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Lettera aperta ai politici – testo integrale

AI SINDACI DEI COMUNI BRESCIANI E VERONESI TRATTA AV/AC BRESCIA VERONA

AI CONSIGLIERI 5 STELLE REGIONE LOMBARDIA

AI CONSIGLIERI PD REGIONE LOMBARDIA

AI CONSIGLIERI 5 STELLE REGIONE VENETO AI CONSIGLIERI PD REGIONE VENETO

AI PARLAMENTARI 5 STELLE-PD- LEU VENETO E LOMBARDIA

Brescia/Verona 28 Aprile 2020

Oggetto: Sarete responsabili? Quali decisioni prenderete?

Gentilissimi, La pandemia di Covid-19 che stiamo affrontando è una delle più gravi sfide all’umanità dopo la Seconda Guerra Mondiale. Più della metà della popolazione del pianeta è in quarantena, mentre il contagio mondiale (fortemente sottostimato) ha superato i 2.800.000 contagi. Cifre impressionanti che rendono l’idea della gravità del periodo che abbiamo di fronte. Il virus è un nemico terribile. Minaccia la nostra salute mettendo in luce, se ce ne fosse bisogno, l’importanza e il valore della Sanità Pubblica, animata dal lavoro instancabile di tantissimi lavoratori e tantissime lavoratrici. A questo dramma (morti e malati) si prevede “una nuova crisi economica mondiale”, addirittura di gravità maggiore rispetto a quella precedente esplosa nel 2008 e saranno le difficoltà sociali a ricordarci che l’epidemia è un problema medico ma la sua gestione è un fatto strettamente politico. Davanti a questo scenario siete voi Sindaci, Consiglieri Regionali e Parlamentari, ad avere l’onere e l’Onore di amministrare. Spetta a voi, oggi, dovervi assumere le responsabilità di prendere decisioni cruciali per il futuro della popolazione nel ruolo che vi è stato assegnato di rappresentanti politici. Il tema, quello del valore delle scelte, è oggi drammaticamente attuale a due mesi dall’esplosione del contagio. Nel momento in cui stiamo scrivendo il numero dei morti per coronavirus in Lombardia è di 13.449 persone, con il territorio bresciano tra i più duramente colpiti. Quantomeno quello che indichiamo è il numero ufficiale poiché tutti sappiamo bene che a molte persone malate e decedute non è stato fatto nessun tampone. Abbiamo assistito all’arroganza vergognosa della giunta regionale lombarda, che ha fatto pressione, insieme a Confindustria, per riaprire i luoghi di lavoro, senza nemmeno volere attendere un protocollo nazionale per la gestione in sicurezza sanitaria della cosiddetta “fase 2”. Sempre gli stessi politici lombardi, in linea con lo stesso governo, non hanno voluto istituire la “zona rossa” ad Alzano Lombardo e Nembro, permettendo la diffusione di massa del contagio e condannando a morte tantissime persone. Ovviamente la decisione di non fermare la produzione è stata voluta prima di tutto da Assolombarda, che riteneva di non potere mettere in discussione i profitti del distretto industriale della Val Seriana. Nel bresciano abbiamo avuto un caso simile di mancato lockdown con il comune di Orzinuovi. Di fronte a episodi tanto gravi, non possiamo che porre una domanda cruciale: per quanto ancora si vorrà salvaguardare la logica vorace dei capitali a scapito del diritto alla salute? L’ Alta Velocità pone questo quesito con una gravità inedita e inaudita, perché la pandemia a cui ci troviamo di fronte obbliga a darsi delle chiare priorità. Come è possibile, con ospedali riempiti di pazienti e un pianeta alle porte di una crisi economica di proporzioni storiche, volere realizzare il Tav Brescia-Padova? Un’opera bocciata ufficialmente dall’analisi costi-benefici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un’opera inutile che prosciugherà allo Stato Italiano 8,6 miliardi di euro (solo PREVENTIVATI) di risorse che dovrebbero essere destinate prima di tutto a sostegno della martoriata sanità pubblica. 60.000.000 di euro, questo è il costo medio a chilometro per le linee Tav in Italia. Una quantità di soldi non riscontrabile in nessun’altra linea Tav europea, dove si arriva al massimo a circa 20 milioni a chilometro per le tratte più costose. Intanto il trasporto dei pendolari continua ad essere un incubo per molti, per tutti coloro che non possono permettersi i costosi viaggi sui Frecciarossa semivuoti. Per finanziare questo fallimento sono stati tagliati fondi alla sanità, all’istruzione e alla ricerca, alle politiche sociali, alle risorse per la messa in sicurezza dei territori e per le ricostruzioni, alle bonifiche ambientali. Settori chiave per comprendere la tragica situazione italiana attuale. Le persone che lavorano negli ospedali – ora chiamati eroi ed eroine – lo hanno fatto e lo fanno spesso senza i mezzi necessari per proteggersi e per poter aiutare i malati. Si è dovuti ricorrere a raccolte fondi private per comprare respiratori e mascherine, mentre si sbandierava l’eccellenza della sanità pubblica lombarda. Non avremmo mai voluto avere ragione, non certamente su migliaia di morti e malati, ma da anni come Movimento No Tav chiediamo in ogni modo di non dilapidare le risorse pubbliche per grandi opere inutili affinché vengano destinate ai settori utili a tutta la comunità. Senza dimenticare i disastri degli ultimi anni: nel 2018 il deragliamento di Pioltello con tre morti e 46 feriti e il crollo del Ponte Morandi con 43 morti e 566 sfollati. Solo il mese scorso si è verificato il cedimento del ponte di Aulla, che non ha visto vittime solamente grazie alla forte riduzione del traffico dovuto dalla quarantena. Con quale criterio logico, economico e soprattutto politico si finanziano mastodontiche opere inutili mentre crollano viadotti e deragliano treni? Mentre vediamo il paese in così grande crisi economica. Non vogliamo più che il denaro pubblico venga utilizzato per favorire mafie, aziende corrotte, tangenti per costruire grandi opere inutili, vogliamo che venga investito per ripristinare i posti letto tagliati in terapia intensiva, per ripristinare i presidi sanitari territoriali e potenziare la prevenzione. Vogliamo che le infrastrutture ad essere finanziate siano quelle utili allo spostamento di pendolari, spostamento che deve avvenire in sicurezza, che sia su un treno o con un’automobile su un ponte. Chiediamo coerenza alle forze politiche, come Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali, che negli anni precedenti hanno promesso una revisione della gestione dei fondi per le infrastrutture, per destinare le risorse al bene comune. Pretendiamo che le forze politiche abbagliate completamente dal mito del libero mercato, delle privatizzazioni, del partito del cemento ad ogni costo, decidano per il bene della collettività e non del profitto di alcuni. I decessi causati dalla pandemia e il danno economico che seguiranno al contagio richiedono con ancora più forza che torni il rispetto della persona al centro dell’agire politico, contro ogni sacrificio preso dalle logiche di profitto privato. Inoltre non possiamo non sottolineare il possibile aumento di rischio di infiltrazioni mafiose a causa dell’accelerazione dello sblocco del settore economico dopo la chiusura del paese per la pandemia. Chiediamo che i sindaci e le sindache tornino a fare gli interessi dei territori, a valutare ciò che è necessario oggi e domani per gli abitanti dei loro Comuni, confrontandosi pubblicamente con gli stessi per un bene collettivo. Il bene comune non è svendere le risorse collettive (terra, aria, acqua) per lasciar passare treni inutili, ma proteggere queste risorse essenziali. Quanto bisogna attendere prima che le amministrazioni facciano sentire con forza la loro voce? Soprattutto consapevoli che la pandemia è esplosa maggiormente nelle province più inquinate d’Italia, fermo restando che la correlazione tra l’alta virilità dell’epidemia e l’altissimo grado di inquinamento ambientale in Lombardia sia ancora ampiamente da dimostrare con gli opportuni studi scientifici, siamo sicuri che respirare aria altamente inquinata non sia stato d’aiuto. Come si può pensare di devastare ancora il nostro territorio e aumentarne l’inquinamento aumentando così i rischi per la salute di chi abita queste zone? La pandemia sta già mettendo a nudo le contraddizioni di un sistema economico e di un apparato politico fondati sullo sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Le contraddizioni sul piano sociale e ambientale non potranno che esplodere con forza, di fronte all’impatto economico del contagio mondiale. La necessità di investire miliardi e miliardi di euro per fare fronte alla crisi si farà sempre più impellente. Quali decisioni prenderete? Investirete ancora grandi quantità di risorse pubbliche in opere inutili e dannose come il Tav Brescia-Padova o farete l’interesse della collettività? È il momento di dare risposte concrete e giustificate delle scelte prese e/o appoggiate, assumendosi la responsabilità di ciò che è stato fatto e di ciò che non si è voluto fare. A disposizione, cordialmente

Coordinamento No Tav Brescia Verona

Ordinari problemi dei cantieri TAV a Lonato: questo potrebbe essere solo l’inizio…FERMARLI TOCCA A NOI!

Nelle scorse settimane gli abitanti di Lonato hanno iniziato ad allarmarsi per i primi cantieri TAV, l’arroganza con cui vengono portati avanti e il non rispetto di natura, leggi e persone…

“Iniziato il cantiere TAV ci troviamo da questa mattina alle 5 con betoniere e camion da cava di Vezzola che passano lungo via salera. Questa via è interdetta al traffico di mezzi pesanti,in oltre a senso unico alternato solo per i residenti. Alle 10 mi sono recato presso l’ufficio della municipale per segnalare ciò..molto gentilmente sono intervenuti e per un ora non sono più passati. Dalle 11.20 riprende il transito dei mezzi pesanti, fermo un autista e domando se per caso non conoscesse i cartelli e lui mi risponde che con le carte sono tutto ok e possono transitare..😱🥶..cerco su internet qualche ordinanza ma nulla..esco e vado a vedere se c’è qualche cartello di modifica viabilità ma..NULLA!
….
🤬 oltre a ciò vorrei dire che è dalle 5 di questa mattina che siamo svegli ed incazzati visto che il piano della viabilità TAV non è certo questo..e visto che le multe io le pago quando infrangono il codice stradale perché loro non devono rispettarlo?”

Nei giorni successivi è successo un secondo “disguido”: nel manovrare la pala una ruspa ha tagliato di netto i cavi della corrente elettrica, lasciando l intera frazione di Campagna di Lonato per ore senza elettricità. Da quanto risulta dalle ore 15 alle 19.20,non poco per chi lavora e abita nella zona.

Chi é il garante dei cantieri?

Chi risponde degli eventuali danni recati alle attività o ai solo residenti?

Che possiamo dire…questo potrebbe essere solo l’inizio dei tanti problemi che da anni denunciamo relativi alla costruzione di quest’opera se permetteremo che vadano avanti.

Le possibilità per fermare quest’opera ci sono ancora: costa meno fermarla che farla! Sta a noi continuare a lottare!

Avanti No Tav! Ci vediamo il 5 ottobre alla marcia #notav a Lonato!

I primi cantieri TAV: l’allarme degli abitanti di Lonato!

Gli abitanti di Lonato iniziano ad allarmarsi per i primi cantieri TAV, l’arroganza con cui vengono portati avanti e il non rispetto di natura, leggi e persone…

“Iniziato il cantiere TAV ci troviamo da questa mattina alle 5 con betoniere e camion da cava di Vezzola che passano lungo via salera. Questa via è interdetta al traffico di mezzi pesanti,in oltre a senso unico alternato solo per i residenti. Alle 10 mi sono recato presso l’ufficio della municipale per segnalare ciò..molto gentilmente sono intervenuti e per un ora non sono più passati. Dalle 11.20 riprende il transito dei mezzi pesanti, fermo un autista e domando se per caso non conoscesse i cartelli e lui mi risponde che con le carte sono tutto ok e possono transitare..😱🥶..cerco su internet qualche ordinanza ma nulla..esco e vado a vedere se c’è qualche cartello di modifica viabilità ma..NULLA!
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🤬 oltre a ciò vorrei dire che è dalle 5 di questa mattina che siamo svegli ed incazzati visto che il piano della viabilità TAV non è certo questo..e visto che le multe io le pago quando infrangono il codice stradale perché loro non devono rispettarlo?”

Che possiamo dire…questo potrebbe essere solo l’inizio dei tanti problemi che da anni denunciamo relativi alla costruzione di quest’opera se permetteremo che vadano avanti.
Le possibilità per fermare quest’opera ci sono ancora: costa meno fermarla che farla! Sta a noi continuare a lottare!

Avanti No Tav! Ci vediamo il 5 ottobre alla marcia #notav a Lonato!

BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO

VILLAGGIO VIOLINO

Al Villaggio Violino sono state abbattute alcune abitazioni espropriate per far posto ai cantieri del TAV. Come potete vedere dalle fotografie,  anche qui sono state trovate sostanze tossico nocive durante gli scavi. Si tratta dell’ottavo ritrovamento in pochi km di TAV da Travagliato a Brescia. Ma è una cifra in ribasso . Lo ha detto il Dott. Gianpaolo Oneda responsabile bonifiche dell’ARPA di Brescia in un incontro che alcuni attivisti del gruppo No Tav Brescia hanno avuto con lui nella giornata di martedi 20 maggio. Secondo il tecnico dell’ARPA i ritrovamenti sono tantissimi: praticamente lungo tutta la linea e un susseguirsi di ” scoperte nocive “.  Stessa cosa era accaduta durante i lavori di costruzione della BREBEMI. E’ bene notare come non sia stata data nessuna comunicazione alla cittadinanza, da parte delle istituzioni, circa gli abbattimenti, il proseguo dei lavori, e i ritrovamenti. Continua la lettura di BRESCIA: ANCORA RIFIUTI TOSSICO NOCIVI IN UN CANTIERE DEL TAV AL VILLAGGIO VIOLINO

Le non risposte del Comune di Brescia sui cantieri dell’alta velocità in città

Ieri è andata in scena l’ennesima farsa del Comune di Brescia, con un incontro aperto al pubblico (che ovviamente non ha diritto di prendere parola) tra giornalisti e assessori di vario tipo. Si parlava dei problemi di viabilità legati all’arrivo dei cantieri per l’alta velocità a Brescia.

Come cittadini che hanno assistito all’incontro, siamo estremamente imbarazzati dall’incompetenza e disinformazione di queste persone, che tralasciano “dettagli” al quanto importanti e incisivi per i cittadini bresciani, per interessarsi solo ad affari ed interessi economici. Nulla di nuovo per il nostro comune, per carità, ma seriamente imbarazzante.

I punti dolenti che sono stati trattati sono i problemi legati alla chiusura di diverse strade, arterie principali per la viabilità all’interno di Brescia.

A partire da lunedì prossimo, 19 maggio, verrà chiusa via Roncadelle, strada già profondamente toccata per i lavori della Bre-Be-Mi e per la tangenziale, e che rimarrà inagibile fino a fine ottobre.

Seguirà poi la chiusura di via Dalmazia per 325 giorni  a partire dal 23 giugno 2014, chiusa solo in un senso di marcia per la maggior parte del tempo, ma completamente bloccata per due mesi.

Anche alla tangenziale Ovest toccherà la stessa sorte, riducendo le corsie agibili per più di tre mesi, ma teoricamente chiudendola totalmente per solo una notte, prevista per ora per il 15 ottobre.

La situazione sicuramente più grave e preoccupante, sopratutto per quanto riguarda il destino delle attività presenti, è quello di via Corsica, che rimarrà chiusa per circa un anno totalmente, a partire dal 15 maggio 2015 fino al 30 marzo 2016. La cosa vergognosa è che l’amministrazione come sempre se ne lava le mani, pur sapendo come si comportano le Ferrovie nella realizzazione dell’alta velocità, e non comunica ai cittadini interessati nulla.

Questi negozianti che fine faranno? Quanti saranno i danni economici che dovranno subire? Questo non è un loro problema, la vicinanza che tanto promettono ai cittadini sono solo belle parole, perchè nella realtà dei fatti a loro non interessa. Questo treno porterà progresso alla città, porterà ricchezza e la collegherà al resto di Europa. Questa è la storia che cercano di vendere ai cittadini, cercando di giustificare un opera che preventivamente costa già più di 2 miliardi di euro, ma che sappiamo tutti questa somma lieviterà nel tempo, e che come unico vantaggio che riescono a trovare c’è un ipotetico guadagno di circa una decina di minuti sulla tratta Treviglio-Brescia.

Ovviamente nel raccontare questa favoletta non raccontano di come i treni accessibili a tutti vengano soppressi, di come questa alta velocità sara economicamente inaccessibile alla maggior parte delle persone, ma sopratutto non raccontano di come quest’alta velocità per la maggior parte della sua tratta manterrà una velocità normale di 250 Km/h e solo in brevissimi tratti raggiungerà l’alta velocità (300 Km/h).

Ma ancora più scandaloso è il fatto che alle domande poste da alcuni assessori presenti, non sia stata data risposta. Domande di fondamentale importanza come la ricaduta di quest’opera sui bilanci comunali, le garanzie di rispetto dei tempi dei lavori e dei cantieri (di fondamentale importanza sopratutto per tutelare i negozianti), le ditte a cui sono stati affidati i lavori, ma anche su come effettivamente funzionerà questo treno ad alta velocità che arriva a Brescia e poi si ferma.

Nessuna risposta viene data a queste domande, quindi per quanto riguarda danni ambientali e problematiche per la salute dei cittadini non viene proprio nemmeno preso in considerazione l’argomento. Il Comune continua a incolpare Italferr, ma la cosa scandalosa è che i dati delle rilevazione che Italferr ha fatto, o dice di aver fatto su aria, suolo, inquinamento acustico, ecc. sono dati che il Comune non ha, e a quanto pare non interessa avere. La salute dei cittadini sappiamo bene come non sia una priorità per le nostre amministrazioni, non c’è da stupirsi insomma.

La cosa bizzarra e al quanto sconvolgente che è successa riguarda i pannelli fonoassorbenti per limitare l’impatto acustico: proprio ieri ne parlavano, dicendo che avevano contrattato pannelli che non avessero un impatto visivamente perturbante sulla città. Proprio ieri però in via Roncadelle hanno iniziato a costruire questa barriera fonoassorbente… 4 METRI DI CEMENTO ARMATO a ridosso delle abitazioni, con gli abitanti di via Roncadelle che da un giorno all’altro, come sempre senza saperlo, si sono trovati letteralmente murati nelle proprie abitazioni. Niente di nuovo, considerando che lo stesso trattamento è stato riservato a tutta Italia, ma anche qui la nostra amministrazione potrebbe smetterla di vantarsi di trasparenza e comunicazione alla cittadinanza.

Ne parliamo con Alessandra Zanini di No Tav Brescia e Sergio Cortellazzi abitante in via Roncadelle  [Download

Considerando in particolar modo che è dalla fine dello scorso anno che stiamo attendendo l’incontro che il Comune di Brescia ha promesso alla cittadinanza, insieme alla presenza di Italferr, per spiegare il progetto, i presunti vantaggi e rispondere alla preoccupazioni dei cittadini. Giusto nella giornata di ieri, il Comune ha dichiarato inutile un assemblea pubblica, aggiungendo tra l’altro che quello che viene fatto dal Comune per quanto riguarda l’alta velocità è già più di quello che sarebbero tenuti a fare, a parer loro.

Il cittadino, i suoi diritti, la salute, la dignità, il diritto a vivere in una casa e in un ambiente sano come sempre non contano nulla di fronte a soldi ed interessi.

 

ECOPARADE 2013: RECLAMA SALUTE!

15.6.2013 BRESCIA – ECOPARADE 2013: RECLAMA SALUTE

ecoparade

Brescia è una città nociva! Una città simbolo di speculazione su salute e territorio, dove la diffusa indignazione dei cittadini per la tragica situazione ambientale viene strumentalmente banalizzata da istituzioni e amministrazioni come inutile allarmismo.

Il caso Caffaro, le numerose industrie pesanti a ridosso dei centri abitati, le falde inquinate da materiali altamente inquinanti come pcb e cromo esavalente, una massiccia presenza di gassificatori, discariche speciali di ogni genere, l’ assegnazione alla nostra provincia di numerosi record di nocività… nulla di tutto questo può essere confuso per allarmismo.

Grazie all’ impagabile ed interminabile lavoro dei comitati cittadini ed attraverso numerosi casi mediatici, come il non recentissimo scandalo regionale su Formigoni e Nicoli Cristiani o come il recente servizio di Presa Diretta su Brescia e il caso Caffaro, siamo ben consci del livello di nocività che grava sulle nostra salute e delle speculazioni criminose che sono la causa di queste.

Siamo altresì consapevoli che si possa sbloccare questa vergognosa situazione solo costruendo un percorso di mobilitazione forte, dal basso, FATTO DA NOI CITTADINI SCHIERATI IN PRIMA PERSONA, determinato e auto organizzato, lontano dalle sirene di una politica, che mostra sempre più come suo unico e principale interesse la difesa del profitto personale a discapito del benessere di tutti.

Proprio questo è il nostro intento: diffondere informazione ed allargare la partecipazione alla lotta alle nocività, per reclamare le bonifiche e gli interventi necessari, per costruire alternative e per costringere le amministrazioni a fare il loro lavoro, cioè il nostro interesse, e per attribuire responsabilità a chi criminosamente ha speculato sulle nostre vite e sulla nostra terra.

In tale percorso di innalzamento del livello di attenzione e di lotta, la Rete Antinocività Bresciana e il collettivo Art@Hack, invitano all’ appuntamento annuale con l’ ECOPARADE, per continuare a diffondere ed allargare, anche in un momento di socialità, divertimento e riappropriazione di spazi pubblici, la lotta antinociva.

Art@Hack
Rete Antinocività Bresciana

CONCENTRAMENTO ORE 15.45 VIA NULLO (vicino via Milano)

Per informazioni, adesione comitati, etc.:
ecoparade@artathack.me

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RISPETTA L’ AMBIENTE, TE STESSO E GLI ALTRI!

RICORDA
OGNI STREETPARADE È UNA MANIFESTAZIONE COME OGNI FREEPARTY È UN’ OCCUPAZIONE.
RESPECT THE MOVEMENT!
STAY UNDERGROUND & KEEP IT REAL !!!

CONTRIBUISCI A CREARE UN CLIMA DI AUTOGESTIONE… YOU ARE THE STREET!

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*** CARRO NO-PCB/BONIFICHE ***
Genere musicale: Elektro, Techno, Acid
Con la partecipazione di:
COBAS Brescia – Comitato per l’ Ambiente Brescia Sud –
Comitato NoPCB Brescia Ovest – S.O.S. Scuola – Crustek – Guerrilla Radio – Modal Nodes

*** CARRO NO-INCENERITORE/INQUINAMENTO DELL’ ARIA/RIFIUTI ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Comitato Spontaneo No Centrale a Biomasse Rodengo – Ne Abbiamo Pieni i Polmoni Gussago – MKN Brigade – Noise Slavery – Noise Squad

*** CARRO PARCHI/DISCARICHE/INQUINAMENTO DEL SUOLO ***
Genere musicale: Goa, Psytrance
Con la partecipazione di:
Antinocività Rezzato – Collina dei Castagni Castenedolo – Comitato Spontaneo Contro le Nocività – Moonlight Project

*** CARRO NO-TAV/VIABILITÀ ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Comitato NOTAVbs – Legambiente – Doggod – Kimo Sound System – SaboTAZ

*** CARRO CONTRO LE NOCIVITÀ SOCIALI ****
Genere musicale: Reggae, Roots, Dub
Con la partecipazione di:
Brescia Rivolta il Debito – Cross Point / Presidio della Gru –
C.S. 28Maggio – Lab. Magmarap – Onderootz Family

*** CARRO ANTISPECISTA ***
Genere musicale: Electro, Drum n Bass, Dubstep
Con la partecipazione di:
Montichiari Contro Green Hill – Blame Society – Crossfuckers – MILF! – Uncontrolled Beat

*** CARRO ANTIPROIBIZIONISTA ***
Genere musicale: Tekno, Hardtek, Tribe, Acid
Con la partecipazione di:
Infoshock – Lab57 – Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew – No Rulez – Outconnection – TeknoNoise