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25 novembre: GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

2013-11-24 16.56.51

Oggi, 25 novembre, in occasione della GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE non dimentichiamo Marta, la militante picchiata, insultata e molestata quest’estate dalla celere dopo aver partecipato ad un’azione al cantiere del Tav. Ma Marta non è la sola e come donne non possiamo tacere. Non possiamo tollerare che la terra, gli uomini e le donne continuino ad essere violati. Non possiamo più sopportare che la vita e i bisogni di tutte e di tutti siano travolti dall’arroganza dei pochi che su questo possono lucrare. Un arroganza che si crede onnipotente, che pensa di poter travolgere i corpi e le vite delle donne e degli uomini, con la violenza delle armi, prima, con quella degli insulti e della denigrazione e delle menzogne, poi. Oggi ne approfittiamo per dire ancora una volta:

NO alla strumentalizzazione dei corpi
NO agli abusi della polizia
NO all’accanimento e alla criminalizzazione mediatica
NO al sessismo nelle lotte
in due parole, NO TAV.

Questa foto è stata scattata al presidio di ieri a Desenzano organizzato dal Coordinamento NO TAV Basso Garda – Colline Moreniche insieme agli attivisti del Comitato No Tav Brescia con la partecipazione di tutte le donne presenti!

 

La Valle in marcia con il suo diritto alla Resistenza

Un’altra giornata storica, di quelle che rimangono e ci spingono a guardare sempre più avanti. 30.000, 40.000 poco importa, oggi è sfilato l’orgoglio della Valle che Resiste con le sue famiglie, i suoi bambini, i suoi pensionati combattivi, i suoi giovani resistenti.

La manifestazione indetta contro la militarizzazione, a Susa dove è più evidente (cantiere/fortino escluso) si è fin da subito trasformata in una forma di partecipazione collettiva capace, ancora una volta, di prendersi in mano il proprio futuro, dimostrandolo con la lotta.

La giornata era iniziata con gli asfissianti posti di blocco al casello di Rivoli e per le statali della Valle, dove un nutrito numero di pattuglie della polizia effettuava minuziosi controlli per non far dimenticare a nessuno perchè si andava alla manifestazione.

La partenza così come il finale, in piazza d’armi, somigliava ad una festa di paese, mangiare, bere e banchetti lungo cui incontrare amici e notav di ogni parte d’Italia.

Poi la manifestazione da Susa a Susa con gli striscioni e i cartelli autoprodotti capaci con una frase di legare le lotte che ci sono in Italia, parlare dei bisogni del paese e di come spendere i soldi pubblici. In testa i nostri bambini con il treno di gomma piuma, poi i sindaci notav fieri di esserci, gli studenti e poi il popolo notav, compatto e determinato come sempre, ma anche gioso e felice della giornata di sole.

Una manifestazione notav come quelle di sempre ma con un qualcosa in più: oggi scendevano in piazza i “terrroristi”, il nemico pubblico dei Caselli e del Pd, quelli per cui ci sono più soldati procapite che in Afganistan. E la prova è stata superata, la Valle si toglie dall’imbuto in cui la volevano far finire per mirare più in alto, per guardare più avanti, aprendo nuove prospettive alla sua resistenza.

Siamo scesi in piazza dopo l’accensione della talpa nel cantiere, che continua a non avere l’elettricità sufficiente per lavorare se non 10 minuti per qualche show, e se qualcuno pensava di trovare un popolo rassegnato è rimasto molto deluso.

Mentre si manifestava a Napoli e nei Paesi Baschi, il nostro fiume in piena cresceva legando le lotte e non dimenticandosi di nessuno. “Fratelli nella lotta, figli della stessa rabbia” cantava una canzone, e così è stato anche a Susa.

Gli interventi finali sono stati moltissimi e non sono mancati i notav del terzo valico, un saluto dei notav baschi, gli amici di sempre e le facce note, ma in particolare Luca, del coordianamento di lotta per la casa di Roma, ci ha portato la forza e il coraggio del 19 ottobre e dell’assedio continuo, trasmettendo alla Valle la determinazione di chi lotta per un futuro dignitoso e ci prova fino ai portoni dei palazzi del potere. Per questo ci si vedrà a Roma il 20 novembre, perchè dobbiamo dire tutti insieme come si spendono i soldi pubblici e che Casa e reddito sono l’unica grande opera di cui questo paese ha bisogno, da subito.

Abbiamo dimostrato oggi che passano trattati internazionali, talpe senza elettricità, procuratori generali, politici da strapazzo, commissari di governo, ma qui, in questa Valle dovranno sempre fare i conti con i notav!

Nota di colore: per la questura eravamo 7 mila…

 

Articolo tratto dahttp://www.notav.info

I NO TAV BRESCIA ALLA MANIFESTAZIONE IN VAL DI SUSA

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Invitati a fare un intervento in Piazza d’Armi a Susa al termine del corteo:

“Ciao a tutti e tutte, siamo del Comitato No Tav di Brescia. Come molti sapranno il Tav passerà anche per la nostra città. Stiamo parlando del lotto Treviglio-Brescia ormai in costruzione avviata e alle porte della città e del lotto Brescia – Verona in fase di progettazione, o meglio, in attesa solamente di finanziamento. Dovete sapere che il lotto Treviglio-Brescia non era nemmeno in progettazione, esiste esclusivamente perchè l’ha voluto l’ ex sindaco di Brescia Paolo Corsini, amico di partito, guarda caso, proprio della Lorenzetti. Il TAV è ormai arrivato alle porte della città è ha iniziato a far parlare di se concretamente dal luglio 2012, quando alcuni abitanti hanno scoperto leggendo un generico articolo di un quotidiano locale che le loro case sarebbero state espropriate e abbattute nel giro di un anno. Come è successo qui in valle ci siamo trovati ad affrontare l’enorme dramma di case, terreni, giardini spazzati via per far posto a quest’inutile opera. Luoghi costati i sacrifici di una vita e simbolo di sentimenti e emozioni vissute che fra qualche mese non esisteranno più. Nessuna amministrazione o ente competente ha avvisato la cittadinanza. Il difficile tessuto sociale bresciano, i forti interessi economici locali e comunali hanno fatto si che questo progetto passasse in sordina e la cittadinanza si trovasse impreparata ad affrontare tutto questo. Da circa un anno, anche nel nostro territorio, è iniziata una lotta concreta per informare la popolazione sull’ impatto del TAV nella nostra città, sulla criminosità del progetto, sugli sprechi che ci stanno dietro ritrovandoci spesso a fronteggiare lo stereotipo mediatico costruito intorno ai NoTAV. Siamo stanchi dei tagli sempre più drastici che si abbattono anche sulla nostra città, affossando il sistema scolastico, sanitario, i servizi pubblici e sociali, e togliendo risorse preziose alla bonifica ambientale di un territorio come il nostro sull’ orlo del collasso ambientale. A Brescia si muore per l’inquinamento da Pcb, dell’inceneritore e delle discariche. E come utilizzano i nostri soldi? Costruendoci la BreBeMi, una metropolitana, il Tav e raccontandoci che per le bonifiche non ci sono i fondi! A Brescia non ci facciamo mancare nulla, nemmeno le infiltrazione mafiose, accertate anche nei cantieri Tav. Per questi motivi vogliamo che questo inutile e criminoso spreco abbia fine e che il TAV non prosegua il suo percorso verso Verona. Siamo quindi qui oggi per sostenere la lotta, nella vostra terra, per dire no alla militarizzazione della valle, per opporci alla disinformazione dei media, per difendere il nostro futuro…perché la vostra lotta è anche la nostra!”

Spuntano 250 manifesti No Tav «La nostra terra è in pericolo»

IL CASO. Lanciata a sorpresa una «campagna di ferragosto» da parte dei comitati contrari alla futura super-ferrovia. Le affissioni a Desenzano, Lonato Calcinato, Montichiari e Castiglione «Progetto devastante per il Garda: resti alta l’attenzione dei cittadini».

 

Anche in via Rambotti a Desenzano i manifesti dei comitati No Tav

Sfondo bianco, scritte rossonere a caratteri belli grossi, poche parole: «Il Tav passa anche qui. No Tav». Impossibile non fare caso a quei 250 manifesti, tanti sono, che da ferragosto sono apparsi sui tableau delle affissioni a Desenzano, Lonato, Calcinato, Montichiari e Castiglione.  Tutti paesi interessati, più o meno direttamente, dal futuro passaggio della linea veloce Brescia-Verona, prevista dal 2016 con un costo che è per ora stimato oltre i 2 miliardi. «PASSA ANCHE DI QUI», questo il messaggio dei comitati No Tav del basso Garda, colline moreniche e alto Mantovano, che a sorpresa hanno lanciato questa «campagna d’agosto». Lo scopo è di «risvegliare l’attenzione dei cittadini su un progetto che ancora incombe sul futuro del nostro territorio», spiega Daniela Carassai, consigliere comunale a Lonato e membro del comitato.  Non che ci siano fatti nuovi: il progetto è ancora allo stadio preliminare e non è finanziato, al contrario della tratta Treviglio-Brescia ormai giunta alle porte della città, attraverso cantieri disseminati su 11 Comuni bresciani, per un costo di 2 miliardi di euro e fine lavori fissata per il 2016. Poi in teoria, toccherebbe alla Brescia-Verona, passando per Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo. Dal 2016. Ma allora perchè quei manifesti adesso? «Dal governo in carica – spiega Carassai – non c’è alcun segnale che lasci pensare a un abbandono di questo progetto. Anzi, da parte del governo c’è un’evidente adesione all’idea di alta velocità». Ma a convincere i comitati ad agire adesso è una circostanza molto attuale. È il fatto che proprio tra Brescia e Verona sia stata annunciata la soppressione di otto treni di pendolari: «In pratica si potrà viaggiare solo sui Frecciabianca e i Frecciarossa, spendendo da Desenzano a Verona non meno di 12 euro contro i 3,80 dei convogli regionali che saranno soppressi. Il tutto per “risparmiare”, mentre ancora si prevede di spendere 2 miliardi di euro per una linea Tav Brescia-Verona – afferma il comitato – che con i suoi cantieri occuperà il basso Garda per 10 anni con un forte impatto su turismo, agricoltura, ambiente e viabilità». Sono le ben note motivazioni del «no» alla Tav sul Garda, ampiamente condivise sul territorio. Se non l’opzione-zero chiesta dai «No Tav», una revisione (o la traslazione) del tracciato è stata chiesta dai Comuni di Desenzano, Lonato, Calcinato e Sirmione, dal Consiglio provinciale di Brescia, da due mozioni in Consiglio regionale, da parlamentari di tutti gli schieramenti, da una mozione approvata a Roma in Commissione trasporti sin dal 2010: «Impatto insostenibile per il Garda» è il coro unanime, da sinistra a destra, dai leghisti agli agricoltori. EPPURE il progetto è fermo solo per mancanza di fondi: formalmente resta valido così. Se nulla cambia, dal 2016 si parte. Nonostante la diffusa contrarietà e le significative criticità del progetto.  Come uscirne? L’onorevole Luigi Lacquaniti, deputato desenzanese di Sel, commenta con distacco l’affissione dei 250 manifesti. Ma lancia a sua volta un monito: «La Tav Brescia-Verona è un nodo che prima o poi verrà al pettine: meglio affrontarlo prima. Giusto tenere desta l’attenzione dei cittadini. Ma ancor più che di comitati, c’è la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte della politica e delle istituzioni. Il Garda non è la Val Susa – sottolinea Lacquaniti – ma è necessario che la politica prenda coraggio e che una soluzione sia trovata da parte delle istituzioni». V.R.

 

Articolo tratto da: http://www.bresciaoggi.it/stories/dalla_home/552322_spuntano_250_manifesti_no_tavla_nostra_terra__in_pericolo/