavagnone….
DALLA VALLE ALLA PIANURA LA’ SARA’ DURA
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