Intervento NO TAV – Ecoparata 2014

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Se qualcuno di voi è passato da queste parti negli scorsi giorni  avrà trovato il traffico bloccato e congestionato, avrà visto grandi quantità di polveri sollevarsi o polizia, digos, camionette in gran numero a difendere un cantiere. Ma sapete il perché? Sapete cosa sta succedendo a questo quartiere e più in generale all’intera città?

Se la risposta è no, è meglio che vi informiate perché ne evadono  i vostri interessi economici, la vostra salute, il vostro futuro e quello delle prossime generazioni.

Anche a Brescia sono infatti iniziati i cantieri per la linea ad alta velocità Treviglio-Brescia. Il costo di quest’opera ammonta a più di 2 miliardi di euro per meno di 40 Km…ma da dove arrivano tutti questi soldi?

I soldi usati per la costruzione del TAV vengono ovviamente sottratti ad altri capitoli di spesa: sanità e ospedali, scuola e istruzione pubblica, risanamento e bonifiche ambientali, mobilità sostenibile per tutti, infrastrutture museali e archeologiche, innovazione tecnologica, ricerca, ecc. perché i fondi europei coprono solo marginalmente il costo dell’intero progetto.

La costruzione di questa “grande opera” nel nostro territorio:

– causa la chiusura di strade intasando le vie dei quartieri e la viabilità dell’intera città (es. via Dalmazia chiusa in un solo senso di marcia per 325 giorni e totalmente per 2 mesi, via Corsica chiusa totalmente per 1 anno intero, ecc.);

– solleva inoltre polveri sottili aggravando la pessima qualità dell’aria che respiriamo a Brescia;

– crea inquinamento acustico per i cantieri (d’impatto anche per la salute degli animali);

– porta inoltre danni paesaggistici per la costruzione di una barriera fonoassorbente di 6-8 metri di altezza, normalmente di cemento armato, costruita anche a ridosso delle abitazioni;

– provoca la dispersione di PCB (sostanza cancerogena) nei terreni inquinati coinvolti dai lavori (vi ricordo infatti che l’inquinamento della Caffaro di via Milano arriva fino a via Corsica proseguendo poi verso sud nella città e che quindi anche questa zona particolarmente interessata dai lavori ne fa parte;

– provoca anche la dispersione di amianto (altra sostanza cancerogena) se trovato nel terreno o negli edifici durante i lavori e non bonificato adeguatamente (come è successo in via Roncadelle a maggio e sta succedendo in via Toscana in questi giorni). Questa sostanza però è altamente pericolosa sia per i lavoratori sia per chi abita nei dintorni, causando se inalata, cancro polmonare letale.

Quindi oltre a pagare il TAV con i soldi pubblici (i nostri soldi) lo paghiamo: perdendo case che vengono abbattute ed espropriate (solo in centro più di 100 persone hanno perso la loro casa), perdendo campi e terreni agricoli, dimezzando il valore economico di case e proprietà che si trovano nei pressi della nuova linea ferroviaria, compromettendo la nostra salute ed esponendoci ad un maggior rischio di patologie tumorali e polmonari, danneggiando economicamente le attività e i negozi che si trovano a ridosso dei cantieri per la chiusura delle strade, ecc.

Solo in pochi giorni l’apertura del cantiere TAV di via Toscana è riuscito a dimostrare come vengono costruite e trattate queste grandi opere, con il menefreghismo totale nei confronti delle persone, della salute e molto spesso anche delle regole. Operai che non usano le adeguate protezioni, camion che trasportano rifiuti non in sicurezza, sacchi di amianto stoccati e poi lasciati in posti non adatti a rischio di deteriorarsi e spargere fibre di amianto, abitanti a ridosso dei cantieri che non vengono avvisati nemmeno dell’inizio dei lavori…e in tutto questo si aggiunge uno spiegamento di forze dell’ordine inaudito, forze dell’ordine che sono pagate effettivamente per non fare nulla, che tengono le camionette accese tutto il giorno per l’aria condizionata inquinando a dismisura…forze dell’ordine presenti per difendere un cantiere che rasenta l’illegalità da chi esprime un ideale contrario e vuole controllare come vengono svolti i lavori.

E in tutto questo l’unico beneficio che viene pubblicamente individuato dalle amministrazioni comunali sono circa 10 minuti risparmiati nel tragitto Milano-Brescia (per chi si potrà permettere ovviamente il prezzo del biglietto!).
Comune e amministrazioni che si lavano le mani delle loro responsabilità, che promettono vicinanza ma che non si preoccupano nemmeno di informare le persone (vi ricordiamo che le 100 persone espropriate in via Toscana hanno saputo la notizia leggendo un quotidiano locale nel luglio 2012)…amministrazione che ha promesso più di un anno fa un incontro pubblico per presentare alla cittadinanza l’opera e i suoi benefici ma che non l’ha ancora fatto se non a porte chiuse per i giornalisti, amministrazione che come sempre non fornisce risposte concrete alle problematiche sollevate dalle persone.

Infine c’è anche da ricordare che le società che compongono il consorzio a cui sono affidati i lavori per la tratta Treviglio-Brescia, CEPAV DUE, sono società coinvolte da numerosi scandali per tangenti e appalti, come il MOSE di Venezia e l’EXPO 2015 di Milano…ma nonostante questo gli interessi economici sono talmente forti che questi cantieri continuano a lavorare, distruggere e inquinare.

In tutto questo c’è da aggiungere che questa tratta dovrebbe in futuro uscire da Brescia, ma che il lotto Brescia-Verona, la continuazione, è in fase di progettazione ma  l’eventuale costruzione di questa tratta andrebbe a creare danni ben più consistenti a case, territori e persone. La domanda è: Ne vale la pena? Se la risposta è no è giunto il momento di attivarsi e mobilitarsi in prima persona per fermare questo scempio!

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