21/02 @ Verona con il prof. Marco Ponti: TAV, FATTI E MISFATTI. I COSTI ENORMI DI UN’OPERA INUTILE

Ne parliamo con il Prof. Marco Ponti, docente di economia applicata al Politecnico di Milano, già capogruppo per l’analisi costi benefici del MIT, responsabile di bridges research Onlus.
Interverranno anche i testimoni dei territori colpiti dal progetto Tav.

Vi aspettiamo venerdì 21 febbraio alle 20.30 presso la Sala Tommasoli di Via Perini 7 a Verona

info: notavverona@gmail.com

Cantieri TAV a Lonato: uno scempio da fermare!

Davanti a questo scempio mancano le parole, fa male al di là dell’essere o meno abitanti di questa zona, fa male perché é un’aggressione, una violenza verso la terra e il futuro e soprattutto fa male perché non ha una ragione di essere.

Questi sono i cantieri che in questo momento sono stati aperti nella zona tra Calcinato e Lonato per la costruzione del TAV Brescia-Verona, opera che la stessa analisi costi benefici ha dimostrato essere inutile per i nostri territori.

Fa male perché chi è consapevole di quanto la nostra provincia sia inquinata e martoriata non può che indignarsi e continuare a lottare percorrendo ogni strada possibile contro questo scempio, per il quale se volessero sarebbero ancora in tempo fermare limitando danni e costi.

Certo con qualche penale, ma sempre molto meno sia dal punto di vista economico, oltre che ambientale e sociale.

Al momento non c’è praticamente nulla, è solo una fase di pre-cantierizzazione. Ma le dimensioni di questi cantieri, i continui problemi che stanno già creando a livello di viabilità, polveri, vibrazioni, cali di elettricità, ecc. dovrebbero farci capire a cosa potremmo andare incontro se permettiamo che questa opera continui ad essere costruita.

In tutto questo, nessuna compensazione, nessun palazzetto dello sport per quei sindaci e quei comuni che hanno venduto la nostra terra per ipotetiche compensazioni. A Campagna di Lonato proprio in questi giorni stanno tracciando le compensazioni: un nuovo cavalcavia e una bretella stradale solo ed esclusivamente a funzione del cantiere.
Il tracciato a Lonato si trova a ridosso di abitazioni e vicino all’oratorio dove i numerosi bambini saranno costretti per anni a respirare in prima linea le polveri degli scarichi dei camion, oltre le polveri date dal lavoro dei cantieri.

Siamo consapevoli che tutti i problemi che abbiamo denunciato negli ultimi anni riguardo a questi territori uno ad uno continueranno a venire a galla aumentando i tempi, le dimensioni, e i costi di quest’opera che è già vecchia è inutile ancora prima di essere costruita.

Non si può stare fermi/e e zitti/e, mentre le terre nelle quali si vive vengono devastate! È importante tutelare sia la nostra salute che il futuro della terra! Per questo ci vediamo sabato 22 davanti al cantiere TAV di Lonato del Garda 22/02 h.15:00 presidio davanti al cantiere del TAV di Lonato

#notav #notavbresciaverona #lonato #devastazione #cantieri #difendilatuaterra #nograndiopereinutili

Gita alla corna Trentapassi “Questa terra è la nostra terra. Non si può vendere ne comprare”

Eravamo in tanti alla Corna Trentapassi (1248m) insieme a EcoSebino e ai tanti comitati che hanno scelto di partecipare alla nostra escursione tra cui APE Brescia No pf2 Comitato salute e territorio Grumello del Monte Basta Veleni Spazio Jurka BRIGATE SOLIDARIETA’ ATTIVA

E’ stata una grande occasione per conoscere meglio il nostro territorio grazie anche alla partecipazione di Livio Pagliari, guida naturalistica e accompagnatore di media montagna.

Vi ringraziamo uno ad uno per la bella giornata passata insieme e per aver socializzato, in un’inaspettata assemblea spontanea in vetta, le tante lotte contro lo sfruttamento del nostro territorio e di chi lo abita.

Visto il successo sicuramente ripeteremo insieme altre iniziative di questo tipo!

Lodi, incidente ferroviario: chiamatele tragedie ma non chiamatele fatalità

Il primo pensiero pieno di tristezza, ma anche di rabbia, va ai morti, ai feriti e alle loro famiglie. Poi pensiamo anche noi che si tratti di tragedie, ma non di fatalità e che di fronte all’ennesimo disastro ferroviario è necessario aprire una seria riflessione politica sugli investimenti infrastrutturali, a partire dall’enorme spreco di denaro pubblico nelle Grandi opere. Uno spreco dannoso per i territori e che mette continuamente a repentaglio la sicurezza di tutti e tutte noi.
#notav #notavbresciaverona

Da notav.info

Viareggio, Laces, Andria, Pioltello, Caluso ora Lodi. Un incidente ferroviario l’anno. Solo negli ultimi 10 anni, 71 morti che chiedono perché. Anche oggi poteva essere una strage. E quindi ecco i giornalisti in TV a tirare un sospiro di sollievo perché “solo” due ferrovieri stasera non torneranno a casa.
Prima gli incidentisulle linee locali, quelle dei pendolari, abbandonate per correre ad alta velocità. Ora anche sulle nuove linee, non ammodernate perché bisogna gettarsi a capofitto in nuovi progetti. Perché nelle grandi opere girano i soldi veri, sulle grandi opere si costruiscono carriere politiche. La manutenzione ordinaria invece non conviene a nessuno. E allora si va di subappalto, si falsificano i controlli. Il personale è ridotto all’osso, bisogna metterci una toppa. In fondo, come dice qualche imprenditore, a chi vuoi che gliene freghi se casca un ponte.
Anche oggi, nauseabondo, il cordoglio dei politici, le parole vuote i “si faccia chiarezza”, gli “andremo fino in fondo”. Ma ormai non ci crede più nessuno. Chiamatele tragedie ma non chiamatele fatalità.

12/01: partecipiamo alla manifestazione contro il depuratore del garda sul fiume chiese!

** DOMENICA 12 GENNAIO MANIFESTAZIONE CONTRO IL DEPURATORE DEL GARDA SUL FIUME CHIESE **

Domenica parteciperemo anche noi alla manifestazione contro il progetto del depuratore del Garda localizzato a Gavardo sul fiume Chiese.

Un progetto di un’opera controverso e lacunoso, le cui logiche ricordano da molto vicino quelle con le quali ci scontriamo da alcuni anni e che sottendono al progetto del TAV Brescia – Verona.

Progetti per opere faraoniche, costruite con soldi pubblici, fatte passare come unica possibile soluzione a “emergenze” molto spesso costruite ad arte. Opere pensate per essere volutamente costose, portate avanti senza coinvolgere i territori sui quali ricadranno e che avranno enormi spese di mantenimento.

Opere portate avanti, ignorando le critiche, spesso legittime, e nascondendo possibili alternative, molto spesso meno costose e impattanti. Opere che nascondono altre finalità, molto più materiali e incalzanti delle “emergenze” che vorrebbero risolvere, legate a quell’intreccio ormai inossidabile che lega partiti politici a grandi lobby imprenditoriali delle quali sono referenti.

Sappiamo bene che il fiume Chiese non può accogliere un’opera così impattante e devastante. Troppo delicata e compromessa la sua situazione ambientale e sanitaria per potersi far carico delle acque dei territori gardesani. Solo l’estate scorsa una grave epidemia di legionella si è sprigionata nei territori attraversati dal corso inferiore del fiume causando vittime e centinaia di contagi.

Ma l’arroganza di una classe politica che crede di essere sempre nel giusto vuole portare avanti questo progetto, nonostante sia stata sbugiardata da più parti e a più riprese. Sappiamo che andranno avanti ad ogni costo, gettando fango su chi si opporrà.

Ma sappiamo che fermare quest’opera, assieme ai tanti altri progetti inutili e imposti che attanagliano i nostri territori, tocca a noi, a chi si mobilita in difesa di un territorio senza fini nascosti e mascherati, solo per amore e desiderio di vivere in un ambiente più sano e giusto.

Per questo motivo saremo presenti anche noi domenica, per dire NO al progetto del depuratore del Garda sul fiume Chiese. Per dire per l’ennesima volta basta al sistema delle grandi opere inutili e imposte.

#depuratoredelgarda #fiumechiese #12gennaio #gavardo #prevalle #brescia #bastaveleni #iononfacciofintadiniente #salute #ambiente #futuro #notav

21/12: vibrulè davanti ai cantieri del tav @Lonato ore 14:30-17:30

SABATO 21 DICEMBRE
ORE 14:30 – 17:30
SOLSTIZIO D’INVERNO AL CANTIERE TAV DI LONATO
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Noi portiamo tè caldo e vinbrulè, voi portate quello che volete da condividere, possibilmente senza creare rifiuti!
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L’inizio della preparazione dei lavori della linea TAV Brescia – Verona ha confermato le nostre più fosche previsioni sul rispetto delle normali regole di cantiere.
A Lonato del Garda (Frazione Campagna) i camion che movimentano la terra degli scavi passano ovunque alla faccia dei divieti. Anche nei dintorni del Santuario del Frassino (Peschiera del Garda) assistiamo a varianti di progetto di cui nessuno ha notizia.
Durante i lavori di costruzione del nuovo cavalcavia sulla A4 a Castelnuovo del Garda sembra confermata la chiusura della Strada Provinciale 27 direzione Valeggio sul Mincio, causando enormi disagi a famiglie, lavoratori e attività e tutto tace nelle istituzioni locali.
Ci pare che la trasparenza, tanto sbandierata, sia finita sotto le ruote dei camion.
Nessuno ha ancora capito i motivi per cui, per due volte è andata deserta la gara di appalto per la galleria di Lonato: le Associazioni degli Industriali, i partiti lobby del TAV ci hanno inondati di lacrime invocando l’inizio dei lavori e poi va deserta una gara da più di 200 milioni di euro.
Sulla gara per la galleria di San Giorgio in Salici (Sona) il sito di CEPAV 2 tace. Ci sono solo voci, senza alcuna conferma,di una aggiudicazione. Vogliono più soldi? Devono ancora mettersi d’accordo? Qualche maligno definisce le gallerie TAV “un buco con la mafia intorno”.

In tutto questo si inserisce una delle prescrizioni del CIPE che ha previsto l’istituzione di un Osservatorio Ambientale lungo la linea (ne fanno parte anche un rappresentante dei Comuni di Lonato e Peschiera) che periodicamente deve stendere un rapporto sulla situazione. Ad oggi non c’è nulla ma forse se ne parlerà a gennaio 2020….forse.
Per questo abbiamo mandato una lettera ai sindaci dei comuni coinvolti dal progetto chiedendo di attivarsi per tutelare le persone e il territorio che rappresentano. A tutt’oggi solo la risposta del Comune di Peschiera, che in modo laconico, rimanda ogni titolarità e oseremmo dire “responsabilità” a Roma, al Ministero dell’Ambiente, dimenticandosi che amministrare un territorio significa innanzitutto difenderlo.

Noi abbiamo sempre giudicato il TAV un disastro annunciato, un’opera inutile, costosa, devastante per il territorio e le casse dello Stato. E tutto sembra darci ragione!

Per queste ragioni ci troviamo sabato 21 DICEMBRE dalle 14:30 alle 17:30 davanti al cantiere del TAV di Lonato in via Campagna di Sopra.

NON SMETTEREMO DI DENUNCIARE, NON CI STANCHEREMO DI ESSERCI. AVANTI #NOTAV!

#IONONFACCIOFINTADINIENTE: ieri eravamo 15000 a Brescia per ambiente, salute e futuro!

Condividiamo le parole di Basta Veleni sulla manifestazione di ieri!

Avanti #notav per il presente e per il futuro!

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Ieri è stata una grandissima giornata di mobilitazione: non siamo i soliti “quattro gatti” che chiedono che l’ambiente in cui vivono venga tutelato ma un fiume in piena di persone sempre più consapevoli che per il nostro presente ma sopratutto per il nostro futuro non si può più far finta di niente e che non possiamo più delegare, dobbiamo essere noi in prima persona a cambiare le cose.

15.000 persone ieri a Brescia hanno percorso le vie del centro consapevoli che questa manifestazione non è un inizio, non è una fine, ma è una delle tante giornate di lotta e mobilitazione che metteremo in campo.

Dobbiamo rimanere uniti e unite, lavorare nei territori senza tregua: non chiediamo la luna, chiediamo di poter vivere in un ambiente sano! Non chiediamo l’impossibile, chiediamo un futuro migliore per noi e per le generazioni che arriveranno!

Che lo slogan di ieri non resti solo uno slogan: IO NON FACCIO FINTA DI NIENTE deve diventare il nostro motto da persone attive e reattive ogni giorno!

Grazie ancora a tutti e tutte voi che avete reso possibile una giornata fantastica come ieri, che infonde voglia e coraggio non solo a voi ma anche a noi attivisti dei comitati sui territori.

Grazie a tutte le persone che ci hanno aiutati nel percorso di avvicinamento alla manifestazione.

Grazie perché abbiamo dimostrato che uniti siamo una forza che può fare la differenza!

E ora non ci resta che prenderci quello che ci spetta: un’ambiente migliore e il diritto alla salute percorrendo nuove strade che ci portino a risultati più concreti che le mere promesse dell’amministrazioni comunali, della provincia, della ragione o del parlamentare di turno: IL TEMPO DELLE PAROLE E’ FINITO, ORA INIZIA IL MOMENTO DELL’AZIONE.

#IONONFACCIOFINTADINIENTE #bastaveleni #salute #inquinamento #futuro #manifestazione #marcia #brescia #27ottobre #lombardia #italia #ambientalisti #fridaysforfuture

Spezzone NO TAV alla marcia di Basta Veleni del 27 ottobre a Brescia

Domenica 27 ottobre 2019 a Brescia ci sarà la seconda marcia organizzata da Basta Veleni, tavolo di lavoro che riunisce tantissimi comitati e associazioni che si occupano di ambiente e salute in tutta la provincia bresciana e di cui facciamo parte anche noi come Coordinamento No Tav Brescia – Verona.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare il 27 ottobre: marcia Basta Veleni @Brescia h.1430 perchè questa città e provincia hanno bisogno di bonifiche ambientali, messa in sicurezza dei territori e tantissime altre cose per cui sentiamo da anni la retorica del “non ci sono più soldi” e invece più di 8 miliardi di euro potrebbero essere sprecati e sperperati per la costruzione del TAV Brescia-Padova, opera la cui inutilità è stata dimostrata per l’ennesima volta dall’analisi costi-benefici commissionata dal Ministero dei Trasporti stesso.

L’abbiamo sempre detto e continueremo a lottare perchè ciò avvenga: L’UNICA GRANDE OPERA DI CUI HANNO BISOGNO I NOSTRI TERRITORI SONO LE BONIFICHE!

Ci vediamo il 27 ottobre alle 14:30 in Piazzale Arnaldo a Brescia con bandiere e cartelloni!!

#notav #marciabastaveleni #bastaveleni #27ottobre #brescia #iononfacciofintadiniente #salute #futuro #ambiente #unasolagrandeopera #bonifiche

RICORSO AL TAR: UN MURO DI GOMMA!

Nella giornata di mercoledì 9 ottobre 2019 si è svolta nella sede del TAR Lazio a Roma l’udienza per il ricorso verso la deliberazione N. 42 del 10.7.2017 con la quale il CIPE ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione della linea ferroviaria AV/AC Milano-Verona, tratta Brescia Verona, lotto funzionale Brescia est-Verona.

I ricorsi questa volta erano due: uno è stato presentato dalle associazioni a carattere ambientale e di tutela del territorio, e un altro è stato presentato dagli espropriati che hanno aderito; questo per evitare il giudizio di inammissibilità dichiarato nelle sedute precedenti per disomogeneità dei soggetti ricorrenti.

Il nostro Avvocato Fausto Scappini ha presentato una relazione e in seguito alla risposta di Cepav Due ha presentato altre repliche e ha chiesto alla giudice di discutere tutte le memorie presentate.

Il nostro avvocato ha fatto la sua requisitoria come sempre molto precisa e circostanziata. Ha dichiarato la sussistenza di 3 vizi nella precedente sentenza del Consiglio di Stato, per i seguenti motivi:
1) mancata valutazione dell’opzione zero.
2) carenza di istruttoria: presentazione di documenti insufficienti e non idonei a dimostrare di aver ottemperato alle 309 prescrizioni. Numerosissime non sono state ottemperate e il progetto esecutivo non contiene adempimenti per rimediare ai danni previsti;
3) spezzettamento del progetto esecutivo in mille rivoli: infatti il Cipe ha “smembrato la Valutazione di impatto ambientale in innumerevoli stralci, in maniera del tutto illogica, irrazionale oltre che illegittima”. (testualmente).

Inoltre ha affermato che in questo ricorso non può essere posta la questione di inammissibilità per disomogeneità tra i soggetti perché i ricorsi sono stati presentati separatamente.

Moltissimi soggetti ad oggi non sanno esattamente che ne sarà della loro proprietà e della loro attività: si tratta di un sistema “ barbaro” per sottoporre ad esproprio i beni delle persone, sicuramente in contrasto con la tutela dei principi su cui si basa la nostra società.

L’avv.to di CEPAV 2 ha controreplicato che:

  • praticamente è inutile questo ricorso perché già il precedente era stato dichiarato inammissibile dallo stesso tribunale;
  • Che la maggior parte delle prescrizioni è preordinata a ridurre l’impatto ambientale dell’opera e della cantierizzazione e quindi il loro recepimento non deve ovviamente essere nuovamente sottoposto a valutazione ma semplicemente verificato nello sviluppo della progettazione esecutiva.
  • c’è conflitto di interessi fra alcuni soggetti ricorrenti
  • c’è carenza di interesse da parte di alcuni soggetti (associazioni non interessate direttamente e Comune di Medole in quanto distante 13 km. dall’area di realizzazione dell’opera)
  • che alcuni interventi anche pesanti sono stati cancellati, migliorando il progetto.

Il nostro legale ha di nuovo replicato rispondendo che l’interesse delle associazioni è dimostrato da tutti i documenti presentati, e attività relazionate, e che il Comune di Medole è stato legittimato da una relazione tecnica che dimostra l’impatto che avrà l’opera sulle falde acquifere, mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico dei comuni dell’alto mantovano.

Nella discussione sono stati dichiarati inoltre altri problemi: per esempio il fatto che la galleria di Lonato è stata solo parzialmente inserita nel progetto esecutivo, che ci sono ad oggi 16 varianti che stravolgono il progetto e altre sono in preparazione, che l’8.7.2019 è stato approvato solo il primo dei tre pacchetti di lavori previsti e non tutto il progetto come afferma Cepav.

Ebbene: il giudice ha dichiarato che è stato proposto il parere di INAMMISSIBILITA’ anche questa volta.

Avendo presenziato all’udienza insieme al nostro legale abbiamo avuto l’impressione che a nulla valgono tutte le osservazioni presentate sulla base della realtà dei fatti e che ci si trovi di fronte a un MURO DI GOMMA sul quale rimbalzano tutte le nostre giuste rivendicazioni.

Ora aspetteremo il giudizio definitivo del TAR Lazio sicuri di aver portato avanti una lotta anche dal punto di vista legale che rivendichiamo a testa alta, in difesa del nostro territorio contro questo scempio!

Marcia no tav a Lonato: fermatevi! Noi non ci fermeremo!

A distanza di cinque anni dalla prima marcia No Tav sul Basso Garda, ieri siamo tornati a manifestare, questa volta nel territorio di Lonato dove, nelle ultime settimane, sono iniziati i cantieri del Tav.

Questo paese lacustre è guidato da un’amministrazione che oggi, come negli ultimi anni, gestisce le questioni pubbliche favorendo la cementificazione in nome del profitto economico. La linea ferroviaria ad Alta Velocità Brescia-Verona infatti non porterà alcun beneficio alla comunità locale o al turismo. La galleria di 7 chilometri a Lonato infatti, appoggiata da Sindaco e Giunta senza spiegazione di utilità alcuna, creerà espropri, problemi alle falde acquifere, disagio per il passaggio quotidiano di centinaia di tir negli anni di cantiere, inquinamento dell’aria e danni al turismo.

In questa situazione di mancanza di cura per il bene comune, di mancanza di partecipazione delle comunità nei processi decisionali politici, abbiamo sfilato per le vie del paese fino ad arrivare al cantiere per ribadire la nostra contrarietà.
Il cantiere ad oggi è una gigantesca distesa di terra espropriata ai lonatesi scavata e sollevata in ogni ora del giorno e della notte con passaggio di tir in strade non previste e contromano, e con “disagi” come il taglio “accidentale” dei cavi dell’energia elettrica alle abitazioni ed attività limitrofe. Sappiamo bene che questi cantieri preliminari non sono nulla in confronto ai veri lavori che l’alta velocità potrebbe portare sui nostri territori qualora il progetto proseguisse.

Così ieri, arrivati al cantiere sono state simbolicamente lanciate palle di terra e semi dove sorgono cumuli di terra scavata e dove un tempo c’erano campi coltivati, nella speranza che la natura sia più forte del profitto e del malaffare e continui a lottare, insieme a noi.
Ma la rabbia di vedere la nostra terra distrutta, lo sdegno di sapere che quest’opera non serve e probabilmente non verrà mai finita ci ha dato quel coraggio di riprenderci, anche solo per un momento, qualcosa che è della collettività: la nostra terra e il suo futuro. E così tra cori, sorrisi e anche un po di commozione ci siamo riappropriati di un pezzo di area cantierizzata ricordando ai lor signori del TAV che gli unici che si devono fermare sono loro, perché noi, come abbiamo detto, non ci fermeremo. Abbiamo lasciato sul terreno simbolicamente a monito i nostri Spaventav, perché continueremo a vigilare ed essere presenti.

Sproporzionato come sempre l’apparato di sicurezza messo in campo per il corteo di ieri con decine di celerini, elicottero della polizia sempre presente e Sindaco impegnato in prima persona a chiedere ai negozianti di chiudere le attività al passaggio del corteo per fomentare la paura e la diffidenza verso i propri stessi compaesani, rei colpevoli di chiedere spiegazioni su queste decisioni politiche speculative.

Come 5 anni fa ribadiamo la nostra contrarietà a questa grande opera inutile e come 5 anni fa sosteniamo che quest’opera si può fermare, costa ancora meno fermarla che farla e siamo ancora in tempo perché questi lavori sono solo una precantierizzazione.

Avevamo e abbiamo tutte le ragioni per proseguire nella nostra lotta, forti anche dei risultati dall’analisi costi benefici che ha bocciato ufficialmente quest’opera, determinati a percorrere come abbiamo sempre detto ogni strada possibile per fermare questo scempio.

Fermatevi, perché noi non ci fermeremo!

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